Un database opensource per le città che cambiano

La Città che cambia, ma come? Il Politecnico di Milano si interroga

Che le città in Italia stiano cambiando è un dato di fatto. Ormai anche i non addetti ai lavori sanno, almeno per sentito dire, cosa è una smart city o che il futuro per la gestione e la distribuzione di energia e informazioni sarà quello delle smart grid.

Ma per chi, soprattutto tra i tecnici e gli ingegneri, desidera approfondire il tema, cercando di capire la direzione di quest’evoluzione, il mese di luglio è quello giusto per partecipare a due incontri davvero interessanti sul cambiamento delle città.

Il Politecnico di Milano, infatti, dedica il mese di luglio alla città e alle sue trasformazioni osservate con l’utilizzo delle nuove tecnologie. Due appuntamenti da non perdere: il tema riguarda tutti noi.

L’Atlante della città che cambia

Il primo è in programma il 6 luglio presso l’Aula Rogers del Politecnico. Il titolo dell’evento è Post metropoli: un atlante dei processi di trasformazione in corso nelle grandi aree urbane italiane.

Come sta cambiando la “città” in Italia? È questa la domanda che aprirà l’incontro. Pur essendo disponibile un vasto patrimonio di dati, finora non esisteva un osservatorio che ne monitorasse stabilmente le trasformazioni in atto. Nel corso dell’incontro sarà presentato l’Atlante dei territori post-metropolitani, un database open source che ricostruisce i processi di trasformazione urbana in corso in Italia, con particolare attenzione a ciò che sta accadendo nelle grandi regioni urbane. Un patrimonio di informazioni particolarmente strategico nel momento in cui si sta affrontando la sfida dell’istituzione delle città metropolitane.

Le aree urbane indagate sono: Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo cui si aggiungono due geografie urbane interessanti per definire la dimensione del “post metropolitano”, la Gallura e la Sicilia Sud – Orientale. Altre tre città metropolitane Bologna, Genova, Bari, sono in corso di esplorazione grazie all’adesione di altre università italiane.

L’Atlante è l’esito del lavoro dei primi due anni del Progetto di Ricerca Nazionale (PRIN) “Territori post-metropolitani come forme urbane emergenti: le sfide della sostenibilità, abitabilità e governabilità”, coordinato dal Politecnico di Milano, prof. Alessandro Balducci. Parteciperanno all’evento i rappresentanti delle principali città metropolitane italiane.

URBANSCOPE: auscultiamo la città

Il secondo appuntamento è in programma il 20 luglio presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano. Il titolo dell’evento è Urbanscope: auscultiamo la città.

Telefonate, tweet, “checking” … le persone che vivono in una città oggi si scambiano milioni di dati e informazioni attraverso smartphone e tablet. Questi segnali possono essere interpretati come le “pulsazioni” di un organismo vivente: leggendole e analizzandole – “auscultando” le città – essi consentono di cogliere alcuni indizi sulle trasformazioni che stanno attraversando i centri urbani in modo fortemente anticipato rispetto ai tradizionali sistemi basati su dati amministrativi. Naturalmente, per riuscirci occorre disporre di nuovi strumenti di analisi, in grado di cogliere, all’interno di una grande mole di dati, le dinamiche più significative in atto. Il progetto Urbanscope del Politecnico di Milano vuole essere proprio una sorta di “macroscopio urbano”, una lente cioè che, applicata a questi segnali deboli, fornisca informazioni utili a chi voglia comprendere e guidare le trasformazioni delle città: istituzioni, mondo dei media e società civile. Il 20 luglio, in particolare, verrà presentata una prima applicazione  di questo strumento alla città di Milano, per individuarne dinamiche sociali, luoghi di attrazione e connessioni internazionali. Partecipano il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, Francesco Micheli e Ferruccio De Bortoli.


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