Sono state apportate importanti modifiche alle regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal Quarto Conto Energia (d.m. 5 maggio 2011). I cambiamenti, apportati al documento dal GSE, si sono resi necessari a seguito di numerose richieste da parte degli operatori del settore.
Rimandando al testo completo e aggiornato delle regole tecniche, si riportano qui di seguito le modifiche principali, come indicate dal Gestore per i servizi energetici.

 

1. La documentazione da presentare ai fini del riconoscimento della maggiorazione della tariffa incentivante del 10% per utilizzo di componenti UE/SEE, inclusi i moduli in silicio cristallino extra UE/SEE facenti uso di silicio cristallino o wafer o celle prodotte in UE/SEE.

 

2. La documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall’art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia).

 

3. Chiarimenti sui fabbricati rurali che è possibile equiparare agli edifici.

 

Più in particolare le parti del documento oggetto di aggiornamento rispetto alla precedente versione sono state le seguenti:
– par. 3.5: integrato  il testo della tabella, relativa alla cumulabilità degli incentivi;

– par. 4.2: aggiornata la documentazione da allegare alla domanda per tenere conto dei contenuti del nuovo paragrafo  4.2.1;

– par. 4.2.1: specificata la documentazione da presentare ai fini del rispetto di quanto previsto dall’art. 67 del D.lgs. n.159/2011 (certificazione antimafia);

– par 4.4.1.1: inserita una precisazione sulla definizione dei  fabbricati rurali;

– par. 4.5.1: integrato il paragrafo relativo alla maggiorazione del 10% della tariffa per componenti UE/SEE.  Le modifiche del testo hanno riguardato   essenzialmente i seguenti punti:
a) informazioni da fornire nell’Attestato di controllo del processo produttivo per l’identificazione dell’origine del prodotto nel caso di  moduli non    assemblati in  EU/SEE e che utilizzano componenti (silicio cristallino, wafer o cella) prodotti in EU/SEE;
b) recepimento della Variante 1 della Guida CEI 82-25 2011, pubblicata agli inizi di novembre, che introduce nuovi requisiti sugli Organismi di certificazione abilitati ad emettere Certificazioni o Attestati.

– par. 4.5.2: precisazioni sul riconoscimento premio per sostituzione eternit;

– allegato A5: inserito il Modello di Dichiarazione di esenzione certificato antimafia, in conformità a quanto specificato al paragrafo 4.2.1

Regole applicative per  il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal d.m. 5 maggio 2011 (Quarto Conto Energia per il fotovoltaico), Revisione 2 – dicembre 2011

Con una nota pubblicata sul proprio portale, il Gestore dei servizi energetici ricorda che l’iscrizione dei grandi impianti fotovoltaici non può essere ceduta a soggetti terzi e che tale divieto è assoluto e inderogabile, secondo quanto stabilito dal Quarto Conto Energia (d.m. 5 maggio 2011, art. 8, comma 8). “Dalla specifica finalità della norma”, continua la nota del GSE, “deriva anche l’incedibilità dell’impianto oggetto d’iscrizione, pena la decadenza della stessa”.
La cessione di grandi impianti fotovoltaici può avvenire solo in due casi specifici. Una volta che l’impianto è entrato in esercizio oppure nel momento in cui i lavori di realizzazione siano terminati e il Gestore di Rete ne abbia verificato con esito positivo l’effettiva conclusione, con ciò determinando la naturale fuoriuscita dal Registro.

Fonte GSE

Coloro che intendono accedere agli incentivi per l’installazione di impianti fotovoltaici, secondo quanto stabilito dal Quarto Conto Energia sono obbligati a presentare certificato antimafia rilasciato dalla Prefettura o dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, della provincia in cui i soggetti richiedenti hanno la loro sede (d.lgs. 159/2011, art. 67).

 

Il Gestore dei servizi energetici ha diffuso recentemente una nota nella quale si precisa che i certificati antimafia, in corso di validità ed entro sei mesi dal loro rilascio, devono essere inviati al GSE.

 

Il certificato antimafia o la dichiarazione di esenzione deve essere trasmessa utilizzando il sistema informatico del GSE, caricando il pdf del documento nello spazio ad esso riservato all’interno del modulo dedicato.

 

Esenzioni
Sono esenti dall’obbligo di presentazione del certificato antimafia:
a) i soggetti pubblici ossia una pubblica amministrazione, un ente pubblico, un ente e un’azienda vigilata dallo Stato o da altro ente pubblico, una società o impresa comunque controllata dallo Stato o da altro ente pubblico nonché un concessionario di opera pubblica;

 

b) i soggetti, anche privati, i cui organi rappresentativi e quelli aventi funzioni di amministrazione e di controllo sono sottoposti, per disposizione di legge o di regolamento, alla verifica di particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto di cui al citato articolo 67;

 

c) i soggetti che esercitano attività agricola o professionale, non organizzata in forma di impresa ovvero esercitano attività artigiana in forma di impresa individuale e attività di lavoro autonomo anche intellettuale in forma individuale;

 

d) i soggetti destinatari di incentivi il cui valore complessivo, inclusi eventuali incentivi riferiti ad altri impianti, non supera 150.000 euro.

 

Anche per i soggetti che rientrano nei casi di esenzione dall’obbligo della presentazione della certificazione antimafia devono compilare il modello allegato di dichiarazione ai sensi del d.P.R.  445/2000. Per agevolare i richiedenti, sul sito del GSE è stato inserito un modello di dichiarazione di esenzione dall’obbligo.

 

La mancata presentazione della certificazione antimafia o della dichiarazione di esenzione dall’obbligo comporta la non ammissione agli incentivi.

 

Fonte GSE
Foto di apertura per gentile concessione JCB

Il Gestore dei servizi energetici ha fatto sapere di avere aperto, in attuazione di quanto previsto dal Quarto Conto Energia, un nuovo periodo di iscrizione al Registro informatico per i “grandi impianti fotovoltaici”, riferito al primo semestre dell’anno 2012. La nuova finestra sarà attiva fino al prossimo 30 novembre 2011.

 

A causa delle contestazioni ricevute durante la prima fase, il GSE ha sottolineato l’importanza del corretto caricamento dei dati e dei documenti necessari, poiché l’assenza anche di uno solo dei documenti e/o dei requisiti previsti dal d.m. 5 maggio 2011 nonché dalle Regole Tecniche per l’iscrizione pubblicate dal GSE, comporta l’esclusione dell’impianto dalla graduatoria.

 

Per scongiurare questo rischio, il Gestore ha segnalato le casue più frequenti di esclusione dalla graduatoria, rilevate nel primo periodo di apertura del Registro Grandi Impianti (leggi anche Quarto Conto Energia, tutte le domande e tutte le risposte):
1. assenza di fotocopia non autenticata del documento di identità, in corso di validità, del sottoscrittore della dichiarazione, resa ai sensi del d.P.R. 445/00;

2. assenza del titolo autorizzativo/abilitativo, valido, efficace e regolarmente conseguito (non sono ammissibili, in sostituzione, mere istanze volte ad ottenerne il rilascio, verbali di conferenze di servizi, anche se di esito positivo, titoli la cui efficacia sia sospesa o sia oggetto di impugnazione);

3. assenza della dichiarazione del Comune attestante l’idoneità alla realizzazione dell’impianto della DIA, della PAS o della Comunicazione relativa alle attività in edilizia libera (non sono ammissibili, in sostituzione, richieste o diffide dirette ad ottenere dall’Amministrazione il rilascio dell’attestazione).

 

Fonte GSE

Nella corsa all’installazione di campi fotovoltaici non si può non pensare a quando i pannelli, esaurita la loro potenzialità, dovranno essere ritirati e quindi … Smaltiti? Riciclati?
I moduli fotovoltaici hanno una vita media stimata compresa tra i 50 e i 100 anni circa, tuttavia dopo i primi 20-25 anni il funzionamento dei pannelli e delle celle cala in termini di resa, in modo piuttosto repentino. Inoltre le garanzie dei costruttori di solito si limitano ai primi 20 anni di utilizzo. Per capire come andare a smaltire un pannello bisogna sapere da quali elementi questo è costituito.

 

Vediamo nel seguito i suoi componenti e le loro modalità di smaltimento:
1. silicio, componente principale dei pannelli: è praticamente “sabbia” e il suo smaltimento non è diverso da quello delle schede dei computer o dei circuiti stampati. Il silicio non è tossico;
2. rivestimento con lastra di vetro temperato: si recupera come il cristallo;
3. rifinitura con profili metallici: si recuperano come tutti i metalli;
4. strato di EVA (Etil Vinil Acetato): si smaltisce come si fa con le tovaglie impermeabili;
5. cavi e junction box: utilizzabili in edilizia.

 

Per i pannelli contenenti il telloruro di cadmio (materiale tossico ) le cose sono un po’ diverse, ma il trend delle principali case produttrici di pannelli fotovoltaici è l’abbandono di questo tipo di prodotto a favore del silicio.

 

Come si può vedere i componenti dei pannelli sono perfettamente trattabili a conclusione della loro vita operativa. È importante pertanto quanto accaduto in questi giorni, ovvero, l’accordo tra COBAT (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo) e Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane), che sancisce la nascita della prima filiera italiana per la raccolta, il riciclo e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici.

 

L’importanza di questa filiera si capisce analizzando i seguenti numeri: ad oggi ci sono 50 milioni di moduli presenti sul territorio nazionale, ovvero 281.392 impianti fotovoltaici, che coprono un’area di 75 chilometri quadrati, producendo una potenza complessiva di 11 mila MW. Tuttavia solo il 25% dei moduli è prodotto in Italia, il restante 75% è di importazione, rendendo difficile tracciare i materiali presenti al loro interno.

 

Grazie a questa filiera produttori, distributori e importatori operanti sul territorio italiano, saranno in grado di garantire ai propri clienti il ritiro ed il successivo riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita, requisito necessario per beneficiare delle tariffe incentivanti previste dal Conto Energia.

 

La banca dati che verrà istituita da COBAT a scopo consultativo sarà accessibile anche alle autorità competenti, quali il GSE. L’idea è poi quella di creare una mappa georeferenziata dei campi fotovoltaici sul nostro territorio.

 

Attualmente in Italia di un pannello siamo in grado di trattare, smaltire e riciclare le parti metalliche e di vetro. La cella vera e propria deve essere inviata all’estero invece. Ma la proposta di creare un impianto pilota di trattamento in Italia e poi poterne aprire altri su scala reale c’è già.
Come si può vedere, pertanto, i primi passi verso la giusta direzione ecosostenibile sono stati mossi.

 

Basta ora non arrestarsi al primo intoppo, come spesso accade!

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:
www.ipannellifotovoltaici.com
www.nextville.it

Il premio riconosciuto dal GSE di 5 cent €/kWh per l’installazione di impianti fotovoltaici in sostituzione delle coperture in amianto, previsto dall’art. 14, comma 1, lett. c) del Quarto Conto Energia (d.m. 5 maggio 2011) sarà riconosciuto anche a chi ha avviato l’intervento prima della data di entrata in vigore del decreto (13 maggio 2011).

 

A renderlo noto è il Gestore dei servizi energetici che, a parziale modifica di quanto indicato nelle regole applicative, ha voluto così rispondere alle istanze di coloro che avevano iniziato la sostituzione dell’eternit sulle coperture con pannelli fotovoltaici prima dell’entrata in vigore del Quarto Conto Energia.

 

Per tener conto dell’avvicendamento normativo, intervenuto tra il d.m. 6 agosto 2010 (terzo conto energia) e il d.m. 5 maggio 2011 (quarto conto energia)”, scrive in una nota sul proprio sito il Gestore dei servizi energetici, “assolutamente non prevedibile ai fini della programmazione degli interventi da parte degli operatori, il GSE informa che la maggiorazione sarà applicata anche agli interventi avviati tra il 25 agosto 2010, data di entrata in vigore del d.m. 6 agosto 2010 e il 13 maggio 2011, purché gli impianti fotovoltaici, installati in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto, entrino in esercizio entro e non oltre il 30 giugno 2012”.

Quali impianti possono accedere al Quarto Conto Energia? Esiste un limite di potenza incentivabile? E ancora, parlando di Grandi Impianti è possibile conoscere i motivi per i quali l’impianto non è presente nella graduatoria degli impianti iscritti al Registro che rientrano nei limiti di costo stabiliti dal d.m. 5 maggio 2011 (elenco A)?

 

Queste sono solo un piccolissimo esempio delle FAQ (Frequently Asked Questions) sul Quarto Conto Energia che il Gestore dei servizi energetici ha pubblicato recentemente sul proprio sito, per rispondere ai dubbi più frequenti degli operatori del settore fotovoltaico.

 

Le oltre 140 FAQ sono organizzate per macro argomenti: IV Conto Energia, Registro Grandi Impianti, Modalità di accesso alla convenzione, Premio per gli impianti abbinati all’uso efficiente dell’energia, ecc.

 

Quarto Conto Energia: tutte le FAQ a cura del GSE

Il GSE non ha mai approvato in via ufficiale progetti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. È categorico il comunicato emesso ieri dal Gestore dei servizi energetici a proposito del riconoscimento di impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. Inoltre, si legge sempre nel comunicato, il GSE non ha mai qualificato alcuna soluzione disponibile sul mercato.

Il chiarimento arriva a seguito della pubblicazione da parte di alcune aziende e operatori del settore di dichiarazioni secondo le quali il GSE avrebbe approvato ufficialmente alcune soluzioni di progetti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative.

Nei prossimi mesi il GSE”, prosegue il comunicato, “prendendo a riferimento gli esiti dei progetti già valutati nell’ambito del terzo e quarto Conto Energia, pubblicherà sul proprio sito un catalogo delle soluzioni commerciali utilizzate per impianti che hanno ottenuto la tariffa del titolo III”.

Il Gestore dei servizi energetici ribadisce quindi che ogni singola realizzazione sarà valutata al momento della richiesta di accesso agli incentivi. Inoltre l’utilizzo di moduli/componenti già impiegati in soluzioni precedentemente approvate non garantirà automaticamente l’accesso agli incentivi del titolo III, in quanto l’esito della valutazione dipende anche dalle modalità di installazione.

Fonte GSE

Il Gestore dei servizi energetici ha pubblicato e diffuso il Rapporto Incentivazione degli impianti fotovoltaici, che riferisce le principali attività svolte dal GSE sia per l’anno solare 2010 che per l’intero programma d’incentivazione. In particolareil rapporto illustra, in forma separata e aggregata, i principali risultati ottenuti nell’anno, riguardanti il primo ed il secondo Conto Energia.

Le attività riportate nel documento comprendono l’esame delle richieste di riconoscimento della tariffa incentivante e dell’eventuale premio abbinato all’uso efficiente dell’energia, introdotto dal secondo Conto Energia, la valutazione della documentazione relativa agli adempimenti a carico dei soggetti responsabili ammessi all’incentivazione per il primo Conto Energia; il rapporto descrive, inoltre, la gestione commerciale e amministrativa di tutti gli impianti ammessi all’incentivazione, le verifiche ispettive svolte sugli impianti e le iniziative finalizzate a diffondere le informazioni utili sul Conto Energia e le conoscenze sulla tecnologia fotovoltaica presso gli operatori ed i soggetti interessati.

Il rapporto fornisce, per ciascuna Regione e Provincia autonoma e per ciascuna tipologia di impianto e di ubicazione, la potenza annualmente entrata in esercizio, la relativa produzione energetica, i valori delle tariffe incentivanti erogate, l’entità cumulata delle tariffe incentivanti erogate in ciascuno degli anni precedenti e ogni altro dato ritenuto utile.

Incentivazione degli impianti fotovoltaici – Relazione delle Attività 2010

Nucleare stop. E adesso? Quale sarà il futuro energetico del nostro Paese e, soprattutto, come si porranno le forze di Governo e opposizione nei confronti delle Fonti Rinnovabili, che stanno per conoscere un vero e proprio “rinascimento” a seguito dell’esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011? Come riportato da più fonti autorevoli, ora si pone il problema di ridefinire il Piano Energetico nazionale che ha “perduto” un attore: il Nucleare, appunto. Pare così tramontata l’ipotesi di avere entro l’anno il documento che fornisca un equilibrio coerente e a lungo termine ai sussidi per le rinnovabili, al potenziamento delle infrastrutture energetiche, alla promozione della ricerca di settore, alla creazione di un vero mercato dei prodotti e dei servizi energetici.

Per parlare di tutto questo e di molto altro abbiamo incontrato l’ing. Alessandro Caffarelli, vice presidente di Intellienergia srl, Spin-off dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e autore del best seller Sistemi solari fotovoltaici: progettazione e valutazione economica in Conto Energia per la casa editrice Maggioli (in fase di aggiornamento).

Ingegneri. Con il risultato del referendum l’Italia ha detto no, per la seconda volta, allo sfruttamento dell’atomo entro i confini nazionali. Adesso è arrivato il momento delle fonti di energia rinnovabile di dire la propria. Come deve presentarsi l’intero settore per giocare un ruolo da protagonista nella definizione della nuova politica energetica nazionale?
Alessandro Caffarelli. Unito e compatto. Allo stato attuale le imprese che operano nelle rinnovabili tutte sono rappresentate da troppe associazioni. Personalmente auspico, nello specifico per il settore fotovoltaico, un’unica grande associazione, che possa tutelare i nostri interessi in modo ancor più rilevante. GIFI, Assosolare, APER, Assoenergiefuture, e mi scuso se dimentico qualcuno, devono essere ringraziate per tutto quello che hanno fatto in questi anni, ma ora è il momento di cambiare marcia, guardare oltre, unirsi. E il motivo è semplice: la produttoria di n-efficienze è inferiore ad una singola efficienza.

