Un ‘Non Guasto’ significativo

Un guasto, secondo la norma tecnica UNI EN 13306 “Manutenzione – Terminologia”, è la cessione dell’attitudine di un’entità ad eseguire la funzione richiesta. È possibile dire che la membrana illustrata in figura sia in avaria, ossia che ci sia stato un guasto?

Sono necessarie alcune considerazioni: l’elemento oggetto d’esame è una membrana ardesiata posta su una copertura inclinata di un edificio sito in zona Montana, circa 900 m sul livello del mare, con struttura portante in legno lamellare. Tale membrana è sicuramente degradata, presentando un evidente corrugamento diffuso su tutta la superficie della copertura, ma il degrado non è ancora un guasto se la membrana ha solo la funzione di proteggere uno strato sottostante a cui è, invece, affidato la funzione di tenuta all’acqua.

Al contrario, se la membrana ardesiata fosse l’unico strato di tenuta della copertura allora il corrugamento rilevato sarebbe molto probabilmente accompagnato da infiltrazioni e si potrebbe parlare di guasto. La prassi corrente è quella di usare la membrana ardesiata solo come protezione dello strato inferiore per due motivi: ridondanza e facilità di posa. Partiamo dal secondo: la posa di una membrana ardesiata, in particolare la saldatura tra fogli diversi, è sicuramente più complessa che non quella di una membrana non auto-protetta, solo un posatore esperto è in grado di assicurare una saldatura a tenuta d’acqua per tutta la durata di progetto della membrana, che sappiamo essere di almeno dieci anni. La ridondanza, ossia l’utilizzo di più elementi per svolgere una funzione specifica di un sistema, nel caso specifico l’utilizzo di due membrane per svolgere i compiti di tenuta all’acqua dello strato, è il sistema più comunemente adottato per aumentare l’affidabilità di sistemi con funzioni critiche. Nel caso in esame ci troviamo di fronte al caso in cui le membrane sono due e quella superiore funge da protezione, quindi lo stato di guasto non è ancora manifesto, ossia non ci sono ancora infiltrazioni, ma il degrado della protezione, nella particolare forma in cui si manifesta, è un indicatore di un possibile prossimo guasto allo strato inferiore di tenuta.

Descrizione del modo di guasto
Tutto ciò premesso, l’analisi del caso illustrato in figura è comunque interessante anche per la rarità dello stesso, comunemente le impermeabilizzazioni non sono utilizzate come strato di tenuta in coperture inclinate e quindi la maggioranza dei guasti su queste riscontrabili si riferiscono a guasti in coperture piane. In particolare, il corrugamento della membrana nelle coperture piane si manifesta spesso con la formazione di “serpenti”, da cui il nome del degrado, reptazione, che portano poi alla rottura della stessa e ad infiltrazioni.

Il corrugamento della membrana può essere dovuto a due cause, anche concomitanti, il movimento del supporto e l’azione di carichi sulla superficie della membrana. Nel primo caso accade quanto segue: il supporto si dilata e la membrana, ad esso adesa, parimenti si allunga; quando il supporto torna nella sua condizione iniziale però la membrana conserva una “memoria” della deformazione, ossia la dilatazione della membrana non avviene totalmente in campo elestico. Il ripetersi di tali cicli di dilatazione porta a una deformazione permanente della membrana che si manifesta con un corrugamento sulla superficie. Nel secondo caso i carichi, essenzialmente la neve che si accumula in copertura nella stagione fredda, che possono essere scomposti in due componenti vettoriali di cui una parallela all’inclinazione della copertura, “tirano” la membrana verso il basso con una forza proporzionale al coefficiente di attrito tra membrana e il blocco di neve/ghiaccio. Queste due cause hanno trovato terreno fertile per far sviluppare il corrugamento poiché lo strato superiore di membrana non era correttamente incollato al supporto.

Suggerimenti per il ripristino
Il ripristino comporta necessariamente il rifacimento dello strato di protezione previa rimozione di quello ammalorato. Si osservi che, se da un lato il ripristino non sembra urgente per il fatto che lo strato ha funzione di sola protezione di quello di tenuta sottostante, dall’altro il corrugamento rilevato tenderà ad aumentare sempre più velocemente e potrebbe causare la formazione di ristagni di acqua e/o neve e conseguentemente infiltrazioni.

Suggerimenti per la prevenzione
La posa delle membrane deve essere eseguita da posatori specializzati e secondo le regole dell’arte codificate, ad esempio, nel codice di pratica IGLAE . In particolare, per evitare quanto rilevato nella fotografia, sono due gli aspetti da controllare: la direzione di posa del secondo strato e il metodo di incollaggio. Nel caso sia prevista la posa di un secondo strato di impermeabilizzazione, anche se con la sola finalità di proteggere il sottostante, i fogli del secondo strato dovranno essere posati parallelamente a quelli del primo, ovviamente sfalsando i giunti. Inoltre, il secondo strato andrà posato in completa aderenza al primo. Particolare attenzione andrà anche posta all’adesione nei sormonti di testa dei fogli di membrana ardesiata. Infatti, mentre spesso i fogli prevedono una fascia laterale non ardesiata per favorirne la saldatura, sulla testa questo non avviene e quindi la porzione che andrà incollata dovrà essere fatta rinvenire con una certa insistenza, sfiammando con il cannello più di quanto normalmente si fa per le parti non ardesiate.

Articolo di Fulvio Re Cecconi ed Enrico De Angelis

Per saperne di più
Banca dati Guasti in edilizia Maggioli Editore


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