Partirà il 29 ottobre la terza edizione di Seismic Academy 2015, il Convegno Nazionale organizzato da Hilti, con l’obiettivo di dedicare una intera giornata ad un appuntamento totalmente rivolto alla prevenzione e al rischio sismico. Durante l’incontro, tra dibattiti e discussioni, verrà focalizzata l’attenzione dei presenti e del target interessato sullo stato della ricerca, sulle novità in tema di soluzioni antisismiche e sugli ultimi aggiornamenti normativi di riferimento.

L’edizione 2015 si terrà in uno scenario unico e prestigioso, l’Almo Collegio Borromeo di Pavia, riconosciuto dal Ministero dell’Università e della Ricerca come Ente di Alta Qualificazione Culturale. È il collegio di merito più antico d’Italia tuttora in attività. Un palcoscenico straordinario in cui organizzare l’edizione 2015 di Seismic Academy che, proprio quest’anno, assume un carattere ancor più accademico grazie alla presenza di relatori nazionali ed internazionali che apriranno dibattiti e confronti dedicati esclusivamente ai tecnici di impresa e ai professionisti del settore.

Il Convegno Seismic Academy 2015 è a numero chiuso e la partecipazione certificata medesimo prevede il rilascio di 6 CFP da parte dell’Ordine degli Ingegneri di Pavia.

L’appuntamento di quest’anno vanta una partnership ancora più forte con la Fondazione Eucentre situata a Pavia, l’Ente senza fine di lucro nato per promuovere e sviluppare la ricerca e la formazione nel campo della riduzione del rischio, in particolare sismico. Hilti ed Eucentre, due importanti realtà che hanno come propria mission la costante ricerca di innovazioni e sperimentazioni tecnologiche al fine di prevenire e diminuire i rischi di crolli e cedimenti nelle abitazioni e nelle strutture pubbliche e private. Recentemente Hilti ed Eucentre hanno rafforzato la propria collaborazione, il cui obiettivo è quello di accrescere, attraverso attività analitiche, numeriche e sperimentali, la conoscenza sulla risposta sismica di elementi e sistemi non-strutturali.

Già le precedenti edizioni vantavano nel panel dei relatori la presenza di un esperto in materia quale il Professor Roberto Nascimbene, ricercatore all’interno della Fondazione Eucentre, che anche quest’anno sarà presente all’evento.

Il "save the date" della terza edizione della Seismic Academy 2015 organizzata da Hilti

Il “save the date” della terza edizione della Seismic Academy 2015 organizzata da Hilti

Il Convegno prenderà il via con i ringraziamenti agli ospiti da parte di Joaquim Sardà, Presidente ed Amministratore Delegato di Hilti Italia SpA, e delle Autorità ed Enti Patrocinanti l’evento. L’evento proseguirà con un esponente autorevole in campo internazionale, il Professor André Filiatrault, Department of Civil, Structural & Environmental Engineering dell’Università di Buffalo, e con 2 rilevanti interlocutori del Politecnico di Milano. L’appuntamento vedrà inoltre la presenza di relatori che già nelle scorse edizioni hanno fornito, attraverso la presentazione di ricerche e studi, il proprio contributo per rendere ancor più esaustivi gli interventi di Seismic Academy 2015: il Professor Stefano Grimaz dell’Università di Udine, l’Ingegner Antonio Corbo di AFC Srl e il Dottor Gramaxo di Hilti AG.

Tra le novità del Convegno, a testimonianza della “vicinanza” dell’azienda alla ricerca e all’impegno nell’individuare innovazioni e tecnologie dedicate alla progettazione sismica, il finanziamento da parte di Hilti di due borse di studio agli studenti più meritevoli della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, ospiti del Collegio Borromeo.

La collaborazione con la Fondazione Eucentre si tradurrà inoltre nella possibilità di visitare il Lab Eucentre il giorno successivo all’evento, il 30 Ottobre mattina, dove avvengono le simulazioni di sisma su piattaforma vibrante; i presenti potranno quindi comprendere meglio uno dei metodi di studio per valutare l’impatto reale degli eventi sismici sui componenti non strutturali di un edificio.

Seismic Academy vanterà anche quest’anno patrocini e collaborazioni importanti affinché Hilti, attraverso questo appuntamento, possa essere a tutti gli effetti portavoce nazionale di un sentimento profondo che richiede, a tutt’oggi, maggiori consapevolezze da parte di numerosi attori – istituzioni, aziende, enti e cittadini – sulle problematiche legate al rischio e alle prevenzione sismica nel nostro Paese.

