Clamoroso al Cibali! Per usare un gergo calcistico si può proprio dire che le associazioni imprenditoriali hanno fatto gol all’ultimo minuto, strappando al Ministero dell’ambiente una nuova proroga all’entrata in funzione del SISTRI, prevista adesso per il 1° di settembre. L’accordo è stato raggiunto ieri sera a seguito dell’ultimo tavolo di confronto tra i tecnici del MAATM e i rappresentanti delle principali organizzazioni imprenditoriali Confindustria e Rete Imprese.

Dopo il quasi certo “semaforo verde” per l’inizio del sistema di tracciabilità dei rifiuti al 1° di giugno, sono state infine ascoltate le grida di allarme delle migliaia di operatori del settore atterriti dalle difficoltà di utilizzare un sistema sì utile, ma ancora largamente bisognoso di modifiche ed emendamenti (leggi alcuni dei commenti degli addetti ai lavori in calce all’articolo SISTRI. Le imprese chiedono la proroga. Il Ministero risponde).

Credo che la rimodulazione in chiave di progressività dell’entrata in vigore del SISTRI sarà utile a collaudare al meglio il sistema e aiuterà le aziende a prendere confidenza con le nuove procedure elettroniche”, ha dichiarato il ministro Prestigiacomo, evidentemente convinta che il “pieno successo del SISTRI Click Day” sbandierato dal ministero non fosse poi così pieno! (Leggi anche SISTRI Click Day: Grande Successo o Clamorso Flop?).
Sulla proroga interviene anche il sen. Francesco Ferrante, responsabile delle politiche sui cambiamenti climatici del Partito Democratico: “Questa deve essere assolutamente l’ultima proroga , perché va messa una parola fine a una situazione che si è trascinata già troppo a lungo“.

Nel corso dell’incontro si è poi ridisegnata la Roadmap delle date in cui il SISTRI entrerà in vigore:

1° settembre 2011
SISTRI in vigore per produttori di rifiuti che abbiano più di 500 dipendenti, per gli impianti di smaltimento, incenerimento, etc. (circa 5.000) e per i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui superiori alle 3.000 tonnellate (circa 10.000);

1° ottobre 2011
SISTRI in vigore per produttori di rifiuti che abbiano da 250 a 500 dipendenti e “Comuni, Enti ed Imprese che gestiscono i rifiuti urbani della Regione Campania”;

1° novembre 2011
SISTRI in vigore per produttori di rifiuti che abbiano da 50 a 249 dipendenti;

1° dicembre 2011
SISTRI in vigore per produttori di rifiuti che abbiano da 10 a 49 dipendenti e i trasportatori che sono autorizzati per trasporti annui fino a 3.000 tonnellate (circa 10.000);

1° gennaio 2012
SISTRI in vigore per per produttori di rifiuti pericolosi che abbiano fino a 10 dipendenti.

Appuntamento a settembre, quindi!

Una “Santa Alleanza” tra Ministero dell’ambiente e imprese informatiche associate alla rete Assosoftware di Confindustria e Assintel di Confcommercio per risolvere i problemi del SISTRI. Ad annunciarlo, pochi minuti fa, è stato Bonfiglio Mariotti, delegato per le politiche di de-materializzazione di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e Presidente Assosoftware.

Ritengo che la prosecuzione della collaborazione e delle attività in corso già concordate, consentiranno in breve tempo la partenza di SISTRI e, con il costante monitoraggio delle Software House, il perfezionamento dell’interoperabilità fino al completamento dei lavori”, ha aggiunto Bonfiglio Mariotti. Pare dunque confermata la partenza del sistema di tracciabilità dei rifiuti il 1° giugno 2011.

Per garantire la partenza del SISTRI saranno tre le linee di azione concordate con il Ministero guidato dalla Prestigiacomo:
1. Supporto alla formazione tecnica, già in corso attraverso una serie di workshop mirati al perfezionamento dei processi di interoperabilità;
2. Avvio di una sperimentazione mirata su un campione rappresentativo di imprese di tutti i settori coinvolte nella filiera della gestione dei rifiuti;
3. Gestione ad hoc dei casi particolari, che permetterebbe al SISTRI di non essere bloccato da casi isolati che hanno specifiche criticità.

