Parte martedì 5 maggio 2020 il Tour virtuale di Wienerberger Academy e Maggioli Editore, il ciclo di webinar gratuiti dedicati al comfort, al risparmio energetico e alla sicurezza sismica degli edifici.

Da non perdere ogni martedì dalle 15 alle 16, per un totale di 5 webinar, l’appuntamento con i professionisti del settore ed esperti con i quali sviluppare temi di rilievo.

L’obiettivo principale dei nuovi approcci verso le costruzioni è il risparmio energetico. Guadagnare all’interno dell’edificio in termini di calore solare invernale, ventilazione naturale, luce diurna, riduzione del calore solare estivo, riducendo al massimo le perdite, rappresenta la strada verso un’architettura più sostenibile ed un maggiore comfort abitativo.

Senza tralasciare la sicurezza sismica, che rappresenta un imprescindibile aspetto.

Gli incontri virtuali saranno coordinati dall’ing. Andrea Barocci.

Il programma prevede:

5 maggio dalle 15 alle 16Comfort e risparmio energetico

Relatori: Andrea Barocci, Sergio Pesaresi, Esperto di sostenibilità ambientale, comfort abitativo ed efficienza energetica, Dario Mantovanelli, Responsabile Project Sales Wienerberger.

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12 maggio dalle 15 alle 16Importanza delle certificazioni

Relatori: Andrea Barocci e Michele Santi, Project Sales Centro Sud Italia Wienerberger.

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19 maggio dalle 15 alle 16Sostenibilità e certificazioni

Relatori: Andrea Barocci e Dario Mantovanelli, Responsabile Project Sales Wienerberger.

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26 maggio dalle 15 alle 16Sicurezza in zona sismica                  

Relatori: Andrea Barocci e Francesco Biscaroni, Consulente Tecnico Commerciale Centro Sud Italia Wienerberger.

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9 giugno dalle 15 alle 16Soluzioni innovative in laterizio

Relatori: Andrea Barocci e Michele Santi, Project Sales Centro Sud Italia Wienerberger

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Sarà possibile seguire i webinar attraverso la piattaforma online GoToWebinar, e sono aperti a tutti. Non perderti nessun appuntamento, segna i promemoria e resta aggiornato!

webinar gratuiti

 

Con approvazione mediante il Decreto direttoriale del 30 aprile 2019, da parte del MISE in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è stata pubblicata la Guida Operativa per promuovere l’individuazione, la definizione e la presentazione di progetti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi con aggiornamento circa le tipologie progettuali ammissibili.

L’importanza dei certificati bianchi, detti anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE), risiede nell’incentivazione alla riduzione del consumo energetico ed al contempo nel possibile riconoscimento economico.

Il Certificato Bianco o TEE è un documento attestante il risparmio energetico riconosciuto. La dimensione commerciale di ogni Certificato Bianco è pari a una tonnellata equivalente di petrolio – TEP, difatti, come specificato dal GSE:” per ogni TEP di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, viene riconosciuto un Certificato per tutta la sua vita utile stabilita dalla normativa per ogni tipologia di progetto (da 3 a 10 anni). I soggetti volontari e i soggetti obbligati scambiano i CB sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso contrattazioni bilaterali”.

Le norme che disciplinano i certificati bianchi sono: D.M. 11 gennaio 2017, D.M. Attività Produttive 20/07/2004, D.M. Sviluppo Economico 28/11/2012, Deliberazione dell’Autorità 09/2011.

Sono stati fissati, dal 2017 al 2020, gli obiettivi di risparmio che i distributori devono raggiungere attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica ed è importante ricordare che i Certificati Bianchi non possono essere cumulati con altre tipologie di incentivi statali relativamente allo stesso progetto.

La gestione del progetto attraverso il meccanismo dei Certificati bianchi, non è semplice pertanto la guida operativa torna utile mediante le note chiarificatrici. Tale documento, pubblicato lo scorso 15 maggio 2019, è il risultato della cooperazione tra GSE, ENEA e RSE ed è suddiviso in tre parti:

  1. allegato 1.1_ “Chiarimenti operativi per la presentazione dei progetti”;
  2. allegato 2_”Guide settoriali”;
  3. allegato 3_”Interventi di efficienza energetica non ammissibili”.

Vediamo quali informazioni vengono riportate all’interno del testo che esegue un focus, con i sei distinti allegati, relativamente ai specifici settori produttivi e tecnologie (settore industriale piastrelle ceramiche, vetro e prodotti in vetro, articoli in materiale plastico, produzione carta, impianti di produzione energia termica e frigorifera, servizio idrico integrato).

Certificati bianchi. Quali sono i soggetti ed i progetti ammessi al meccanismo?

Può accedere al meccanismo Certificati Bianchi:

I progetti di efficienza energetica ammissibili ai Certificati Bianchi sono quelli:

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Quali interventi non sono ammissibili?

A non essere ammessi, al riconoscimento di Certificati Bianchi, sono i progetti di efficienza energetica finalizzati all’adeguamento a vincoli normativi o a prescrizioni di natura amministrativa, eccetto il caso in cui vengano adottate soluzioni progettuali energeticamente più efficienti rispetto a quelle individuate dai vincoli o prescrizioni suddetti, e che generino risparmi addizionali.

La guida operativa fornisce un elenco, non esaustivo, degli interventi non ammissibili, ovvero:

  1.  sostituzione di bruciatori;
  1. sostituzione della tipologia di fluido refrigerante;
  2. sostituzione di scambiatori;

Leggi la guida operativa

Le date di scadenza ed i relativi adempimenti connessi all’impianto solare fotovoltaico, possono essere gestiti attraverso il Tool “Verificare-19”,

scarica gratuitamente:

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La certificazione WELL rappresenta l’epilogo della ricerca di benessere nello stile di vita quotidiano. Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata dalle sole caratteristiche tecniche e strutturali di un edificio alla qualità di vita che lo stesso è in grado di offrire ai suoi utenti.

Dopo generazioni di manufatti costruiti “a catena di montaggio” con il solo obiettivo di edificare, si è finalmente giunti ad un punto che chi acquista o occupa un immobile, esige la qualità prestazionale, sia a livello strutturale sia a livello energetico.

A seguito dell’eredità immobiliare (che oggi ci troviamo a gestire) e con uno sguardo verso il futuro, si cerca un approccio diverso nelle costruzioni, settore negli ultimi anni molto penalizzato.

Con questa nuova visione e nuove esigenze sono nate le certificazioni in edilizia che garantiscono la qualità della costruzione per l’intero ciclo di vita, dalla fase progettuale fino alla realizzazione. Vediamo nel dettaglio cosa sono e le differenze tra la certificazione LEED e la certificazione WELL.

Certificazione LEED

Il LEED è un programma di certificazione volontario sviluppato dalla società U.S.Green Building Council (USGBC) orientato alla sostenibilità, che valuta le performance del manufatto sotto un punto di vista energetico, idrico, emissivo e tiene conto dell’ ecologia dei materiali e ubicazione rispetto al territorio.

Ad essere certificati LEED sono appunto gli edifici e non i prodotti, quindi la valutazione è volta all’intero organismo edificato che può essere una nuova costruzione o esistente con destinazioni d’uso: residenziale, educativa, commerciale, ospedaliera, industriale. La certificazione può interessare anche un intervento strutturale, di restauro o urbanistico.

Per ottenere concretamente la certificazione LEED andranno mappate le caratteristiche del progetto in base ai crediti previsti dagli standard. Il livello di certificazione conseguibile va da quello base a quello platino. La mappatura avviene fornendo all’ente la documentazione tecnica concernente le fasi progettuali e realizzative dell’opera. A supporto di queste procedure c’è un tecnico LEED AP accreditato dalla società USGBC, che al termine dell’analisi, individuerà il soddisfacimento del prodotto a determinati crediti LEED.

Certificazione WELL

La certificazione LEED si focalizza sulle caratteristiche prestazionali dell’edificio, mentre, con l’introduzione della certificazione WELL (Well Building Standard) l’interesse si sposta sugli utenti. È infatti il benessere degli occupanti o abitanti ad essere certificato ed oggetto di valutazione, una novità per il panorama Europeo.

Il protocollo WELL, prevede una tabella di “equivalenza” per alcuni crediti con quello LEED. La certificazione WELL, gestita dal WELL Bulding Institute (IWBI) è rilasciata dal GBC e da altri autorevoli enti. In Italia la promozione è eseguita dall’ International WELL Building Institute™ e la società APTA VITAE.

L’obiettivo della certificazione è quella di valutare l’immobile che mira a soddisfare il benessere delle persone senza tralasciare l’utilizzo di risorse rinnovabili, la sostenibilità ambientale e la tutela del paesaggio.

L’approccio è olistico e per valutare il soddisfacimento utenza sono stati definiti gli 8 Concept, che andranno analizzati e valutati scientificamente:

Certificazione WELL

WELL Concept – https://www.wellcertified.com

aria – migliorare la qualità indoor, assicurando ricambi di aria corretti attraverso l’apertura sistematica di finestre o l’inserimento di filtri anti particolato.

acqua – accesso facilitato per tutti gli utenti alle fonti di acqua pulita e priva di materiali inquinanti;

alimentazione – per promuovere il mangiare sano, prediligendo il consumo di materie prime nelle mense aziendali, scolastiche, ospedaliere, col fine di incentivare il mangiare sano;

illuminazione – massimizzare la luce naturale, limitando quella artificiale;

movimento – il posizionamento degli ambienti rispetto ad aree che consentono il movimento, per ridurre la sedentarietà;

comfort – garantito dalla pulizia, riduzione dei rumori, mantenimento della temperatura ottimale, buona qualità delle finiture;

benessere psicofisico – interessa la salute fisica e mentale dell’essere umano, che vive gli ambienti con salute ed equilibrio al fine di lavorare e stare al meglio all’interno di essi;

innovazione – incoraggiare l’innovazione, con la presentazione di nuove idee per nuove funzionalità che si basino sui concept.

L’iter di ottenimento della certificazione WELL è molto simile a quello per ottenere la LEED. La documentazione tecnica inviata telematicamente all’ente verrà valutata dal WELL assessor che valuterà in base agli 8 Concept.

Un primo parere sarà rilasciato entro i 20 giorni lavorativi. A questa fase segue quella di verifica durante la quale il WELL assessor esegue un audit di persona e compila il WELL report, all’interno del quale, verranno definite le conclusioni e rilasciati i risultati delle analisi scientifiche eseguite negli ambienti su aria, acqua, luce, rumore.

I livelli di certificazione WELL sono silver, gold, platinum.

Perché ottenere una certificazione?

L’effetto del rilascio di queste certificazioni si registra sul mercato degli immobili che sono soggetti ad un aumento del valore tra il 7% e l’11% in più rispetto agli edifici privi di certificazione ambientale. Il dato è il risultato di un’indagine eseguita da Rebuild con CBRE e GBCI Europe.

Inoltre con il World Green Business Council (WorldGBC) è stato lanciato il Net Zero Carbon Buildings Commitment. Si tratta di una sfida, quella di ridurre allo zero percento – entro il 2050 – le emissioni globali di carbonio di cui il 35% sono responsabili gli edifici. L’innovazione del settore è un punto fondamentale per poter garantire un elevato livello prestazionale degli edifici ed il raggiungimento di obiettivi virtuosi e ambiziosi come quello proposto dal WorldGBC.

I sistemi radianti si sono ormai affermati come una soluzione impiantistica particolarmente idonea in bioedilizia. Notevoli sono i vantaggi sia sotto il profilo del risparmio energetico che del comfort abitativo, aspetti su cui viene posta particolare attenzione da chi si occupa di bioedilizia. E’ il caso della ditta Bio Edil srls di Rescaldina (MI) che ha scelto per le sue case in legno gli impianti radianti a pavimento Rossato.

“Ho realizzato la prima casa con impianti Rossato nel 2013. Il cliente è molto soddisfatto dell’impianto radiante. Quando a Milano ci sono -4°/ -5° esterni, in casa possono stare quasi a maniche corte” – racconta Domenico Battaglia, titolare della ditta. Pienamente soddisfatto dell’esperienza precedente, anche quest’anno Bio Edil si è affidato ai consulenti Rossato per due villette in legno di nuova costruzione ad Origgio (VA).

“Io mi occupo di costruire case” – spiega Battaglia – “per l’impiantistica mi sono affidato a dei professionisti in grado di fornirmi una soluzione completa ed integrata”. La sinergia tra tutti i professionisti coinvolti (la ditta edile, il consulente Rossato e l’installatore e centro assistenza Rossato Acqua Termica di Massimo Pascuttini) ha fatto sì che ogni fase sia stata curata nei minimi dettagli e “al momento dell’avviamento dell’impianto tutto è filato liscio” spiega Massimo Bolognesi, consulente Rossato.

