Il piano dismissioni messo in atto dall’Agenzia del Demanio è partito a gennaio con l’emissione dei bandi regionali aventi come oggetto la vendita di immobili di valore minore rispetto ai 420 beni di pregio che rientrano nei tre bandi di gara di vendita immobili Demanio di recente pubblicazione (18 luglio 2019) di valore complessivo a base d’asta pari a 145 milioni di euro.

L’ Agenzia del Demanio fa sapere che i beni selezionati sono già dotati di destinazioni d’uso adeguate e compatibili con percorsi di sviluppo immobiliare, su cui è possibile investire da subito, una volta concluse le procedure d’acquisto.

Tra le tipologie di immobili vi sono:

La vendita immobili Demanio interessa l’intero territorio italiano e con i tre bandi pubblicati a fine luglio 2019, dei 420 immobili, 93 sono quelli messi in vendita. Inoltre, al momento sono in corso ben 14 bandi regionali per un totale di 452 lotti.

Vendita immobili Demanio. Quando scadono i bandi?

I termini fissati per la partecipazione alle gare, per ciascun bando, sono:

La vendita degli immobili del Demanio rientra nel piano straordinario di dismissione degli immobili pubblici, previsto dalla Legge di Bilancio 2019.

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Come partecipare alle aste di vendita immobili Demanio?

Le sedute di asta, con incanto, avverranno secondo modalità telematica attraverso la Rete Aste Notarili (RAN) del Consiglio Nazionale del Notariato, tale modalità consente agli interessati di partecipare alle gare anche distanza.

Nei bandi viene specificato che sono ammessi a partecipare all’asta tutti coloro (persone fisiche e giuridiche) che dimostreranno la propria capacità di impegnarsi per contratto con la Pubblica Amministrazione.

L’asta sarà tenuta per ogni lotto mediante la presentazione di offerte segrete di importo pari o in aumento rispetto al prezzo posto a base d’asta.

In caso di presentazione di un’unica Offerta Segreta valida si provvederà all’aggiudicazione del Lotto a favore del soggetto che avrà presentato la valida Offerta Segreta.

Per partecipare all’asta relativa alla vendita immobili Demanio, le Offerte Segrete cartacee, digitali o cartacee digitalizzate dovranno essere depositate e consegnate, previo appuntamento, al Notaio Banditore o al Notaio Periferico entro i termini indicati nel Bando d’Asta.

Quali sono gli immobili in vendita?

La vendita immobili Demanio avviata con i bandi del 18 luglio 2019, interessa le regioni ed i seguenti beni:

Abruzzo

  1. Terreno Ex Difim – Chieti
  2. Ex Casello Anas – Scoppito (AQ)
  3. Ex Convento S. Monica Ex Caserma De Amicis – Sulmona (AQ)
  4. Complesso Immobiliare Ex Casa mandamentale – San Valentino in Abruzzo Citeriore (PE)

Calabria

  1. Ex Carceri Giudiziarie via Prigione – Corigliano Rossano (CS)
  2. Faro di Capo Trionto loc. Marinetta – Corigliano Rossano (CS)
  3. Terreno edificabile in loc. Pellaro – Reggio Calabria

Campania

  1. Ex Caserma Bronzetti – Caserta

Emilia Romagna

  1. Porzione della Caserma Mameli – Bologna
  2. Palazzina Magnani – Bologna
  3. Ex Convento delle Vincenzine – Parma
  4. Fabbricato ad uso Albergo lo. Tabiano Bagni – Salsomaggiore Terme (PR)
  5. Ex Palazzo della Posta – Piacenza
  6. Palazzo Costa Ferrari ex G.U.F. – Piacenza
  7. Palazzo Serafini – Piacenza
  8. Ex Caserma Jacopo dal Verme – Piacenza
  9. Terreno agricolo SP118 – Ravenna

