Viadotto Italia: ripristino e rinforzo di una delle strutture più alte al mondo

Viadotto Italia: ripristino e rinforzo di una delle strutture più alte al mondo

Il viadotto Italia che serve l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria è il più alto viadotto autostradale italiano, il secondo in Europa (il primato europeo è stato detenuto dal viadotto italiano fino al 2004 per poi essere superato dal viadotto strallato di Millau in Francia) e uno dei più alti al mondo. Nel 2016 la struttura ha subito un intervento di consolidamento strutturale con materiali compositi e ripristino del calcestruzzo progettato da Italsarc ScpA (CMB-Ghella) e realizzato dall’impresa edile Giacovelli Costruzioni S.r.l. con direzione lavori dell’ing. Mario Beomonte.

L’infrastruttura, il cui progetto preliminare del ponte fu redatto dagli ingegneri Fabrizio de Miranda, Carlo Cestelli Guidi e Carmelo Pellegrino Gallo, vincitori di un concorso nazionale indetto nel 1964, rientra nel Macrolotto 3 parte 2 dell’autostrada del Mediterraneo (già A3 Salerno-Reggio Calabria), che si estende per 20,5 Km, e comprende 11 viadotti per 7.342 m e 6 gallerie tra naturali artificiali per altri 11.459 m.

Il viadotto Italia sul torrente Lao, la cui costruzione ebbe inizio nel mese di ottobre 1966 e terminò a novembre 1969, è lungo 1.161 m, ha una luce centrale di 175 m ed è alto 261 m dal fondovalle e le pile più alte raggiungono i 130 m di altezza.

Definita un’opera di alta ingegneria infrastrutturale, il viadotto presenta due carreggiate affiancate e altrettanti impalcati a struttura mista acciaio-calcestruzzo, tranne nella parte centrale con impalcato metallico unico realizzato con piastra ortotropa. Ciascun impalcato ha due travi metalliche a doppia T collegate mediante pioli connettori a una soletta in c.a.

Lungo le carreggiate dell’accesso dal lato Salerno, il viadotto è dotato di quattro campate continue per un totale di circa 280 metri. Per l’accesso verso Reggio Calabria, le campate invece sono nove, continue e di lunghezza variabile, per un totale di circa 420 metri. Gli impalcati poggiano su pile di nuova costruzione e su altre già esistenti.

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Viadotto Italia: ripristino della pila 10 e altri interventi

Le pile 3, 4, 7, 8, 9, 10, 11 e 12 hanno subito interventi di rinforzo strutturale con fasce in fibra di carbonio mentre sulla pila 10 (prima Pila 13), danneggiata del crollo della quinta campata della carreggiata sud nel 2015 durante i lavori sull’impalcato, è stato eseguito un più complesso intervento di ripristino della sua funzionalità affinché potesse essere in grado di resistere alla realizzazione del nuovo impalcato previsto dal progetto e alle azioni orizzontali.

Nel complesso sul viadotto Italia i lavori eseguiti possono essere raggruppati in tre fasi, come riportato nell’articolo a cura di Kimia che racconta il caso studio.

Ripristino del calcestruzzo

  • Demolizione delle porzioni di pila danneggiate e rimozione macerie;
  • esecuzione di scarifica superficiale della pila a ridosso del foro su entrambe le facce del setto, di modo da scoprire le armature esistenti per una lunghezza idonea a garantirne la sovrapposizione;
  • posa delle armature adeguate e ripristino di quanto presente nella parete;
  • installazione di casseratura adeguata al contenimento del nuovo getto sulle due facce del setto (la casseratura esterna è quella impiegata per l’incamiciatura);
  • ripristino della sezione originaria e getto integrativo con Betonfix CR.

Incamiciatura fusto della pila

  • Scarifica superficiale mediante idrodemolizione;
  • sostituzione delle armature trasversali e longitudinali esistenti danneggiate con l’idroscarifica;
  • posa delle armature integrative;
  • esecuzione di forature nella fondazione e nel fusto della pila e successiva sigillatura delle armature;
  • realizzazione di un getto integrativo mediante malta Betonfix CR additivata con inerti;
  • rivestimento protettivo flessibile costituito da malta cementizia;
  • rivestimento protettivo elastico epossipoliuretanico.

Rinforzo strutturale con tessuti in fibra di carbonio

L’opera di rinforzo con tessuti in fibra di carbonio, oltre che sulla Pila 10 su cui sono state eseguite le precedenti operazioni, ha interessato anche le pile 3, 4, 7, 8, 9, 10, 11, 12 nelle direzioni Nord e Sud. Durante questa fase sono state eseguite le operazioni di:

  • pulizia e regolarizzazione del supporto per l’eliminazione totale delle parti inconsistenti e per non pregiudicare l’aggrappo dei tessuti di rinforzo;
  • applicazione di primer a base di resina sintetica Kimicover FIX e di adesivo epossidico Kimitech EP-TX per livellare la superficie da rinforzare e creare uno strato adesivo per la successiva applicazione del rinforzo;
  • rinforzo con tessuto in fibra di carbonio Kimitech CB 320, impregnato con resina epossidica Kimitech EP-IN e spolvero a fresco di sabbia di quarzo Kimifill;
  • rasatura con Betonfix RS armato con rete in fibra di vetro Kimitech 350 e verniciatura finale con Kimicover BLINDO.

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I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.

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