Il Consiglio nazionale degli ingegneri ha indetto un concorso per l’assegnazione di 9 borse di studio della durata di due mesi in varie università del Nord America (Batavia e Chicago in Illinois, Houston in Texas, San Francisco e Los Angeles in California, ecc.), riservate a giovani ingegneri (nati dopo il 1° gennaio 1979) iscritti all’albo.

I requisiti per partecipare al bando, oltre all’età e all’iscrizione all’albo della provincia di appartenenza, sono la conoscenza a ottimo livello della lingua inglese e un profilo specifico richiesto dalla singola università.

Il concorso è stato promosso in collaborazione con l’Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF) e seguirà le medesime modalità di quello indetto l’anno scorso.

L’obiettivo di queste borse di studio è di mettere in contatto e di facilitare l’interazione tra gli ingegneri italiani e il mondo della ricerca, dell’industria e delle professioni del continente nord americano.

Le date di svolgimento delle borse di studio saranno concordate tra il borsista e il centro di destinazione dopo la selezione, ma dovranno obbligatoriamente avere inizio entro il 31 dicembre 2014.

Per partecipare alla selezione gli ingegneri dovranno compilare la domanda online, secondo uno specifico formulario, allegato al bando che si trova in allegato in fondo all’articolo. Le domande inviate per email o via posta ordinaria non saranno accettate.

I tutor di destinazione esamineranno le domande e decideranno a loro insindacabile giudizio la rosa dei finalisti. Nel bando viene specificato che i tutor avranno la facoltà di contattare via Skype o telefono gli ingegneri selezionati per un’intervista di approfondimento.

La lista completa dei centri di destinazione che offrono le nove borse di studio è consultabile sul sito della fondazione ISSNAF, ma è elencata anche nell’allegato in fondo all’articolo.

Le domande vanno presentate entro e non oltre l’8 luglio 2014 e i nomi dei vincitori saranno resi noti entro il 25 luglio 2014.

Per tutte le informazioni, si invita a consultare il bando completo allegato alla circolare del CNI  del 12 giugno scorso.

Formare ingegneri e architetti nella progettazione, nella diagnosi e nella gestione della riqualificazione energetica degli edifici. È questo il principale obiettivo della nuova edizione del Master CasaClima, presentato ieri a Bolzano, rivolto ai laureati magistrali di ingegneria e architettura.

 

Il Master La Prestazione Energetica degli Edifici. Progettazione, Ottimizzazione e Utilizzo – CasaClima organizzato dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano si avvale della collaborazione dell’Agenzia CasaClima è avrà una durata annuale.

 

Le preiscrizioni al nuovo Master CasaClima saranno aperte fino al 19 agosto mentre l’avvio dei corsi è previsto per il 29 settembre prossimo.

 

I partecipanti al Master focalizzeranno la propria attività formativa attorno alla CasaClima sotto tutti i punti di vista: dalla prestazione energetica all’acustica, fino alla qualità dell’aria.

 

Durante il Master, gli ingegneri e gli architetti dovranno prendere coscienza dalla necessità di garantire, in ogni progetto, un’interazione ottimale tra edifici, tecnica degli impianti e utilizzatori: insomma, una progettazione integrata che tenga in debito conto l’intero ciclo di vita dell’edificio.

 

Si parlerà sia di edifici di nuova costruzione che di interventi di ristrutturazione; elemento, questo, che diventa sempre più critico e strategico, come ha ben rilevato l’arch. Marco Casavecchia in un recente intervento sul quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it.


Ma quali saranno le novità specifiche della nuova edizione del Master CasaClima?

 

A questa domanda risponde il coordinatore del Master, il prof. Andrea Gasparella, che sottolinea come “il nuovo corso intende proporre una particolare attenzione agli aspetti relativi alla ottimizzazione della progettazione, della ristrutturazione e della gestione degli edifici, considerandone le prestazioni non solamente in termini energetici, ma anche di comfort e di sostenibilità economica ed ambientale”.

