Xylem, leader globale nel settore delle tecnologie idriche, presenterà numerose soluzioni ad alta efficienza energetica per applicazioni residenziali e commerciali in occasione della fiera di riferimento per il global comfort technology – Mostra Convegno Expocomfort (MCE 2016), che si svolgerà a Milano tra esattamente un mese (dal 15 al 18 marzo).

Tra le molteplici novità che saranno presentate vanno senza dubbio citati la nuova generazione di Hydrovar, il sistema di controllo intelligente per pompe, e il nuovo “Smart Pump” range Lowara, una gamma di pompe equipaggiate con motori ad alta efficienza e un variatore di velocità integrato che può essere utilizzato in combinazione con quasi tutte le pompe Lowara. Si tratta di prodotti assolutamente conformi alle più recenti regolamentazioni europee nel campo dell’efficienza.

A parere di Peter Agneborn, Global Business Unit Director, HVAC & Commercial Building Services, Xylem, “la legislazione europea, unitamente alla crescente richiesta da parte del mercato di prodotti innovativi, versatili e affidabili, stanno portando il settore verso soluzioni complete che riducano il consumo energetico. Xylem non è solo pronta a soddisfare questi nuovi bisogni, ma sta guidando il cambiamento tramite design innovativi, miglioramenti continui e offerte formative rivolte ai propri dipendenti e a tutti gli attori del mercato.”

Ecco nel dettaglio 2 dei 10 prodotti che saranno lanciati da Xylem durante la quarantesima edizione di MCE:

– Xylem HVL – Next Generation HYDROVAR: introdotto nel 1995, HYDROVAR è stato rinnovato, confermandosi un punto di riferimento nel settore per l’ottimizzazione dell’efficienza di pompe a velocità variabile. Capace di gestire sistemi fino a otto pompe, HYDROVAR è caratterizzato dalla funzione “multimaster”, che consente a ciascuna pompa di prendere il controllo nel caso in cui una o più pompe o sensori non siano attivi. La funzione multimaster assicura un funzionamento costante dei gruppi di pressione, e la massima affidabilità in ogni applicazione commerciale e residenziale.

HYDROVAR non è solo un variatore di velocità, bensì un sistema di controllo intelligente che si adatta con precisione alle richieste dell’impianto, consentendo agli utilizzatori di ottenere risparmi sia in termini energetici che economici e garantendo al contempo l’ottimizzazione delle prestazioni dell’impianto. Il nuovo motore e il sistema di controllo rendono il nuovo HYDROVAR il più efficiente di sempre. HYDROVAR è ora anche più facile da installare e da utilizzare, e presenta funzionalità estese quali la compatibilità BACnet, per una facile integrazione con i sistemi di controllo degli edifici, e un filtro THDi che aumenta la durata delle apparecchiature migliorando la qualità dell’energia proveniente dalla rete elettrica. Hydrovar è disponibile anche con funzionalità Wi-Fi per controllare l’unità da remoto tramite un qualunque dispositivo mobile, portatili o PC.

Xylem HYDROVAR

– Lowara “Smart Pump” range: un range completo di pompe mono-fase equipaggiate con motori a magneti permanenti di ultima generazione e ad alta efficienza per applicazioni residenziali, commerciali e OEM. Pacchetti pre-programmati abbattono i tempi di installazione e di messa in servizio, riducendo così significativamente i costi relativi al ciclo di vita dei prodotti. Il drive integrato, intelligente e facile da configurare, può operare in modalità “sensored” o “sensor-less” (a seconda del modello di pompa) in sistemi mono-pompa o multi-pompa fino a tre unità, senza bisogno di pannelli di controllo esterni o di un PLC. Il drive include anche BACnet o Modbus e la funzionalità Wi-Fi opzionale.

Xylem presenterà anche il nuovo Xylem Learning Center (XLC) situato a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza. Il nuovo centro di formazione dispone di nuovi impianti dimostrativi di pompe e sistemi di controllo, oltre a classi in cui i partecipanti possono concretamente installare e risolvere problemi legati a varie pompe e sistemi di controllo, in installazioni che riproducono fedelmente quelle reali.

Xylem sarà al MCE 2016, al Padiglione 14, Stand E83-G82.