Tra corsi post laurea e master universitari, il Politecnico di Milano presenta una ricchissima offerta di corsi BIM (Building Information Modeling) per la formazione permanente dedicata a ingegneri e architetti.

A darne notizia è il direttore tecnico dei corsi, il prof. Andrea Cammarata che spiega: “i nuovi corsi BIM di formazione professionale permanente rivolti alla strumentazione Building Informaion Modeling e, più in generale, ad una moderna filiera digitale del progetto di architettura, sono attivati presso il Politecnico di Milano in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Milano e con l’Ordine degli Ingegneri di Milano”

Nello specifico, chiarisce Cammarata, l’aggiornamento delle competenze sull’uso degli strumenti digitali per il progetto BIM riconosce a ogni professionista partecipante da 15 a 24 CFP per ciascun corso frequentato.

Come sanno i lettori che ci seguono, il tema del BIM è da sempre molto caro a Ingegneri.cc, che ha dedicato un dossier speciale sul Building Information Modeling. Si tratta di un metodo di lavoro e di approccio al progetto completamente nuovo, che garantisce trasparenza ed efficacia.

Già una realtà in molti Paesi europei ed extra europei, il Building Information Modeling è appena agli inizi in Italia, dove però comincia a farsi conoscere grazie all’opera di aziende, accademici e professionisti che ne mettono in luce gli indubbi vantaggi sia operativi (i progettisti dialogano tra loro, prevenendo possibili errori) sia sociali (il BIM, se adottato negli appalti pubblici, eliminerebbe il torbido su cui il malaffare cresce e di cui si nutre, garantendo tempi certi di realizzazione e costi trasparenti).

I Corsi BIM nell’autunno 2015

Ma andiamo nel dettaglio e forniamo l’elenco dei corsi BIM in programma al Politecnico di Milano a settembre (2 corsi) e a novembre (4 corsi)

I corsi BIM che saranno attivati nel mese di settembre sono:

1. Modellazione architettonica BIM: Autodesk REVIT Architecture Base (locandina)

2. Modellazione architettonica: Autodesk Autocad Base (locandina)

I corsi a novembre sono invece i seguenti:

1. Modellazione architettonica BIM: Autodesk REVIT Architecture Avanzato (locandina)

2. Modellazione BIM: Autodesk REVIT MEP (locandina)

3. Rhinoceros 3D Base per l’architettura (locandina)

4. Modellazione architettonica BIM: Archicad Avanzato (locandina)

La sede dei corsi sarà presso il Politecnico di Milano, sede Milano-Leonardo, presso il Dipartimento DAStU.

Per ulteriori informazioni è possibile collegarsi alla pagina dei master universitari e dei corsi post laurea dell’ateneo milanese.

Si aprirà domani presso i padiglioni della fiera di Pesaro il primo meeting nazionale degli agibilitatori: ingegneri e professionisti tecnici debitamente formati e competenti nella valutazione dello stato di agibilità degli edifici e delle strutture civili e industriali colpite da calamità naturali: dai terremoti alle alluvioni.

I promotori della manifestazione, la prima di questo genere nel nostro Paese, sono il Consiglio nazionale degli ingegneri e la Federazione degli ingegneri della Regione Marche. Si attendono a Pesaro migliaia di professionisti tecnici che hanno messo a disposizione la loro professionalità per prevenire e fronteggiare concretamente l’emergenza, proteggendo i cittadini dalle calamità naturali, effettuando sopralluoghi e verificando l’agibilità e la stabilità degli edifici.

Scarica il Programma del meeting degli agibilitatori

Ingresso della Fiera di Pesaro

La sede scelta per il primo meeting degl Ingegneri Agibilitatori è la Fuera della città di Pesaro (nella foto l’ingresso principale del quartiere fieristico)

La figura professionale dell’agibilitatore è nata nel 2009, come confermato dall’ing. Patrizia Angeli, vice presidente della Federazione degli ingegneri marchigiani: “a seguito dell’esperienza del terremoto de L’Aquila, durante il quale furono coinvolti  in modo importante gli ingegneri, il CNI siglò con la Protezione Civile un accordo che istituiva una collaborazione per fronteggiare eventuali nuove emergenze”.

E l’intervento degli ingegneri agibilitatori fu richiesto anche per il terremoto che colpì l’Emilia nel maggio 2012 e in occasione delle alluvioni in Liguria, Sardegna e Marche.

