La piscina è un investimento di rilievo ed il suo utilizzo può restare limitato anche in un clima mite come il nostro, dove la possibilità di fare il bagno all’aperto è di solito limitata ai 2 o 3 mesi più caldi dell’anno. Prolungare la stagione di balneazione, estendendola dall’inizio del mese di maggio fino a settembre-ottobre, è possibile grazie a specifici sistemi di riscaldamento dell’acqua, che permettono di utilizzare la piscina anche nei periodi che precedono o seguono l’estate. Godere del tepore di una piscina esterna riscaldata può essere di notevole importanza anche per strutture sportive o ricettive che vogliono dedicare ai propri clienti il massimo sotto il punto di vista della completezza dei servizi.

Una piscina all’aperto non riscaldata si mantiene generalmente vicino alla temperatura dell’ambiente. Dotare una piscina di riscaldamento significa far sì che durante il giorno l’acqua raggiunga e mantenga temperature confortevoli per il nuoto,  tra i 25 e i 28 °C, permettendo di godere della piscina alla presenza o meno del sole oppure fuori stagione. È quindi importante scegliere il sistema migliore in funzione delle specifiche esigenze (leggi anche su Impresedili.it Sistemi di chiusura per realizzazione di piscina riscaldata).

1. Pompa di calore aria/acqua
Recupera il calore dall’aria esterna per trasformarla in acqua riscaldata in piscina tramite uno scambiatore.
È un sistema affidabile, poco ingombrante, totalmente programmabile, a bassa rumorosità. Questo impianto di riscaldamento è adatto per le piscine all’aria aperta con dimensioni inferiori ai 75 mc ed ha un’ottima resa circa i costi di gestione, unendo al vantaggio di un investimento iniziale contenuto un rendimento molto elevato ed un notevole risparmio energetico.
È possibile l’utilizzo anche di impianti ad energia geotermica, ma, pur garantendo consumi ridottissimi, richiedono un investimento iniziale maggiore.

2. Riscaldatore elettrico
È il prodotto meno costoso in termini di acquisto ed installazione iniziali, anche se, per contro è il più costoso in termini di gestione in caso di utilizzo continuativo: si va infatti dai 3 ai 12 kw di potenza installata richiesta. Risulta un’ottima soluzione per un uso occasionale, come per esempio la piscina della seconda casa. La massima semplicità di utilizzo è unita all’ingombro minimo: l’impianto deve essere infatti posizionato direttamente sul ritorno in vasca dell’acqua di piscina, limitando così lo spazio necessario all’installazione.

3. Scambiatore di calore
Questa è una soluzione intermedia in termini di costi. Lo scambiatore di calore costituisce un valido sistema di riscaldamento quando si ha a disposizione un volume di acqua già caldo, come ad esempio un accumulo sanitario. Collegato alle condutture della caldaia domestica, risulta una soluzione ideale per il riscaldamento rapido della piscina, mantenendo il consumo entro limiti ragionevoli. Nello scambiatore i 2 circuiti d´acqua circolano controcorrente: il circuito primario (90/70°C) proveniente dalla caldaia fornisce il calore alla piscina grazie al circuito secondario.

4. Sistema solare termico
L’utilizzo dell’energia solare è uno dei migliori e più efficaci metodi di riscaldamento, oltre che il sistema più economico. Le piscine scoperte normalmente utilizzano collettori ad hoc non vetrati realizzati in plastica o polietilene di colore nero, all’interno dei quali scorre l’acqua della piscina. È necessario che l’impianto sia posizionato in pieno sole ed orientato correttamente rispetto alla direzione dei raggi solari.
È comunque possibile prevedere un sistema tradizionale di riscaldamento a pannelli solari con caldaia di appoggio: essa può essere di piccola potenza alla luce del fatto che l’impianto solare riesce a soddisfare da solo circa l’80 ÷ 90% dei fabbisogni richiesti. Per i piccoli impianti si può prevedere un dimensionamento di massima pari a: Superficie Captante = 1/2 Superficie della piscina.