In queste settimane, inoltre, Xylem collabora anche al coordinamento scientifico di un interessante seminario di formazione intitolato “Impianti di depurazione avanzata” che si terrà a Milano il prossimo 25 febbraio. La giornata propone l’analisi delle tecnologie avanzate degli impianti di depurazione con un approccio molto ingegneristico e progettuale anche alla luce del recepimento della recente Direttiva 2013/39/UE tramite il decreto legge 13 ottobre 2015, n. 172. Oltre all’analisi degli impianti con Reattori Biologici a Membrane (MBR) verranno esaminate le più recenti soluzioni tecniche per una maggiore efficienza energetica nei processi di depurazione dei reflui e il loro possibile riuso.

L’iniziativa si può considerare il proseguimento del ciclo di corsi ad ingresso libero, avviata l’anno scorso grazie alla collaborazione di Xylem, sul trattamento delle acque civili ed industriali. Un seminario formativo che si propone come obiettivo principale l’aggiornamento tecnico/operativo dei sistemi più innovativi, attualmente in sviluppo, per un trattamento delle acque reflue sempre più efficace e ssotenible sia a livello ambientale che economico.

Dottori di ricerca in ingegneria idraulica cercasi! Una ghiotta opportunità per i PhD chiamati a presentare la propria candidatura al progetto PhD ITalents, innovativo sistema di collocamento di dottori di ricerca nell’ambito dell’idrologia, dell’idraulica e delle costruzioni idrauliche e marittime finanziato dal CIPE.

Appuntamento importante per tutti gli ingegneri che hanno ottenuto un dottorato di ricerca e desiderano prestare la propria opera all’interno di importanti aziende del settore è quello del prossimo 13 novembre 2015 presso il Politecnico di Milano. Durante questo incontro ci sarà la possibilità, per aziende del settore Idrico, Agricoltura, Energia, Salute (Bio-Ingegneria) di incontrare coordinatori di dottorato, dottori di ricerca e docenti del settore dell’Ingegneria Idraulica per verificare possibilità di preparare candidature al bando.

Si cercano 136 ingegneri e giovani PhD da inserire in azienda per un periodo non inferiore ai 2 anni. C’è ancora spazio per le aziende del settore interessate ad aderire al bando che scade il prossimo 30 novembre.

Fino a quella data, infatti, le imprese italiane potranno candidarsi per ottenere un cofinanziamento destinato a coprire, per tre anni, il costo di assunzione di dottori di ricerca. Quelle prescelte riceveranno poi un cofinanziamento che andrà a coprire per tre anni il costo dei dottori di ricerca neoassunti. La copertura arriva all’80% il primo anno, al 60% durante il secondo e al 50% per il terzo.

Il programma verrà reso noto prossimamente. Gli ingegneri e i PhD interessati sono pregati di inviare una  email con manifestazioni di interesse all’indirizzo presidenza@gii-idraulica.net

Tutte le informazioni sul bando ed i moduli di candidatura sono disponibili sul sito ufficiale del progetto PhD ITalents.

Nella infografica qui sotto sono riportati schematicamente il processo di candidatura, valutazione e selezione degli ingegneri dottori di ricerca che desiderano aderire al progetto.

infografica phd italents

L’infografica tratta dal sito PhD ITalents che illustra schematicamente il processo di selezione dei 136 dottori di ricerca in ingegneria idraulica da collocare nelle aziende aderenti al progetto

Ricordiamo che PhD ITalents è progetto triennale (2015-2018) che si propone di avvicinare il mondo accademico e il mondo del lavoro favorendo l’inserimento di dottori di ricerca nelle imprese, per lo sviluppo di attività ad alto impatto innovativo.

L’incontro tra imprese e dottori di ricerca si svolgerà tramite due distinti binari di procedure a evidenza pubblica. ll primo bando consentirà alle imprese di candidarsi, individuando le competenze scientifiche, tecniche e gestionali necessarie allo svolgimento di attività innovative nei settori strategici del progetto, e di pubblicare le relative offerte per i profili identificati;  il secondo bando fornirà l’opportunità ai dottori di ricerca di candidarsi per le posizioni offerte dalle imprese.

Gli operatori ferroviari hanno tre obiettivi quando trasportano i passeggeri da una destinazione all’altra: sicurezza, comfort e velocità. Far viaggiare treni ad alte velocità fino a 250 km/h rappresenta la soluzione perfetta per questo trilemma, ma il costo di installazione di binari appositamente studiati per l’alta velocità, con curve e pendenze molto graduali, è proibitivo per quasi tutte le linee più redditizie.