Ingegneri. Chiarissimo. Ora dunque l’appuntamento è per la conferenza nazionale sull’energia, annunciata dal Ministro dello sviluppo economico Paolo Romani …
AC. Si tratta di un appuntamento fondamentale. Ma il Ministro si è semplicemente limitato ad annunciarla “dopo l’estate”. Ma che significa?

Ingegneri. Ce lo dica lei.
AC. In questo settore il tempo ha un significato cruciale. Dopo l’estate significa tutto e nulla: potrebbe essere in autunno o, addirittura il prossimo inverno. Non abbiamo bisogno di dichiarazioni generiche, ma di date certe. In un campo strategico per lo sviluppo economico di qualsiasi paese come è quello dell’energia, le dichiarazioni di intenti vanno bene se sono seguite da fatti concreti.

Ingegneri. Insomma, prima si fa, meglio è. Ma cosa si aspetta da questa conferenza?
AC. Mi auguro che nel contesto della conferenza nazionale sull’energia, le associazioni di categoria vengano ascoltate dal Ministro Romani e non si debba più assistere a situazioni al limite del surreale, come quelle vissute al primo tavolo dei lavori sul Quarto Conto Energia, nel marzo scorso.

Ingegneri. Situazioni surreali? Ci spieghi meglio
AC. Le pare possibile che durante la prima riunione del 18 marzo scorso il Ministro Romani si sia dimenticato di invitare l’Associazione nazionale dell’industria solare fotovoltaica e il suo presidente, Gianni Chianetta? Fortunatamente, il rappresentante di Assosolare è comunque riuscito a partecipare e ho potuto ascoltare le scuse imbarazzate di Romani a Chianetta per il “disguido”. Ero presente alla riunione e, mi creda, è stato davvero una situazione spiacevole. Ma c’è dell’altro.

Ingegneri. Prego.
AC. Il Ministro Romani chiuse quella riunione ricordando a tutti noi presenti, accorsi per difendere e sostenere lo sviluppo di tutte le rinnovabili, che per l’Italia sarebbe stato indispensabile il ritorno al nucleare. Fortuna vuole che in una splendida e assolata domenica di giugno, gli italiani abbiano bocciato l’idea del rinascimento nucleare. E non aggiungo altre cose che vidi ed ascoltai quel giorno, perché ora bisogna guardare avanti.

Ingegneri. E allora guardiamo avanti: 23.000 MW come potenza incentivabile, invece dei precedenti 8.000 MW. Un bell’obiettivo?
AC. Non abbastanza. Occorre lavorare all’innalzamento di questo obiettivo che si sta sempre più configurando come un limite. La nostra industria comincia a diventare “pesante”, e l’insieme delle PMI che operano nel fotovoltaico sono una risorsa che deve essere tutelata, come dovranno essere tutelati gli interessi dei produttori di energia da IAFR onesti. Mi auguro che si tenga presente di tutto questo per un eventuale aggiornamento degli obiettivi e quando il legislatore sarà chiamato a elaborare alcuni decreti attuativi del decreto legislativo 3 marzo 2011, per le altre fonti di energia rinnovabili.

Ingegneri. Cosa ne pensa del registro per l’iscrizione dei “Grandi impianti”?
AC. Un’idea della presidente di Confindustria, uscita sempre al tavolo tecnico del 18 marzo scorso. Personalmente lo ritengo un limite allo sviluppo. Questo meccanismo sta già creando parecchie difficoltà e, nei prossimi mesi, potrebbe determinare il collasso di alcune sezioni del GSE. Sicuramente, di questo, la Marcegaglia ancora non sarà stata informata.

Ingegneri. Con il Nucleare out, si prospetta uno sviluppo ulteriore delle Rinnovabili. Può chiudere con un’ultima considerazione?
AC. Sarebbe da irresponsabili, ora, dare luogo a uno scontro interno sulle fonti energetiche rinnovabili. Ad esempio, non mi piace leggere che il termico sviluppa più posti di lavoro del fotovoltaico o che il fotovoltaico consuma meno territorio di impianti a biogas. Per riprendere quanto ho detto all’inizio, questo è il momento di restare uniti, non di dividersi.

A cura di Mauro Ferrarini