Friuli Venezia Giulia

  1. Ex Tenuta «Burgstaller» – Trieste
  2. Ex Caserma «Emanuele Filiberto» – Trieste
  3. Compendio demaniale di via Giarizzole – Trieste
  4. Area via Carsia – Trieste
  5. Ex cinema «Belvedere» c/o complesso di via Papaveri e via Fiordalisi – Trieste
  6. Immobile commerciale c/o complesso case per profughi giuliano-dalmati – Trieste
  7. Ex Caserma «G. Pasini» – Trieste
  8. Ex Caserma «Friuli», via Mazzini – Pontebba (UD)
  9. Ex Caserma Valico di Ratece Valico Stradale di Passo – Tarvisio (UD)
  10. Ex Caserma La Marmora (compreso ex Poligono di tiro) – Tarvisio (UD)
  11. Ex Caserma di Cave del Predil – Tarvisio (UD)
  12. Magazzini e Casermaggio via Buttrio – Udine

Lazio

  1. Area di sedime di Distributore di Carburanti – Civitavecchia (RM)
  2. Appartamento in via Guattani – Roma

Liguria

  1. Villa via Aurelia – Camogli (GE)

Lombardia

  1. Palazzina in via Forte della Rocca – Bergamo
  2. Area Tiro al volo e Ristorante – Seriate (BG)
  3. Ex Carceri Giudiziarie – Como
  4. Complesso Industriale in via Dante – Zelo Buon Persico (LO)
  5. Ex casello idraulico via Monte Grappa – Mantova
  6. Capannone e Area via Guglielmo Silva – Milano
  7. Area Urbana in via Salaino Mappale 380 – Milano
  8. Area Urbana in via Salaino Mappale 392 – Milano
  9. Area Urbana in via Salaino Mappale 409 – Milano
  10. Appartamento con Cantina in corso Monforte – Milano
  11. Appartamento in Milano, viale Teodorico – Milano
  12. Appartamento Loft in Ripa di Porta Ticinese – Milano
  13. Villa di 9 vani e box in via De Gasperi – Pioltello (MI)
  14. La Dogana- Palazzina Alloggi – Pavia
  15. Piazzale Ferroviario – Tirano (SO)
  16. Limite est Aeroporto Malpensa – Cardano al Campo (VA)
  17. Complesso industriale in via Piemonte – Lonate Pozzolo (VA)

Marche

  1. Casa Nappi – Loreto (AN)
  2. Palazzo Colucci – Ascoli Piceno
  3. Vecchia Stazione – Fermo

Molise

  1. Complesso industriale in contrada Pantano basso – Termoli e Campomarino (CB)

Piemonte

  1. Ex Padiglione del Genio Militare via Piacenza – via A. Da Brescia – Alessandria
  2. Fabbricati e Terreni in via Tiglione – Mongardino (AT)
  3. «Caserma Du Werger» Ex immobile militare – Bellino (CN)
  4. Ex Caserma Cavalli – Novara
  5. Ex Caserma Gherzi – Novara
  6. Ex Caserma Passalacqua – Novara
  7. V Deposito in via Visconti – Novara
  8. Palazzo Cattaneo – Novara
  9. Palazzo San Paolo – Novara
  10. Magazzini in via Cimarosa – Torino
  11. Ufficio via Colli – Torino
  12. Capannone e alloggi SP 64, via per Rovasenda – Roasio (VC)

Sicilia

  1. Area in via del Canalicchio – Tremestieri Etneo (CT)
  2. Terreno strada vicinale Santa Croce – Piazza Armerina (EN)
  3. Complesso Immobiliare via Ugo La Malfa – Palermo

Toscana

  1. Locale Ristorante Piazza di San Pancrazio – Firenze
  2. Villa Camerata – Firenze
  3. Unità immobiliare in Palazzo Provveditorato OO.PP. corso Carducci, via Cairoli e piazza Baccarini – Grosseto
  4. Immobile commerciale in via Menini – Viareggio
  5. Capannone via Madonna del Golfo – Massa
  6. Terreni Pineta/Campeggio loc. Bigattiera -Pisa
  7. Ex Sede dell’Ute Vico Alto – Siena
  8. Palazzo Piccolomini – locale commerciale, via del Porrione 11 – Siena
  9. Palazzo Piccolomini – locale commerciale, via Rinaldini 5 – Siena
  10. Palazzo Piccolomini – locale commerciale, via Rinaldini 1 – Siena