 

Nel caso della Svizzera, con i suoi numerosi laghi e montagne che attraversano i principali percorsi, realizzare un’infrastruttura ferroviaria dedicata all’alta velocità è del tutto irragionevole.  La soluzione alternativa consistente nel far viaggiare i treni ad alta velocità su linee tradizionali comprometterebbe però la sicurezza e il comfort dei passeggeri.

 

SBB ha individuato la soluzione ideale nell’ordinare diciannove treni ETR 610, prodotti da Alstom. Ogni treno ETR 610 è costituito da sette carrozze, in grado di trasportare fino a 430 passeggeri e di viaggiare ad una velocità massima di 250 km/h su binari di tipo tradizionale.

 

Chiunque viaggi a bordo in un qualsiasi veicolo sperimenterà gli effetti dell’inerzia nell’affrontare una curva con la forza centripeta che preme il passeggero contro il sedile causando disagio, mentre quelli che sono in piedi rischiano di perdere l’equilibrio. I treni basculanti sono progettati per contrastare gli effetti dell’inerzia compensando questa forza g. I primi treni “a pendolamento passivo” si basavano sulla forza d’inerzia per generare il basculamento. Più di recente, tuttavia, per produrre un “basculamento attivo” viene utilizzato un apposito meccanismo motorizzato controllato dal computer.

 

In modo reattivo, le curve dei binari vengono rilevate dai giroscopi che ne determinano la precisa angolazione e dagli accelerometri montati sul primo carrello della carrozza di testa. Il computer di bordo determina l’angolo di inclinazione richiesto e trasmette un ordine ai cilindri dei carrelli di ogni carrozza, coi tempi adeguati in base alla posizione e alla velocità del convoglio.

 

Dal suo stabilimento di Pessano, Italia, Eaton ha fornito le potenti centrali idrauliche per ogni tipo di carrello. Le centrali idrauliche contengono pompe a pistoni PVM, valvole a cartuccia, servovalvole e filtri Eaton. 

 

Questo carrello basculante idraulico attiva il pendolamento dell’intera carrozza. Per migliorare le caratteristiche dinamiche del convoglio e il comfort dei passeggeri, un sistema di sospensioni pneumatiche laterali attive mantiene centrata la carrozza. Grazie alla riduzione della rigidità e delle masse semplicemente sospese, è stato possibile ottimizzare le caratteristiche dinamiche del convoglio e le sollecitazioni sulle ruote.

 

“La nostra esperienza e l’elevata reputazione nel campo dei treni ad alta velocità, insieme alla nostra capacità di fornire una soluzione idraulica completa per soddisfare i rigorosi vincoli normativi e i parametri prestazionali sono stati fondamentali nella scelta come partner per questi treni,” ha dichiarato Mauro Mezzina, Eaton Regional Sales Manager Italia, Turchia & CEE.

 

Il pantografo basculante è montato su un carrello scorrevole saldamente fissato al tetto della carrozza ed è dotato di componenti idraulici Eaton. Quando il convoglio si inclina, un sistema idraulico attivo contrasta lo spostamento e fa scorrere il carrello lateralmente per compensare l’inclinazione consentendo in tal modo al pantografo di mantenere la posizione centrale.

 

In modalità previsionale, il sistema fa affidamento su un database dei parametri della linea. Confrontando i dati con le informazioni ricevute dai sensori di bordo, il sistema è in grado di determinare in ogni momento l’esatta posizione sulla linea facendo assumere la corretta inclinazione richiesta dal percorso. Reagendo in modo rapido alle curve da affrontare, esso risulta meno sensibile alle irregolarità del percorso e in grado di garantire una transizione più dolce.

 

Il primo convoglio sta attualmente effettuando le prove di omologazione in Germania e quelle di accettazione in Svizzera e in Italia. I primi tre convogli sono stati consegnati nel 2014 e altri cinque saranno consegnati a SBB entro la metà del 2015.

Attraverso una complessa rete di adduttrici della lunghezza complessiva di 10,3 km, l’impianto acquedottistico di Montodine serve 6.580 abitanti, compresi i comuni limitrofi di Credera, Moscazzano, Ripalta Arpina e Ripalta Guerina. I metri cubi annui distribuiti sono circa 670.000 e l’energia complessivamente utilizzata è di circa 275.000 kWh.

