Valutazione di Conformità nelle costruzioni e la credibilità della filiera

I servizi di valutazione della conformità di terza parte indipendente nel settore delle costruzioni si rivolgono sia ai produttori di materiali e servizi che alle imprese di costruzioni e comprendono la certificazione dei sistemi di gestione aziendali, dei prodotti e del personale, le prove di laboratorio, le ispezioni sino alla certificazione degli edifici.

 

Se esaminiamo i numeri aggiornati alla fine dello scorso anno, risultano essere 30.000 le imprese di costruzione e di installazione di impianti certificate sotto accreditamento Accredia, cioè l’ente unico nazionale di accreditamento, nato dalla fusione di SINAL e SINCERT.

 

A queste si aggiungono oltre 2.700 impianti di produzione di calcestruzzo preconfezionato con sistema di controllo della produzione certificato da organismi abilitati dal Servizio tecnico centrale del Consiglio Superiore dei LL.PP.

 

Nel settore dell’acciaio, invece, sono 882 i centri di trasformazione dell’acciaio da cemento armato (e che quindi sono in possesso di almeno una certificazione del controllo di produzione), mentre le officine che lavorano carpenteria metallica sono oltre 1.200.

 

Il settore della Valutazione di Conformità
Il settore si è sviluppato intorno agli Anni Ottanta in concomitanza con l’introduzione della norma ISO 9000, con l’obiettivo di fornire alle aziende una serie di servizi di attestazione della conformità di prodotti, processi, impianti, sistemi e personale sia a documenti normativi (attività volontaria) che a requisiti di legge nazionali o internazionali (attività cogente).

 

Oggi più di 1.000 imprese operano in questo settore in qualità di organismi di certificazione ed ispezione, laboratori di prova e taratura, organismi abilitati e notificati e impiegano direttamente circa 10.000 persone, per la maggior parte professionisti laureati o diplomati con elevata esperienza e qualificazione, ai quali si devono sommare gli altri attori della filiera, principalmente i professionisti e i consulenti impiegati nelle stesse tematiche nelle oltre 100.000 aziende clienti.

 

Nel settore volontario, i dati ufficiali (fonte Accredia) riportano che al 2011 sono stati certificati sotto accreditamento circa 160.000 sistemi di gestione, 100.000 prodotti e 80.000 figure professionali, emessi 20.000 rapporti di ispezione e 100.000 certificati di taratura ed effettuati oltre 200.000 audit.

 

Nel settore cogente, sono stati emessi nel corso del 2011 più di 500.000 rapporti di ispezione. In particolare gli organismi notificati hanno svolto attività di valutazione della conformità nell’ambito della sicurezza dei prodotti prevista da 22 direttive europee che coprono diverse tipologie di prodotti quali ad esempio i giocattoli (direttiva 1988/378), i prodotti da costruzione (direttiva 1989/106 ), i dispositivi medici (direttiva 1993/42), gli apparecchi a gas (direttiva 2000/396)  e analoga attività è stata svolta dagli organismi abilitati in ambito nazionale per quanto riguarda la legislazione italiana.

 

Garantire la serietà della filiera: nasce Conforma
Per svolgere un ruolo di rappresentanza del settore dalla valutazione di conformità è nata Conforma, associazione confindustriale in seno a Federcostruzioni. Presentata ufficialmente al MADE Expo 2012, l’associazione si propone di realizzare un progetto di valorizzazione delle attività di valutazione della conformità, fondato sulla credibilità della filiera, che oggi comprende oltre 1.000 imprese operanti sia nel settore volontario che nel settore cogente e classificate come organismi di certificazione, organismi di ispezione, laboratori di prova e di taratura, ecc.

 

“Ci siamo presentati ufficialmente al MADE Expo 2012”, ha detto il direttore di Conforma, Paolo Giuiuzza, “ma abbiamo già iniziato a lavorare su diversi temi che interessano non solo il nostro settore, ma sono stati oggetti di dibattito politico e sindacale, quale ad esempio la recente Riforma Fornero”.

 

Può farci un esempio pratico?
Con evidente soddisfazione per tutti i numerosi professionisti che operano nel nostro comparto, abbiamo apprezzato l’inserimento all’art. 26 della legge 92/2012 di uno specifico riferimento (art. 69-bis del d.lgs. 276/2003) relativa all’esclusione di alcune tipologie di lavoratori dalla norma in oggetto e che riflette una memoria che Conforma aveva inviato a maggio ai propri interlocutori politici.

 

“In un’ottica di mercato unico europeo”, commenta invece il presidente Lorenzo Orsenigo, “la nostra associazione è in grado di rappresentare l’intera filiera relativa al settore della valutazione di conformità”.

 

Come vi vedete da qui al prossimo futuro?
Come un interlocutore in grado di apportare competenza tecnica e conoscenza approfondita del mercato e di confrontarsi e interagire con organizzazioni, enti e istituzioni nazionali ed europee.


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