Formazione e-Learning, c’è da fidarsi? La formazione a distanza sta prendendo piede nel nostro Paese: si tratta infatti di un modello formativo che offre grandi potenzialità, consentendo il contenimento dei costi e la possibilità di personalizzare la propria formazione.

 

Sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, la modalità di formazione in e-Learning è stata recentemente valorizzata, non solo dal legislatore, ma anche dal riconoscimento di enti locali e pubblici e dalle prime ricerche sull’efficacia della formazione erogata.

 

Purtroppo non ci sono solo luci. Sul web, infatti, si rischia anche di imbattersi in prodotti formativi non sempre rispettosi delle precise condizioni poste dalla normativa o qualitativamente carenti.

 

Per conoscere meglio questa tipologia di formazione, per evidenziarne pregi e difetti, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha deciso di produrre e diffondere alcuni questionari elaborati all’interno di un Tavolo di Lavoro dedicato all’e-Learning per la sicurezza sul lavoro, coordinato da AiFOS e composto da SIe-L (Società Italiana e-Learning), Ministero del Lavoro e Istituto nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).

 

Questi questionari – come ricordato da Francesco Naviglio, segretario generale di AiFOS e coordinatore del Tavolo di Lavoro – sono la continuazione di una lunga attività di ricerca dell’Associazione volta ad approfondire la conoscenza e migliorare l’efficacia della formazione alla sicurezza in Italia.

 

Una ricerca iniziata nel 2009 tra i lavoratori, che nel 78% del campione rilevava di non avere ancora ricevuto una vera formazione. Continuata nel 2010 per raccogliere le problematiche della figura del formatore alla sicurezza e nel 2011 per poter conoscere opinioni, esigenze e carenze dei datori di lavoro italiani.

 

Negli ultimi due anni, infine, è stata portata avanti, una ricerca sui medici competenti, che ha rilevato le difficoltà nel collaborare alla stesura della valutazione dei rischi e nel partecipare ai momenti formativi, e una ricerca sui coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e i coordinatori per la sicurezza in fase di esecuzione, le principali figure che concorrono nel mondo edile alla sicurezza dei cantieri.

 

La ricerca attuale si sviluppa in particolare attraverso due questionari nati con l’obiettivo di ottenere dati statisticamente rilevanti ed accurati sulla formazione e-Learning:

– un questionario è rivolto a coloro che hanno fruito di un corso in e-Learning negli ultimi tre anni;

– un questionario è rivolto a coloro che, pur non avendo alcuna esperienza di formazione e-Learning, vogliono esprimere la propria opinione e percezione su questa delicata tematica inerente il settore della formazione alla sicurezza.

 

I dati raccolti tramite il sondaggio verranno poi elaborati, analizzati e commentati nel Rapporto AiFOS 2014 diventando spunto di riflessione per esperti del settore e rappresentanti delle parti sociali. La ricerca sarà inoltre pubblicata nei Quaderni della sicurezza AiFOS e presentata nel corso di un convegno a Roma il prossimo 3 dicembre 2014.

 

I due questionari, composti da 21/44 domande, permetteranno, non solo di raccogliere il giudizio di chi parteciperà al sondaggio, ma anche di mettere in confronto i vari modelli in uso per la formazione. Ad esempio la formazione in aula con lezioni frontali, con simulazioni di casi aziendali, in modalità e-Learning, in modalità blended (aula e online),  ecc.

 

È possibile compilare i questionari collegandosi al seguente link sul sito di AiFOS.

Novità sul tema dell’aggiornamento delle competenze professionali degli Ingegneri. Il CNI ha infatti trasmesso la seconda parte delle linee di indirizzo nelle quali si definiscono le modalità di erogazione della FAD.

 

A differenza di quanto avviene per altri ordini professionali, gli Ingegneri non pongono alcun limite al riconoscimento della formazione svolta con questo tipo di modalità. Come a dire che, se vengono rispettate le modalità di erogazione della formazione a distanza in base alle indicazioni del CNI, i professionisti possono soddisfare il fabbisogno di CFP interamente con la modalità online.

