Viadotto Polcevera completo: posata l’ultima campata

Viadotto Polcevera completo: posata l’ultima campata

Mentre venivano approvate le tanto attese linee guida per i ponti stradali esistenti, sul cantiere del Viadotto Polcevera si procedeva al completamento della struttura più osservata d’Italia.

Il legame tra le nuove linee guida e la fine del Ponte Morandi trova concatenazione perché la pubblicazione, che regolamenta la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio delle infrastrutture, completa un percorso avviato, nei mesi immediatamente successivi al collasso del Viadotto Morandi, da un gruppo di lavoro a fianco dalla Struttura di Missione del MIT (AINOP – Archivio informatizzato delle Opere Pubbliche) appositamente costituito per attuare le previsioni del Decreto “Genova”.

Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, nella seduta del 17 aprile 2020 ha approvato definitivamente il documento contenente anche le osservazioni e le indicazioni evidenziate dal CNI circa le competenze professionali e la definizione/gestione della fase di sperimentazione delle linee guida che avverrà sul campo per almeno 18 mesi, periodo utile per la verifica delle procedure introdotte.

La necessità di fornire delle direttive rappresenta un tassello in risposta alle difficili e drammatiche situazioni infrastrutturali degli ultimi anni.

L’ex viadotto Morandi ha messo in evidenza un problema, un grave campanello di allarme che ha reso tutti più sensibili circa la questione controllo e manutenzione dell’esistente. Il viadotto Polcevera completo, il cantiere senza sosta rappresenta una ripartenza ma resta una ferita.

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Viadotto Polcevera completo: la campata che chiude il tracciato

Il cantiere è andato avanti su più fronti, in realtà non solo uno ma ben due cantieri completamente autonomi attivati sia lato levante, sia lato ponente con l’obiettivo di dimezzare le attività. I tecnici e le maestranze di Salini Impregilo e Fincantieri hanno proseguito il lavoro attenendosi alle limitazioni imposte a causa del Covid-19 e con l’ultimo impalcato il Viadotto Polcevera è realtà.

Con il collaudo si chiuderà l’opera, la cui costruzione è iniziata a gennaio del 2019.

Il tracciato si conclude con il varo dell’ultima campata le cui operazioni in quota sono state influenzate dal forte vento, che ha dettato i tempi di sollevamento della diciannovesima e ultima campata, coordinata dai tecnici di Fincantieri Infrastructure con gli specialisti nel trasporto di Fagioli.

L’obiettivo ultima campata è stato raggiunto martedì 28 aprile 2020 alle ore

Così si avvia alla fine la storia del Viadotto Polcevera completo, composto da 18 pile posizionate ad un passo costante di 50 metri, fatta eccezione per le tre campate centrali distanti tra loro 100 metri e poste sull’area del torrente Polcevera e area ferroviaria. Le dimensioni esterne delle pile per le campate da 50 e 100 metri sono di 9,5 per 4 metri, mentre 281 i pali delle sottofondazioni a sostegno delle pile e delle spalle.

Con l’ultima fase prende posizione il cassone d’acciaio con la parte superiore in calcestruzzo collaborante e la parte esterna che si compone di elementi triangolari che sostengono l’impalcato superiore della soletta e che supportano a loro volta il fondo in lamiera calandrata.

Ponte Genova Completo

Illuminazione Ponte Genova 

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L’operazione eseguita, estremamente delicata, ha previsto la realizzazione di una piazzola compattata con rullo lungo la sede del torrente con il fine di sorreggere il peso dell’ultimo impalcato che con i carrelli multiassiali è stato posizionato in corrispondenza del punto di sollevamento, garantito poi dagli strand jack (cavi d’acciaio che consentono di sollevare carichi eccezionali).

Al posizionamento dell’ultimo impalcato segue la fase di predisposizione impianti, all’interno dei cassoni, già avviata per gli impalcati posizionati.

L’ultima campata ha raggiunto la cima nella sera del 27 aprile ed è rimasta in attesa della cerimonia durante la quale è stato battezzato il suo posizionamento. La manifestazione è avvenuta il 28 aprile in tarda mattinata in presenza del primo ministro, Giuseppe Conte e del ministro per le Infrastrutture, Paola De Micheli. Viene suturata una ferita con il completamento dell’arteria stradale a servizio della città ma che non potrà essere mai completamente rimarginata a causa delle 43 vittime che rimangono nella memoria.

Pietro Salini ha sottolineato ancora una volta l’importanza dei piani di monitoraggio e di manutenzione delle infrastrutture, necessità improrogabile.

Un importante traguardo è stato raggiunto, ma per l’inaugurazione dell’opera simbolo bisognerà attendere luglio 2020.

Sei interessato al tema sicurezza infrastrutture? Non perdere il webinar gratuito “I Ponti esistenti: la valutazione di sicurezza alla luce delle nuove linee guida”Lo stato dell’arte, sicurezza, vision del patrimonio infrastrutturale italiano (Prof, Ing. Franco Bontempi) – Obblighi e responsabilità della p.a. e degli enti gestori (Prof. Ing. Ermete Dalprato) – Le nuove linee guida di verifica della sicurezza dei ponti esistenti (Prof. Ing. Edoardo Cosenza).

L’ appuntamento è previsto per il 27 maggio dalle 17.00 alle 18.30  > iscriviti al link

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Appassionata di ingegneria, architettura, scienza e tecnologie. Abilitata alla libera professione di ingegnere sez.B e di geometra, ha studiato scienze dell’ingegneria edile a Firenze. Cura i contenuti di approfondimento e formazione professionale del sito della Maggioli Editore.

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