 

L’impianto è costituito da due pozzi, un impianto di potabilizzazione con filtri in pressione della portata nominale di 180 m3/h, due vasche di stoccaggio in cemento armato della capienza di 240 metri cubi ciascuna e due gruppi di pompaggio in rete Grundfos, con motori, controllati da quadri Hydro MPC con un inverter per ogni pompa.

 

“La costante ricerca del miglioramento dell’efficienza da parte di Padania Acque Gestione – sostiene Sergio Vicari, progettista dell’ Impianto di Padania Acque Gestione, – passa anche attraverso l’utilizzo di pompe Grundfos. Infatti, la maggior parte delle 300 pompe di superficie utilizzate sono pompe verticali Grundfos del tipo CR, di varie taglie di potenza. Esse sono comandate da quadri Grundfos dotati di inverter che negli anni hanno seguito le evoluzioni tecnologiche rese disponibili, dai primi Hydro 2000 agli attuali Hydro MPC”.

 

La principale problematica da risolvere presso l’acquedotto era inerente la pressione di erogazione.

Essa, a causa di alcune tubazioni di sezione ridotta presenti nella rete di distribuzione di Ripalta Guerina, uno dei comuni recentemente collegati all’impianto, non poteva essere ridotta proporzionalmente in relazione alla portata erogata, un’operazione che normalmente è effettuata con i quadri Hydro MPC.

 

“La conseguenza – sentenzia Vicari – era una riduzione dell’efficienza generale dell’impianto e la mission che ci siamo prefissati era quindi provvedere ad incrementare tale efficienza dell’impianto”.

 

“Maturata attraverso un lungo confronto con i tecnici Grundfos – spiega il tecnico – la soluzione al problema è stata possibile grazie alla recente introduzione del sistema Control DDD sviluppato dall’eccellente produttore danese”.

Attraverso trasduttori di pressione, denominati Xylog, collocati nei punti terminali della rete idrica di distribuzione, i valori di pressione rilevata sono trasmessi al controller DDD via GSM. Gestendo il controller è garantita la pressione ottimale grazie alla sua graduale accelerazione e decelerazione.

Rendering impianto di Montodin

 

“Il dispositivo Xylog – racconta Vicari – è stato installato su una sezione terminale della rete idrica di Ripalta Guerina, mentre a Montodine il sistema Control DDD è inserito nel quadro esistente Hydro MPC che comanda quattro pompe CR64-3-1 da 15 kW”.


Dopo circa tre mesi di sperimentazione – afferma con soddisfazione Sergio Vicari – i risultati sono molto incoraggianti. Al fine di garantire la pressione ottimale alle utenze poste sui terminali, la pressione di partenza che precedentemente si era costretti a mantenere a circa 6,0 bar, è stata ridotta in modo automatico dal sistema agli attuali valori medi di circa 4,2 bar, con picchi fino a 5,3 bar. La pressione registrata sul terminale dallo Xylog è rimasta comunque costante attorno ai 3,0 bar, quindi senza alcuna limitazione del servizio per gli utenti.

 

Parallelamente, l’efficienza complessiva dell’impianto è passata da circa 0,4 kWh per metro cubo erogato agli attuali 0,34 kWh per metro cubo.

 

Filtri impianto di potabilizzazione

 

In proiezione annuale, grazie al controller installato è stimato un risparmio di circa 47.000 kWh, pari al – 17%, che tradotto in termini economici comporta un risparmio di circa 7.500 euro.

 

Da una prima valutazione effettuata sulle portate minime notturne si può stimare una riduzione delle perdite reali di circa 25.000 m3/anno che rapportati alle perdite complessive del sistema di distribuzione comportano una riduzione di circa il 30%.

L’obiettivo è di ridurre ulteriormente in futuro la pressione sul terminale a 2,5 bar grazie all’installazione di un secondo Xylog in un’altra zona della rete di distribuzione.

 

Affidabilità anche in condizioni di lavoro difficili. È questo il mantra che ha guidato gli ingegneri di Xylem nella progettazione della nuova serie di pompe da drenaggio Flygt 2800. L’obiettivo è ambizioso: rendere questi prodotti il punto di riferimento nel settore idraulico.

 

La nuova serie di pompe da drenaggio Flygt 2800 rappresentano un’evoluzione delle pompe Flygt Bibo. Alla base della realizzazione vi sono alcune caratteristiche particolarmente interessanti: funzionamento a secco, resistenza all’usura e semplicità di manutenzione.