“Oggi”, ricorda ancora l’ing. Angeli, “nelle Marche sono 350 gli ingegneri agibilitatori adeguatamente formati per affrontare le emergenze su tutto il territorio nazionale. Essi fanno parte del Nucleo Tecnico Nazionale costituito dall’elenco dei soggetti abilitati ad eseguire i rilievi dei danni e le verifiche di agibilità delle strutture danneggiate dai terremoti o dagli smottamenti”.

La luce dei riflettori sarà puntata quindi sulla questione cruciale: come garantire la sicurezza degli edifici?

Per rispondere occorre favorire il dialogo tra il mondo delle istituzioni, delle professioni, della rete del volontariato e di tutti quei soggetti che, a vario titolo, sono coinvolti nelle attività di protezione civile.

Ricordiamo che la partecipazione al meeting dà diritto all’acquisizione di 3 Crediti Formativi Professionali e di n. 2 crediti di aggiornamento obbligatorio per mantenere l’iscrizione al Nucleo Tecnico Nazionale.

Torna anche quest’anno una bella iniziativa del Consiglio nazionale degli Ingegneri, riservata ai professionisti nati dopo il 1° gennaio 1980: sono infatti disponibili 11 borse di studio di formazione e aggiornamento per giovani ingegneri presso università degli USA.

Si tratta della terza edizione di un rapporto stretto tra CNI, Scuola Superiore di Formazione Professionale per l’Ingegneria, gli Ordini Territoriali, con la Fondazione ISSNAF e ltalian Scientists and Scholars in North America Foundation.

Obiettivo è incrementare i rapporti tra gli ingegneri italiani e i colleghi nordamericani che lavorano nelle strutture universitarie superiori degli USA.

I requisiti per partecipare all’assegnazione delle borse di studio

Quattro i requisiti necessari:

1. Età: l’aspirante borsista deve essere nato dopo il 1° gennaio 1980

2. Iscrizione all’albo: l’ingegnere deve essere regolarmente iscritto presso l’ordine provinciale di competenza sul territorio

3. Inglese: l’aspirante borsista deve conoscere perfettamente la lingua inglese

4. Competenze: l’ingegnere deve soddisfare i requisiti di competenze e conoscenze specifiche richieste da ciascuno dei centri di destinazione che offrono le borse di studio.

La descrizione dei progetti attivati, le università ospitanti, l’identità dei tutor e altre informazioni utili possono essere reperite a questo link sul sito issnaf.org

Borse di studio: cosa offrono

Ciascuna borsa include il rimborso dell’assicurazione medica, il viaggio aereo (Italia/centro di destinazione) in classe economica, i costi d’iscrizione/corso, e l’alloggio. Rimangono a carico del borsista tutti gli altri costi, nonché le procedure e le spese per il Visto qualora richiesto dal centro ospitante.

Le borse hanno una durata di 8 settimane ad eccezione delle borse Mind The Bridge, che hanno una durata di 3 settimane. Le date di svolgimento delle borse, che dovranno comunque avere inizio entro il 1° giugno 2016, verranno decise di comune accordo tra il borsista e il centro di destinazione dopo la selezione.

Modalità di candidatura e termini di presentazione domanda

– Ogni candidato dovrà compilare la domanda di partecipazione esclusivamente online all’indirizzo appositamente predisposto

Le domande inviate via email o via posta, oppure dopo la data di scadenza non saranno accettate

Ogni candidato può inoltrare domanda per un massimo di tre centri. Le candidature valide verranno esaminate dai tutor di destinazione i quali individueranno una rosa di finalisti Idonei. I tutor baseranno la propria decisione sulle domande d’ammissione e potranno contattare i candidati per un’intervista telefonica o via Skype.

Le domande vanno presentate entro e non oltre il 20 luglio 2015, mentre i vincitori saranno individuati entro il 15 del mese di settembre e verranno avvisati con formale comunicazione, con obbligo di risposta con accettazione formale entro 8 gg dalla ricezione

La proclamazione ufficiale dei vincitori sarà fatta il giorno 2 ottobre a Venezia all’interno dei lavori del 60° Congresso Nazionale Ordini Ingegneri d’ Italia.

Per ulteriori informazioni, il CNI ha pubblicato il bando ufficiale, recuperabile a questo link.

Che altro dire? Buona fortuna!

L’Ordine degli ingegneri della provincia di Brescia, in collaborazione con il suo omologo di Roma, lancia FADING: una piattaforma per la formazione a distanza degli ingegneri che possono così ottenere tutti i crediti formativi necessari ad assolvere all’obbligo di aggiornamento professionale continuo risparmiando sui costi degli spostamenti e potendo organizzare al meglio il proprio tempo lavorativo e familiare. È uno strumento del tutto inedito, che non ha uguali nel panorama degli ordini ingegneristici in Italia.