Da sottolineare che anche la posizione della piscina influisce sulla temperatura dell’acqua.
In fase di progettazione è utile tenere in considerazione alcuni aspetti  perché la temperatura dell’acqua si mantenga gradevole per tutta la stagione:
– fare in modo che l’esposizione al sole sia massima durante tutta la giornata;
– se possibile cercate di evitare i venti freddi del nord con una barriera naturale o un muretto;
– eliminare la vegetazione che produce ombreggiatura;
– considerare che le dispersioni aumentano proporzionalmente al numero dei bagnanti;
– tenere presente che nelle piscine a sfioro la dispersione è maggiore che in quelle a skimmer e che più lunghi sono i tempi di filtrazione dell’acqua e maggiore è la dispersione termica.

Ultimo accorgimento: ogni sistema di riscaldamento per funzionare al meglio deve essere abbinato ad un telo di copertura estivo, specialmente se la piscina non viene utilizzata tutti i giorni. Diversamente l’energia utilizzata per riscaldare l’acqua andrà perduta: durante il giorno l’acqua si comporta da accumulatore di calore, ma durante la notte essa in parte lo cede. Coprire regolarmente la piscina permette di aumentare la temperatura di 3-5° ed ottenere al tempo stesso una migliore pulizia dell’acqua da foglie e insetti. I teli di copertura estivi infatti sono realizzati in modo da far passare i raggi UV del sole, che possono così riscaldare l’acqua sottostante, e trattenere poi il calore grazie all’aria intrappolata nelle migliaia di piccole bolle presenti nella plastica. È necessario sottolineare l’importanza di adottare opportuni sistemi di ancoraggio dei teli al fine di evitare incidenti ad animali domestici e persone.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

L’ufficio del Genio Civile di Agrigento, su sollecitazione dei tecnici locali, ha individuato, attraverso un’apposita circolare, le opere che possono considerarsi non assoggettabili alla normativa sismica di cui alla legge 64/1974 (leggi articolo relativo all’Emilia-Romagna).

Poiché si ritiene che tale elenco possa costituire un utile riferimento per i professionisti di tutta Italia se ne riportiamo il contenuto.
Le seguenti opere, oggettivamente poco rilevanti ai fini della sicurezza, secondo il Genio Civile di Agrigento, possono considerarsi non assoggettabili alla normativa sismica di cui alla legge 64/1974:

Opere non assoggettabili alla normativa sismica

Muri

a1) Muri di recinzione, per qualsiasi tipo di materiale, di altezza massima non superiore a ml. 3,00 misurata rispetto al punto più depresso del terreno, che non abbiano funzioni di contenimento, purché non prospicienti pubblica strada;
a2) Muri di cui al punto precedente, ma di altezza non superiore a m.2,00, anche se prospicienti pubblica strada;

b) Muri di contenimento, per qualsiasi tipo di materiale, di altezza massima non superiore a ml. 1,00, in considerazione della modesta entità della spinta delle terre a cui sono soggette.
Rientrano nei casi precedenti anche i muri di contenimento di altezza massima non superiore a ml. 1,0, sormontati da muri di recinzione, per un’altezza complessiva non superiore a ml. 3,00, purché non prospicienti pubblica strada.

Pergolati et similia

c) Pergolati, gazebi e tettoie aperte (almeno su tre lati) in legno o in profilati di acciaio – con funzione ombreggiante, con copertura leggera, non superiore a 15 kg/mq, di altezza massima non superiore a m. 3,50 rispetto al piano di calpestio, misurata all’estradosso del punto più elevato e di superficie non superiore a mq. 30 – purché tali opere siano realizzate a piano terra (anche su seminterrato) e su aree private recintate e non adibite ad attività che comportino sovraffollamento o apertura al pubblico.

Vasche e piscine

d) Vasche prefabbricate in c.a. per accumulo idrico, interrate, ubicate in aree private recintate, purché siano ad adeguata distanza dai manufatti e non siano soggette a carichi relativi al traffico veicolare.

e) Piscine prefabbricate di modesta entità, di profondità inferiore a 2.00 m,, ubicate in aree private recintate a debita distanza dai manufatti e realizzate in pannelli lamierati, in resina e/o materiale plastico assimilato.