 

Sul primo aspetto, la capacità, cioè, di lavorare a secco, i progettisti hanno scelto motori in classe H a elevata efficienza, che, a parità di prestazioni, generano meno calore. Il serbatoio presenta un ampio volume d’olio. Inoltre è stata prevista una speciale valvola d’aria che, aprendosi durante la marcia a secco, permette lo smaltimento del calore generatosi.

Per adesso sono 4 i modelli della gamma Flygt 2800 con potenze comprese tra 3,7 e 18 kW

 

La resistenza all’usura di tutte le parti idrauliche è stato un altro elemento affrontato dagli ingegneri Xylem con lo scopo di ridurre la manutenzione.

La soluzione elaborata prende il nome di sistema DuraSpin™: la girante e il coperchio di aspirazione con scanalature funzionano in abbinamento per tenere le particelle abrasive lontano dal collo della girante. Sia la girante sia il coperchio di aspirazione sono realizzati in Hard-Iron™, ghisa al cromo molto resistente all’abrasione. Il diffusore, invece, è rivestito con PolyLife™.

 

Inoltre, il sistema brevettato Spin-Out™ protegge la tenuta esterna espellendo eventuali particelle abrasive.

 

La pompa idraulica Flygt 2800 ha una base larga e una mandata bassa, che aumentano la sua stabilità e riducono il rischio di capovolgimenti. Inoltre è dotata di ammortizzatori in gomma che la proteggono dagli urti e ha un fondo griglia studiato per consentire una facile presa.

 

La maniglia è regolabile in altezza in funzione del mezzo di sollevamento, mentre l’entrata cavo è ben protetta per evitare eventuali danneggiamenti del cavo sommergibile SUBCAB®, ad alta resistenza meccanica, durante la movimentazione della pompa.

 

Molte innovazioni tecniche per la nuova gamma Flygt 2800, come la mandata progettata in modo da potere essere facilmente orientata verso l’alto o verso l’esterno, a seconda delle necessità d’impiego

 

Per semplificare la manutenzione delle pompe Flygt 2800, è stato ridotto al minimo il numero di componenti e si è uniformato il design dei vari modelli, garantendo l’applicazione delle stesse procedure di manutenzione a qualsiasi modello della gamma. In pratica, una volta che si è smontata una pompa della serie, si può operare allo stesso modo su tutte le altre.

 

La regolazione della girante con una sola vite permette di ripristinare le prestazioni idrauliche della pompa. La tenuta Plug-In™, con alloggio in alluminio, facilmente sostituibile, è dotata dell’esclusivo sistema Active Seal™ che garantisce zero infiltrazioni nell’alloggio statore.

 

Altri particolari di rilievo sono il coperchio d’ispezione che permette un facile accesso alla morsettiera, a tenuta stagna, e i tappi d’ispezione, che consentono la verifica del livello olio evitando inutili smontaggi della pompa.

In tema di opere idrauliche la competenza per la direzione lavori è esclusiva degli Ingegneri con esclusione degli Architetti. È questa la conclusione a cui sono arrivati i giudici del T.A.R. Puglia e commentata dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (scarica il testo integrale della circolare del CNI n. 243 del 1° luglio 2013 con anche il testo della sentenza del T.A.R. Puglia).

 

La decisione del tribunale amministrativo pugliese prende le mosse dal ricorso presentato dagli Ingegneri degli Ordini delle Provincie di Brindisi e Lecce contro la decisione degli enti locali di affidare la direzione dei lavori e il coordinamento in materia di sicurezza nella fase esecutiva relative all’ampliamento delle rete idrica comunale ad un architetto  (leggi anche Progettazione reti idriche, spetta all’Ingegnere)..

 

Gli impianti della rete urbana di condotta e distribuzione dell’acqua sono, per i giudici pugliesi “non sono riconducibili all’ambito dell’edilizia civile, ma piuttosto rientrano nell’ingegneria idraulica, dunque oggetto riservato alla professione di Ingegnere“.

 

La sentenza, inoltre, contiene alcune interessanti considerazioni.

