Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri! Lo dice una sentenza TAR Lazio

Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri! Lo dice una sentenza TAR Lazio

Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri

Spetta agli architetti o agli ingegneri? La domanda si ripresenta quando bisogna delineare le competenze professionali davanti a situazioni controverse dove ad esprimersi è il giudice amministrativo.

È quello che accade con una sentenza TAR Lazio, sezione staccata di Latina (Sezione Prima), del 25 maggio 2020 n.170, avente come oggetto la ripartizione delle competenze professionali tra ingegneri ed architetti in materia di progettazione delle opere viarie e realizzazione di rotatorie stradali.

Per la precisione si parla di affidamento dei lavori di miglioramento della sicurezza stradale mediante la realizzazione di una rotatoria ed illuminazione di incrocio stradale e progettazione delle opere di urbanizzazione primaria.

Un caso verso il quale il giudice amministrativo ha ribadito l’esclusiva competenza dei professionisti ingegneri riguardo la progettazione delle opere di urbanizzazione primaria.

Vediamo nel dettaglio cosa dice la sentenza.

Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri! Cosa dice la sentenza?

Tutto ha inizio con il ricorso presentato dal titolare di una attività di ristorazione nel Comune di Supino (Frosinone) che contestava la delibera con cui il Comune aveva approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la costruzione di una rotatoria ed il successivo progetto esecutivo, dichiarando che con la realizzazione dell’opera veniva meno la possibilità di accesso dalla strada, per raggiungere l’ingresso principale del bar ristorante.

Il ristoratore ha pertanto impugnato l’affidamento dei lavori di “miglioramento della sicurezza stradale mediante la realizzazione di una rotatoria ed illuminazione dell’incrocio Via Morolense – Via La Mola in località Quattro Strade di Supino”, contestando anche che il progetto esecutivo dell’opera pubblica fosse stato redatto da due Architetti, ovvero da professionisti non specificamente abilitati per quel tipo di intervento.

La contestata incompetenza professionale dell’architetto a redigere il progetto esecutivo per la costruzione di una rotatoria è stato il punto focale sul quale la pronuncia del Tar Latina ha dichiarato l’illegittimità della delibera comunale e dell’avvenuto affidamento dei lavori.

Il giudice amministrativo di primo grado, si è pronunciato sulla ancora attuale ripartizione delle competenze tra architetti e ingegneri risultante dagli articoli 51 e 52 del RD 23 ottobre 1925 n.2537, laddove è prevista competenza esclusiva dell’Ingegnere in tema di costruzioni e industrie, dei lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, mentre vi è una competenza concorrente di ingegneri ed architetti (in base al primo comma dell’art.52 del RD citato) riguardo le opere di edilizia civile.

Pertanto ne consegue che il progetto per la realizzazione di infrastrutture viarie che non siano strettamente connesse a un fabbricato e che dunque costituiscono interventi di urbanizzazione primaria, “rientra tra le competenze esclusive degli Ingegneri, non essendo riconducibili alle ‘opere di edilizia civile’”, che formano oggetto della privativa congiunta di ingegneri ed architetti.

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Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri! I precedenti giurisprudenziali

Il TAR Lazio elenca quindi una lunga serie di precedenti giurisprudenziali che confermano la questione, tra cui il richiamo alla sentenza della Quinta Sezione del Consiglio di Stato 17/07/2019 n.5012 dove, a proposito della selezione per l’assunzione a tempo determinato di un dirigente tecnico per l’area Lavori Pubblici e Tutela Ambientale del Comune di Novi Ligure, è detto che “la progettazione delle opere viarie, idrauliche ed igieniche, che non siano strettamente connesse con i singoli fabbricati, è di pertinenza degli Ingegneri, in base all’interpretazione letterale, sistematica e teleologica degli articoli 51, 52 e 54 del RD n.2537/1925”.

La competenza concorrente di ingegneri e architetti, secondo il Consiglio di Stato, si ha solo nell’ambito delle opere di edilizia civile e per gli impianti tecnologici strettamente connessi a edifici e fabbricati, mentre, secondo l’art.51 del RD n.2537 del 1925 restano di competenza esclusiva degli Ingegneri gli interventi edilizi e urbanistici che consistano in “progettazione di costruzioni stradali, opere igienico-sanitarie, impianti elettrici, opere idrauliche”, quando non siano connessi a determinati edifici o fabbricati, ovvero attengano alle opere di urbanizzazione primaria (Sentenza del Consiglio di Stato, 17 luglio 2019 n.5012).

Risulta dunque confermato che gli interventi relativi alla viabilità ed alle infrastrutture sono da riconoscere unicamente alla competenza esclusiva degli ingegneri, ribadendo anche la piena ed esclusiva competenza professionale degli ingegneri riguardo i lavori di urbanizzazione primaria e la progettazione delle opere viarie, idrauliche ed igieniche, che non siano strettamente connesse con i singoli fabbricati.

Visto il parere Consiglio Superiore Lavori Pubblici del 16 dicembre 1983 e quello della Terza Sezione Consultiva del Consiglio di Stato, dell’11 dicembre 1984 n.1538, veniva già in passato dichiarato che: “In ordine al quesito proposto… non si può, pertanto, giungere a conclusione diversa da quelle secondo cui esulano dal campo professionale dell’architetto le opere igieniche consistenti in acquedotti, fognature e relativi impianti di depurazione”.

Inoltre la determinazione del 21 dicembre 2000 n.57 dell’Autorità per la Vigilanza sui Lavori Pubblici aveva già affermato “l’esclusiva competenza degli Ingegneri in materia di lavori relativi alle vie ed ai mezzi di trasporto, di deflusso e di comunicazione”, confermando così che Viabilità e infrastrutture spettano agli Ingegneri!

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