Monumenti e pilastri

f) Monumenti funerari di altezza complessiva inferiore a ml. 2,00, calcolata dallo spiccato della fondazione, in assenza di parti interrate, più profonde di m.1,50, rispetto al piano di calpestio ed in ogni caso non accessibili al pubblico. Sono quindi escluse le cappelle gentilizie.

g) Pilastri a sostegno di cancelli con altezza inferiori a ml.3,00.

Potrebbe interessarti: Evoluzione normativa sismica e stati limite. Come è cambiato l’approccio con l’esistente?

Serre per la coltivazione

h) Serre per la coltivazione di fiori e piante, aventi copertura con teli in materiale deformabile, purché dotati di dispositivi di sfiato, di altezza massima non superiore a ml. 3,50 rispetto al piano di campagna, misurata all’estradosso del punto più elevato.

Massetti in fondazione

i) Massetti di fondazione in cls, anche armati, aventi funzioni di livellamento e/o destinati alla collocazione, senza ancoraggio, di manufatti o macchinari non aventi carichi puntuali o lineari concentrati.

Manufatti e macchinari

l) Manufatti e macchinari semplicemente poggiati e non ancorati al suolo e resi stabili per gravità o tramite contrappesi. In questa tipologia sono assimilati i serbatoi idrici, anche quelli collocati sui solai, purchè nell’ambito dei carichi accidentali assunti in sede di calcolo.

Chiusure di verande e balconi

m) Chiusure di verande o balconi con pannelli in alluminio o altri materiali leggeri.

Aggetti

n) Aggetti verticali (muri di parapetto, comignoli,ecc.) di altezza massima non superiore a m. 1,50.

Scale

o) scale autoportanti prefabbricate, con qualsivoglia tipologia costruttiva, purché i carichi trasmessi siano stati considerati in fase di calcolo della struttura principale;

Interventi non assoggettabili alla normativa sismica (sugli edifici esistenti)

Sono da ritenersi, inoltre, non assoggettabili alla legge 64/1974 i seguenti interventi sugli edifici esistenti:

Elementi non strutturali

p) Gli interventi sugli elementi non strutturali (tramezzatura interna, pavimenti, intonaci, sovrastrutture) nell’ambito del carico unitario assunto in sede di calcolo per gli elementi strutturali interessati e senza modifica della sagoma dell’edificio;

Nuove aperture

q) La realizzazione di nuove aperture nella tompagnatura degli edifici con struttura portante intelaiata, qualora la stessa non abbia alcuna funzione portante e le aperture non interessino eventuali nervature verticali di collegamento alla struttura portante principale, e a condizione che le aperture medesime non necessitino di elementi strutturali accessori che non siano semplici architravi;

r) L’apertura e chiusura di nell’ambito del carico assunto in progetto per gli elementi strutturali interessati, e sempreché tali interventi non comportino interruzioni e/o modifiche delle orditure portanti;

Ponteggi

s) Ponteggi temporanei realizzati per la protezione e/o per la manutenzione o ristrutturazione di edifici, che rispettino, comunque, tutte le prescrizioni imposte dalla vigente normativa sulla sicurezza dei cantieri.

Fonte BibLus net by ACCA www.acca.it/biblus-net
Foto di apertura lapietratecnology.it

 

Ti potrebbe interessare anche

Valutazione sismica e tecniche di intervento per edifici esistenti in c.a.

Valutazione sismica e tecniche di intervento per edifici esistenti in c.a.

Rui Pinho, Federica Bianchi, Roberto Nascimbene, 2019, Maggioli Editore
Il presente volume fornisce agli ingegneri strutturisti e a tutti quei professionisti che, in generale, operano nell’ambito della valutazione sismica degli edifici esistenti in cemento armato, gli strumenti necessari per effettuare in modo ancora più consapevole le opportune...

39.00 € 35.10 € Acquista

su www.maggiolieditore.it