 

Ricordiamo che la FAD consiste nell’insieme di quelle attività formative la cui fruizione, tramite l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e di altri strumenti, può avvenire indipendentemente dal luogo e dal momento della loro concreta produzione.

 

Nelle linee guida degli Ingegneri viene specificato che tutte le attività di formazione a distanza devono prevedere la presenza di un tutor o di un mentor, che possano interagire con gli utenti in tempo reale (se la FAD è sincrona, cioè quando insegnante e discenti interagiscono contemporaneamente) o entro un tempo breve in caso di FAD asincrona (tale intervallo di tempo tra la domanda del discente e la risposta del docente deve essere stabilita nella proposta di attivazione del corso).


Alle attività di FAD vengono assegnati CFP secondo l’equivalenza (1 ora = 1 CFP), ma vanno escluse tutte le parti non strettamente didattiche, le fasi di presentazione del corso e le verifiche di apprendimento.

 

Le linee di indirizzo degli Ingegneri, infine, stabiliscono 10 requisiti che le attività di formazione a distanza devono possedere in aggiunta a quelli richiesti da equivalenti attività di tipo frontale.

 

Rimandiamo i lettori al testo integrale delle linee di indirizzo sulla formazione a distanza, rilasciate questa settimana del Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Il prossimo 13 giugno a Modena, presso l’Istituto Storico di Modena in via Ciro Menotti 137, si terrà un seminario tecnico rivolto a Ingegneri, Architetti e Geometri dedicato alla revisione del catasto fabbricati e al ruolo di professionisti e Comuni nel nuovo sistema estimativo catastale.

 

A condurre i lavori saranno due autori di prestigio e di grande esperienza. Il prof. Antonio De Santis, docente e consulente in tecniche economico-estimative e catastali, e l’ing. Antonio Iovine, consulente in materia di catasto ed estimo e autore del recentissimo volume La riforma del catasto fabbricati edito da Maggioli Editore.

 

Il convegno è stato accreditato dall’Ordine degli Ingegneri e da quello degli Architetti della Provincia di Modena. La partecipazione all’incontro darà diritto al riconoscimento di 3 CFP. Tra i materiali didattici consegnati ai tecnici partecipanti, e compreso nella quota di iscrizione, anche una copia del volume dell’ing. Iovine sopra citato.

 

Tra gli aspetti che saranno analizzati nel corso del seminario, si segnala l’analisi dettagliata del nuovo sistema estimativo del catasto fabbricati: i vari modelli di stima, le unità ordinarie e le unità speciali.

 

Saranno prese in esame anche degli esempi di funzioni statistico-matematiche (determinazione dell’algoritmo di stima per un segmento immobiliare residenziale).

 

Il prof. De Santis illustrerà anche il ruolo dei Comuni e dei professionisti nella formazione e gestione del nuovo sistema informativo e il tema della integrazione delle Banche Dati catastali e comunali.

 

Per tutte le informazioni e per leggere il programma completo, si rimandano i lettori sulla pagina del sito dei Convegni Maggioli Editore.

Si intitola Dissesti statici negli edifici causati dal terreno; analisi e progettazione degli interventi di sottofondazione, consolidamento e opere di sostegno secondo le NTC 2008. Si tratta del seminario che si terrà il prossimo 6 giugno a Modena, presso la Sala conferenze Giacomo Ulivi Istituto Storico Modena – Viale Ciro Menotti 137.


Nove i punti qualificanti del programma del seminario tecnico della durata di un’intera giornata. Vediamoli insieme:

1. Tipologie di dissesti statici fondazionali negli edifici

2. Rilievi materici e fessurativi dei dissesti e analisi dei fenomeni

3. Terapie di intervento fondazionale, tipologie e dimensionamento secondo le NTC 2008

4. Controlli e monitoraggio

5. Tipologie di dissesti statici negli edifici per movimenti gravitativi

6. Caratterizzazione geotecnica e statica dei fenomeni di dissesto

7. Terapie di intervento di consolidamento e sostegno, tipologie e dimensionamento secondo le NTC 2008

8. Controlli e Monitoraggio

9. Risposte a domande dei partecipanti

 

Il corso è strutturato in modo da permettere di acquisire la corretta padronanza della problematica analizzata così si possa, relativamente agli argomenti trattati, sapere, saper fare e fare sapere.