 

Dopo aver evidenziato che non sussiste una completa equiparazione delle competenze di architetti ed ingegneri, sottolinea che l’art.51 del r.d. 2537/1925 dedicato alla professione di ingegnere, prevede una competenza di carattere generale, comprendente interventi di vario tipo, riconoscendo in senso lato una abilitazione che racchiudeogni forma di applicazione delle tecniche relative alla fisica, alla rilevazione geometrica ed alle operazioni di estimo”.

 

L’art.52 del regio decreto 2537/1925, relativo agli architetti, delimita invece la loro competenza alle sole “opere di edilizia civile”.

 

Il T.A.R., inoltre, chiarisce come “i principi suddetti – oltre che per la progettazione – non possono non valere anche per la direzione lavori”, dato che le disposizioni del Codice dei contratti pubblici non incidono sul riparto di competenze tra le diverse figure professionali.

 

Rimane, dunque, riservata alla competenza generale degli ingegneri (con conseguente esclusione degli architetti) – prosegue il giudice amministrativo la progettazione di:

1. Costruzioni stradali,

2. Opere igienico-sanitarie,

3. Impianti elettrici,

4. Opere idrauliche,

5. Operazioni di estimo,

6. Estrazione di materiali,

7. Opere industriali.

In cinquant’anni di presenza nel nostro Paese, Flygt, oggi identificata come Xylem Water Solutions, ha modificato il nome del proprio marchio in più di un’occasione, ma la storia di innovazione tecnologica e di collaborazione con i clienti per raggiungere l’eccellenza tecnica e gestionale degli impianti non ha mai conosciuto pause.

 

La prima filiale italiana dell’azienda svedese nasce nel mese di aprile 1963. Ufficialmente il 29 aprile del 1963 debutta Flygt Italia S.p.A., con amministratore delegato svedese – Lars Lundgren – e con sede a Milano.

 

Le prospettive sono subito interessanti soprattutto nel campo delle pompe da cantiere. Sono gli anni in cui l’edilizia viaggia a ritmi elevati e le elettropompe sommergibili, così efficienti per mantenere asciutti gli scavi, semplici da installare e da spostare all’interno del cantiere, riscuotono immediato successo.

 

L’innovazione epocale arriva però con l’estensione del concetto di pompa sommergibile anche alla realizzazione delle stazioni di sollevamento fognario. I vantaggi in termini di riduzione dei costi, semplicità d’installazione e gestione sono talmente evidenti che presto questa soluzione diventa uno standard per questa tipologia di impianti.

 

Nel 1977 un’altra invenzione Flygt che cambierà gli standard del mercato nel settore del trattamento delle acque reflue. Arriva il primo mixer sommergibile. È molto efficiente e permette grandi risparmi energetici, molto silenziosa e robusta, estremamente versatile e può essere installata senza problemi perché non richiedere lo svuotamento delle vasche. Con la sua modularità il concetto di miscelazione sommersa sviluppato da Flygt riesce a soddisfare ogni configurazione applicativa in vasche di qualsiasi forma.

 

Tra il 1989 e il 1990, la questione energetica diventa sempre più importante e Flygt realizza alcuni impianti in Italia con elettroturbine sommerse, una evoluzione della tecnologia delle pompe ad elica in tubo contenitore, in grado di sfruttare piccoli salti idraulici per produrre energia elettrica. Anche in questo caso la soluzione sommersa è quella che meglio si presta nel ripristino di piccole centrali idroelettriche dismesse. Nel 1991 Flygt Italia S.p.A si trasferisce nella nuova sede di Cusago e cambia nome in  ITT Flygt S.p.A.

 

Il marchio Sanitaire entra a far parte del gruppo e si cominciano a costruire i primi impianti di aerazione utilizzando i diffusori a bolle fini che aumentano l’efficienza degli impianti con una notevole riduzione dei consumi di energia elettrica nella fase del trattamento biologico, quello con i maggiori consumi energetici.

 

Nel 1998 Flygt fornisce le pompe per il disinquinamento del Lago di Varese, praticamente ridotto all’anossia completa, con un sistema alimentato ad ossigeno ed eiettori asserviti a pompe Flygt. Nel 1999 nella magnifica Villa d’Este di Tivoli Flygt contribuisce al sistema di risanamento ambientale delle acque del fiume Aniene, che alimenta le fontane e i giochi d’acqua nel parco della villa o l’impianto fognario in pressione tra le piccole e bellissime Isole Borromee sul Lago Maggiore per l’invio delle acque reflue al depuratore che sorge sulla sponda del lago.

