Vita nominale di progetto e durata delle opere. Cosa dicono le NTC 2018?

Vita nominale di progetto. Sulla durata delle opere cosa dicono le NTC 2018?

Vita nominale

La vita nominale VN di progetto di un’opera, come specificato nel capitolo 2 delle NTC 2018, è convenzionalmente definita come il numero di anni nel quale è previsto che l’opera, purché soggetta alla necessaria manutenzione, mantenga specifici livelli prestazionali.

Si fa anche notare che il termine vita nominale, nel passaggio dalle NTC 2008 alle NTC 2018, diventa vita nominale di progetto, quasi a voler evidenziare l’importanza della scelta da effettuare in sede progettuale.

All’interno delle Norme Tecniche 2018, sono stati distinti anche sotto il profilo operativo i concetti di vita nominale di progetto dell’opera e di impiego dell’opera, differenziandone i rispettivi livelli di sicurezza sulla base delle classi d’uso.

Per questo motivo, sono stati eliminati i riferimenti a determinati tipi di opere (presenti nelle NTC 2008) e introdotte, ai fini della determinazione della VN, categorie generali di costruzioni che si differenziano sotto il profilo prestazionale in:

  • costruzioni provvisorie e temporanee;
  • costruzioni con livelli di prestazioni ordinari;
  • costruzioni con livelli di prestazioni elevati.

Per ciascuna di tali categorie generali viene prescritto un valore minimo della vita nominale di progetto. Nelle NTC 2018, sono stati introdotti chiarimenti anche riguardo alla scelta della vita nominale di progetto per le opere in fase di costruzione, al fine di evitare l’assunzione di valori per i quali le metodologie probabilistiche di valutazione delle azioni, basati su di esse, perdono di significato tecnico.

Vita nominale di progetto e livello di prestazione. Quali legami esistono?

La Circolare esplicativa 2019 va poi a intervenire approfondendo la complessa interazione fra vita nominale, livelli di prestazione della costruzione, classe d’uso e periodo di riferimento dell’azione sismica.

Prima di tutto viene chiarita la natura del tutto convenzionale del concetto di “vita nominale”, indipendente dal periodo di ritorno dei sovraccarichi e delle azioni climatiche oltre che dalla classe d’uso da individuarsi ai fini della determinazione dell’azione sismica.

La vita nominale è invece legata al livello di prestazione che si vuole dare alla costruzione (Tab. 2.4.I NTC 2018). Difatti nella Circolare 2019, in riferimento al paragrafo 2.4.1 delle NTC 2018, si legge: Il livello di prestazione è cosa diversa dalla classe d’uso che, invece, definisce i livelli minimi di sicurezza differenziati in relazione alla funzione svolta nella costruzione e, pertanto, alle conseguenze che ne derivano in caso di fallimento. Il livello di prestazione rispetto alla durabilità da fornire alla costruzione dovrà perciò scaturire da una valutazione tecnico-economica che il committente stabilirà a seguito di un’opportuna interazione con il progettista, ed è disgiunta dalle indicazioni che la norma fornisce per individuare la classe d’uso da attribuire”.

Vita nominale di progetto. Cosa cambia tra le NTC 2008 e le NTC 2018?

Come già sopra detto, il primo aspetto da rilevare è che la vita nominale diventa di progetto e viene immediatamente associata alla necessaria manutenzione (mentre nelle NTC 2008 si parlava semplicemente di manutenzione ordinaria). Si ribadisce che questi aspetti sono tutt’altro che marginali e vanno a esplicitare e aggiungere determinate responsabilità in capo al progettista.

La questione della vita nominale è risultato uno degli aspetti maggiormente dibattuti durante i lavori di revisione. Una proposta, in particolare, prevedeva di differenziarla per gli edifici esistenti rispetto a quelli nuovi: questo ovviamente avrebbe comportato una riduzione dell’azione sismica agente sulla struttura stessa. Ritroveremo comunque questi concetti nel Capitolo 8.

La tabella riportante i valori della vita nominale è leggermente cambiata e non riporta più la tipologia di opere, ma solo il loro livello di prestazione, che si suppone comunque in analogia alle NTC 2008.

Vita nominale

Tabella 2.4.I /NTC 2008 – Vita nominale VN per diversi tipi di opere _©Norme Tecniche per le costruzioni 2018 e circolare esplicativa- Maggioli Editore

Vita nominale

Tabella 2.4.I /NTC 2018 – Valori minimi della vita nominale VN di progetto per i diversi tipi di costruzioni _©Norme Tecniche per le costruzioni 2018 e circolare esplicativa- Maggioli Editore

Viene inoltre scritto chiaramente che i valori riportati per la vita nominale sono da intendersi come minimi e nulla vieta al progettista e committente di maggiorarli. È stata poi esplicitata meglio la fase di costruzione (spiegando chiaramente come tenerne conto in fase progettuale) e quella di opera temporanea.

Si nota infine l’aggiunta della frase al paragrafo 2.4.1 delle NTC 2018: “Non sono da considerarsi temporanee le costruzioni o parti di esse che possono essere smantellate con l’intento di essere riutilizzate”. Importanti gli approfondimenti che la Circolare 2019 propone sul periodo d’uso di una costruzione in funzione anche degli interventi di riparazione o di manutenzione straordinaria, volti al “rinnovo” della vita nominale e legati all’evoluzione dell’affidabilità strutturale in funzione delle strategie d’intervento.

Il testo e le immagini sono tratte dal volume:

Norme tecniche per le costruzioni 2018 e circolare esplicativa

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