 

L’ambizioso obiettivo viene raggiunto grazie alla particolare struttura del corso:

a) individuazione, descrizione ed analisi dei fenomeni di dissesto fondazionale e gravitativo per causa geotecnica

b) determinazione degli interventi di riparazione e consolidamento delle fondazioni e delle opere di sostegno anche nei confronti di azioni sismiche

c) monitoraggi e controlli post-opera degli interventi

 

Nella quota di partecipazione è compresa la consegna di una copia del volume Progettazione e relazione geotecnica dell’ing. Pierluigi Froldi, relatore del corso.

 

Clicca sul link seguente per tutte le informazioni e per iscriversi al corso.

Oltre all’Italia, sono la Siria e Malta i Paesi dell’area mediterranea in cui vige l’obbligo della stipula di un’assicurazione RC professionale. Il dato, tra i molti emersi, proviene dalla ricerca sulla professione dell’Ingegnere nei Paesi del Mare Nostrum.

 

La ricerca è stata illustrata dal presidente del centro Studi del CNI, Luigi Ronsivalle, in occasione della prima Conferenza degli Ingegneri del Mediterraneo tenuta a Lecce.

 

La ricerca è il primo tentativo di sistematizzare e schematizzare le conoscenze sui principali aspetti che regolano la professione di ingegnere. Costituisce, inoltre, il passo iniziale del percorso di costruzione di un’area di scambio e riconoscimento delle qualifiche che potrà affiancarsi e integrarsi a quella già esistente all’interno dell’Ue a seguito della direttiva 36/2005.

 

Insomma, parrebbe che esistano tutte le condizioni di base per armonizzare i diversi modelli di regolazione della professione, dando così avvio alla creazione di un’area di libero scambio per circa 4 milioni di ingegneri.

 

La ricerca è stata condotta in 21 Paesi (Albania, Algeria, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Grecia, Israele, Italia, Libano, Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Palestina, Portogallo, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia). Per leggere tutta la ricerca Formazione e ordinamenti professionali  dell’ingegneria nel Mediterraneo – Libera  circolazione degli ingegneri è possibile scaricare il PDF dal sito del Centro Studi CNI.

 

Tornando alle questioni più attinenti alla pratica professionale, oltre all’obbligo dell’assicurazione RC professionale, la ricerca ha analizzato anche il tema della formazione continua.

 

Anche in questo caso l’obbligo riguarda pochi Paesi, tra i quali si possono annoverare Italia e Croazia. Inoltre, in quasi tutti iPaesi esaminati, pur non vigendo l’obbligo formativo, spesso l’aggiornamento professionale viene fatto dagli Ordini o dalle Associazioni di Ingegneri.


Il sistema degli Ordini è egemone

“Un dato interessante – ha notato Luigi Ronsivalle, presidente del Centro Studi del CNI, illustrando la ricerca – è che nella maggior parte dei paesi del Mediterraneo la professione di ingegnere è regolamentata, generalmente da un sistema ordinistico”.

 

“Questo contraddice la tendenza, registrata negli ultimi anni in Italia, a liberalizzare al massimo le professioni, addirittura sopprimendo gli ordini. Evidentemente, ancora si pensa che senza regole tutto rischia di diventare più complesso. Altro aspetto importante è che le professioni in Italia si sono dotate, a differenza di quasi tutti gli altri paesi, di un significativo sistema di garanzie, ad esempio in relazione all’assicurazione professionale e alla formazione. Questo fa sì che il nostro Paese, su questo terreno, abbia tutti i numeri per svolgere un ruolo centrale, diventando un riferimento per tutti gli altri paesi del Mediterraneo”, ha concluso Ronsivalle.