Tutto bellissimo. La domanda è: ce la facciamo per il 1° giugno?

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che possiamo inventare per molestarli, incepparli e scoraggiarli. Sono parole di Luigi Einaudi, pronunciate quasi mezzo secolo fa, parole di stringente attualità se si pensa allo sconforto e agli avvilimenti di migliaia di imprese che in questi giorni hanno a che fare con il SISTRI (Sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi), un sistema utile, ma, per gli addetti ai lavori, complicato e costoso.

Non pare proprio, però, che il Ministero dell’ambiente sia intenzionato a dare ascolto alla voce delle associazioni di categoria per una nuova proroga del SISTRI. Il nuovo tavolo di incontro tra il ministro Prestigiacomo e i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali ha subito un rinvio, probabilmente la prossima settimana e quindi a ridosso della fatidica data del 1° giugno, nel quale il sistema di tracciabilità dei rifiuti sarà in vigore.

Il sistema, in base a quanto disposto dal decreto ministeriale 22 dicembre 2010, sarà pienamente operativo a partire dal prossimo 1° giugno”, così il Ministro per i rapporti con il parlamento, Elio Vito, è intervenuto ieri al question time alla Camera sui problemi di applicazione del sistema denunciati dalle imprese (Confindustria, Rete Imprese Italiani e gli altri soggetti firmatari di una lettera aperta al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, leggi anche SISTRI. Le imprese si appellano a Berlusconi per una nuova proroga).

Sul piano operativo, Vito ha spiegato che vi sono stati ritardi sia nella fase di iscrizione dei soggetti obbligati al SISTRI, sia nella successiva fase di distribuzione dei dispositivi elettronici che, in diversi casi, hanno scontato malfunzionamenti.
Ma la stoccata alle imprese la riserva alla fine, quando dichiara: “A onor del vero, va detto che non sono mancati episodi di vera e propria, deliberata, resistenza al cambiamento”.

Sul caso SISTRI, dunque, il Governo di autoassolve, poiché “ha mostrato senso di responsabilità, concedendo proroghe che si sono succedute nel tempo”.
E sulle richieste, da parte degli operatori che dovranno lavorare con il SISTRI, di un tavolo per ripensare all’intero sistema, Vito ha concluso: “Non vi è stata una carenza di attenzione per le esigenze poste dagli operatori tramite le organizzazioni imprenditoriali di appartenenza che sono state, anzi, direttamente coinvolte nel processo di costruzione e di attuazione del nuovo sistema di controllo della tracciabilità”.

Mancano 12 giorni al 1° giugno, cambierà qualcosa?

La questione del Conto Energia sta diventando, una volta ancora, una commedia dell’arte. Il Governo rassicura, i ministri Romani e Prestigiacomo litigano e poi si accordano sulla questione degli incentivi al fotovoltaico, ma il decreto, l’unica cosa che conta, ancora non viene approvato e pubblicato. Oggi il testo sarà all’esame del Consiglio dei Ministri, ma intanto, diamo giusto spazio a un documento davvero interessante e completo: una Guida ragionata al Quarto Conto Energia.

Gli ultimi sviluppi
Notizia recente è l’accordo raggiunto tra i responsabili dei dicasteri dell’ambiente, Stefania Prestigiacomo, e dello sviluppo economico Romani, dopo che la stessa Prestigiacomo, non più tardi di un paio di giorni fa, aveva chiesto che gli incentivi venissero riconosciuti al momento della dichiarazione di fine lavori dell’impianto e non a quello di allaccio alla rete. Questo per non penalizzare soprattutto i piccoli impianti che avrebbero potuto “soffrire dei ritardi” dovuti all’attesa dell’allaccio alla rete. Ieri ha poi ribadito, parlando del decreto dopo l’accordo raggiunto con il collega Romani, di avere supportato in maniera straordinaria i piccoli impianti fino a 200 kW sia sui tetti che a terra, parlando di un vero e proprio capovolgimento dei criteri precedenti. Il testo del decreto con le ultime correzioni e gli emendamenti richiesti dalle Regioni, firmato dai ministri Romani e Prestigiacomo è consultabile in pdf (Decreto Quarto Conto Energia, versione firmata dai ministri Romani e Prestigiacomo aggiornata al 5 maggio 2011)