Villa Emma è una villetta a 3 piani, realizzata in XLam. Il sistema di riscaldamento e raffreddamento è realizzato con impianto radiante a pavimento abbinato ad una pompa di calore aria-acqua ad inverter. L’impianto radiante è stato realizzato con sistema ECOfloor G20: pannello isolante in eps con grafite ad elevate prestazioni e massetto liquido a bassa inerzia garantiscono una messa a regime molto rapida. L’impianto è gestito da un sistema intelligente con regolazione dinamica della temperatura di mandata che tiene conto delle condizioni di temperatura/umidità sia interne che esterne.

Il sistema impiantistico si completa con il sistema di deumidificazione e la ventilazione meccanica controllata ad alta efficienza di tipo puntuale SR50. L’acqua calda sanitaria infine è prodotta con l’accumulo a pompa di calore Air Combo PRO.

Per la seconda villa attualmente in costruzione il cliente ha scelto un impianto radiante a pavimento a secco. Con l’utilizzo di ECOfloor Slim vengono ridotti sia i tempi di posa (circa 20 giorni in meno) che i relativi costi di cantiere. La messa a regime del sistema ECOfloor Slim sarà, inoltre, ancora più rapida a tutto vantaggio del comfort degli occupanti.

 

Per maggiori informazioni
www.rossatogroup.com

La contabilizzazione del calore è in questo preciso momento uno dei temi più discussi da tecnici e amministratori di condominio, con evidenti ed immediati riflessi su coloro che in condominio ci vivono. Con l’entrata in vigore del d.lgs. 102/2014 l’Italia, infatti, recepisce una delle direttive Europee più importanti nell’ambito dell’efficienza energetica. Una novità normativa che ha rilievi davvero importanti per chi vive in condominio.

L’obbligo di misurazione del calore e dell’acqua calda diviene infatti vincolante per i condomini riforniti da una fonte di riscaldamento o raffreddamento centralizzata o da una rete di teleriscaldamento. Il termine ultimo per l’adeguamento è stabilito al 31 dicembre 2016, senza alcuna possibilità di proroga, pena l’applicazione di sanzioni amministrative.

L’utilità della contabilizzazione del calore è indiscutibile. Gli strumenti di misurazione, infatti, favoriscono il contenimento dei consumi energetici ed inducono ad una gestione migliore della climatizzazione e della misurazione dei consumi di acqua calda. Al di là dell’aspetto tecnico-normativo, i cui principi sono ben definiti e ampiamente trattati, c’è un ambito pratico che interessa l’utente e che è degno anch’esso di nota. Se è vero infatti che la contabilizzazione del calore e dell’acqua portano ad un effettivo risparmio in termini di costi totali di energia (mediamente del 20%-25%), è altresì vero che il risparmio individuale varia da utente a utente e dall’utilizzo, più o meno consono, che il consumatore ne fa. È quindi molto importante sapersi affidare a partner specializzati non solo nell’installazione dei dispositivi, ma anche nella conseguente gestione del servizio di lettura e ripartizione dei costi.

Prodotti Techem

 

Techem, azienda leader nel settore e con oltre 60 anni di esperienza, sviluppa servizi a valore aggiunto pensati per il consumatore e finalizzati a ridurre gli sprechi ottimizzando i consumi in maniera efficiente. Il servizio di Energy Monitoring, offerto da Techem, si basa sull’analisi giornaliera dei dati di consumo che vengono rilevati dalla centralina TSS (Techem Smart System) ed inviati, mediante una connessione GPRS, al portale online di Techem (accessibile a ciascun utente per la propria unità immobiliare). Uno staff di esperti, garantisce assistenza costante e continuativa per verificare ed eliminare gli eventuali malfunzionamenti emersi o consigliare gli utenti verso un utilizzo più appropriato dei dispositivi. Mensilmente, o con differente periodicità richiesta, viene inviato il report con l’analisi dei consumi su base media condominiale.

Risparmio energetico Techem

Le innovazioni tecnologiche dei prodotti e servizi Techem possono vantare di sistemi esclusivi, garantendo ai propri clienti non solo una gestione più semplice ed efficace dei consumi ma un’efficienza energetica che porta ad una riduzione GARANTITA dei costi dell’energia. E’ il caso del modulo Adapterm, un prodotto unico sul mercato che funziona basandosi sulle informazioni ricevute dal ripartitore di calore Techem Radio 4, relative all’effettivo fabbisogno di calore di ciascun appartamento. Sulla base delle informazioni ricevute, Adapterm abbassa, se necessario, la temperatura di mandata della caldaia, in modo che risulti sempre ad un livello ottimale, senza che gli inquilini avvertano alcuna differenza sulla temperatura dei vari ambienti. Il tutto si traduce in un risparmio testato fino al 10% in più oltre ai benefici classici della contabilizzazione. I ripartitori di calore Radio 4 OMS garantiscono un sistema aperto e flessibile, non legato ai software di lettura proprietari. La programmazione in chiaro dei coefficienti dei caloriferi permette la visualizzazione sul display dei valori di consumo individuali, nel pieno rispetto della normativa vigente, e con correzione automatica dei valori  in caso di errata programmazione. Prodotti e servizi dedicati al mondo del condominio, soluzioni flessibili e personalizzate, che rendono tangibili i benefici dedicati all’utente e alla salvaguardia del clima e dell’ambiente.

Per maggiori informazioni visitate il sito www.techem.it.

La casa prefabbricata in legno è a tutti gli effetti un’abitazione, con uguali caratteristiche di una casa in muratura, sia per quanto riguarda la durata che la stabilità. Gli aspetti più importanti che bisogna prendere in considerazione, poiché costituiscono le ragioni che inducono gli acquirenti a prediligere questo tipo di abitazione rispetto a quella tradizionale, sono il legno e l’ecologia.

 

Una delle cause del riscaldamento globale è l’inquinamento ed è noto che il legno oltre ad essere un antibatterico, sia uno dei materiali più ecologici, poichè è naturale, riutilizzabile e si elimina con facilità. È essenziale dunque che le case di nuova costruzione siano pensate e realizzate al fine di donare il più alto risparmio energetico fattibile, che consenta anche alle famiglie un risparmio economico. Preferire una casa in legno non significa rinunciare al design e optare per una soluzione più scadente, ma al contrario, rappresenta una scelta innovativa e contemporanea.

 

Il corso in e-learning, proposto da Beta Formazione, consente di acquisire tutte le nozioni e di conoscere le norme vigenti per una precisa progettazione di abitazioni ecologiche in legno: ciò permette ai professionisti del nostro territorio di essere concorrenziali anche in Europa.


