Un substrato d’’acciaio per il Green Wall israeliano a EXPO Milano 2015

Il cuore del padiglione israeliano a Milano EXPO 2015 è senza dubbio il campo agricolo verticale denominato green wall che fornisce una prospettiva rinnovata e unica sul metodo di produzione e di fornitura del cibo nel mondo. Composto di piastre modulari di coltivazione, tale elemento è in appoggio su una struttura metallica sopraelevata rispetto al terreno.

Prosegue con Israele il nostro viaggio in compagnia di Fondazione Promozione Acciaio, durante il quale, ogni settimana, analizziamo la struttura di un padiglione dell’esposizione universale che ha fatto dell’acciaio il materiale principale per la sua realizzazione.

Anzitutto qualche notizia: il padiglione israeliano è stato assemblato interamente con elementi leggeri in acciaio montati a secco, senza nessuna lavorazione in opera come per il padiglione della Santa Sede, di cui ci siamo occupati la scorsa settimana.

Il padiglione di Israele è stato uno dei primi ad essere completati e ha impiegato 180 tonnellate di travi, profili cavi, lamiere grecate e pannelli sandwich coibentati per i solai di copertura.

In particolare, interamente realizzato con telai in acciaio opportunamente controventati, il padiglione israeliano presenta impalcati con lamiera grecata e pannelli in legno appoggiati su reticoli di travi. I solai di copertura sono invece costituiti da pannelli sandwich coibentati e dal pacchetto di completamento per il tetto verde.

Il fabbricato showroom ed il muro verticale hanno in comune la stessa struttura portante. La parete ha lunghezza complessiva di circa 68 m e larghezza variabile da 10,34 m a 14,87 m. L’altezza della copertura della zona espositiva è di 8,8 metri, mentre quella della parete verticale varia in funzione della sua inclinazione, raggiungendo il livello massimo di 12,4 m.

Dal punto di vista strutturale, showroom e green wall sono caratterizzati da un lato da colonne in HEA, dall’altro da travature reticolari costituite da tubolari quadrati impiegati sia come correnti superiori e inferiori che come diagonali. Le medesime travi reticolari sono state utilizzate per realizzare anche la copertura di questa porzione di edificio.

Il padiglione israeliano è stato progettato come una costruzione ecologica assemblata interamente con elementi leggeri in acciaio montati a secco, privi di getti di calcestruzzo o similari.

PADIGLIONE ISRAELE

Committente:

Israel ministry of foreign affairs, in cooperation with the ministry of finance, ministry of tourism, ministry of economy, ministry of agriculture & rural development and Keren Kayemet Leisrael

Architettura e general planning:

Knafo Klimor Architects

Progetto strutturale:

Rokach Ashkenazi Engineering Consultant

Progetto architettonico locale:

PRR Architetti – Stefano Rigoni, Linda Greco (consulente)

Progetto strutturale locale:

Engineering Project srl – Federico Burgio, Alessandro Rosati (consulente)

General contractor:

Paolo Beltrami spa

Costruttore metallico:

Ottone e Petterlin srl

Immagini:

Knafo Klimor Architects, PRR Architetti (disegni), Engineering Project (di-

segni e fotografie), EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografie)

PRODOTTI IN ACCIAIO

Totale acciaio: 180 tonnellate

– PANNELLI SANDWICH :

Solai di copertura realizzati con pannelli sandwich

– LAMIERE GRECATE / Solai realizzati a secco con lamiere grecate

– TRAVI / Colonne in profili HEA

– PROFILI CAVI STRUTTURALI

Travature reticolari in tubolari a Sezione quadra

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni


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