Umbria

  1. Ex Casa Cantoniera di Vescia – Foligno (PG)
  2. Immobile ex Proprietà Indire – Perugia
  3. Ex Casa Cantoniera Resina – Perugia
  4. Stabilimento esplosivi «Ex S.P.E.A.» – ex carburo – Narni (TR)
  5. Stabilimento esplosivi «Ex S.P.E.A.» – rimanente area – Narni (TR)
  6. Stabilimento esplosivi «Ex S.P.E.A.» – anello viario – Narni (TR)
  7. Ex Casa Cantoniera di Gabelletta – Terni
  8. Ex Casa Cantoniera di Mengara – Gubbio (PG)

Veneto

  1. Ex Casa del Fascio – Cittadella (PD)
  2. Area ad Uso Campo di Golf – Rosolina (RO)
  3. Ex Magazzini del Sale – Chioggia (VE)
  4. Ex Convento di San Salvador – Venezia
  5. Ex Forte Barbarigo – Venezia
  6. Ridotto Sant’Erasmo Nuovo – Venezia
  7. Villino Rossi – Schio (VI)

Per ulteriori informazioni visita il sito dell’Agenzia del Demanio.

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Scade tra un mese il bando di gara, del valore complessivo di 200mila euro promosso dall’Agenzia del Demanio e valido su tutto il territorio nazionale, per selezionare tecnici e professionisti cui affidare l’incarico di individuare, strutturare e verificare i più idonei ed efficienti strumenti di gestione e valorizzazione per i 112 immobili pubblici del Programma Abruzzo di proprietà di diversi soggetti (Stato, Regione, Provincia, Comuni, ASL e Università degli Studi de L’Aquila).

Dall’efficienza energetica al riuso, dal recupero all’eco-compatibilità: sono molteplici le possibilità con cui i professionisti tecnici possono partecipare al bando di gara.

La scadenza per partecipare al bando è per le ore 12:00 del prossimo 18 luglio 2016. Il regolamento e il disciplinare di gara si trovano a questo link sul sito dell’Agenzia del Demanio

Cos’è il Programma Abruzzo

Il programma da cui origina il bando di gara è uno dei primi esempi nel nostro Paese di favorire il partenariato pubblico-privato nell’ambito della valorizzazione degli asset immobiliari di proprietà della pubblica amministrazione.

Il portafoglio immobiliare oggetto del bando comprende 8 beni di proprietà dello Stato, 10 di proprietà della Regione, 37 di proprietà delle Province, 40 di proprietà dei Comuni, 16 di proprietà delle Asl e 1 di proprietà dell’Università degli Studi dell’Aquila. Si tratta di asset distribuiti su tutto il territorio abruzzese e molti già inseriti in iniziative tematiche come Proposta Immobili 2015, Valore Paese-Dimore, Federalismo demaniale, Federalismo demaniale culturale ed alcuni altri progetti territoriali.

Se siete interessati a prendere casa a Londra e avete 800 milioni di euro (al cambio inglese circa 650 milioni di sterline), allora potreste essere tentati di candidarvi per l’acquisto di Gherkin, il Cetriolo, la torre progettata dall’archistar Norman Foster e simbolo della City londinese.

 

A causa di difficoltà finanziarie della proprietà originaria, che non è stata in grado di garantire i prestiti a lei concessi a causa delle fluttuazioni sul mercato delle valute tra sterlina e franco svizzero, l’edificio che svetta sullo skyline della capitale britannica è stato posto in amministrazione controllata e posto in vendita, per l’appunto a 650 milioni di sterline.

 

La torre Gherkin, soprannominata cetriolo per la sua forma caratteristica, è subito diventata l’oggetto del desiderio di decine di società immobiliari. I potenziali acquirenti, infatti, non mancano. Si parla di circa 200 soggetti da tutto il mondo interessati a diventare i nuovi padroni di casa della Gherkin Tower.

