Terremoto in Centro Italia. Di Carlantonio (ANDIL): non è questione di materiali ma di progettazione

Terremoto in Centro Italia. Di Carlantonio (ANDIL): non è questione di materiali ma di progettazione

“Che sia chiaro a tutti: non è una questione di materiali, ma piuttosto di progettazione e corretta esecuzione. D’altronde le Norme Tecniche per le Costruzioni e gli Eurocodici disciplinano l’impiego in zona sismica di diverse soluzioni costruttive”. A dirlo, a seguito dei danni provocati dal Terremoto in Centro Italia e documentati anche da una raccolta fotografica realizzata dagli ingegneri di ISI (leggi l’articolo), è Luigi Di Carlantonio, numero uno dell’ANDIL, l’associazione confindustriale che riunisce i produttori di laterizi.

I crolli che hanno interessato gli edifici dei centri di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto (oltre che di varie frazioni piccole e piccolissime), sottolinea Di Carlantonio “hanno riguardano fabbricati vetusti di secoli di ‘edilizia povera’ in muratura di pietra, mentre, come già riscontrato ad esempio nel terremoto dell’Emilia, gli edifici moderni hanno dato prova di adeguata resistenza”.

Il presidente di ANDIL, in ogni caso, traccia una sorta di sentiero a tappe per affrontare il tema della messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano. Un’impresa dai costi elevatissimi, che l’economista Alberto Quadrio Curzio definisce oggi sul Sole 24 Ore “esorbitanti”, osservando come “la popolazione italiana esposta al rischio idrogeologico è stimata in 6 milioni, mentre sono 22 milioni i cittadini che vivono in zone a rischio sismico”.

Per Di Carlantonio, che si pone nel solco delle precedenti dichiarazioni del presidente del CNI, Armando Zambrano e di altri esponenti del mondo delle professioni tecniche, “non è più prorogabile la «classificazione sismica degli edifici»”.

“Possibile che ci si preoccupi così tanto dei consumi energetici e si trascuri totalmente la sicurezza sismica dell’ambiente in cui si vive?”, si domanda Di Carlantonio.

Intanto il Governo si muove e ieri sono state presentate le linee guida e i contenuti del programma Casa Italia (leggi il resoconto su Ediltecnico.it), che viene giudicata una occasione “per una programmazione di lungo periodo per la messa in sicurezza del territorio e la riqualificazione del costruito”

Ovviamente il discorso vira sulla parte tecnologica dei materiali e qui il presidente di ANDIL non pare tentennare: “La sicurezza sismica impone risposte concrete ed affidabili soprattutto per la salvaguardia della vita umana e il contenimento dei danni”.

Entrando nel dettaglio, Di Carlantonio spiega che “oggi esistono tecniche per costruire e risanare in sicurezza, mitigando opportunamente il rischio sismico ed anche l’industria dei laterizi ha validato con apposite ricerche condotte dai primari laboratori ed Università, soluzioni di ultima generazione di muratura strutturale ordinaria e di muratura armata per i più alti livelli di pericolosità sismica del territorio. Senza dimenticare i sistemi di tamponamento in laterizio nelle strutture a telaio, per i quali sono state elaborate opportune regole di progettazione ad integrazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni e sviluppate innovative configurazioni facenti uso di speciali componenti dissipativi. Tale soluzione, recentemente verificata su tavola vibrante presso i laboratori Eucentre – Università di Pavia, si è dimostrata capace di resistere a terremoti particolarmente violenti e potenzialmente molto distruttivi, ben superiori a quelli de L’Aquila e di Amatrice”.

Credits Immagine: Protezione Civile

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