 

Nel 2001 Flygt introduce ancora una volta una pompa talmente innovativa da rappresentare negli anni che seguiranno un punto di riferimento per il pompaggio di acque reflue: è la pompa N con una girante inintasabile ad elevato rendimento in grado di pompare senza problemi reflui fognari contenenti solidi di dimensioni rilevanti e soprattutto di pompare senza problemi bottiglie di plastica, lattine, cavi elettrici, stracci e/o contenuti fibrosi che possono provocare il blocco di altri tipi di pompe. 

 

Nel 2008 ITT Flygt diventa ITT Water & Wastewater, altro cambio di nome che risponde alle mutate e più ampie competenze e gamme di prodotti con cui l’azienda ormai opera a livello mondiale. Sono anni in cui le soluzioni tecnologiche sono ormai mature e diversificate, per questo inizia una intensa campagna di convegni tecnici sulle tecnologie ITT Water & Wastewater a Pesaro, Padova, Cagliari, Catania, Firenze, Napoli, Pescara e Roma.

 

I marchi di prodotto si arricchiscono di due nomi importanti, Leopold per i sistemi di filtraggio a gravità e Godwin, produttore di pompe per drenaggio con motore diesel o elettrico dalle caratteristiche di prestazione superiori.

 

Nel 2011 nasce, dallo spin-off del gruppo ITT, la nuova società Xylem Water Solutions e, ancora una volta, cambia il nome per adeguarsi alle rinnovate ambizioni del gruppo che, avendo deciso di dare completa autonomia al settore operativo sull’intero ciclo dell’acqua, si pone a livello mondiale come entità esclusivamente orientata a questo bene sempre più prezioso. Il tema di fondo resta sempre quello di prevenire le necessità in tema di conservazione, depurazione e distribuzione dell’acqua fornendo la migliore tecnologia disponibile agli enti preposti alla gestione e conservazione delle risorse idriche del pianeta. Da queste considerazioni è nata Xylem, unica azienda del settore completamente dedicata alle problematiche inerenti la gestione dell’acqua.

 

Nel 2012, infine, arriva un nuovo caposaldo della tecnologia Flygt: Flygt Experior, non un semplice prodotto ma un sistema per ridurre del 30 % i consumi di energia per il funzionamento delle stazioni di pompaggio delle acque reflue con l’idraulica N adattiva, motori ad alta efficienza e l’innovativo sistema di controllo basato sulla variazione della frequenza con funzioni avanzate chiamato Smart Run.

I miscelatori sommergibili sono una soluzione ad elevata efficienza in tutti quei casi in cui sia necessario mantenere in movimento il contenuto di grandi vasche o sviluppare dei flussi di liquido all’interno di grandi bacini. Flygt ha recentemente ampliato la sua gamma con i nuovi mixer mid size 4530 che permettono significativi  risparmi energetici nella miscelazione.

 

L’idea di sviluppare questa nuova tipologia di mixer nasce dai Flo Maker, mixer Flygt  4410 e 4430  con due grandi pale dalla caratteristica forma a banana che operano a basso numero di giri, con una spinta specifica molto elevata e sono in grado di mantenere in movimento grandi masse di acqua con un bassissimo consumo specifico. Questi mixer Flygt con pale hanno un rendimento idrodinamico elevato grazie alle basse turbolenze che generano, ma hanno il vincolo di potere essere impiegate solo in quei casi in cui la profondità del liquido da miscelare e le dimensioni della vasca siano sufficienti per la loro installazione.

 

Sulla base di queste considerazioni, la ricerca Flygt, ha sviluppato una nuova generazione di mixer che presentano eliche che idrodinamicamente mantengono la grande efficienza delle pale  a banana, ma con configurazioni e diametri che ne permettono l’impiego quando non ci sono spazi sufficienti per  l’installazione dei Flo Maker.

 

I nuovi mixer 4530 hanno un diametro elica di 1.200 mm ed una configurazione tripala, ottimizzata per il migliore rendimento a regimi di rotazione intermedi tra quelli tipici dei mixer Flygt compatti ed i Flo Maker. Tra le loro caratteristiche salienti mantengono il design inintasabile delle eliche, ovvero la capacità di non trattenere eventuali solidi in sospensione che potrebbero portare ad una riduzione dell’efficienza della miscelazione o bloccare l’elica con la necessità di un intervento di manutenzione pe ripristinarne la funzionalità.

