Il Decreto legge n. 109 del 28 settembre 2018, detto Decreto Genova, è entrato in vigore il 29 settembre 2018 ed interessa le Disposizioni urgenti per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, gli eventi sismici del 2016 e 2017, il lavoro e le altre emergenze.

Il 16 novembre 2018 finalmente il Decreto Genova è stato convertito nella Legge n. 130 – pubblicata nel supplemento ordinario n.55 della GU n. 269 del 19 novembre 2018 – e le relative norme sono entrate in vigore dal 20 novembre 2018.

L’atto anche definito Decreto Emergenze, oltre a normare sugli aiuti, sugli aspetti burocratici e sulle misure adottate in virtù dell’emergenza crollo del tratto del viadotto Polcevera, avvenuto a Genova il 14 agosto 2018, contiene le misure in materia di sicurezza delle infrastrutture, trasporti e ricostruzione degli immobili privati e pubblici post sisma sul territorio nazionale.

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Decreto Genova. Quali novità introduce sulle infrastrutture e i trasporti?

Fra le novità introdotte dal Decreto Emergenza, in particolar modo dalla formulazione adottata in sede di conversione, all’interno del Capo II, dedicato alla sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, assume rilevante importanza per le attività legate agli interventi, alle realizzazione delle opere e alle progettazioni l’istituzione:

-della nuova l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali – ANSFISA (art.12);

-di un Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche – AINOP (art.13).

L’ANSFISA dotata di personalità giuridica, avrà sede a Roma presso il MIT; si occuperà della sicurezza a 360° con attività ispettive e di vigilanza tecnica sull’esecuzione dei lavori; svolgerà anche attività di studio, ricerca e sperimentazione in materia di sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali. Fra i poteri, assegnati alla nuova Agenzia anche quelli ispettivi e di vigilanza per garantire la sicurezza:

L’archivio AINOP conterrà tutte le opere pubbliche del Paese e per ognuna di esse – grazie a un identificativo adottato per il riconoscimento univoco dell’opera pubblica – un riferimento specifico all’opera e a tutti i dati tecnici a essa correlati. Grazie all’archivio sarà possibile e fruibile in modo più semplice l’interscambio delle informazioni tra le diverse banche dati della amministrazione pubblica, sia per poter effettuare il monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi pubblici che per eseguire la consultazione della stessa banca dati AINOP.

All’interno del Decreto Genova, sono state previste risorse finanziarie e l’adozione di alcune misure, al fine di incrementare il personale, prevedendo l’assunzione anche di tecnici (probabilmente ingegneri) presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed il Ministero di giustizia.

Quali sono le misure previste per i territori colpiti dal sisma?

I capi III e IV toccano le misure urgenti, da adottare, nei territori colpiti dal sisma dal 2009 al 2017. In particolare, il capo III del Decreto Genova, tratta le misure e gli interventi destinati alla riparazione, ricostruzione, assistenza alla popolazione e ripresa economica dei territori dei Comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell’Isola di Ischia interessati agli eventi sismici del 21 agosto 2017.

Per quanto concerne la ricostruzione di immobili di edilizia privata ed i contributi ad essa riservati, all’interno del Decreto Emergenze, vengono specificate le categorie dei soggetti beneficiari che si differenziano in relazione alla tipologia di immobile e che possono fruire dei contributi, dopo aver presentato la relativa domanda, se in possesso dei requisiti delle condizioni previste.

Gli interventi regolamentati dall’art.22 del Decreto Genova, riguardano la riparazione e la ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dagli eventi sismici, in base ai danni effettivamente verificatisi nelle zone di classificazione sismica 1, 2, e 3.

L’art.23, regolamenta la procedura per l’avvio degli interventi di immediato ripristino dell’agibilità degli edifici, che hanno riportato danni lievi non classificati agibili, secondo la cosiddetta scheda AeDES (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica). All’ art.24, viene indicata la procedura per la concessione e l’erogazione dei contributi.

Si parla di condono all’art.25. La disciplina per la definizione delle istanze di condono è stata oggetto di un “movimentato” iter parlamentare. L’approvazione della proposta emendativa 25.12 dalle Commissioni riunite del Senato ha soppresso parte della precedente formulazione dell’art.25 – secondo la quale, le istanze pendenti relative agli immobili danneggiati o distrutti dal sisma – presentate ai sensi dei tre condoni previsti dalla normativa italiana – dovevano essere riesaminate esclusivamente secondo le disposizioni della disciplina del “primo” condono edilizio, cioè quella dettata dai capi IV e V della L. 47/1985.

È disposta la possibilità di assegnare, ai sensi dell’art.28 del decreto in commento, contributi ai privati e alle attività produttive anche per i beni mobili danneggiati, mentre la qualificazione degli operatori economici a cui affidare i servizi di architettura e di ingegneria è disciplinata dall’articolo 30.

