Termometri Covid-19: quali sono gli strumenti affidabili e come si usano?

Termometri Covid-19: quali sono gli strumenti affidabili e come si usano?


Per fare chiarezza su queste strumentazioni, INAIL ha pubblicato un documento dedicato alla “Valutazione della temperatura corporea con termometri IR durante la pandemia da nuovo coronavirus sars-cov2: indicazioni d’uso e cautele” dove vengono dettagliate le informazioni utili su: funzionamento, utilizzo e limiti dei termometri Covid-19.

Si tratta di strumenti, diventati indispensabili con la diffusione del virus SARS-CoV-2, che trovano impiego con l’entrata in vigore, il 24 aprile 2020, del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Difatti nel documento, allegato a tutti i DPCM recanti le misure per fronteggiare l’emergenza COVID-19 emanati a partire dal 26 aprile, è previsto che “…il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.”

Per tale motivo i termometri Covid-19 trovano ad oggi larga diffusione, in quanto in grado di rilevare la temperatura corporea, uno degli strumenti di prevenzione per limitare la diffusione dell’infezione e consentire l’individuazione dei pazienti colpiti dal Virus ai primi segni di esordio dell’infezione.

I termometri IR idonei per l’uso umano devono essere certificati CE, in accordo al regolamento sui Dispositivi Medici (UE) 2017/745 (MDR) o Direttiva 93/42/CEE (MDD), aventi grado di precisione medicale II a/b (annex V).

Ma come funzionano? Sono efficaci? Come si usano? Vediamo nel dettaglio cosa riporta a proposito la pubblicazione INAIL curata da Claudia Giliberti, Maurizio Diano, Renata Sisto, Raffaele Mariconte, Marta Petyx, Diana Gagliardi, Maria Patrizia Orlando.

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Come funzionano?

I termometri IR misurano la temperatura a distanza a partire dalla rilevazione dell’energia termica (energia elettromagnetica nel campo IR) irradiata da tutti i corpi materiali che presentano una temperatura superiore allo zero assoluto. Si tratta di un metodo che offre maggiori garanzie igieniche e risulta meno invasivo e più veloce rispetto alle modalità tradizionali di misurazione a contatto.

Rientrano tra gli strumenti di questo tipo: termocamere o termometri infrarossi (IR) senza contatto (termoscanner), termometri laser e termometri a distanza. Quelli maggiormente utilizzati sono portatili, presentano un costo contenuto e sono in grado di fornire misurazioni nell’intervallo compreso tra 32 °C e 42 °C, con tempo di risposta immediato ma con un errore sulla misura che può arrivare fino a ±1°C.

Questi strumenti presentano dei limiti legati al rischio di rilevare falsi positivi e/o falsi negativi, problema che può essere risolto seguendo le procedure del corretto utilizzo. Tra i limiti va segnalato, inoltre, che la tecnica IR per la misura della temperatura corporea è conseguenza del fatto che lo strumento non fornisce una misura diretta, bensì calcola la temperatura a partire dall’energia dello spettro elettromagnetico, nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, emesso da tutti i corpi “caldi”.

Nel documento INAIL viene precisato che la potenza di questa radiazione termica, come definito nella legge di Stefan-Boltzmann, è proporzionale alla quarta potenza della temperatura del corpo. Poiché l’energia emessa dal corpo “caldo” dipende dal materiale del corpo e dalle caratteristiche della sua superficie, può verificarsi che corpi diversi, alla stessa temperatura, emettono quantità differenti di energia.

La relazione di Planck per il potere emissivo di un corpo, lega l’energia emessa alle proprietà radiative attraverso una costante caratteristica per ciascun corpo, chiamata emissività. Dalle due equazioni si può ricavare la temperatura del corpo misurando l’energia termica da questo emessa assumendo precisi valori per l’emissività (valore compreso tra 0 e 1, pari alla quantità di radiazione termica caratteristica del corpo, confrontata con il modello ideale del corpo nero) e la temperatura ambiente. I termometri IR per la misura della temperatura corporea hanno già preimpostato il valore della temperatura ambiente, pari a 20°C e dell’emissività della pelle che per tutti i fototipi risulta essere pressoché costante e pari a 0,98.

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Come si usano?

La distanza corretta, alla quale posizionare il dispositivo rispetto alla zona del corpo soggetta a misurazione, è fondamentale. Più ci si allontana dal soggetto da monitorare, minore è la quantità di radiazione termica raccolta ed analizzata dal termometro perché la dispersione termica aumenta con la distanza.

Inoltre, la rilevazione termica è effettuata misurando la temperatura media di una superficie circolare, attorno al punto verso cui lo strumento è orientato, la cui area è tanto più grande quanto maggiore è la distanza dal termometro. Generalmente è sufficiente porsi ad una distanza variabile da 1 a 5 cm per rilevare la temperatura in modo appropriato, tuttavia è bene fare riferimento al libretto d’uso (obbligatoriamente di corredo al termometro Covid-19) per reperire l’informazione sulla distanza di misura.

Fig.1_Il termometro può funzionare a distanze inferiori misurando la temperatura media su superfici circolari proporzionalmente più piccole ©INAIL

Va però precisato che a differenza di quanto possa sembrare, il corretto uso dei termometri IR necessita di tempi abbastanza lunghi per poter ritenere attendibile il risultato. Strumenti più affidabili sono da considerarsi le termo-camere.

Su quale punto eseguire la misurazione?

La superficie di misurazione può interessare: la porzione centrale della fronte, il collo in corrispondenza dell’arteria carotide esterna e la piega interna del polso. Va comunque precisato che la temperatura della cute si differenzia rispetto a quella interna del corpo (ad esempio, sulla fronte la temperatura è inferiore di circa 2°C rispetto a quella interna) ed è molto probabile ottenere risultati che si differenziano tra loro anche di 1°C tra un punto e l’atro (ad esempio, esiste tale differenza tra la temperatura rilevata fra i due rilievi degli archi sopraccigliari e quella della tempia).

Come sopra accennato, va precisato che per ottenere misurazioni attendibili è necessario seguire adeguate procedure perché mentre la temperatura interna del corpo umano rimane relativamente costante, intorno ai 37°C , quella della superficie cutanea può variare sensibilmente in base alle condizioni ambientali e all’attività fisica.

Ciò comporta un tempo di acclimatamento del soggetto prima che si possano eseguire delle misure stabili. Inoltre è necessario che gli strumenti permangano nell’ambiente di misura dai 10 ai 15 minuti prima dell’uso, in modo tale che si raggiunga una condizione di equilibrio termico con l’ambiente.

La doppia misurazione è raccomandabile nella stessa posizione o al più in posizioni prossimali, mantenendo per buona in via precauzionale, la più alta tra le due.

Nel caso in cui dovesse persistere la condizione di alterata temperatura, si deve avviare la procedura di gestione del caso seguendo le indicazioni fornite dal Protocollo Condiviso del 24 aprile 2020 per i luoghi di lavoro o quelle contenute nei diversi protocolli di settore nei luoghi pubblici.

I contenuti a cura della redazione di www.ingegneri.cc sono elaborati e visionati da Simona Conte, Giulia Gnola, Daniel Scardina, Gloria Alberti. Gli approfondimenti tecnici si rivolgono ad un pubblico di professionisti che intende restare aggiornato sulle novità di settore.