Stefania Valtancoli

Riportiamo di seguito il testo della Lettera della Federazione Ascomac inviata in data odierna al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, dell’ambiente, tutela del territorio e del mare, per la semplificazione e la pubblica amministrazione in materia di corrispettivi tariffari e oneri di sistema previsti dapprima dallo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2012/27/Ue in materia di efficienza energetica e ora dal c.d. decreto Competitività in corso di emanazione.

 

Egregio Signor Presidente dott. Renzi,

con la presente mi riferisco a due Provvedimenti del Suo Governo, in materia di Energia:

 

1. Lo Schema di Decreto Legislativo recante attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/1257/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE – Atto Camera n. 90 in attesa del Parere delle Commissioni parlamentari competenti.

2. Il DL c.d. Misure per la competitività con particolare riguardo alle bollette energetiche, corrispettivi tariffari e oneri di sistema.

 

Nell’apprezzare in generale le attività in corso del Suo Governo e, soprattutto, i principi ispiratori delle azioni intraprese, tra i quali semplificazione e chiarezza della normativa, in relazione ai provvedimenti sopra citati, sottoponiamo alla Sua attenzione due questioni: una di metodo e l’altra di merito.


Generazione distribuita, fonti rinnovabili, cogenerazione ad alto rendimento – SEU (Sistemi efficienti di utenza) – RIU (Reti interne di utenza)

In base ai principi di certezza del diritto, di semplificazione e stabilità della normativa, di sviluppo economico responsabile e sostenibile:

Nel metodo non riusciamo a comprendere come un medesimo tema – Corrispettivi tariffari e oneri di sistema su Generazione distribuita, FER e Cogenerazione ad alto rendimento – sia trattata in due provvedimenti diversi, emanati dal Suo stesso Governo, peraltro in un periodo di tempo molto breve l’uno dall’altro.

 

Il primo – Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva sull’Efficienza energetica – all’art. 11:

1. affida all’AEEGSI “poteri legislativi” sul mercato elettrico che, riteniamo, esulino dalla competenza di carattere regolatorio attribuita alla Autorità dalla legge istitutiva

2. introduce, a regime, corrispettivi ed oneri a carico della generazione distribuita, fonti rinnovabili e cogenerazione ad alto rendimento, “superando” il principio di diritto indicato dalla Legge e ribadito dalla AGCM Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione al Governo ed al Parlamento AS 898 del 2011: corrispettivi tariffari ed oneri generali e speciali di sistema si pagano solo sull’energia prelevata.

 

Il secondo – c.d. DL Competitività – stabilisce, sic et simpliciter, superando il passaggio parlamentare in corso sul medesimo tema, che dal 2015 corrispettivi tariffari e oneri di sistema si versino sulla energia consumata e quindi anche autoprodotta e/o prelevata dalla rete, anticipando e precedendo la norma dello stesso Governo che, nello schema di Decreto Legislativo, attribuisce all’AEEGSI determinati compiti “legislativi”, peraltro come detto, a nostro parere, di dubbia legittimità.


Conclusioni

Invece di semplificare e stabilizzare nel tempo la normativa, per dare finalmente certezze ai cittadini ed agli investitori, la percezione se non certezza è la “consueta e tradizionale” duplicazione della normativa sulla stessa materia.

 

Continuando nel ragionamento, il Governo attribuirebbe, con il nuovo D.L. Competitività, alle RIU (Reti interne di utenza) ed ai SEU (sistemi efficienti di utenza costituiti da impianti di generazione di energia alimentati da FER o in assetto cogenerativo ad alto rendimento – cogenerazione CAR per un solo cliente finale) oneri sull’energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, in misura pari al 10% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull’energia prelevata dalla rete qualora i predetti sistemi accedano ad incentivi statali sull’energia prodotta, e, in misura pari al 5%, negli altri casi.

 

In sintesi, Signor Presidente, viene introdotto un nuovo Principio giuridico nel nostro Ordinamento, culla del diritto, in base al quale :

1. utilizzi il sistema elettrico nazionale: no

2. utilizzi sistemi ad alta efficienza come la CAR per autoproduzione: si

3. hai richiesto incentivi: no

Risultato: paghi comunque una tassa, di misura elevata o ridotta non importa, certamente rivedibile nel tempo (biennalità) per garantire la parità di gettito.

 

Motivazione: non ridurre l’entità complessiva dei consumi soggetti al pagamento degli oneri. L’importante è conseguire la parità di gettito più che i risultati, in termini di minori costi di esercizio legati agli investimenti in efficienza energetica e quindi in minore importazione di prodotti fossili.

 

L’alternativa, per chi potrà farlo, è di isolarsi completamente dalla rete elettrica nazionale, cercando “solo e disperato” di mantenere competitivo il proprio prodotto.

Di diritto e di fatto, nella applicazione dei corrispettivi tariffari e degli oneri di sistema: la energia autoprodotta e autoconsumata in sito, per uso proprio da un solo cliente finale, che ha deciso di investire in tecnologia ad alta efficienza per ridursi i costi di approvvigionamento energetico, con l’attribuzione di una serie di tasse a fronte di un servizio di pubblica utilità mai acquistato dallo stesso cliente finale né tanto meno reso dal distributore viene equiparata alla energia prelevata dalla rete per i quali è legittimo versare corrispettivi e oneri a fronte di un servizio di pubblica utilità reso dal distributore in concessione,


Conclusioni

Di diritto e di fatto: la nuova tassa sull’Efficienza energetica, e ancor più sugli investimenti in efficienza energetica, stimabile in base a prime simulazioni in € 4/6 MWh consumato in funzione delle taglie, penalizza gli investimenti del cliente finale efficiente, a partire dall’industria, come quella Cartaria tanto per citare un caso, che fa del SEU con unità CAR uno strumento di competitività per ridursi i costi energetici, oltre che dei Soggetti come le ESCo che fondano sull’efficienza energetica diffusa la propria attività, investita per il cliente finale.

 

Mi permetto da cittadino, più che da cliente finale o da operatore, chiederLe: quale sia il senso di installare e incentivare una tecnologia ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento in un distretto industriale, in un centro commerciale, nei condomini, quando, nel caso di specie, il prodotto di questa tecnologia è utilizzato dall’investitore condòmino solo in parte, e cioè solo energia termica, perché quella elettrica, ora anche tassata dal nuovo D.L competitività, va prima riversata in rete e poi ricomprata tramite contatore dal singolo condomino.

 

In sintesi, non solo il condòmino/investitore in efficienza energetica è ostacolato, dovendosi ricomprare l’energia elettrica da contatore, ma ora “ancor meglio”, anche se non chiede incentivi, e questo è il fatto più “grave”, paga una percentuale, rivalutabile nel tempo.