Sono indicate agli artt. da 32 a 35, le proroghe e le sospensioni dei termini, in riferimento ai pagamenti delle imposte (con dettaglio delle agevolazioni) che interessano i comuni di Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno dell’Isola di Ischia.

Il IV capo è la parte del Decreto Emergenze che dispone e regolamenta le misure urgenti per gli eventi sismici verificatisi in Italia negli anni 2009, 2012, 2016 e 2017.

 All’art. 37, dove sono indicate le misure per l’accelerazione del processo di ricostruzione, si parla al comma 1, lettera c-quater, numero 2 di un’importante novità nell’ambito dei compensi previsti per i tecnici, modificando l’entità dell’anticipo dall’80% al 50% per i progettisti, del contributo alla ricostruzione privata e disponendo quale momento che perfeziona il pagamento, quello della presentazione del progetto.

L’articolo 39 del Capo in commento detta le regole ai fini dell’impignorabilità delle risorse assegnate per la ricostruzione in aree interessate da eventi sismici qualificando come insequestrabili e impignorabili le somme depositate su conti correnti bancari intestati alla gestione del Commissario delegato o straordinario, assegnate a carico della finanza pubblica e destinate esclusivamente al perseguimento delle finalità connesse con la ricostruzione e la riqualificazione infrastrutturale nei territori oggetto degli eventi sismici:

Inoltre, in materia di sequestro e pignoramento introduce una deroga alla disciplina della responsabilità patrimoniale dettata dal codice civile. Il nuovo articolo 39-ter, dispone da un lato l’ampliamento dei soggetti beneficiari estendendo la sanatoria alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016 dall’altro include quale oggetto della sanatoria oltre gli interventi edilizi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell’edificio, anche agli interventi di restauro e di risanamento conservativo e agli interventi di ristrutturazione edilizia.

Il testo, di Monica Greco, è tratto dall’e-book:

Decreto Genova: tutti i contenuti del D.L. emergenze

Decreto Genova: tutti i contenuti del D.L. emergenze

Monica Greco, 2018, Maggioli Editore
Dal D.L. 109 fino alla legge 130/2018. Le misure per Genova, Ischia e i territori colpiti dal sisma, le opere pubbliche, l’ingegneria civile e i trasporti, la ricostruzione e il consolidamento di abitati e immobili. Contiene:- Interventi urgenti per il sostegno e la ripresa economica del...

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L’architettura moderna tedesca ha conosciuto una straordinaria – quanto misconosciuta – fioritura qualitativa negli anni della ricostruzione post bellica. Autori ignoti al pubblico italiano, opere per lo più trascurate dalla critica europea, sono poste al centro del volume di Andreina Maahsen-Milan Tradizione e modernità dei luoghi urbani. Le città ricostruite dalla Repubblica Federale Tedesca. Il caso renano 1945-1960  edito da Clueb, Bologna.

L’autrice ha indagato la storia urbana ed architettonica di due delle maggiori città tedesche – Colonia e Düsseldorf – ricostruendone la genesi di sviluppo, distruzione e rinascita, dall’epoca Guglielmina al 1960. Metropoli renana la prima e capitale del Land più ricco e popoloso della Bundesrepublik, la seconda, le due città istituiscono uno storico rapporto di conflittualità e confronto che ricorda da vicino la realtà italiana.

Teatro di alcuni tra i più drammatici accadimenti storico-politici d’Europa, hanno generato importanti fenomeni culturali ed artistici la cui portata ha influenzato la storia tedesca passata e recente. Architetture ed eventi collettivi si intrecciano con biografie d’eccezione. Conrad Adenauer – eroico sindaco di Colonia e primo cancelliere negli anni della Ricostruzione – è la figura di riferimento intorno alla quale ruotano, prima e dopo il conflitto, grandi architetti del rango di Fritz Schumacher, Rudolf Schwarz, Wilhelm Riphahn, Dominikus Boehm, i Koep, Karl Band, Hans Schilling e altri.

Negli stessi anni, a Düsseldorf – città dell’energia, del carbone e dell’acciaio – la ricostruzione prende avvio dagli architetti di primo piano del regime nazista, riparate e raccolte all’ombra dell’urbanista Friedrich Tamms. Intorno alla figura carismatica del manager pubblico, si raccoglievano personalità artistiche del rango di Arno Becker, prediletto da Adolf Hitler, i tecnici del gruppo di lavoro di Albert Speer, e grandi professionisti del rango di Helmuth Hentrich ed Hubert Petschnigg.

Il volume, con più di 300 illustrazioni in bianco e nero, corredato da una ricca dotazione documentaria e biografica, fornisce tanto al lettore, quanto allo studioso, una proposta di lettura di spazi urbani, una guida per la conoscenza di manufatti di architettonici di grande fascino e forza evocativa, che si snodano tra le città ed il territorio solenne delle rive del Reno.

Di Luigi Bartolomei