 

Secondo le agenzie riportate dall’Ansa, il 75% dei candidati all’acquisto sono extra europei, con una forte preponderanza degli asiatici, seguiti da soggetti con sede nel continente nordamericano e in Medio Oriente.

 

Il cantiere per la costruzione del Gherkin (cetriolo) venne aperto nel 2001, e la struttura fu completata e inaugurata nell’aprile del 2004. Il design particolare, progettato per diminuire l’influenza sulla struttura da parte del vento, fece guadagnare nel 2004 alla Foster and Partners il prestigioso RIBA Stirling Prize istituito dal Royal Institute of British Architects.

 

La Gherkin Tower, alta 180 metri e con 41 piani adibiti a uffici e sedi di società, sorge nel punto dove sorgeva il Baltic Exchange, un edificio irrimediabilmente danneggiato dallo scoppio di un ordigno esplosivo collocato dai terroristi dell’IRA agli inizi degli anni novanta.

 

Sempre secondo l’Ansa, a gestire la vendita del grattacielo ci sono i colossi del settore immobiliare Savills e Deloitte Real Estate, che manderanno i loro agenti in un tour mondiale di 10 giorni per discutere coi maggiori potenziali acquirenti. Il vaglio delle offerte e la decisione finale è attesa per il prossimo mese di settembre.

A REbuild si discute di nuove metriche globali per misurare il valore di un immobile. Secondo la Banca Mondiale, il settanta percento della ricchezza globale è nell’immobiliare. Eppure, contrariamente a quanto avviene in altri settori, il real estate è ancora fortemente caratterizzato da una varietà di metriche locali che offuscano la trasparenza e rendono più difficili le transazioni, specie quelle internazionali e legate alla riqualificazione.

 

In Italia diviene quindi fondamentale il dibattito sui sistemi di misurazione, valutazione e sugli standard di certificazione energetica e ambientale dei grandi patrimoni.

 

“I diversi sistemi disponibili sul mercato – afferma Thomas Miorin, direttore di Habitech e fondatore della convention – hanno elementi comuni di base, ma alcuni seguono standard più affidabili di altri o criteri più adatti a valutare i nostri portafogli. A REbuild si è parlato anche della necessità di elaborare database e strumenti che sappiano indicare chiaramente ai gestori le direzioni e le priorità di riqualificazione”.

 

A REbuild si è presentato l’International Sustainability Alliance (ISA), tramite l’amministratore delegato Philip Buttery. Spiega Miorin: “ISA è un club di società che possiedono, gestiscono o utilizzano patrimoni immobiliari che condividono in modo anonimo le prestazioni di energia, emissioni, acqua e rifiuti degli stessi, raccolte in un unico database. Ciò permette di offrire un sistema di confronto prestazionale costantemente aggiornato, specifico per ogni settore”.

 

Questi database prestazionali sono un indice importante non solo per la determinazione della redditività, ma anche per la reportistica di responsabilità ambientale e sociale, sempre più richieste come condizione d’investimento dai fondi stranieri. Inoltre al fine di confrontare le prestazioni degli immobili con altri di natura similare queste matrici dati costituiscono un potente strumento finalizzato ad indirizzare attività mirate di audit e riqualificazione. Il tema si è discusso nella sessione CONFRONTARE LE PRESTAZIONI DEGLI IMMOBILI. Ha introdotto: Antonio Ive (Professional Standards RICS). Relatori: Alexandre Astier (Beni Stabili), Andrea Boeri (Prelios), Phil Buttery (BRE – ISA).

 

Nella sessione NUOVE METRICHE GLOBALI PER MISURARE IL VALORE DI UN IMMOBILE si sono messi a fuoco le ragioni e le motivazioni che hanno avviato la nascita di un movimento globale per la definizione di una metrica comune: International Property Measurement Standard (IPMS). I principali operatori italiani hanno aiutato a capire la situazione italiana e gli impatti che tale processo potrà avere nel mercato. Ha introdotto e moderato: Maurizio De Angeli (Colliers Italia); relatori: Alexander Aronsohn (Professional Standards RICS), Luca Dondi (Nomisma), Antonio Martino (Patrigest SpA), Paola Malentacchi (Beni Stabili Gestioni SpA SGR).

Il 98% degli edifici che saranno presenti tra 50 anni sono già stati costruiti. Si stima che le nuove costruzioni costituiranno solo il 2% sul volume totale del costruito. Ogni anno, la cementificazione divora milioni di ettari di territorio, solamente considerando i dati relativi alla maggior parte delle regioni italiane. Senza considerare la significativa fetta del patrimonio esistente costituita da edifici storici che, ovviamente, vanno tutelati da interventi di riqualificazione.

 

Sono queste le informazioni da cui parte REbuild, la convention nazionale dedicata alla riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari che si terrà dal 17 al 19 settembre a Riva del Garda, per dimostrare la crescente necessità di sviluppare un nuovo futuro per la filiera delle costruzioni. Si tratta di opportunità reali che possono da un lato aiutare il settore immobiliare a uscire dall’attuale situazione di stagnazione e, dall’altro, istituire buone prassi dedicate a garantire un miglior comfort ambientale.

 

I vantaggi in termini di impatto ambientale sono chiari, a partire dalla diminuzione del consumo di suolo, una delle maggiori minacce per l’Europa, secondo l’European Environmental Agency. Inoltre, l’Unione europea ha stabilito la necessità di ridurre le emissioni del 20% entro il 2020 e dell’80% entro il 2050. Una sfida importante, se si considera che il patrimonio immobiliare italiano è il secondo più vecchio d’Europa, dopo la Germania, e che la maggior parte delle abitazioni è stata costruita da più di 40 anni. Inoltre, riqualificare un edificio permette di risparmiare risorse ambientali preziose, quali l’acqua, oltre che consumi di energia. Questo significa anche risparmio di costi nella bolletta.

 

Investire nella riqualificazione di un edificio comporta anche vantaggi economici, sia per il soggetto proprietario dell’immobile, sia per l’usufruttuario. “Secondo studi internazionali, è possibile capitalizzare i soldi investiti nel retrofit anche in tempi molto brevi – spiega Thomas Miorin direttore Habitech. Il guadagno per la proprietà è dato dall’aumento di valore dell’immobile, dalla diminuzione del rischio di deprezzamento e dalla minor possibilità che resti sfitto. La riduzione dei consumi di energia, stimata intorno al 35%, invece, premia sia l’affittuario che può risparmiare soldi in bolletta, sia il proprietario: i canoni di affitto vengono infatti rivalutati in media del 7%”.

 

I dati internazionali, tra cui quelli che verranno presentati a REbuild da Nils Kok, uno dei maggiori esperti a livello internazionale di economia del green retrofit, lo confermano. Riqualificare negli Stati Uniti ha un costo per metro quadro compreso tra i 75 e i 165 euro. Il risparmio che ne deriva è compreso tra i 13 e i 26 euro al metro quadro, che significa dai 90 ai 170 kWh per metro quadro all’anno solo per quanto riguarda la riduzione di consumi energetici. Il valore dell’immobile, invece, aumenta di circa 22 euro per metro quadro, rispetto a un edificio non riqualificato. Questi fattori comportano un aumento del prezzo di vendita tra l’11 e il 13%, oltre a una diminuzione delle spese di assicurazione.

 

Un’ulteriore opportunità competitiva per l’immobile riqualificato è la certificazione. Scegliere di certificare il proprio immobile significa garantire il livello di prestazioni raggiunte in termini di salute umana e ambientale sulla base di diversi parametri che vanno dallo sviluppo sostenibile del sito, al risparmio del consumo di acqua, dall’efficienza energetica, alla scelta dei materiali e alla qualità ambientale all’interno dell’involucro, tenendo conto dell’intero ciclo di vita dell’edificio. Il mercato internazionale riconosce agli immobili certificati un sovrapprezzo nella vendita fino al 16% e nell’affitto dal 3 al 6%. Gli edifici certificati, inoltre, godono di una riduzione del tasso di vacancy – la percentuale di metri quadrati di immobili sfitti – e di minori costi di gestione. Infine, chi sceglie di far lavorare i propri dipendenti in immobili riqualificati e certificati viene premiato anche dalla diminuzione delle quote di assenteismo e dalla maggior produttività. Gli spazi lavorativi più confortevoli, infatti, favoriscono il benessere degli occupanti perché qualitativamente migliori dal punto di vista della vivibilità e della salubrità.

Le quotazioni immobiliari rilevate dall’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) fanno il loro ingresso nel settore mobile con l’applicazione gratuita dell’Agenzia del territorio. Sviluppata dal partner tecnologico Sogei, l’app offre gratuitamente agli operatori e ai cittadini il servizio di consultazione già disponibile sul sito www.agenziaterritorio.gov.it, assistito da interfaccia cartografica e localizzazione satellitare via GPS (Global Positioning System).

Grazie al GPS del dispositivo mobile, sarà possibile individuare la posizione dell’utente proponendo sullo schermo la rappresentazione cartografica viaria della posizione rilevata, con sovrapposto il poligono rappresentativo della Zona OMI di riferimento.

Come funziona
Facendo una leggera pressione manuale sulla Zona OMI si aprirà una finestra sotto forma di pop-up che permetterà di selezionare e accedere alle schede delle quotazioni immobiliari relative alle varie tipologie di destinazione d’uso.
Le zone possono essere individuate anche tramite la ricerca di un indirizzo o mediante navigazione cartografica: in questo caso la Zona OMI relativa ad una posizione viene ottenuta tenendo premuto per qualche istante il dito su di un punto della cartografia presente a schermo.
L’applicazione è liberamente fruibile tramite i più diffusi smartphone touchscreen di ultima generazione, ed è stato sviluppato fruendo del framework Geopoi Mobile.

Fonte Agenzia del territorio

Anche il comparto non residenziale privato entra in sofferenza ed è coinvolto nella generale forte caduta dei volumi produttivi che continua a caratterizzare il settore delle costruzioni.
A renderlo noto è l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che ha diffuso recentemente una stima per il 2011 indicante per gli investimenti in costruzioni non residenziali private un calo del 2,1% in termini reali su base annua.

Il 2011 è il quarto anno consecutivo di flessione per gli investimenti in costruzioni non residenziali private, si legge nella nota. Complessivamente tali investimenti, nel quadriennio 2008-2011, diminuiranno del 15,6% in termini reali, riportando il volume di  investimenti ai livelli rilevati alla fine degli anni ‘90.

Relativamente al mercato immobiliare non residenziale (leggi su Geometri.cc Speciale Mercato e Quotazioni immobiliari), i dati dell’Agenzia del territorio riferiti ai primi 9 mesi del 2010 segnalano riduzioni nelle compravendite di unità immobiliari a uso terziario, commerciale e produttivo rispetto  allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre risultano in crescita gli scambi relativi a magazzini e box.

Non residenziale privato: un quadro delle tendenze, a cura della Direzione Affari Economici e Centro Studi Ance

Fonte Ance

Sono state pubblicate sul sito internet dell’Agenzia del territorio le quotazioni immobiliari dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare riferite al 1° semestre 2009 dei comuni italiani. Il servizio di consultazione, gratuito e aperto a tutti, raccoglie i dati di oltre 6.000 comuni.

Oltre che con i tradizionali strumenti di ricerca alfanumerica è possibile effettuare la consultazione delle quotazioni con il servizio di navigazione territoriale GEOPOI®, il framework cartografico realizzato dalla SoGeI ed a disposizione dell’Agenzia del territorio per l’attivazione di prodotti/servizi web oriented.
Gli utenti, con apposite funzionalità di ricerca per indirizzo e/o di pan/zoom, potranno navigare sul territorio nazionale e accedere alle quotazioni OMI dell’ultimo semestre pubblicato.

Il servizio è esteso a 6.405 comuni italiani (copertura nazionale pari al 82% circa dello stock immobiliare). Tra questi sono consultabili le quotazioni dei maggiori comuni italiani (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Foggia, Genova, Livorno, Milano, Modena, Napoli, Padova, Prato, Parma, Roma, Taranto, Torino, Trieste e Verona).
La consultazione della Banca dati delle quotazioni immobiliari è disponibile anche per i semestri pregressi, a partire dal 1° semestre 2008.

Quotazioni immobiliari 1° semestre 2009
Fonte Agenziaterritorio.it

È disponibile sul sito internet dell’Agenzia del territorio la Nota trimestrale, che fornisce una breve sintesi sull’andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del secondo trimestre 2009, messi a confronto con i dati dello stesso periodo nel 2008.

La Nota, realizzata a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, evidenzia che nel secondo trimestre 2009 il volume di compravendite complessivo è stato di 361.844 transazioni (NTN), con una variazione del -12,3% rispetto al allo stesso periodo del 2008 (tasso tendenziale annuo).
Si conferma, pertanto, il trend negativo già segnalato a partire dal secondo semestre 2006, dopo un lungo periodo di crescita più o meno continua.

In particolare:
– il settore residenziale con 163.894 compravendite segna un valore (– 12,9%) che rispecchia l’andamento di tutti gli altri settori;
– il settore terziario con 4.347 transazioni, registra il calo più contenuto (– 5,4%);
– il settore commerciale con 10.209 NTN è pari a – 14,5%;
– il settore produttivo con 3.170 NTN è quello con il calo maggiore (-20,3%).

Il mercato del settore residenziale subisce un decremento maggiore nel Centro (-14,4%), che è più limitato nel Nord (-12,7%) e nel Sud (-12,3%).

Si conferma anche come la contrazione del mercato residenziale risulti più marcata nei comuni non capoluogo (-14,6%), mentre nei capoluoghi la contrazione è leggermente inferiore (-8,9%).

Anche per le principali 8 città e relative province si conferma tale tendenza, con una sensibile contrazione delle compravendite soprattutto nei comuni minori (-13,9% mediamente) e sensibilmente più contenuta nelle città principali (-5,7%).

I prezzi (bassi) tengono
Per quanto riguarda i prezzi degli immobili residenziali nel prezzi semestre 2009 è stata registrata una lieve flessione del valore medio nazionale, per unità di superficie.
La quotazione media scende a 1.578 €/mq, segnando un -0,5% rispetto al secondo semestre 2008.
L’andamento dei prezzi riflette la forte riduzione delle compravendite. Si evidenzia, tuttavia, la stabilità dei prezzi immobiliari verso valori bassi. Infatti, seppure per la prima volta, si segnala una variazione media nazionale negativa.
Nel primo semestre 2009 il tasso di variazione è solo del -0,3% perché l’indice dei prezzi al consumo è risultato anch’esso negativo e quindi i prezzi delle abitazioni in termini reali subiscono un calo inferiore rispetto a quelli espressi in termini nominali.

Nota trimestrale sul Mercato Immobiliare nel 2009 – secondo trimestre

Fonte Agenzia del territorio

Il quarto Rapporto Ancab-Cresme delinea la situazione del mercato tra nuovi scenari della domanda e Piano Casa
Un mercato che torna ai livelli del 1997. Nel 2009 saranno compravendute 695.000 abitazioni contro un milione e 44 mila del 2006. Una flessione del mercato del 33,4% che riporta il mercato delle compravendite al 1997. I prezzi sono destinati a calare del 9%.

È quanto emerge dal quarto rapporto Ancab Cresme sul mercato della casa in Italia, presentato martedì scorso a Roma da Lorenzo Bellicini, direttore Cresme, nel corso dell’assemblea nazionale delle cooperative di abitanti aderenti a Legacoop.
Nello studio si evidenzia la forte contrazione della domanda che incide sulle compravendite, sulla nuova costruzione e sull’invenduto.

La crisi della domanda di sostituzione e di investimento e il rallentamento della domanda primaria: da 300.000 nuove famiglie a 170.000.
Dai dati presentati da Ancab e Cresme il mercato immobiliare risulta caratterizzato innanzitutto dalla forte crisi della domanda di sostituzione, sino a ieri valutata nel 60% del mercato: chi oggi ha già una casa in proprietà e vuole sostituirla trova maggiori difficoltà di prima a vendere e quindi non riesce a comprare.
Anche la domanda primaria (quella delle nuove famiglie) esce dalla fase eccezionale degli anni 2000, per entrare in un trend che la riporta agli anni ’90 e ’80.