Il Legislatore pensa che questo sia il percorso per promuovere l’Efficienza Energetica? e che questa sia l’Efficienza da promuovere?

Riteniamo invece che investimenti privati in risparmio energetico in sito – condominio, centro commerciale, distretto industriale – possano e debbano trovare risposta nel combinato di Generazione distribuita da FER e CAR ad alta efficienza unitamente al Consumo ad alta efficienza di energia ed all’Utilizzo ad alta efficienza per trasporto e mobilità sostenibile (elettrica) verso Città/Territorio decarbonizzate senza versare corrispettivi di sorta.

 

E questo, sia chiaro, non perché si tratti di un incentivo implicito (come sostenuto dalla AEEGSI) o dalla mera volontà di sottrarsi al pagamento di e corrispettivi e oneri, ma perché non viene utilizzato il servizio in concessione. Altrimenti, come previsto dal DL Competitività, è come obbligare il cittadino a pagare il pedaggio di un’autostrada che non percorre.


Proposta

Al di là di pagare o no una nuova tassa, considerato che il tema della riduzione dei costi energetici è uno dei punti del Suo Governo, Signor Presidente colga con passione e coraggio questa occasione di revisione delle Bollette energetiche o meglio del recepimento della Direttiva 2012/27/UE in materia di efficienza energetica per liberalizzare il trasferimento dell’energia autoprodotta, verde da FER ed efficiente da CAR, “là dove serve” in sito – condomini, centri residenziali, centri commerciali, quartieri, distretti industriali magari collegati in questo caso da un contratto di rete tra imprese – non più per un solo cliente finale ma per tutti i clienti finali che risiedono in quel sito, aggregandoli attraverso Programmi di miglioramento di efficienza energetica (V. D.Lgs. n. 115/2008 e smi).

 

Programmi rivolti, appunto, a pluralità di clienti finali e gestiti dalle ESCo. Si otterrà così non più un’efficienza “verticale”, limitata, legata non più soltanto alla maniglia, al doppio vetro, all’appartamento, ma all’Immobile di cui gli appartamenti fanno parte, ad una serie di immobili, al Quartiere, alla Città/Territorio intera. E’ questa l’Efficienza energetica diffusa in cui fortemente crediamo.

 

Questa, Sig. Presidente, la Vision che sottoponiamo all’attenzione Sua e del Suo Governo per la promozione della Generazione distribuita/Consumo/Utilizzo ad alta efficienza dell’energia che, attraverso il Risparmio energetico, l’Indipendenza energetica e la Decarbonizzazione, colga la sfida della Sostenibilità responsabile, che il Paese attende da tempo, anche e soprattutto in termini di Lavoro e Occupazione.


Bolletta energetica. Proposte di riduzione dei costi della bolletta energetica

Nel corso degli ultimi sette anni, la nostra Federazione ha presentato diverse proposte in termini di liberalizzazione del trasferimento dell’Energia in sito, come previsto dall’Atto 54/2007 dell’AEEG e dall’Atto Senato n. 229 di recepimento della Direttiva 2006/32/CE (art. 10, comma 1) sempre in tema di efficienza e di SEU e, da ultimo, in occasione della Audizione sulla SEN della X Commissione della Camera dei Deputati (V. Slide da pag. 17 del documento).


Di seguito il principio di diritto: qualora l’impianto per la produzione di energia elettrica sia realizzato all’interno della proprietà di un unico cliente finale, anche da un soggetto diverso dal cliente finale e sia collegato all’impianto del medesimo cliente, il trasferimento dell’energia elettrica prodotta alle apparecchiature di consumo del cliente non si configura come attività di distribuzione, intesa come servizio di pubblica utilità”.

 

Più che imporre nuove tasse, ora anche sull’efficienza energetica, riteniamo da sempre che l’alleggerimento della bolletta energetica a carico dei cittadini – imprese, famiglie, amministrazioni pubbliche – possa e debba essere effettuata distinguendo tra aiuto all’investimento in tecnologia efficiente e sostegno all’esercizio dell’energia “verde ed efficiente”, rivedendo il metodo di attribuzione dei benefici fiscali quali:

a. aiuto all’investimento – a carico della fiscalità generale – in tecnologie a basso impatto ambientale anche nei processi di riconversione industriale dei siti di interesse nazionale contaminati, al fine di attivare crescita ed occupazione “verde”

b. sostegno all’esercizio – a carico delle bollette energetiche – dell’energia generata/utilizzata/consumata da sistemi e tecnologie altamente efficienti, attraverso la valorizzazione nella bolletta energetica, della sola energia prodotta, autoprodotta o utilizzata/consumata (e non più anche della tecnologia che la genera)

c. misure in favore delle imprese e dei soggetti privati che acquistano tecnologie, sistemi e prodotti ad alta sostenibilità

d. accesso agevolato ai benefici previsti dal Fondo rotativo per il finanziamento di programmi e misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

 

È di tutta evidenza che il tenere distinti l’aiuto all’investimento dal sostegno all’esercizio:

– eviti fenomeni speculativi e scelte “convenienti” del miglior incentivo

– comporti una riduzione degli oneri a carico del cittadino/cliente finale in bolletta energetica

– premi le migliori tecnologie nei tempi di ammortamento fiscalmente previsti

– consenta al consumatore finale di non dovere pagare per anni/decenni bollette energetiche onerose che finiscono per valorizzare tecnologie nel tempo già ammortizzate e tecnologicamente superate se non inefficienti

– stimoli l’innovazione e la ricerca in nuove tecnologie di generazione/consumo/utilizzo di energia ad alta efficienza

– promuova la filiera industriale, distributiva e dei servizi dell’Efficienza energetica e con essa la Occupazione responsabile

 

Anche in questo caso, sottolineiamo la necessità di coordinamento tra le diverse normative in materia di fiscalità energetica ed ambientale alla luce di quanto disposto dalla Legge Delega Fiscale n, 23/2014 e dei relativi Decreti legislativi attuativi previsti dal relativo art. 15.


La buona notizia

Tra i temi di equità sociale segnalati alle Istituzioni dalla nostra Federazione evidenziamo il caso della Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti, da noi segnalato già nel 2012 sia in occasione della Audizione pubblica avanti la AEEG così come nel documento relativo alla SEN.

Apprezziamo il fatto che il Suo Governo abbia fatto proprio e realizzato un Atto di Equità di trattamento tra cittadini – clienti finali.