L’Addetto alla manutenzione ordinaria degli impianti di climatizzazione e il Responsabile dell’Igiene rappresentano oggi due figure professionali indispensabili nel settore, previste dalle Linee Guida del Ministero della Salute per la definizione dei protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione (Accordo Stato-Regioni Provv. 5 ottobre 2006 – G.U. 3 novembre 2006), riprese poi dalla Procedura operativa per la valutazione e gestione dei rischi correlati all’igiene degli impianti di trattamento aria, realizzata dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

Una formazione articolata e approfondita in questo ambito costituisce dunque un  requisito essenziale per i professionisti già attivi e può aprire interessanti scenari  sul mercato a chi si affaccia alla professione. Un’opportunità ancora più interessante se la frequenza dei corsi si conclude con la certificazione delle competenze professionali rilasciata da un organismo accreditato.

 

È quanto propone AiCARR Formazione con il Percorso Specialistico Igiene, ispezione e manutenzione degli impianti di climatizzazione, che prevede un programma ampio e articolato, con un corso di 5 giornate per la Formazione di figure di Categoria B (formazione per operazioni semplici), seguito da un ulteriore corso di tre giornate per la formazione di figure di Categoria A (Responsabili dell’igiene), che possono contare dunque su ben 56 ore in aula.

 

“Il nostro Percorso Specialistico – illustra Mariapia Colella, Direttore di AiCARR Formazione Srl – offre ai tecnici addetti alla manutenzione degli impianti di climatizzazione e al personale di ASL e di altre istituzioni con compiti di vigilanza e controllo una preparazione completa e coerente con quanto previsto dalle Linee Guida del Ministero della Salute.  Questa proposta didattica, la prima nata in Italia, è frutto non solo della nostra ultraventennale esperienza nell’ambito della formazione tecnica ma anche del lavoro sul campo di AiCARR, che ha collaborato alla stesura delle Linee Guida del Ministero della Salute”.

 

Dal 22 maggio prende il via a Milano l’edizione 2014, con una importante novità: grazie all’accordo stipulato fra AiCARR Formazione e ICMQ, autorevole organismo accreditato per la certificazione delle competenze professionali,  i partecipanti al corso che supereranno la prova di valutazione finale potranno ottenere, accanto all’attestato di frequenza e profitto, la certificazione rilasciata da ICMQ, offrendo ulteriore valore aggiunto al proprio percorso formativo. La certificazione di un organismo di parte terza è garanzia di indipendenza e imparzialità e offre al mercato la certezza che la persona certificata possiede le competenze definite dai documenti di riferimento.

 

Il calendario della nuova edizione

Modulo MA01 (Cat. B e prima parte Cat. A) Milano, 22-23 maggio con seguito 10-11-12 giugno

Modulo MA02 (seconda parte Cat. A) Milano, 2-3-4 dicembre

Test gratuito di autovalutazione online: 5 maggio, ore 13.30 oppure 9 maggio, ore 17.00

 

I requisiti per la partecipazione

Per frequentare il corso con profitto è necessaria una conoscenza di base dei sistemi di climatizzazione.
Condizioni per l’ammissione al modulo MA01 sono in alternativa: lo svolgimento di un test di autovalutazione, la partecipazione al corso AiCARR mod. SA01 Impianti termici e di climatizzazione per le strutture sanitarie – Impianti di climatizzazione e architettura dei sistemi impiantistici, la partecipazione ad alcuni moduli del Percorso Fondamenti della Scuola di Climatizzazione AiCARR.

Il test di autovalutazione online, il cui superamento non è vincolante per l’iscrizione al corso, è mirato a indicare ai partecipanti stessi se dispongono delle basi necessarie per seguire proficuamente le lezioni.