La ricerca mostra che, se negli anni 2001-2007 le famiglie in Italia sono cresciute di  298.000 unità all’anno, frutto della diminuzione della dimensione media dei nuclei famigliari, del baby boom e dell’eccezionale flusso di immigrazione dall’estero, lo scenario delle nuove famiglie è caratterizzato sia da una significativa flessione della componente italiana, sia dagli effetti frenanti determinati dalla crisi economica e dalle politiche di controllo dei flussi sulla domanda di nuova immigrazione.

Se il flusso di immigrazione restasse simile a quello del periodo 2001-207, le nuove famiglie già nel periodo 2007-2012 scenderebbero a 221.000 all’anno, contro le 298.000 del primo decennio degli anni 2000.
Se invece il flusso di immigrazione si riducesse del 20% sarebbero 204.000,  e se la flessione fosse del 50% le nuove famiglie sarebbero 180.000.

Il quadro peggiora nello scenario 2012-2017: nell’ipotesi di mantenimento di flussi di immigrazione le nuove famiglie sarebbero 171.000 all’anno, contro le 298.000 del primo decennio degli anni 2000. Se invece il flusso di immigrazione si riducesse del 20% sarebbero 150.000,  se la flessione fosse del 50% sarebbero meno di 120.000. Tornando al modello degli anni ’80.

L’ impatto della manovra di sostegno dell’edilizia e l’ulteriore frenata immobiliare che ne deriva.
La manovra di sostegno dell’edilizia che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e  sul mercato immobiliare.

Nel primo caso si tratta di una  azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti.

La stima elaborata da Cresme a partire da una indagine realizzata sulle famiglie è chiara: solo rimanendo nell’ambito dell’ampliamento dei fabbricati residenziali mono- bifamiliari esistenti -e quindi non prendendo in considerazione gli effetti che ci potranno essere in termini di demolizione ricostruzione e di interventi sull’edilizia non residenziale che alcune regioni stanno prevedendo- la stima del Cresme prevede che se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilità di ampliamento sarebbero messi in moto 61 miliardi di euro di investimento, per 153 milioni di metri cubi, e attivando 765.000 occupati diretti e  265.000 indiretti.

L’effetto sarebbe un rilancio eccezionale per il 2010 e il 2011 e un altrettanto importante caduta nel 2012. Ma soprattutto l’intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria.
Se il 30% del 12% che ne avrebbe diritto utilizzasse la possibilità di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346.000 abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa.

Lo studio condotto da Ancab-Cresme evidenzia come il Piano Casa per l’edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduca sul mercato un modello di intervento innovativo, basato su strette partnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficoltà la crisi.

Cresce la voglia di qualità
La ricerca mette in evidenza, attraverso varie indagini condotte a livello nazionale, la forte crescita della domanda di qualità: tra le famiglie che intendono cambiare una abitazione nei prossimi tre anni, la qualità ambientale si colloca al primo posto tra le ragioni che ne determinano le scelte.

La riconfigurazione dei  modelli di offerta e politica abitativa
La crisi disegna quindi un nuovo scenario: insieme alla riduzione del mercato  si profila un profonda riconfigurazione della domanda a cui deve seguire una profonda riconfigurazione dell’offerta.

Il mondo della cooperazione intende giocare la partita con azioni nuove. Al proprio interno sviluppando forme integrative di azione (esperienze, relazioni, conoscenze, risorse), nei confronti del mercato con proposte basate sui segmenti più innovativi delle costruzioni.

Insieme al partenariato pubblico e privato e ad interventi finanziati da strumenti innovativi come i fondi, che fanno riferimento al Piano Casa, la nuova offerta punta a cogliere il processo innovativo della domanda, da raccogliere a partire da interventi centrati sull’energy technology,  sulla gestione, su forme di redditività contenute e, soprattutto, su nuove qualità architettoniche.

Fonte Legacoop