 

I risultati in termini di riduzione dei consumi energetici sono estremamente interessanti. Se confrontati  con i mixer compatti, hanno fatto rilevare una riduzione dei consumi fino al 50%.
È interessante notare che il sistema di installazione è su singola barra guida, lo stesso dei mixer compatti che possono essere sostituiti senza richiedere nessuna modifica alle attrezzature di installazione.

 

La gamma di mixer Flygt è ora la più completa e ne fanno parte i mixer compatti con diametri elica fino a 766 mm, caratterizzati da un design compatto e da una elevata spinta di miscelazione. Si tratta di macchine robuste ed affidabili, realizzate in acciaio inossidabile per la migliore resistenza alla corrosione e la maggiore affidabilità di funzionamento. Alcuni modelli sono oggi dotati dei nuovi motori a magneti permanenti LSPM, con consumi energetici ridotti a parità di prestazioni rispetto ai modelli con i classici motori a induzione. Fanno parte della grande famiglia di mixer a giri lenti Flo Maker, con eliche di grande diametro da 1400 a 2500 mm di diametro,

 

Nel caso di vasche o serbatoi con prevalente sviluppo verticale l’impiego dei mixer sommersi non è ottimale. In questi casi Flygt propone una gamma completa di miscelatori ad asse verticale con motore esterno alla vasca chiamata Top Entry, in grado di fornire la soluzione di miscelazione più efficiente.

Spesso la partecipazione ad un convegno viene impedita da impegni inderogabili. Per questo motivo Xylem, da sempre promotrice di interessanti convegni tecnici sull’acqua e le tecnologie che ad essa sono associate, ha da quest’anno esteso con una riproposizione on-line degli interventi ai convegni che organizza.

 

Si possono quindi vedere on-line tutti gli interventi integrali del convegno sul tema Risparmio energetico ed efficienza gestionale degli impianti di sollevamento e trattamento delle acque reflue, svoltosi a Roma lo scorso 31 maggio presso l’auditorium della Tecnica di Confindustria.

 

Organizzatori dell’evento, insieme a Xylem Water Solutions Italia, sono stati l’Ordine degli ingegneri di Roma, l’Associazione Idrotecnica Italiana, il FAST e il Centro Studi di Idraulica Urbana.

 

Il Convegno stato l’occasione per la presentazione ufficiale di Flygt Experior, un’innovazione epocale per la riduzione  dei consumi energetici per le stazioni di pompaggio dei reflui.

 

La consultazione è molto facile perché ogni relazione è stata suddivisa in singoli capitoli, con filmati non più lunghi di 3/4 minuti e con la possibilità di ascoltare e  vedere il relatore e contemporaneamente  la presentazione proiettata sullo schermo.

 

 

 

È stata annunciata da MWH, società multidisciplinare leader nel cosiddetto settore “wet infrastructure”, la pubblicazione della terza edizione del manuale Water Treatment – Principles and Design: 1.920 pagine sulla teoria e la pratica del trattamento delle acque, utilizzato in tutto il mondo negli ambienti professionali ed accademici.

 

Realizzato con il contributo di un centinaio di autori – tutti ingegneri e studiosi  di fama internazionale – Water treatment principles and design fornisce le basi teoriche della moderna ingegneria del trattamento acque, ma anche considerazioni pratiche relative alla progettazione degli impianti e alla distribuzione. Questo testo continua a definire gli standard internazionali della moderna ingegneria del trattamento delle acque e rappresenta uno strumento utile per agli ingegneri idraulici attuali e a quelli futuri.

 

Rispetto alla seconda edizione del 2005 (la prima risale al 1984), il volume si arricchisce con 18 casi studio tratti dall’esperienza di MWH in oltre 500 impianti, una sezione dedicata al vocabolario tecnico in ogni capitolo e contenuti innovativi che approfondiscono i più recenti progressi tecnologici, le ricerche e le attuali sfide connesse alla scarsità delle risorse idriche. Un intero capitolo è dedicato all’ossidazione del materiale organico e inorganico ed è stata inserita una nuova sezione relativa ai prodotti farmaceutici e per la cura della persona nel capitolo sulla Rimozione dei Contaminanti Selezionati.


Water Treatment – Principles and Design è pubblicato da Wiley Publishing e per il mercato italiano è disponibile online.