La piattaforma, accessibile su www.fading.it, è già operativa e le iscrizioni ai diversi corsi (per ora 23) sono aperte. Le lezioni caricate sono consultabili senza limiti di orario; gli stessi iscritti potranno valutarle con un sistema di votazione a stelle. Gli Ordini di Brescia e Roma, poi, sono pronti ad accogliere in FADING che altri Ordini interessati: è già stata predisposta una convenzione.

«Sul web ci sono molte proposte di presunta formazione a distanza, ma troppo spesso – dichiara il presidente dell’Ordine degli ingegneri di Brescia, Marco Belardi – viene spacciata come tale la semplice riproposizione di registrazioni audio o video di corsi frontali, senza quegli strumenti di interazione che consentono ai discenti di interagire con il docente, o tra di loro». Strumenti didattici che FADING offre ai corsisti: «La piattaforma che abbiamo proposto – spiega il presidente Belardi – ha una serie di strumenti, tra i quali anche test di autovalutazione, che mettono a disposizione dei discenti sia un tutor per eventuali problemi di utilizzo tecnologico della piattaforma, sia un mentor, che di fatto è il docente che supporterà i corsisti dal punto di vista didattico».

«Sono convinto che questa modalità formativa, che si è già affermata in molti Paesi, ed anche in Italia per altre professioni, riscuoterà un giusto successo – afferma il presidente dell’Ordine bresciano Belardi -. Credo che consentirà un’ampia scelta in termini di argomenti e menu formativi. Farà la differenza e risulterà vantaggiosa per i nostri colleghi», anche perché i prezzi dei corsi sono ribassati in media del 30-35% rispetto a quanto offerto dalla Piattaforma formazione continua del Consiglio nazionale ingegneri.

L’ultimo Consiglio dei Ministri ha approvato nella bozza di decreto attuativo del Jobs Act, una riduzione delle sanzioni contro il lavoro nero e agevolazioni delle incombenze in materia di sicurezza sul lavoro.

Non dovranno più sospendere l’attività le imprese che impiegano personale in nero: il decreto prevede nuovi importi per quel che riguarda le sanzioni in merito e sarà possibile rimediare alle violazioni a patto che il personale scoperto irregolare, venga assunto regolarmente.

Cesserà l’obbligo nei cantieri edili di fornire al personale la tessera di riconoscimento, dunque la fotografia e le generalità del lavoratore. Il documento ha provocato comprensibilmente molte proteste da parte del sindacato Fillea Cgil, che ritiene quest’operazione volta unicamente a indebolire i controlli proprio in questo momento così delicato.

L’Inail ha predisposto sul proprio Vai al sito sulla sicurezza sul lavoro INAIL, un servizio utile ai fini di quelle informazioni indispensabili per il calcolo del premio assicurativo.

Il datore di lavoro potrà occuparsi direttamente degli impegni relativi al primo soccorso, la prevenzione degli incendi ed evacuazione anche nelle unità produttive con oltre i cinque dipendenti.

Beta Formazione ha inserito sul proprio sito e-commerce tutti i corsi obbligatori sulla sicurezza rivolti alle aziende in base al loro settore; inoltre ha pensato e messo a punto una rete di consulenza su tutto il territorio nazionale: ciò consente, affiancando i propri clienti, di tutelarli anche dal punto di vista dell’informazione sull’obbligatorietà formativa, al fine di evitare loro spiacevoli sanzioni.

Stefania Valtancoli

Un interessante incontro per progettisti e strutturisti domani 16 giugno a Torino presso il Best Western Hotel (Corso Stati Uniti, n. 7) dedicato alla valutazione del rischio sismico negli edifici industriali e alle nuove tecnologie per la realizzazione di interventi efficaci di messa in sicurezza delle strutture prefabbricate a costi contenuti.

L’incontro, promosso dall’Ordine degli ingegneri di Torino in collaborazione con Reglass H.T. S.r.l. di Minerbio (Bologna), è patrocinato da ISI, Ingegneria sismica italiana.

Il seminario è rivolto a tecnici progettisti e strutturisti e fornisce alcune indicazioni su come procedere alla valutazione del rischio sismico delle strutture prefabbricate non costruite secondo criteri antisismici.

Partendo dal Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, verrà chiarito come di fatto, tale normativa dovrebbe imporre ai datori di lavoro anche la tutela dei rischi legati alle calamità naturali inclusi i terremoti. Si farà quindi riferimento a quei difetti delle strutture che durante il terremoto del 2012 in Emilia Romagna sono stati all’origine dei gravi danneggiamenti alle attività produttive con pesanti ricadute in termini di vite umane.

