Verde verticale per respirare meglio

Che le piante siano l’arma naturale più potente per combattere l’inquinamento atmosferico si sa. Tuttavia la novità che sta invadendo ora le nostre città non sta molto nella creazione di aree verdi, ma nel migliorare i cosiddetti canyon urbani sul posto, ovvero tappezzare le pareti degli alti edifici che costeggiano lunghe strade di un manto erboso.

 

I canyon urbani sono le aree più critiche delle città: qui si amplificano le concentrazioni di sostanze inquinanti, che scendono poi sino al livello stradale e vi rimangono a causa della mancanza del ricambio d’aria. In questo contesto i green walls funzionano da depuratori dell’aria su larga scala, da installare su entrambi i lati della strada.

 

Il pioniere dei giardini verticali è stato Patrick Blanc, un botanico e studioso parigino in grado di rivestire facciate ed aree, pubbliche e private, di Parigi, Londra, Madrid, Bangkok, New Delhi, Taipei e anche Milano (Caffè Trussardi), per citare alcune città.

 

I giardini verticali costituiscono delle composizioni armoniose di piante realizzate su pannelli modulari stratificati (PVC e feltro) inseriti in una gabbia metallica, che viene fissata ai muri (giardini verticali esterni) o alle pareti (giardini verticali interni) oppure retta da apposite strutture. I pannelli sono un substrato inorganico per la vegetazione che le consente di crescere sfruttando la tecnica della coltivazione idroponica, ovvero senza utilizzo del suolo.

 

Sono dotati di microsistemi di irrigazione e fertilizzazione completamente automatizzati, garantendo una manutenzione poco impegnativa; di solito vengono collocati ad un paio di centimetri dal muro o parete da rivestire al fine di permettere la circolazione dell’aria ed evitare il ristagno dell’umidità.

 

Ci sono varie tipologie di infrastrutture a verde: tetti, giardini e pareti verticali. Tendenzialmente le pareti risultano più efficienti dei tetti, che non permettono di neutralizzare le particelle di PM e azoto presenti a livello stradale, e che costituiscono la minaccia peggiore per passanti e residenti. La gestione strategica e funzionale del verde urbano consente di tenere sotto controllo il microclima cittadino.

 

Singoli alberi piantati qua e là non servono allo scopo di risanamento dell’aria cittadina, occorre scegliere con cura le essenze, rispetto anche al clima del luogo e alla specificità della flora autoctona. Dovendo crescere su pareti verticali fissate ai muri, le specie da impiantare privilegiate sono piante molto leggere (30 kg per metro quadro), le cui radici non hanno bisogno di affondare in un terreno troppo profondo; viceversa il rischio è quello di compromettere l’integrità dei muri e degli stessi edifici.

 

Visto che di solito i muri si elevano a diversi metri di altezza, le diverse specie di piante vengono posizionate considerando anche le condizioni microclimatiche: temperatura e luminosità possono essere differenti tra base e sommità, favorendo la crescita dell’una o dell’altra specie. La combinazione di piante sempreverdi e stagionali può regalare nuovi cromatismi e suggestivi effetti con il succedersi delle stagioni.

 

Le pareti verdi hanno numerosi punti di forza:
– permettono di incrementare un maggior equilibrio tra cemento e verde;
– purificano l’aria assorbendo CO2;
– isolano gli edifici dal punto di vista termico;
– abbassando il fabbisogno di energia per riscaldarli e raffreddarli e riducendo di conseguenza i costi;
– offrono una barriera naturale al suono.

 

Nonostante tutti questi pro, manca ancora una reale e diffusa capacità progettuale e tecnico-realizzativa. Tuttavia c’è grande attenzione nei confronti dei green walls: il mercato è in fase di espansione ed in alcuni paesi la commercializzazione di pannelli verdi prefabbricati (ovvero già muniti di piante) potrebbe presto diventare realtà.

 

Fonti:
Casaclima n. 38 – settembre 2012
www.tuttogreen.it


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