I contenuti della Guida al Quarto Conto Energia
La guida è stata tratta dal forum di Energeticambiente.it, la piazza virtuale più importante sul web per quello che riguarda i temi dell’energia (soprattutto rinnovabili ma non solo) e della sostenibilità.
Si tratta di un documento riepilogativo eccellente, che, crediamo, possa essere utile per fare chiarezza in questo momento in cui le notizie, le smentite e le contro smentite continuano ad accavallarsi senza soluzioni di continuità.
Il documento si apre analizzando la questione principale, ovvero gli incentivi al fotovoltaico. Si spiega anche cos’è la tariffa intermedia, si illustrano quali saranno presumibilmente i livelli di incentivazione 2011-16 “Altri Impianti”, “Su Edifici” e molto altro ancora.
Si illustrano anche le regole di accesso agli incentivi, quali sono i requisiti della domanda per accedere ai finanziamenti e quali sono le finestre utili per presentarla.
Ci sono anche le definizioni di cosa significa Fine Lavori e cosa significa Entrata in esercizio dell’impianto e molto altro ancora.
Raccogliendo l’invito di EnergeticAmbiente.it, diffondiamo questo lavoro nella speranza possa essere d’aiuto a molti.

Procedure di incentivazione per il fotovoltaico

È stato finalmente raggiunto l’accordo sul pacchetto clima. Restano ferme le quote del 20-20-20 ma è stato raggiunto un compromesso sulle modalità di attuazione che diventeranno più graduali.

L’Italia, che inizialmente aveva definito troppo onerosi i costi benefici del 20-20-20 contro i cambiamenti climatici, ha parzialmente modificato la propria posizione. Il governo del nostro paese aveva chiesto a Bruxelles una revisione degli standard da perseguire.
L’Unione europea, criticando le stime italiane, aveva mantenuto ferma la propria posizione, sottolineando che si trattava di obiettivi indiscutibili.
I costi del pacchetto clima, secondo gli studi effettuati dal governo italiano, si attestano intorno ai 18 miliardi di euro all’anno, con un peso dell’1,14% sul Pil.
I dati, contestati dall’Ue, non terrebbero però in conto l’aumento dell’occupazione, per cui si prevede un incremento dello 0,3%.
La successiva istituzione di un tavolo tecnico per la verifica dei dati raccolti, culminato con il recente Vertice di Bruxelles, ha contribuito all’individuazione di un accordo.
Questa soluzione sembra soddisfare sia l’Italia che i paesi membri dell’Est europeo, diventati recentemente sostenitori delle soluzioni più moderate, proposte dal ministro Prestigiacomo.
 
Restano quindi ferme le quote del 20-20-20, per la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra entro il 2020 e l’aumento per la stessa percentuale di efficienza energetica e produzione da fonti rinnovabili.
È stato raggiunto però il compromesso sulle modalità di attuazione più graduale.
Per le industrie che non corrono il rischio della delocalizzazione è previsto l’obbligo di acquisto del 20% dei diritti di emissione nel 2013 per passare al 70% nel 2020 e raggiungere il 100% entro il 2025. In questo modo vengono tutelate le produzioni portanti europee, come il settore manifatturiero e quelli di acciaio, cemento e alluminio.
Entro il 2013 saranno valutati poi gli esiti della conferenza Onu di Copenhagen in cui si attendono le posizioni di Stati Uniti, Cina e India.

L’Italia, che ha proposto la clausola di revisione per il 2014, aveva minacciato di porre il veto alle trattative, ma se nella conferenza dell’Onu si opterà per la revisione del processo di codecisione, la possibilità di apporre il veto non troverà riscontro.
Il documento passerà l’ulteriore analisi del Consiglio europeo, Europarlamento e Commissione europea.