Vincoli di sottosuolo e cantiere: quali criticità comportano?

Vincoli di sottosuolo e cantiere: quali criticità comportano?

vincoli di sottosuolo e cantiere

I vincoli di sottosuolo cantiere, assieme a quelli territoriali, di superficie ed aerei rappresentano una classe di criticità che si palesa al momento dell’analisi e dello studio del luogo dove verrà allestito il cantiere temporaneo o mobile e quindi dove sorgerà la nuova opera.

La tipologia di vincolo andrà ad influenzare le procedure di organizzazione del layout (stoccaggio, movimentazione, lavorazione…) incidendo sui tempi e sui costi di costruzione.

In particolare, per i cantieri infrastrutturali a rete (ad es. una ferrovia) e per i cantieri mobili (ad es. una manutenzione stradale) le criticità dovranno essere monitorate anche in relazione alla estensione spazio-temporale dell’intervento.

Analizziamo nel dettaglio gli aspetti circa i vincoli di sottosuolo e cantiere.

Vincoli di sottosuolo e cantiere: caratteristiche chimico-fisiche e idrologiche

Le caratteristiche geomorfologiche, geotecniche e idrologiche del suolo o, più in generale, del territorio dove si svilupperà l’intervento rappresentano un potenziale elemento generatore di criticità operativa; ad esempio, in relazione all’orografia dell’area di cantiere, se questa presenta pendenze sensibili tutte le tempistiche di movimentazione meccanizzata e manuale potrebbero risentirne per via della maggiore difficoltà di allestimento del subsistema infrastrutturale del cantiere (raggio di curvatura, pendenza e larghezza delle rampe; piazzole di carico/scarico in nicchia, scale pedonali in terra, in carpenteria metallica o di legno, ecc.) e della sua minore percorribilità.

Parimenti potrebbe essere necessario consumare risorse economiche e temporali per realizzare specifiche opere di prevenzione e/o protezione collettiva su pendii potenzialmente franosi – o comunque idrogeologicamente dissestati – prospicienti l’area di cantiere. Anche la pendenza naturale ammissibile delle pareti di scavo può descrivere una potenziale criticità caratteristica di un luogo in relazione alla superficie di cantiere necessaria; l’indisponibilità di aree di cantiere sufficientemente ampie può così determinare il ricorso a sistemi di contenimento del fronte di scavo quali sbadacchiature in legno, palancole metalliche, berlinesi di micropali, finanche diaframmi in calcestruzzo armato: tutte tecnologie cantieristiche o, addirittura, vere e proprie opere aggiuntive che devono essere preventivamente valutate in termini di costi e di tempi di realizzazione.

Un’altra potenziale criticità operativa è la situazione idrologica caratteristica del/i sito/i di intervento: allestire un sistema well-point o, più semplicemente, una centralina di aggottamento delle acque di falda, ad esempio, rappresenta un costo e un tempo di intervento da mettere preventivamente in conto.

Le caratteristiche chimico-fisiche dei terreni oggetto di intervento devono ricevere un’adeguata attenzione preventiva, per evitare la necessità di avviare, ad esempio, una attività di bonifica imprevista, la quale potrebbe incidere pesantemente sui tempi di avvio del cantiere, criticizzando l’esecuzione delle opere progettate. Questa criticità può essere relazionata anche con la presenza di manufatti impiantistici abbandonati nel sottosuolo o comunque da rimuovere, quali ad esempio cisterne di combustibile, che potrebbero avere rilasciato nel terreno sostanze inquinanti.

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Vincoli di sottosuolo e cantiere: i sottoservizi impiantistici

I sottoservizi impiantistici rappresentano una fonte di potenziale criticità operativa in relazione, ad esempio, alla necessità di effettuare scavi di sbancamento o in trincea, specialmente quando questi ultimi vengono effettuati in ambito urbano, dove il sottosuolo può essere una fonte di spiacevoli sorprese in corso d’opera a causa di una mappatura imprecisa dei tracciati impiantistici interrati. Anche in campo infrastrutturale, tuttavia, è opportuno eseguire una attenta analisi delle dorsali interrate nel territorio, anche al fine di assumere adeguate distanze di sicurezza.

L’asse del tracciato di un gasdotto o di un oleodotto o di un elettrodotto o di un cavidotto dati, ad esempio, deve essere sempre materializzato con un’approssimazione di 5 m per parte, distanza riducendo la quale le operazioni di scavo devono essere condotte più lentamente, con maggiore attenzione operativa.

In campo soprattutto civile, anche la scelta delle aree di stoccaggio deve tenere conto della presenza di sottoservizi: non è possibile, ad esempio, effettuare lo stoccaggio di elementi pesanti quali travi da ponte in attesa del varo o fasci di palancole nella striscia di influenza di un gasdotto o di un oleodotto, così come sopra descritta.

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Rinvenimento manufatti sotterranei

Appartengono alla classe dei vincoli di sottosuolo e cantiere, il rinvenimento di trovanti, manufatti e reperti archeologici.

Tale situazione può facilmente mandare in crisi il sistema gestionale del cantiere quando non modificare, addirittura, l’intero progetto da realizzare. Nel caso di manufatti interrati (ad esempio, sistemi fondazionali pregressi non demoliti e semplicemente rinterrati) uno studio dell’uso antropico pregresso del sito aiuta nella valutazione.

Particolare attenzione può essere dedicata ai muri di confine, soprattutto se di altezza cospicua, che frequentemente presentano una fondazione che “sconfina” nella proprietà adiacente impedendo o complicando, ad esempio, l’esecuzione di diaframmi a confine. Se nei primi due casi si tratta, sostanzialmente, di procedere alla demolizione e al successivo conferimento a discarica autorizzata del materiale di risulta, nel caso di manufatti o reperti archeologici la situazione deve essere gestita di concerto con la locale Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici o per i beni archeologici la quale ha la facoltà di mandare in campo degli esperti per ‘sovrintendere’ ai lavori in modo da preservare il patrimonio secondo un determinato progetto.

Questo può fare sì, ad esempio, che un’attività di scavo meccanizzata venga sostituita da una attività di scavo manuale con conseguenze facilmente immaginabili sui ritmi del cantiere. Gli studi storici preventivi sul sito contribuiscono a una programmazione dei lavori maggiormente consapevole e, dunque, più affidabile.

Il testo è di Marco Lorenzo Trani.

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