Umidità da risalita, il sistema KalibraDRY

L’umidità aggredisce le strutture edilizie e le murature in modi diversi: per adescamento delle acque ipogee, prevalentemente nei muri di spiccato e contro-terra, per fenomeni di capillarità e per forze elettro-osmotiche. Proseguiamo la nostra inchiesta sulle tecnologie esistenti per risolvere il problema dell’umidità da risalita nelle murature, descrivendo nel dettaglio il processo su cui si basa il sistema KalibraDRY.

Come noto, il processo di risalita per capillarità dell’acqua, satura di sali, è continuo e collegato strettamente al diametro dei canalicoli presenti nelle pareti. Con l’evaporazione dell’acqua, i sali disciolti si cristallizzano, dando luogo a efflorescenze, spaccature, rigonfiamenti e scollature tra la muratura e il rivestimento.
Il sistema KalibraDRY è costituita da un’apparecchiatura elettronica, alimentata a 220 volt, all’interno di un contenitore in ABS e policarbonato.

Il principio di funzionamento si basa sulla attivazione di un blando campo elettromagnetico, il quale, contrastando quello esistente in natura, impedisce all’umidità di risalita capillare di aggredire l’opera muraria.
Il campo generato produce fronti d’onda sferici dal raggio di 9, 12 e 15 metri. In questo modo, la deumidificazione avviene su tutta la struttura investita, comprendendo tutte le superfici variamente orientate, inclusi gli orizzontamenti a diretto contatto con il terreno.

La caratteristica peculiare dell’apparecchio è quello di non dovere effettuare interventi più o meno traumatici sull’opera muraria, come il taglio delle murature, le iniezioni in resina siliconica, l’inserimento di aste in metallo nelle murature o l’inserimento di elettrodi e di puntazze.

Le applicazioni
Il sistema KalibraDRY viene utilizzato per il recupero e la riqualificazione degli edifici di culto, monumentali, scolastici, residenziali, ospedalieri ecc.
La perdita di umidità dalle murature è stimabile, in proporzione di percentuale di peso, a circa il 20%-50%. Tale variabilità dipende dal tipo di materiale con cui è stata realizzata l’opera muraria. In merito, il produttore fornisce i seguenti dati dopo 3-6 mesi di applicazione:
– pietra di estrazione naturale 20,1%
– arenaria 51,2%
– mattone regolar 44,7%
Successivamente il processo continua più lentamente fino alla totale deumidificazione, per un periodo variabile da alcuni mesi fino a 2-3 anni, nei casi più complessi.
L’andamento del processo di bonifica dall’umidità contenuta nell’opera muraria deve essere sottoposta a verifica in fasi differite mediante:  analisi termografiche con termocamera portatile; prove con igrometro CM (metodo a carburo di calcio); indagini microclimatiche con termoigrometro a contatto;  prove gravimetriche con termobilancia elettronica;  analisi del contenuto in sali solubili mediante cromatografia ionica.
La prima verifica va effettuata durante o immediatamente dopo l’installazione del sistema, le verifiche di controllo dopo 3-6 mesi, poi a intervalli regolari di circa sei mesi, o secondo necessità.
Ogni apparecchio è controllato dal produttore sulla sicurezza di funzionamento, viene installato da personale specializzato e successivamente non necessita di alcuna manutenzione. Per l’attivazione dell’impianto è sufficiente il collegamento a una presa di corrente elettrica, predisposta vicino all’apparecchio.

Eccezioni
Alcuni fenomeni possono alterare l’effetto di deumidificazione del sistema KalibraDRY, in particolare se l’umidità non è causata da effetti di risalita ma da acqua che arriva dall’esterno e che esercita una pressione.
In questo caso, il problema è costituito dai punti stessi su cui agisce il flusso e non dalla muratura posta al di sopra. La diminuzione dell’umidità può essere disturbata e ritardata da ostacoli di costruzione esistenti (quali ad esempio infiltrazioni di acido silicico nel materiale di riporto, nelle piastre di struttura, ecc.). Inoltre porzioni di muratura rinforzate con eccessivo ferro costituiscono una gabbia di Faraday che ostacolerebbe la trasmissione delle onde elettromagnetiche.

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