 

Richiesta

In un momento di grave crisi economica quale quello affrontato dal Paese ed alla politica di rigore e di riduzione della spesa pubblica del Governo rivolta a tutti i cittadini, segnaliamo l’art. 37 della Delibera AEEG 199/2011 recante “Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti” (Estratto – Segnalazione Ascomac 2012, pag. 9, Spending review e Rigore)

 

Oltre che poter conoscere l’importo globale di tale agevolazione, ci si chiede se in un momento economicamente molto complesso per i cittadini, non sia necessario ed opportuno eliminare rapidamente “privilegi” di alcuni come quello in oggetto, alleggerendo così la bolletta elettrica di tutti i clienti finali.

 

Poco o tanto che sia, non importa. È un Segnale “del e per” il Paese.

 

Di fatto, ad oggi uno sconto sui consumi elettrici riconosciuti dalle imprese distributrici e dalla società Terna, fino al 31 dicembre 2019 in base a CCNL ai dipendenti del settore, è stato pagato non dalle imprese citate come bonus ai propri dipendenti, ma dal cliente finale in bolletta energetica con il versamento dei corrispettivi tariffari (sic!).

 

Fondi che potevano e potrebbero essere utilizzati a favore delle fasce deboli e disagiate.

 

Nel rimanere a disposizione per chiarimenti nel merito di quanto esposto con Lei ed i Suoi Uffici, con l’auspicio che queste prime note possano costituire elemento di stimolo per un ripensamento nell’immediato dei contenuti dei provvedimenti citati, unitamente ad una revisione unitaria del sistema in una Vision che valorizzi la Generazione distribuita per il Risparmio energetico, in un percorso per la Decarbonizzazione verso la Sostenibilità, voglia gradire, Signor Presidente, i miei più cordiali saluti e l’Augurio sincero di Buon Lavoro.


Carlo Belvedere, Segretario Generale ASCOMAC

Formare ingegneri e architetti nella progettazione, nella diagnosi e nella gestione della riqualificazione energetica degli edifici. È questo il principale obiettivo della nuova edizione del Master CasaClima, presentato ieri a Bolzano, rivolto ai laureati magistrali di ingegneria e architettura.

 

Il Master La Prestazione Energetica degli Edifici. Progettazione, Ottimizzazione e Utilizzo – CasaClima organizzato dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano si avvale della collaborazione dell’Agenzia CasaClima è avrà una durata annuale.

 

Le preiscrizioni al nuovo Master CasaClima saranno aperte fino al 19 agosto mentre l’avvio dei corsi è previsto per il 29 settembre prossimo.

 

I partecipanti al Master focalizzeranno la propria attività formativa attorno alla CasaClima sotto tutti i punti di vista: dalla prestazione energetica all’acustica, fino alla qualità dell’aria.

 

Durante il Master, gli ingegneri e gli architetti dovranno prendere coscienza dalla necessità di garantire, in ogni progetto, un’interazione ottimale tra edifici, tecnica degli impianti e utilizzatori: insomma, una progettazione integrata che tenga in debito conto l’intero ciclo di vita dell’edificio.

 

Si parlerà sia di edifici di nuova costruzione che di interventi di ristrutturazione; elemento, questo, che diventa sempre più critico e strategico, come ha ben rilevato l’arch. Marco Casavecchia in un recente intervento sul quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it.


Ma quali saranno le novità specifiche della nuova edizione del Master CasaClima?

 

A questa domanda risponde il coordinatore del Master, il prof. Andrea Gasparella, che sottolinea come “il nuovo corso intende proporre una particolare attenzione agli aspetti relativi alla ottimizzazione della progettazione, della ristrutturazione e della gestione degli edifici, considerandone le prestazioni non solamente in termini energetici, ma anche di comfort e di sostenibilità economica ed ambientale”.

Un’ottimale condizione intermedia, l’Aurea Mediocritas di Orazio: è questo il futuro delle costruzioni? Una lettura disattenta delle norme in materia di risparmio energetico (L’ultima direttiva europea in tema, la 010/31 chiamata EPBD recast, è stata recepita dal decreto n. 63 del 4 giugno 2013 convertito in legge con la n. 90 del 3 agosto 2013) potrebbe portare pensare ciò, ma è probabilmente vero il contrario.

 

Sappiamo che il settore delle costruzioni è un settore altamente energivoro, l’ambiente costruito è responsabile di una buona parte dei consumi di energia in tutti i Paesi sviluppati, Italia in primis, dove esiste un patrimonio storico e un patrimonio vecchio (gli anni ’70 sono stati un momento di grande sviluppo del mercato delle costruzioni) ed entrambi, per cause differenti, sono caratterizzati da pessime prestazioni dal punto di vista energetico. Questo è, probabilmente, la conseguenza di un ritardo rispetto ad altri Paesi sviluppati che il nostro Paese ha accumulato sin dagli anni ’70.

 

In Italia si è incominciato a interessarsi del rapporto tra edifici ed energia, con la legge 373/1976 seguita alla prima crisi energetica, dandosi comunque obiettivi di contenimento dei consumi minimi, e neppure con la successiva legge 10/1991 si sono fissati, per gli edifici, requisiti energetici paragonabili a quanto è stato fatto in altri Paesi europei. Solo con il recepimento della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico in edilizia (d.lgs. 19 agosto 2005, n. 192) il nostro Paese si è posto, con colpevole ritardo, dei requisiti paragonabili al resto d’Europa.

 

Sulla spinta degli ultimi disposti normativi, anche regionali, e sotto l’impulso di parecchie ricerche scientifiche svolte più meno in tutti i Paesi sviluppati o in via di sviluppo, il settore ha iniziato a creare edifici più performanti (se di edificio performante si può parlare quando ci si riferisce a un involucro a cappotto con dieci o dodici centimetri di isolamento) fino a tendere, nei casi di punta, a edifici che non richiedono energia o che addirittura producono energia nel corso della loro vita. Ora ciò, l’edificio che non consuma, non è più sufficiente; per fortuna!

 

Oggigiorno non basta progettare un edificio che consumi poco o nulla, è necessario costruirne uno caratterizzato dal miglior rapporto prezzo/prestazioni energetiche. Sembra strano che in Italia, ma comunque anche in Europa, sia il legislatore a obbligare i progettisti e, soprattutto, i committenti a considerare i costi nel ciclo di vita dell’edificio, a spostare l’attenzione (con un disposto normativo) dalla mera minimizzazione valore di energia primaria per il riscaldamento alla ricerca dell’ottimo nel rapporto consumi (Eph) e costi nel ciclo di vita, sembra strano ma così è stato.

