Valutazione sismica degli edifici: l’ingegneria soppiantata dalla (finta) statistica

Una Lettera Aperta al CNR, in merito alle Istruzioni per la Valutazione Sismica degli Edifici Esistenti

Stiamo raccogliendo le firme.

 

Il CNR ha emesso un documento che si autoproclama di livello superiore, il riferimento per gli edifici di maggior valore, e prevedibilmente e augurabilmente giovevole per le future normative: ma è infondato. E perciò pericoloso. Alla lettera stanno aderendo geofisici, geologi, sismologi, ingegneri, architetti.

 

Secondo il documento CNR DT 212 / 2013, Istruzioni per la Valutazione Affidabilistica della Sicurezza Sismica degli Edifici Esistenti, per valutare se un edificio è sismicamente sicuro dovreste usare le distribuzioni di probabilità e il teorema delle probabilità totali. L’ipercubo nello spazio delle variabili aleatorie… et similia.

 

Il vostro unico edificio, dovreste valutarlo come se fosse uno tra milioni simili, con le probabilità dell’ISTAT. Ma gli edifici veri non sono così simili tra loro. Ognuno è diverso e spesso risulta dalla sovrapposizione di interventi diversi in tempi diversi. Soprattutto in un Paese con 27 secoli di storia! La realtà italiana non si fa forzare nei modelli del CNR.

 

Queste probabilità, poi, sono artefatti. Sgorgano da ipotesi di certo non verificate. Astrazioni. Il terremoto farmacistico di questo documento è una idealità di (brutta) matematica, non è certo quello, ignoto, che arriva per davvero. Conviene allora usare una stima del peggior sisma credibile (come fa NDSHA), invece di prevedere dopo quanti anni ci sarà questo o quello e con che probabilità. Con bilancino e metronomo. Ché tanto si sbaglia.

 

La probabilità di normativa, già una tortuosa invenzione, viene ora ulteriormente complicata. Quasi fosse validata: ma non lo è

 

Il formato probabilistico consente di indicare sismi diversissimi tra loro. Basta variare la probabilità (10%, 5%, …), ed il tempo di vita nominale di riferimento (30, 50, 100 anni…). Per probabilità piccole davvero andate fuori scala: sismi fisicamente impossibili. Il metodo, detto PSHA (Probabilistic Seismic Hazard Assessment), lo hanno importato dagli americani (ma L’Aquila, grazie a Dio, non è Los Angeles!). Fa ipotesi geofisiche errate: che la probabilità di sisma non cambi di anno in anno (per secoli); che la sorgente sismica sia un punto su una mappa; che il terremoto ritorni in media con la stessa severità dopo lo stesso numero di anni (475, 1424, fate la media), ecc.

 

PSHA usa alberi logici che pesano alla grossa ipotesi diverse, con pesi come 60 e 40, 50 e 50…. ma miracolosamente determina risultati con tre o quattro cifre dopo la virgola!

 

Con questo CNR DT 212 muore l’ingegneria, soppiantata dalla (finta) statistica, e scompaiono gli ingegneri, sostituiti dai professori universitari esperti in probabilistica e dai loro resistibili seguaci.

 

Amen? Sta a voi…

 

Per ulteriori approfondimenti.

Per aderire alla raccolta firme, inviate una email a: letteraDT212@gmail.com


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico