Un testo unico sull’energia per dare forma e ordine al maelstrom di norme che convivono in Italia. È la proposta lanciata dagli Ingegneri italiani in occasione della Giornata nazionale dell’Energia organizzata in collaborazione con FINCO ed ENEA, che hanno collaborato alla stesura della bozza del testo da presentare quanto prima alle istituzioni.

Tanti gli obiettivi ambiziosi che si pone questo testo unico. tra i principali la modifica del Titolo V della Costituzione per sopprimere la potestà concorrente delle Regioni in materia energetica. e poi la semplificazione degli iter burocratici per lo sviluppo e l’installazione di impianti per la produzione di energia.

Incentivi e Groupon: ci sono anche loro

Nella proposta di testo unico sull’Energia gli Ingegneri non dimenticano alcuni nodi che hanno occupato anche le pagine della cronaca. Il sistema degli incentivi, per esempio. “Gli strumenti di incentivazione per l’efficientamento pubblico e privato, si legge nel documento presentato, soffrono di instabiità strutturale” riferimento neppure troppo velato al “pasticcio” del decreto Spalma Incentivi che ha rivisto ex post il sistema di erogazione degli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, creando sconcerto e problemi negli operatori.

All’interno del futuro testo unico sull’energia, inoltre, ci sarà spazio per norme stringenti e precise sulle modalità di effettuazione delle certificazioni energetiche e sulla progettazione stessa “così da garantire un livello qualitativo di prestazioni più elevato”, spiega Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri. E, anche qui, non possiamo fare a meno di pensare anche allo scandalo Groupon con le sue certificazioni vendute online “a soli 50 euro”.

Mepa e competenze

Infine, ultimo ma non ultimo, il nuovo testo dovrà prevedere criteri semplificati di accesso al Mercato elettronico di accesso alla pubblica amministrazione (il c.d. Mepa).

Non manca anche un accenno a realizzare un giro di vite sulle competenze richieste per operare nel mercato dell’energia. Sempre nel testo di presentazione si legge infatti che “la normativa in materia ha permesso la presenza all’interno e all’esterno della pubblica amministrazione di soggetti in possesso delle più varie estrazioni professionali e culturali”.

A chiudere segnaliamo anche l’auspicio di Zambrano a mettere mano al testo unico per l’edilizia in moda da modernizzarlo sui temi della sicurezza e degli impianti.

Come può un Governo fare campagna elettorale, dire a tutti che la green economy è uno strumento di sviluppo e poi calpestare un mondo intero fatto di imprese, dipendenti e continui sviluppi?

 

La domanda è posta da Assorinnovabili, Associazione dei produttori, dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili, e dalla federazione ANIE di Confindustria, a un mese dalla pubblicazione del decreto legge n. 91/2014, che contiene le misure per il taglio delle bollette elettriche e il famigerato meccanismo spalma incentivi per i produttori di energia elettrica da fonte fotovoltaica sopra i 200 kWp.

 

“I primi testi dell’articolo 26 del decreto spalma-incentivi con le percentuali di rimodulazione delle tariffe dal 1° gennaio 2015 che emergono dalle stanze delle Commissioni Industria e Ambiente del Senato ci lasciano senza parole”, si legge nel duro comunicato rilasciato. “Se possibile, si sta producendo un provvedimento che è ancora peggiore rispetto a quanto era stato finora ipotizzato”.

 

Ricordiamo, infatti, che dal prossimo anno il decreto spalma incentivi prevede una rimodulazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici oltre i 200 kWp in 24 anni anziché in 20 e con un taglio percentuale degli incentivi per gli impianti già in funzione che vanno dal 25% al 17% per quelli più vecchi.

 

Il decreto prevede anche la possibilità di non aderire alla rimodulazione degli incentivi. In questo caso, però, si subisce una decurtazione dell’8% degli incentivi per tutta la durata residua del periodo di incentivazione.

 

“Ribadiamo con forza che gli interventi retroattivi sulle tariffe incentivanti dell’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici non solo sono gravemente dannosi per l’economia del settore e di tutto il Paese”, denunciano Assorinnovabili e ANIE, “ma rappresentano un grave vulnus del sistema democratico perché di fatto rendono carta straccia degli accordi già sottoscritti tra lo Stato e le sue imprese“.

 

I promotori della lettera inviata al presidente Renzi chiedono che l’articolo sulla spalma incentivi venga stralciato in sede di conversione in legge e che “si attivi da subito un tavolo tecnico che ripristini la certezza del diritto nazionale e internazionale e la credibilità del Paese nei confronti degli investitori italiani e stranieri”.Ora vedremo quali saranno le risposte del Governo.

Migliorare il decreto del Quinto Conto Energia è necessario per dare continuità al mercato e garantire prospettive di sviluppo all’industria nazionale. È questo l’auspicio del presidente del Gruppo imprese fotovoltaiche italiane (GIFI), l’ ingegnere Valerio Natalizia, nel chiedere alcune modifiche al testo del norma che rivoluzionerà, per l’ennesima volta, il regime di incentivi per il fotovoltaico (approfondisci con lo speciale sul Quinto Conto Energia di Ediltecnico.it).

 

Un Quinto Conto Energia – dichiara Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE – con i contenuti così come riportati nella bozza del Ministero dello sviluppo economico, in un settore che è già stato fortemente colpito da numerose e penalizzanti modifiche negli ultimi 18 mesi, ha effetti fortemente destabilizzanti per l’intero comparto, in quanto contiene provvedimenti decisamente restrittivi per lo sviluppo del mercato e senza aperture a soluzioni innovative già esistenti che contribuirebbero ad una migliore integrazione del fotovoltaico nel panorama energetico nazionale”.

 

Le quattro proposte di modifica al Quinto Conto Energia sono:
1.
Innalzamento del budget indicativo di incentivazione a 7 miliardi €/anno;
2.
Il 1° settembre 2012 quale data di entrata in vigore del Quinto Conto Energia;
3.
Tutela degli investimenti avviati per i grandi impianti in corso di costruzione e/o già connessi ma non a registro e per gli impianti iscritti a registro che non hanno comunicato la fine lavori;
4.
L’individuazione di opportune forme di incentivazione a sostegno e sviluppo dell’industria nazionale.

 

Per il numero uno del GIFI, “approvare senza modifiche il Quinto Conto Energia significherebbe vanificare gli oltre 5,6 miliardi €/anno già impegnati per i prossimi 20 anni mettendo in discussione la sopravvivenza delle aziende italiane”.

 

Per approfondire ulteriormente i punti salienti del Quinto Conto Energia si rimanda all’analisi dell’ing. Caffarelli dal titolo Quinto Conto Energia, alcune riflessioni sui contenuti della bozza del decreto.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo alcune riflessioni sulla base della bozza del decreto sul Quinto conto energia scritte dall’ing. Alessandro Caffarelli, vice presidente di Intellienergia, lo Spin-off a elevato valore tecnico-scientifico promosso e partecipato dall’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

 

Art. 4 comma 2
L’apertura del registro GSE primo semestre avverrà entro 10 gg. dalla pubblicazione delle regole applicative per l’iscrizione al registro GSE. La pubblicazione delle regole applicative avverrà entro 30 gg. dalla data di entrata in vigore del decreto quinto conto energia. Le domande di accesso al registro possono essere presentate entro 60 gg. dall’apertura.

 

Nell’ipotesi che il decreto sul quinto conto energia venga pubblicato il 15 maggio 2012, l’apertura del registro avverrà a 40 gg. dal 15 maggio 2012 [Best Scenario]. La chiusura del registro primo semestre avverrà entro 100gg dal 15 maggio 2012 [Best scenario] (fine agosto 2012). Entro 30 gg. dalla chiusura del registro il GSE pubblica la graduatoria [fine settembre 2012].

 

Art. 4 comma 5 lettera c)
Il bonus per lo smaltimento eternit viene annullato e trasformato di fatto in uno dei criteri di priorità per l’accesso la registro. La conseguenza sarà la scomparsa del mercato DDS su coperture, in quanto l’overprice di investimento dovuto alla bonifica e rifacimento delle coperture non sarà possibile annullarlo nei 6/7 anni attuali grazie ai 5 c€/kWh incrementali alla tariffa. Inutile commentare il danno procurato all’ambiente per il mancato smaltimento eternit.

 

Art.4 comma 5 lettera d)
A livello di criteri di priorità per l’iscrizione al registro viene introdotto il principio dell’autoriduzione tariffaria (asta al ribasso mascherata anche se vincolata ad un cap max di autoriduzione).

 

Art. 4 comma 5 lettera k)
Declassando al penultimo posto come criterio di priorità per l’accesso al registro la potenza nominale [kWp] si sfavorisce il concetto dell’implementazione della generazione distribuita all’interno del sistema elettrico italiano.

 

Art. 4 comma 7
Curioso che tra i criteri per l’accesso al registro riguardanti il fotovoltaico a concentrazione venga riconosciuto anche quello riportato alla lettera h) dell’art.4 comma 5. È noto infatti che il fotovoltaico a concentrazione come tutti i sistemi a concentrazione solare (compresi i sistemi termodinamici) vive dell’inseguimento solare di tipo monoassiale, biassiale o ibrido.

 

Art. 4 comma 10
No scorrimento graduatorie per nuova iscrizione al registro segue nuovo onere istruttorio.

 

Art. 4 comma 11
No mercato impianti virtuali. Ottimo.

 

Art. 5 comma 1
L’inoltre riferita alla tariffa premio sull’autoconsumo poteva essere evitato perché può generare confusione. Se esiste autoconsumo integrale esiste tariffa premio sull’autoconsumo che si somma al ricavo virtuale per il mancato costo di acquisto dell’energia elettrica e muore la tariffa onnicomprensiva. Se esiste autoconsumo parziale vivranno parzialmente sia la tariffa premio sull’autoconsumo che la tariffa onnicomprensiva.

 

Art. 6 comma 2 lettera g) punto IV
Di fatto si nega l’incentivazione per impianti fotovoltaici a terra posizionati su cave o terreni industriali (conosciuti fino ad ora con il titolo II del d.m. 5 maggio 2011 e classificati all’art. 2 comma 1 lettera e) del decreto quinto conto energia). Per questa tipologia di fotovoltaico a terra saranno incentivati solo quelli su discariche esaurite o aree di pertinenza di discariche esaurite.

 

Art. 9 comma 1
Refuso [caratteristiche innovative]

 

Art. 9 comma 2 lettera c)
Viene fortemente penalizzato il fotovoltaico a bassa concentrazione (LCPV) per intenderci sistemi ad inseguimento solare monoassiale con a bordo moduli a concentrazione modello Solaria e simili con fattore di concentrazione < 10 soli. Si sancisce il declassamento dell’LCPV al PV.

 

Art. 9 comma 2 lettera d)
Di fatto il fotovoltaico a concentrazione con fc > 10 soli, per intenderci sistemi a media o alta concentrazione HCPV modello Amonix o simili, diventa l’unico sistema per sviluppare fotovoltaico multimegawatt a terra perché questa lettera permette incentivare gli impianti che utilizzino questa tecnologia anche se realizzati su terreni industriali o cave oltreché discariche esaurite.

 

Art. 10 comma 1
Vengono introdotte spese di istruttoria per la pratica registro o richiesta tariffa incentivante. Se questo onere trasformasse il servizio GSE in un servizio rapido tali spese sarebbero benvenute. Vengono introdotti gli oneri di gestione pari a 0,1 c€/kWh. Divenendo il sistema feed-in tariff andando a morire il ritiro dedicato muore anche lo 0,5% del controvalore dell’energia iniettata in rete dovuto al GSE e di conseguenza il GSE introduce l’onere di gestione per la tariffa onnicomprensiva, ma lo fa aumentando gli oneri di gestione rispetto al RID di oltre il 100%. È possibile verificarlo con un semplice calcolo.

 

Concludendo questa sintetica analisi richiamo l’attenzione sull’opportunità di sviluppare fotovoltaico multimegawatt a terra su terreno agricolo avvalendosi esclusivamente del prezzo zonale orario senza tariffa incentivante. In Spagna lo si sta già facendo con un primo impianto da 250 MWp ed in ottica 2013 probabilmente si registreranno i primi casi anche in Italia sempre che prima non intervenga il Ministero dell’Ambiente negando la possibilità di realizzare fotovoltaico multimegawatt a prescindere dalla struttura incentivante selezionata a supporto dell’investimento.

 

A tal proposito da questo link è possibile scaricare un piccolo studio che ho realizzato ricercando il costo all-in tale che la redditività dell’investimento al prezzo zonale orario si mantenga nell’intorno IRR%=8%.

I dati provvisori diffusi dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) dimostrano che nel 2011 la produzione nazionale di energia fotovoltaica (10.730 GWh lordi) ha superato per la prima volta quella eolica (10.140GWh lordi). Il sole ha superato il vento.
Risulta notevole la crescita di produzione di elettricità solare confrontandola con i dati del 2009, quando si attestava sui 1.906 Gwh lordi.

 

In termini di potenza, il fotovoltaico installato sul territorio nazionale a dicembre 2011 aveva una capacità complessiva di 12.750 MW, compresi i 3.470 MW degli impianti che hanno beneficiato della cosiddetta legge “Salva Alcoa”, installati nel 2010 ma entrati in esercizio nel 2011.

 

La potenza eolica complessiva, invece, è circa la metà (6.860 MW).
I dati definitivi del 2011 saranno diffusi da GSE e Terna il prossimo giugno.
Ma per il fotovoltaico si prospetta un periodo difficile.
L’art. 65 del dl 24 gennaio 2012, n. 1 (dl liberalizzazioni) lascia intravedere uno scenario tutt’altro che roseo. Per completezza si riporta l’articolo in questione.

 

Art. 65 – (Impianti fotovoltaici in ambito agricolo)
1. Agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole non è consentito l’accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
2. Il comma 1 non si applica agli impianti realizzati e da realizzare su terreni nella disponibilità del demanio militare e agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra da installare in aree classificate agricole alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, che hanno conseguito il titolo abilitativo entro la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, a condizione in ogni caso che l’impianto entri in esercizio entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Detti impianti debbono comunque rispettare le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28. È fatto inoltre salvo il comma 6 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, a condizione che l’impianto entri in esercizio entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.
3. L’ Autorità per l’energia elettrica e il gas assicura, nel rispetto dei principi comunitari, la priorità di connessione alla rete elettrica per un solo impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di potenza non superiore ai 200 kW per ciascuna azienda agricola.
4. I commi 4 e 5 dell’articolo 10 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono abrogati, fatto salvo quanto disposto dal secondo periodo del comma 2.
5. Il comma 4-bis dell’articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, introdotto dall’articolo 27, comma 42, della legge 23 luglio 2009, n. 99, deve intendersi riferito esclusivamente alla realizzazione di impianti alimentati a biomasse situati in aree classificate come zone agricole dagli strumenti urbanistici comunali.

 

Attualmente il provvedimento relativo alla “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” è all’esame delle Commissioni VI e X della Camera, dopo essere stato approvato in prima lettura dal Senato.
Per evitare che decada, il decreto-legge deve essere convertito in legge entro il 24 marzo2012. Considerato che devono essere ancora discussi e votati in commissione gli emendamenti (circa 800), non si può pensare ad un’approvazione del decreto-legge con modificazioni perché il provvedimento dovrebbe ritornare al Senato per una seconda lettura ed una seconda approvazione, e non ci sono i tempi tecnici.

 

Certo, il fotovoltaico si può installare su tetti, ma è noto che non si ottengono le stesse potenze. Tuttavia non si può nemmeno piangere troppo, perché questo è il risultato di un tapezzamento selvaggio con pannelli fotovoltaici delle aree agricole verificatosi negli ultimi anni, quando in attesa che le Regioni individuassero le aree idonee per l’installazione degli impianti a fonti rinnovabili, alcuni di questi sono stati realizzati senza criterio.

 

Il criterio ci aveva provato a metterlo il d.lgs. 28/2011, che all’art. 10 comma 4 citava: “… per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, l’accesso agli incentivi statali e consentito a condizione che, in aggiunta ai requisiti previsti dall’allegato 2:
a) la potenza nominale di ciascun impianto non sia superiore a 1 MW e, nel caso di terreni appartenenti al medesimo proprietario, gli impianti siano collocati ad una distanza non inferiore a 2 chilometri;
b) non sia destinato all’installazione degli impianti più del 10 per cento della superficie del terreno agricolo nella disponibilità del proponente.”

 

Il blocco totale agli incentivi è un provvedimento troppo drastico e radicale, si rischia di mettere in ginocchio un settore e soprattutto a rischio perdita/riduzione del lavoro per molti degli addetti ai lavori (da chi produce i pannelli, a chi esegue i lavori, a chi conduce gli impianti).
Si spera che anche in questo caso (come spesso accade) fatto il decreto legge di trovi il “contro” decreto che ristabilisca un attimo l’equilibrio.

 

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti
Il fotovoltaico ha superato l’eolico – Guidambiente.it 7 marzo 2012
Incentivi fotovoltaico: dl liberalizzazioni – Greenme.it
Decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 approvato dal Senato – LeggiOggi.it
Fotovoltaico in aree agricole: stralciare l’art. 65. E dalla Spagna stop agli incentivi FER – Ingegneri.cc 1° febbraio 2012
Decreto-Liberalizzazioni: Nuova tecnica parlamentare per le libere professioni – arch Paolo Oreto, LavoriPubblici.it

Al grido “Giù le mani dal fotovoltaico! Stralciare l’art. 65”, ANIE/GIFI chiede al Governo di rivedere la norma, contenuta nel decreto liberalizzazioni, che di fatto blocca l’erogazione degli incentivi per gli impianti fotovoltaici a terra situati in aree agricole (leggi anche su Ediltecnico.it Fotovoltaico in aree agricole. Le Associazioni: con il dl liberalizzazioni più danni che vantaggi). Tutto questo mentre QuotidianoEnergia.it fa rimbalzare dalla Spagna la notizia del blocco totale degli incentivi per le fonti rinnovabili.

 

Il Ministro dell’energia e dell’industria del Governo di Madrid, assicurando che non saranno toccati i diritti acquisiti, ha reso nota la sospensione temporanea degli aiuti per gli impianti eolici, fotovoltaici, termosolari, a cogenerazione, biomassa, biogas e mini-idro che al 28 gennaio 2012 non risultano ancora iscritti nel registro di pre-assegnazione del regime speciale.

 

Nel frattempo, durante l’assemblea ordinaria del Gruppo delle industrie fotovoltaiche italiane, sono state definite le linee guida strategiche per il 2012. Nel corso dell’assemblea, il presidente GIFI, ing. Valerio Natalizia, ha puntato il dito sull’art. 65 del decreto sulle liberalizzazioni: “Questa disposizione di legge ha nuovamente causato un pericolosissimo blocco del mercato con addirittura misure retroattive, inaccettabili per una nazione democratica e civile”.

 

Secondo il numero uno di ANIE/GIFI “L’art.65 deve essere stralciato perché rappresenta per tutto il settore una ulteriore grave minaccia in termini di investimenti già in essere, posti di lavoro, reputazione nei confronti degli investitori e delle banche, di stabilità normativa e certezza delle regole”.

 

E stabilità normativa e certezza delle regole sono proprio due degli obiettivi programmatici di ANIE/GIFI per il 2012.
Infine, altro punto di rilievo toccato durante la riunione del GIFI, è stato quello di un impegno nel 2012 per operare l’unificazione delle associazioni del fotovoltaico sotto un unico “cappello istituzionale” e rappresentare quindi la filiera fotovoltaica anche mediante il fattivo coinvolgimento di installatori e progettisti.

 

Per interpretare il sentimento delle aziende presenti alla riunione – ha concluso Natalizia – andremo nel 2012 a dialogare maggiormente con le banche per ristabilire una maggiore fiducia nel settore fatto di aziende con sani principi e con il GSE che dopo l’impressionante carico di lavoro nel 2011 (quasi 9 GW di nuove richieste di incentivi) dovrebbe tornare entro breve a rispettare le tempistiche previste dalla legge”.

È disponibile per il download gratuito la nuovissima versione del simulatore fotovoltaico in conto energia, aggiornato al quarto conto energia di cui al d.m. 5 maggio 2011. Questa versione contiene numerose e utilissime novità.

 

Nella nuova versione sono stati introdotti:
– i sistemi ad inseguimento monoassiali
– i sistemi ad inseguimento monoassiali a concentrazione
– il titolo IV del d.m. 5 maggio 2011 (conto energia per fotovoltaico a concentrazione)
– è stata revisionata la struttura incentivante nel caso dei bonus incrementali con la corretta interpretazione dell’incremento della componente incentivante a partire dal 1°gennaio 2013.
– è stato inserito il leasing di impianti fotovoltaici

 

Scarica il software gratuito SIMULARE_9.6 nella sezione ‘Energia’ della sezione Software (solo utenti registrati)

 

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Sono state apportate importanti modifiche alle regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal Quarto Conto Energia (d.m. 5 maggio 2011). I cambiamenti, apportati al documento dal GSE, si sono resi necessari a seguito di numerose richieste da parte degli operatori del settore.
Rimandando al testo completo e aggiornato delle regole tecniche, si riportano qui di seguito le modifiche principali, come indicate dal Gestore per i servizi energetici.

 

1. La documentazione da presentare ai fini del riconoscimento della maggiorazione della tariffa incentivante del 10% per utilizzo di componenti UE/SEE, inclusi i moduli in silicio cristallino extra UE/SEE facenti uso di silicio cristallino o wafer o celle prodotte in UE/SEE.

 

2. La documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall’art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia).

 

3. Chiarimenti sui fabbricati rurali che è possibile equiparare agli edifici.

 

Più in particolare le parti del documento oggetto di aggiornamento rispetto alla precedente versione sono state le seguenti:
– par. 3.5: integrato  il testo della tabella, relativa alla cumulabilità degli incentivi;

– par. 4.2: aggiornata la documentazione da allegare alla domanda per tenere conto dei contenuti del nuovo paragrafo  4.2.1;

– par. 4.2.1: specificata la documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall’art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia);

– par 4.4.1.1: inserita una precisazione sulla definizione dei  fabbricati rurali;

– par. 4.5.1: integrato il paragrafo relativo alla maggiorazione del 10% della tariffa per componenti UE/SEE.  Le modifiche del testo hanno riguardato   essenzialmente i seguenti punti:
a) informazioni da fornire nell’Attestato di controllo del processo produttivo per l’identificazione dell’origine del prodotto nel caso di  moduli non    assemblati in  EU/SEE e che utilizzano componenti (silicio cristallino, wafer o cella) prodotti in EU/SEE;
b) recepimento della Variante 1 della Guida CEI 82-25 2011, pubblicata agli inizi di novembre, che introduce nuovi requisiti sugli Organismi di certificazione abilitati ad emettere Certificazioni o Attestati.

– par. 4.5.2: precisazioni sul riconoscimento premio per sostituzione eternit;

– allegato A5: inserito il Modello di Dichiarazione di esenzione certificato antimafia, in conformità a quanto specificato al paragrafo 4.2.1

Regole applicative per  il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal d.m. 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia per il fotovoltaico), Revisione 2 – dicembre 2011

Coloro che intendono accedere agli incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici, secondo quanto stabilito dal Quarto Conto Energia sono obbligati a presentare certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura o dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, della provincia in cui i soggetti richiedenti hanno la loro sede (d.lgs. 159/2011, art. 67).

 

Il Gestore dei servizi energetici ha diffuso recentemente una nota nella quale si precisa che i certificati antimafia, in corso di validità ed entro sei mesi dal loro rilascio, devono essere inviati al GSE.

 

Il certificato antimafia o la dichiarazione di esenzione deve essere trasmessa utilizzando il sistema informatico del GSE, caricando il pdf del documento nello spazio ad esso riservato all’interno del modulo dedicato.

 

Esenzioni
Sono esenti dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia:
a) i soggetti pubblici ossia una pubblica amministrazione, un ente pubblico, un ente e un’azienda vigilata dallo Stato o da altro ente pubblico, una società o impresa comunque controllata dallo Stato o da altro ente pubblico nonché un concessionario di opera pubblica;

 

b) i soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui al citato articolo 67;

 

c) i soggetti che esercitano attività agricola o professionale, non organizzata in forma di impresa ovvero esercitano attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;

 

d) i soggetti destinatari di incentivi il cui valore complessivo, inclusi eventuali incentivi riferiti ad altri impianti, non supera 150.000 euro.

 

Anche per i soggetti che rientrano nei casi di esenzione dall’obbligo della presentazione della certificazione antimafia devono compilare il modello allegato di dichiarazione ai sensi del d.P.R.  445/2000. Per agevolare i richiedenti, sul sito del GSE è stato inserito un modello di dichiarazione di esenzione dall’obbligo.

 

La mancata presentazione della certificazione antimafia o della dichiarazione di esenzione dall’obbligo comporta la non ammissione agli incentivi.

 

Fonte GSE
Foto di apertura per gentile concessione JCB

Non si è ancora spenta l’eco delle polemiche scatenate dalla ventilata ipotesi di un condono tombale per gli impianti di energia rinnovabili irregolari, avanzata dal Ministro delle politiche agricole Saverio Romano, che le associazioni di categoria del settore (Aper, GIFI, Assosolare) alzano gli scudi contro l’ipotesi di una perequazione degli incentivi per il solare fotovoltaico, inserita nella bozza del Decreto Sviluppo e anticipato ieri dal Sole 24 Ore.

 

Il meccanismo della perequazione, così come inserito all’articolo 47 della bozza del Decreto Sviluppo, manterrebbegli incentivi al livello attuale per gli impianti solari fotovoltaici al Nord (dove il livello di irraggiamento solare è minore), diminuendo invece il livello degli incentivi nel Meridione d’Italia, dove invece la quantità di energia solare che incide sulla superficie è molto maggiore.

 

Con questa proposta non è d’accordo l’ing. Alessandro Caffarelli, vice presidente di Intellienergia: “Non sono d’accordo assolutamente di dimensionare l’incentivo in riferimento alle produttività del sito”.
“Ed oggi ci risiamo”, continua Caffarelli. “Parlare tra l’altro di perequazione solare oggi significa tentare di nuovo di destabilizzare il settore in un momento in cui dobbiamo trovare la forza di stabliizzarlo. Non si posso cambiare le regole del gioco, ogni volta in corsa” (leggi anche Alessandro Caffarelli lancia l’allarme Rinnovabili: “Così non va! Sfruttiamo questa spelndida occasione!”

 

A meno di cinque mesi dalla già tormentata approvazione ed entrata in vigore del Quarto Conto Energia, e dopo aver assistito al repentino cambiamento delle normative con il passaggio dal Terzo al Quarto sistema incentivante e le restrizioni imposte dal decreto Rinnovabili”, insorgono le tre principali associazioni, “non è accettabile vedere messa ancora una volta in discussione la regolamentazione di un settore come il fotovoltaico, che occupa ormai un posto importante nel comparto energetico e nell’economia italiana”.

 

In un momento quanto mai delicato per la credibilità e stabilità del sistema Paese, minate dai continui downgrading delle agenzie di rating internazionali, i rappresentanti di Aper, Assosolare e GIFI ritengono inaccettabile che imprese e lavoratori debbano subire l’ennesimo cambio di regole in corso d’opera.

 

Le associazioni”, si legge nel comunicato congiunto diffuso, “chiedono ancora una volta e congiuntamente quella stabilità normativa e certezza di diritto in merito alla regolamentazione del settore auspicata da anni senza riscontri, senza scorciatoie come il paventato condono e sollecitano per l’ennesima volta una maggiore concertazione tra Governo e industria, ribadendo la totale apertura ad aprire un tavolo di dialogo costruttivo con tutti gli attori coinvolti nel complesso dibattito sull’elaborazione di un piano energetico nazionale di lungo periodo”.

 

A questo scopo, le associazioni si dicono pronte a presenziare ai tavoli tecnici istituiti dal Ministero dello sviluppo economico in un confronto propositivo con produttori di energia tradizionale, gestore di rete e tavolo della domanda, per trovare soluzioni efficienti per tutti, affinché si arrivi a una seria strategia di sviluppo industriale per le rinnovabili e il comparto energetico italiano.