 

Le differenze tra il nostro settore e altri comparti industriali sono sicuramente tante, una delle più incredibili è proprio l’assoluto disinteresse per la sostenibilità economica degli investimenti. Non interessa trattare qua delle per fortuna ormai poche (ma ci sono ancora, purtroppo) imprese di costruzione che si aggiudicano commesse sulla base di valutazioni sommarie dei propri costi confidando sul fatto di riuscire a scaricare sui subappaltatori le conseguenze della propria incapacità, bensì dei committenti che effettuano investimenti anche importanti senza valutarne i costi nel ciclo di vita (o comunque in un periodo di riferimento per confrontare investimenti differenti). Come se la nuova FCA (FIAT Chrysler) o ENEL comprassero un impianto di produzione senza conoscere i costi di funzionamento dello stesso. Eppure, per fare un esempio semplice, pochissimi progettisti (forse nessuno) sanno quanto sia la differenza, in termini di costi iniziali e di funzionamento tra un cappotto spesso dieci centimetri e uno spesso dodici.

 

Per fortuna a breve non sarà più così e questa crescita culturale dell’intero settore è spinta dalla EPBD recast che introduce un’innovazione nella valutazione della prestazione energetica degli edifici rispetto al passato: il calcolo dei livelli ottimali di prestazione energetica in funzione dei costi. Essa, in altre parole, chiede di valutare non solo i risparmi ottenibili nei consumi energetici dell’edificio ma anche la fattibilità economica degli investimenti durante un ciclo di vita stimato. Essa illustra un approccio metodologico di impostazione generale, la cui adozione consentirà a ciascuno Stato Membro la definizione, a livello nazionale o regionale, di requisiti minimi di prestazione energetica e la predisposizione di misure per il miglioramento della prestazione energetica degli edifici esistenti e di nuova costruzione, che siano efficaci anche sotto il profilo dei costi.

 

I livelli ottimali di prestazione energetica in funzione dei costi (cost optimal level of energy performance) corrispondono alla quantità di energia necessaria per il soddisfacimento del fabbisogno energetico dell’edificio che richiede il costo più basso durante il ciclo di vita economico stimato dell’edificio stesso. La loro definizione  è il risultato di una serie di attività progettuali. In primo luogo si devono ideare una serie di misure finalizzate al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio e definire almeno dieci combinazioni delle stesse misure. Tali combinazioni, caratterizzate da differenti interventi di efficientamento della prestazione energetica dell’edificio, potranno riguardare sia l’involucro edilizio sia il sistema impiantistico, e dovranno essere definite in maniera tale da raggiungere risultati soddisfacenti in termini di consumi energetici (costi dell’energia) e d’investimento per l’edificio. Fatto ciò le misure si applicano a edifici di riferimento (data l’impossibilità di calcolare il livello ottimale per tutti gli edifici del patrimonio edilizio, a ciascuno Stato membro è demandata la creazione di una serie di edifici di riferimento, ovvero edifici rappresentativi di determinate categorie edilizie a livello nazionale o regionale) e si procede al calcolo della prestazione energetica e di quella economica.

 

Sulla base di ciò sarà possibile definire un intervallo ottimale del livello di prestazione energetica in funzione dei costi e quindi scegliere quale delle alternative progettuali realizzare.Non siamo ancora alla valutazione specifica dei costi del ciclo di vita dell’edificio o all’auspicabile valutazione quantitativa della sostenibilità (quantomeno ambientale ed economica) dello stesso, ma è comunque un grande passo in avanti per il nostro settore.

 

Articolo dell’ing. Fulvio Re Cecconi

 

Questo editoriale è stato pubblicato sul numero 1 del 2014 della rivista Ingegneri. Ti è piaciuto? Chiedi la tua copia gratuita e abbonati alla rivista!

 

Abbiamo pubblicato ieri la descrizione degli aspetti impiantistici e delle strategie progettuali ed energetiche che hanno ispirato la progettazione del Centro per disabili mentali San Giovanni di Dio a Brescia (leggi l’articolo). Abbiamo parlato con il progettista dell’opera, l’ing. Marco Brasca della Società di Ingegneria AIACE che ha sviluppato l’intervento in collaborazione con Brescia Progetti e GAPProgetti. La discussione con l’ing. Brasca ha riguardato, tra i vari temi toccati, anche l’aspetto organizzativo del team progettuale.


Mauro Ferrarini. Per quanto attiene la gestione del percorso progettuale: come è stato gestito l’intervento nel progetto di più progettisti? Sono stati utilizzati strumenti interoperabili e/o di cloud?

Marco Brasca. L’intervento di più progettisti è stato gestito attraverso l’istituzione di un ruolo indispensabile di coordinatore ufficiale (ing. Roberto Zani – Bresciaprogetti), attraverso incontri periodici calendarizzati dall’inizio del lavoro (due riunioni settimanali in fase di progettazione e, in media, anche in quelle di realizzazione con la partecipazione di tutti gli attori).

 

In occasione delle prime riunioni di comportamento, sono stati definiti una serie di standard di lavoro (modelli base, procedure di integrazione negli elaborati dei vari aspetti progettuali, protocollo di scambio dati e di comunicazione), mediati sulle procedure applicate dai vari progettisti, al fine di garantire un livello qualitativo costante e lo sviluppo coordinato del progetto.

 

I problemi dell’interazione fra standard differenti, lo scambio, il riutilizzo delle informazioni anche fra sistemi informativi non omogenei (sia per software che per hardware) sono stati risolti con riunioni di coordinamento (in contemporanea alle prime fasi progettuali) dell’inizio della progettazione con l’obiettivo di uniformare i metodi e gli output operativi.

 

La necessità di stringere i tempi di progettazione e la distanza operativa degli studi coinvolti (Milano-Brescia), seppur non insuperabile quotidianamente, ha implicato sia in fase di sviluppo progettuale che di costruzione, l’utilizzo di strumenti di elaborazione in grado di ottimizzare le differenti risorse degli studi.

Infine, sono stati utilizzati sistemi di clouding e FTP dedicati e siti per l’interscambio di materiali e informazioni anche con la possibilità di aggiornamento immediato. Sia in fase di progettazione che di costruzione.

 

Mauro Ferrarini. Quale è la lezione, se c’è, che questo progetto vi ha insegnato relativamente alla gestione di un ampio team di progettazione?

Marco Brasca. Sono tre i punti essenziali che vorrei sottolineare:

1. l’indispensabile ruolo di coordinatore ufficializzato e centralizzato;

2. la divisione di ruoli e compiti prima dell’inizio dei lavori (sia di progettazione che di costruzione) e il loro rispetto (anche in termini deontologici);

3. l’importanza di convergenza di idee e l’apertura al dialogo/confronto.

