Aggiornamento del 27 marzo 2020_ Il confronto tra il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e le sigle sindacali nazionali, sono state apportate modifiche all’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020.

Il MISE fa sapere: “Alle imprese che non erano state sospese dal DPCM 22 marzo 2020 e che, per effetto del presente decreto, dovranno sospendere la propria attività, sarà consentita la possibilità di ultimare le attività necessarie alla sospensione, inclusa la spedizione della merce in giacenza, fino alla data del 28 marzo 2020″.

Dal nuovo elenco sono stati esclusi, relativamente alla voce ingegneria civile, i codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.01 (erroneamente indicato come 42.99.10). Tali voci sono state barrate nell’elenco che segue.

Decisivo è stato il DPCM 22 marzo 2020, annunciato a reti unificate la sera del 21 marzo 2020 dal premier Giuseppe Conte e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno dopo.

Si tratta di un’ulteriore misura adottata dal governo per contenere la diffusione del contagio di Covid-19 diventato oramai un problema globale e non solo circoscritto a realtà nazionali.

Con il provvedimento normativo in vigore da lunedì 23 marzo 2020 viene disposto il blocco, dal 23 marzo al 3 aprile 2020, di tutte quelle attività dichiarate non essenziali che avranno tempo per organizzare la chiusura fino a mercoledì 25 marzo 2020. Tuttavia è bene precisare che le attività sospese possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile.

La lista delle attività dichiarate essenziali si compone di circa 80 voci individuate ciascuna dal codice ATECO, ovvero una combinazione alfanumerica che identifica le attività economiche.

Tra le attività appartenenti alla lista, pertanto relativamente alle quali è consentito lo svolgimento, vi sono:

Tra queste, quali sono quelle che interessano l’edilizia e le attività professionali degli studi di ingegneria?

Vediamo nel dettaglio.

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Ingegneria e attività consentite. Studi aperti o chiusi?

In allegato al DPCM 22 marzo 2020 è presente una tabella che elenca tutte le attività che proseguono. Tra questi compare la voce che interessa nello specifico le attività degli studi di architettura e d’ingegneria (contrassegnata dal codice ATECO 71). Ciò significa che gli studi professionali tecnici rimarranno aperti.

Si ferma l’edilizia privata e l’immobiliare ma proseguono le opere pubbliche, mentre per quanto riguarda i cantieri, la loro prosecuzione è strettamente legata alla disponibilità delle maestranze per le quali diventa difficile raggiungere il posto di lavoro (a meno chè il cantiere non si trovi nel comune di residenza) alla luce di quanto regolamentato nel DPCM 22 marzo 2020 che vieta gli spostamenti al fuori del comune in cui ci si trova.

Ma a tal proposito è necessario tenere in conto anche le disposizioni regionali come ad esempio il caso della Lombardia, che con l’Ordinanza regionale del 22 marzo dispone lo stop delle attività degli studi professionali, salvo quelle relative ai servizi indifferibili ed urgenti o sottoposti a termini di scadenza. In tal caso bisogna attenersi alle Ordinanze regionali, maggiormente restrittive? Non bisogna dimenticare il criterio gerarchico: la normativa governativa in primis nel caso in cui discordi con quanto previsto da un’ordinanza regionale, tuttavia in caso di estrema necessità e urgenza le ordinanze dei presidenti di Regione diventano effettive fino a quando il Governo non adotta il provvedimento.

Tornando all’elenco dei codici presente nel DPCM 22 marzo 2020 va chiarito che lo stesso può essere eventualmente soggetto a modifiche con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’ economia e delle finanze.

Scorrendo la tabella, le voci che interessano l’edilizia ed i professionisti appartenenti a tale settore con i relativi codici ATECO, sono:

ATECO 42 – Ingegneria civile

42.11.00 – Costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali

Il codice ATECO 42.11 non include:

42.12.00 – Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane

Il codice ATECO 42.12 non include:

42.13.00 – Costruzione di ponti e gallerie

Il codice ATECO 42.13 non include:

42.21.00 – Costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi

Il codice ATECO 42.21 non include:

42.22.00 – Costruzione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le telecomunicazioni

Il codice ATECO 42.22 non include:

42.91.00 – Costruzione di opere idrauliche

Il codice ATECO 42.91 non include:

42.99.01- Lottizzazione dei terreni connessa con l’urbanizzazione

42.99.09 – Altre attività di costruzione di altre opere di ingegneria civile nca

Il codice ATECO 42.99 non include:

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ATECO 43.2 – Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni

43.21 Installazione di impianti elettrici

43.22 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria

43.29 Altri lavori di costruzione e installazione

ATECO 71 – Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche

71.11.00 – Attività degli studi di architettura

Il codice ATECO  71.11 non include: attività di consulenti informatici, attività degli studi di ingegneria, arredamento di interni.

71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria

71.12.20 – Servizi di progettazione di ingegneria integrata

71.12.30 – Attività tecniche svolte da geometri

71.12.40 – Attività di cartografia e aerofotogrammetria

71.12.50 – Attività di studio geologico e di prospezione geognostica e mineraria

Il codice ATECO 71.12 non include:

71.20.10 – Collaudi e analisi tecniche di prodotti

71.20.21 – Controllo di qualità e certificazione di prodotti, processi e sistemi

71.20.22 Attività per la tutela di beni di produzione controllata

Il codice ATECO 71.20 non include:

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ATECO 74 – Attività professionali, scientifiche e tecniche

Cosa fa un’azienda avente un codice ATECO non presente in elenco?

Come chiarito nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate n. 12/E del 18 marzo 2020 e n. 14/E del 21 marzo 2020, i codici ATECO riferibili a tali attività economiche sono meramente indicativi, pertanto le sospensioni previste dall’articolo 61 possono riguardare anche soggetti che svolgono attività non espressamente riconducibili ai codici ATECO indicati nelle richiamate risoluzioni. Ciò a condizione che la propria attività sia riconducibile nella sostanza a una delle categorie economiche indicate.

Confronta le due tabelle >> Tabella 22 marzo 2020  >> Tabella 25 marzo 2020

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Siglato l’accordo per i dipendenti degli studi professionali con alcune importanti novità riguardanti la collaborazione a partita Iva e gli apprendisti. Ma andiamo con ordine: nell’ipotesi di accordo raggiunto tra le parti viene previsto innanzitutto un aumento salariale medio mensile di 87,5 euro, che sarà riconosciuto in due tranche (60% a ottobre 2011 e 40% a gennaio 2012).

 

Per i professionisti iscritti all’Albo professionale e con rapporto di collaborazione a partita Iva viene previsto il rimborso parziale delle visite specialistiche, delle spese di asilo nido e di assistenza socio-sanitaria a familiari anziani o disabili. Infine, vengono inquadrati anche gli apprendisti. Per questi ultimi i compensi saranno determinati in percentuale rispetto alle retribuzioni ordinarie.