 

Per informazioni e iscrizioni: www.aicarrformazione.org
Per informazioni sulla certificazione professionale: formazione@aicarr.org

Manca poco più di un mese all’appuntamento con Solarexpo – The Innovation Cloud in programma dal 7 al 9 maggio presso i padiglioni della Fiera di Milano Rho. Alla presenza delle aziende espositrici di nuove soluzioni e tecnologie energetiche low carbon si affianca un programma di convegni e seminari di approfondimento capaci di soddisfare le esigenze dei visitatori qualificati. Finalmente è disponibile il programma completo con oltre 40 appuntamenti formativi.

 

Fedele alla sua origine, come ci ha confermato anche Luca Zingale, direttore scientifico della manifestazione da noi intervistato in esclusiva, oltre la metà dei convegni saranno focalizzati sul tema delle energie rinnovabili: dal fotovoltaico, con le sue novità economiche e normative della fase post-incentivi alla filiera del solare termodinamico e al suo possibile sviluppo sui mercati esteri.

 

Nel merito, per il fotovoltaico si parlerà, tra l’altro, di O&M evoluta del parco installato, dei nuovi business model in grid parity (grazie anche al recente strumento dei SEU) e della combinazione impiantistica con le pompe di calore.

 

Una serie di focus e di seminari saranno poi dedicati ai temi tecnologici relativi a Smart Grid e all’Energy Storage anche con la presentazione di una nuova generazione di prodotti integrati inverter-accumulo, tecnologie sempre più urgenti per accelerare la generazione distribuita e l’autoconsumo.

 

Infine, in previsione del futuro degli Edifici a Energia Quasi Zero, alla tre giorni milanese si parlerà di efficienza energetica degli edifici sia abitativi che industriali con una particolare attenzione al tema dell’illuminazione e alle tecnologie per i full electric buildings.

 

Il programma completo dei convegni di Solarexpo – The Innovation Cloud 2014 può essere scaricato in PDF come utile strumento per pianificare in maniera efficace la propria visita alla manifestazione.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una segnalazione dell’ing. Alessandro Caffarelli dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma su un convegno dedicato ai Micro Droni organizzato in collaborazione con l’Università europea ed ENAC.

 

Gli aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente noti con il nome di Droni, sono velivoli caratterizzati dall’assenza di un equipaggio umano a bordo. Il loro volo è governato da diverse tipologie di flight control system, gestiti in remoto da piloti e operatori sul terreno o su altri tipi di veicolo.

 

L’utilizzo originario di questo tipo di macchina era legato solo ad applicazioni militari. Negli ultimi anni, tuttavia, si diffonde l’uso dei cosiddetti micro-droni ad uso civile e commerciale.

 

Queste macchine, della massa al decollo inferiore a 25 kg, sono state da pochi mesi inserite, dalla regolamentazione italiana, nella categoria dei Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR).


L’uso di questa tecnologia si diffonde ampiamente nelle più diverse applicazioni civili, dalla prevenzione e intervento nelle emergenze incendi, alla sorveglianza e ai controlli di sicurezza, all’ispezione di oleodotti, a varie forme di telerilevamento con finalità di ricerca scientifica.


Più in generale, l’uso di micro-droni è consigliato in in tutti i casi sia necessario svolgere missioni “noiose, sporche e pericolose” (dull, dirty and dangerous) spesso con costi minori rispetto all’impiego di aeromobili o di altri mezzi tradizionali.

 

Lo sviluppo di apparati normativi utili alla regolamentazione di questo tipo di tecnologia è oggi fra le maggiori innovazioni del diritto aereo e sta impegnando significativamente le autorità aeronautiche di molti paesi. La sfida è disciplinare l’utilizzo di una tecnologia multiforme, dalle più disparate applicazioni, seguendone armonicamente le rapide evoluzioni e valorizzandone efficacemente le crescenti opportunità di utilizzo.

 

La partecipazione al convegno Aeromobili a Pilotaggio Remoto, detti micro-droni è gratuita e da diritto a 3 CFP per la formazione continua degli Ingegneri.

 

Photo Credits: unisky.it