UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM e WebIM: le ultime novità BIM

UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM e Webim: le ultime novità nel panorama BIM

UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM

È entrata in vigore il 14 marzo 2019 la UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM, la nuova norma BIM dal titolo: “Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all’edilizia e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) – Gestione informativa mediante il Building Information Modelling“, applicabile agli edifici, alle opere di ingegneria civile e infrastrutturale e commesse di tutte le dimensioni e a tutti i livelli di complessità.

La pubblicazione della nuova norma non è l’unica novità che interessa il panorama BIM, settore verso il quale il MIUR ha finanziato nell’ambito dei Prin (programmi di ricerca di rilevante interesse nazionale), il progetto WebIM con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma per consentire la collaborazione digitale nelle costruzioni.

Vediamo nel dettaglio le novità UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM e WebIM e a chi possono essere utili tali strumenti, approfondendo le tematiche.

Leggi anche: Nuove norme BIM. Pubblicate uni 11337-7, ISO 19650-1, ISO 19650-2

UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM: cosa prevede la norma?

L’Ente di Normazione descrive con un sommario il contenuto del documento che raccoglie concetti e principi per la gestione delle informazioni in uno stadio di maturità denominato “Building Information Modelling (BIM) secondo la serie ISO 19650”.

La UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM mette a disposizione raccomandazioni inerenti il quadro concettuale per la gestione delle informazioni, che includa, lo scambio, la registrazione, l’aggiornamento e l’organizzazione per tutti gli attori e definisce gli aspetti circa i processi aziendali nel settore delle costruzioni a sostegno della gestione e della produzione di informazioni durante il ciclo di vita dei cespiti immobili (la cosiddetta “gestione delle informazioni”) quando si utilizza il Building Information Modelling (BIM).

All’interno della UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM si parla di cespiti immobili. Tale espressione, utilizzata nel testo quale termine di traduzione di “asset” e “built asset”, individua sia l’edificio sia l’opera di ingegneria civile e infrastrutturale.

La norma si rivolge a coloro che partecipano alla procedura di affidamenti, alla progettazione, alla costruzione e/o alla messa in esercizio dei cespiti immobili e a coloro che partecipano alla consegna delle attività di gestione del cespite immobile, incluso l’esercizio e la manutenzione.

Nel documento UNI EN ISO 19650-1:2019 BIM, viene ribadita l’importanza della collaborazione tra i partecipanti coinvolti nelle commesse e nella gestione del cespite immobile, difatti nel testo introduttivo della norma si legge: “le organizzazioni stanno lavorando sempre più spesso in nuovi ambienti collaborativi per raggiungere livelli di qualità più elevati e un maggiore riutilizzo delle conoscenze e delle esperienze esistenti. Un risultato significativo prodotto da questi ambienti collaborativi è la possibilità di comunicare, di utilizzare e di condividere le informazioni in modo efficiente, riducendo il rischio di perdite, contraddizioni o interpretazioni errate”.

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WEBIM in arrivo dal MIUR la piattaforma open

A proposito di collaborazione, la nuova piattaforma WebIM, per la quale saranno impiegati oltre gli 862 mila euro (dei quali 662 mila euro finanziati dal Miur) dalla sofisticata e complessa tecnologia ha l’obiettivo di rendere fruibile e gestibile in modo semplice l’intero processo edilizio, partendo dal progetto, passando per il collaudo, fino ad arrivare alla manutenzione dell’immobile realizzato.

La piattaforma WebIM sarà di supporto alle piccole e medie imprese di costruzione ed i professionisti coinvolti nei processi.

A coordinare il progetto, della durata di tre anni, è Berardo Naticchia, dell’Università Politecnica delle Marche che con i due politecnici di Milano e Torino e le università di Brescia, Firenze e Roma La Sapienza saranno coinvolti nel programma WebIM che, come ha dichiarato Naticchia: “ha l’obiettivo di realizzare e mettere a disposizione una piattaforma open in grado di interconnettere digitalmente i flussi informativi di tutti i soggetti che intervengono nella gestione di un intervento con particolare attenzione a quelli di interesse pubblico”. Una piattaforma che non si limita alla sola possibilità di scambio dei file ma che offre qualcosa di più avanzato circa la comunicazione dei flussi informativi attraverso lo standard innovativo building smart ifcOWL.

Uno strumento che a dire del coordinatore del progetto WebIM: “svilupperà meccanismi snelli basati sulle tecnologie del web semantico e della blockchain per interconnettere in tempo reale i singoli flussi informativi della gestione degli appalti pubblici e per garantire la loro tracciabilità e legalizzazione in termini di profili di responsabilità e tutela della proprietà intellettuale.”

La piattaforma WebIM diventa uno strumento chiave negli interventi di ricostruzione post-sisma, difatti la difficile gestione di aree colpite da eventi sismici può essere facilitata con uno strumento di questo tipo.

A tal proposito, ha aggiunto Naticchia: ” il programma finanziato dal Miur prevede l’applicazione della piattaforma alla gestione di casi pilota individuati tra gli interventi della ricostruzione post-sisma nel Centro Italia: lo scopo è appunto dimostrare la possibilità di interconnettere e automatizzare scambi di dati tra processi non solo tecnici ma anche gestionali, come ad esempio quelli di controllo di qualità e di contabilizzazione propri della direzione lavori, di attività connesse alla gestione della sicurezza, di accertamento della conformità dell’opera proprie delle attività di collaudo e di successiva gestione del ciclo di vita dell’opera, realizzando una collaborazione digitale tra istituzioni, professionisti e Pmi senza moltiplicare ma riducendo gli oneri operativi e strumentali.”

Una rivoluzione, quella che verrebbe messa in atto dalla WebIM, volta al miglioramento dell’automazione, della snellezza e della trasparenza delle procedure, che farebbe bene all’economia delle imprese, velocizzando la burocrazia legata alla liquidazione a seguito del rilascio dei SAL.

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