 

Mauro Ferrarini. Veniamo al progetto vero e proprio. Nella descrizione del progetto si sottolinea l’attenzione agli aspetti di sostenibilità dell’intervento; quali sono stati gli strumenti utilizzati per valutarli? Si sono utilizzati protocolli a punteggi (ITACA, LEED, BREEAM, …) o valutazioni quantitative?

Marco Brasca. Sono stati utilizzati sistemi di valutazione quantitativa con simulazioni e strumenti di analisi (in regime statico), diversamente da altri progetti, nei quali sono state effettuate anche analisi approfondite di tipo dinamico.

Non sono stati utilizzati protocollo a punteggio riconosciuti ma check list sviluppate dagli studi partecipanti (grazie a precedenti interventi simili in termini dimensionali e di destinazione d’uso) sia in termini di efficienza energetica, razionalizzazione funzionale e gestionale.

 

Mauro Ferrarini. Il progetto mostra una grande attenzione al controllo dell’apporto solare, nel valutare il comportamento in regime estivo dell’edificio quali strumenti sono stati utilizzati? Si sono fatte simulazioni in regime dinamico del comportamento dell’edificio per dimensionale l’inerzia termica dei componenti dello stesso?

MB. Sono stati effettuate simulazioni energetiche e illuminotecniche attraverso software specifici, dedicati. Il comportamento inerziale dell’edificio e la definizione delle soluzioni approntate non è stato stimato mediante l’ausilio di strumenti di simulazione ma è stato valutato attraverso il monitoraggio e l’interpretazione dei parametri ambientali, interni ed esterni, di precedenti progetti e realizzazioni con caratteristiche simili.

 

Scheda Progetto

Localizzazione: Brescia, Via Pilastroni 10

Committente: Provincia Lombardo Veneta – ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio

Progettazione architettonica, tecnologica e generale integrata: ing. Marco Brasca (AIACE s.r.l. – Società di Ingegneria – Milano) con ing. Marco Bonomi, ing. Oscar Luigi Pagani, arch. Barbara Andreoletti, ing. Francesca Malgorani, arch. Laura Donghi, ing. Isabella Colombo, ing. Marco Pesenti

Progetto opere impiantistiche e antincendio: ing. Roberto Zani (BresciaProgetti – Brescia) con p.i. Sandro Battaglia, p. ing. Daniele Bianchi, ing. Mauro Massari

Progettazione strutturale, generale integrata e computi: ing. Alessandro Gasparini (GAPProgetti – Brescia) con ing. Carla Ducoli, ing. Andrea Ruggeri, geom. Gabriella Marenda

CSP: ing. Roberto Zani (BresciaProgetti – Brescia)

Coordinamento generale: (BresciaProgetti – Brescia)

Responsabile lavori: ing. Marco Stefanoni, direttore tecnico Provincia Lombardo Veneta – Fatebenefratelli

 

Inizio Lavori: aprile 2011

Fine Lavori: dicembre 2012

 

Superficie costruita

Interrato: 675 m2

Piano Terra: 2.145 m2

Primo Piano: 545 m2

Totale: 3.365 m2

 

Scheda Cantiere

Impresa General Contractor: Luigi Cividini s.p.a. – Dalmine (Bergamo)

Direttore tecnico: geom. Antonio Guarnieri

Capo commessa: geom. Stefano Forcella

Capo cantiere: Francesco Barnabò

RS per l’impresa: geom. Paolo Bozzano

Opere impianti idrotermosanitari: S.E.I.T. srl Brescia (geom. Armando Dioni)

Opere impianti elettrici: Elin Capriano del Colle (Brescia) (p.i. Diego Pasotti)

Direzione lavori: ing. Roberto Zani (BresciaProgetti – Brescia)

Ufficio direzione lavori: ing. Marco Brasca (AIACE s.r.l. – Società di Ingegneria – Milano) con ing. Alessandro Gasparini (GAPProgetti – Brescia)

Direzione lavori strutture: ing. Alessandro Gasparini (GAPProgetti – Brescia)

Direzione lavori impianti: ing. Roberto Zani (BresciaProgetti – Brescia)

CSE: arch. Gianfranco Camadini (Studio Camadini – Brescia)

 

Scheda Opere Compiute

ATI : Opere edili : Impresa Edile Luigi Cividini s.p.a. – Impianti idrotermosanitari : Seit s.r.l. – Impianti elettrici: Elinsas.

OPERE COMPIUTE E FORNITURE: Opere murarie a secco: Knauf e Cosmi – Carpenterie metalliche: MCP.

Serramenti: Gualini s.p.a. – trattamenti REI: Tecnospray – isolanti in vetro cellulare Foamglas Pittsburg.

Isolanti in polistirene: Sirap – Isolanti in lane minerali : Isover – Isolamenti interposti in pareti in cartongesso: Rockwool – Fornitura isolanti: Bergamo Isolanti – Rivestimento in cotto: Palagio Engineering.

Facciata ventilata in cotto: RVB – Rivestimento in fibrocemento: Cembrit.

Facciata ventilata in fibrocemento: Tecnotierre – Fissaggi facciata ventilata: Wuerth – Calcestruzzi: Italcementi.

Ferro per c.a.: Fercarbo – Solai predalles: Vela – Sottofondi: Lopav – Taglio c.a.: Comosystemi.

Reti metalliche: Fils – Impermeabilizzazioni: Flag e FPR – Lattonerie: Magri Natalino – Linea vita: SBS.

Impianti elettrici: ABB – Gruppo elettrogeno: Lanmar – Illuminazione di sicurezza e rivelazione incendi: Cooper.

Gruppo soccorritore illuminazione di sicurezza: Lever – Impianto fotovoltaico: Torri Solar.

Impianto solare termico: Paradigma – Bocchette-Spilotair: FCR – Unità trattamento aria: Samp.

Condizionamento aria/canali: Effe.Ci. – Fancoil : Idras – gruppo frigo: Carrier.

Fancoil -UR: Aermec – Gas medicali: Medes – Pompe: Wilo – Tubazioni e dispositivi sanitari: Geberit.

Sanitari: Dolomite, Ideal Standard – Tinteggiature: F.lli Scotti – Porte interne: Celegon.

Pavimenti ceramica: Ceramiche Naviglio – Arredo: Falegnameria Maestri – Tetto giardino: Sandrini s.r.l.

Sistemazioni esterne: Zubani Garden – Canne REI : Schunt – Ponteggi : MTN – Opere edili : Edilcevi.

Scavi e demolizioni: Pfc 2000 s.r.l. – Montaggio e smontaggio gru: Ma e Ma.