Seguirà l’illustrazione delle modalità operative più semplici e meno invasive per il miglioramento sismico dei capannoni industriali, con particolare riferimento a dispositivi antisismici e alle tecnologie più avanzate per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza.

Si stima infatti che un’azienda non in grado di riprendere l’attività produttiva entro una settimana da un evento calamitoso, abbia il 90% di probabilità di chiudere entro un anno dal disastro (Fonte: dati Università di Padova). Le nefaste conseguenze di un sisma quindi, oltre a comportare perdite umane, crolli e danneggiamenti, interessano anche economia e occupazione e per periodi molto estesi nel tempo.

Diventa dunque importante la prevenzione con opere di adeguamento e miglioramento sismico. In particolare, a tutela dei dipendenti, potrebbe presto divenire cogente anche il d.lgs. 81/2008 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.

Il terremoto emiliano del 2012 ha infatti evidenziato come, all’origine dei danni più rilevanti, vi siano stati alcuni elementi di vulnerabilità sismica dei prefabbricati industriali, assai diffusi per questa tipologia costruttiva. Sono le carenze individuate anche dalla legge regionale 122/2012 e che rappresentano un grave elemento di rischio per l’incolumità delle persone.

L’ing. Nicola Mordà, esperto nella progettazione di interventi sulle strutture industriali, illustrerà l’ambito di applicazione della legge sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e alcuni elementi metodologici per la valutazione del rischio sismico dei prefabbricati esistenti.

L’ingegner Andrea Vittorio Pollini fornirà una panoramica generale sulle carenze strutturali dei capannoni con riferimento al dettato della legge 122/2012 dell’Emilia Romagna e illustrerà alcuni dati tecnici del sistema Sismocell, brevettato da Reglass H.T. e messo a punto in collaborazione con l’Università di Bologna.

Si tratta di una cella cilindrica di dimensioni ridotte in acciaio e fibra di carbonio, che, applicata in corrispondenza del nodo trave pilastro dei capannoni industriali, consente di dissipare l’energia dell’azione sismica annullandone, entro certi limiti, gli effetti distruttivi.

L’ing. Devis Sonda infine, a capo della sede italiana di Miyamoto international – studio internazionale di progettazione antisismica con filiali in tutto il mondo – parlerà invece di nuove tecnologie che prevedono l’applicazione di innovativi dispositivi antisismici per l’adeguamento e il miglioramento sismico delle strutture.

Per il programma e le informazioni relative alla partecipazione (riconosciuti 3 CFP per gli ingegneri), si invitano i lettori interessati a scaricare la locandina con programma e informazioni.

La formazione professionale continua per gli ingegneri (e non solo) è un tema sempre al centro del dibattito. Nello specifico caso degli ingegneri essa è disciplinata dal regolamento per l’aggiornamento della competenza professionale realizzato dal CNI e pubblicato sul bollettino ufficiale del Ministero della Giustizia n. 13 del15 luglio 2013.

 

A misurare la formazione continua è stata adottata come unità di misura il CFP, acronimo che indica i Crediti Formativi Professionali. Per esercitare la professione, l’ingegnere iscritto all’albo deve essere in possesso di almeno 30 CFP.

 

Agli iscritti all’albo, alla data di entrata in vigore dell’obbligo formativo, sono stati accreditati 60 CFP. Al termine di ogni anno solare vengono detratti ad ogni iscritto 30 CFP dal totale posseduto. Al di sotto di 30 CFP, l’iscritto non potrà esercitare attività professionale, pena sanzioni disciplinari.

Delineato così a grandi linee la cornice, vediamo cosa ne pensano alcuni presidenti degli Ordini territoriali degli Ingegneri e lo stesso CNI.

 

Per Carla Cappiello, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, la formazione professionale continua “è uno strumento preziosissimo per tutti gli ingegneri, perché consente di aprire la mente e di avere nuovi spunti, ma non deve ridursi a una partecipazione giustificata solo dall’ottenimento dei CFP: agire in tal modo significa perdere delle opportunità e sprecare del tempo”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda è anche Elio Masciovecchio, numero uno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia de L’Aquila, secondo cui “Occorre cambiare l’atteggiamento dell’ingegnere medio che soffre di ansia da CFP”.

 

Per Masciovecchio, il rischio (e l’errore) più grande che gli ingegneri possono fare è quello di essere presi dalla frenesia di “ottenere il prima possibile il numero di crediti richiesti, senza attendere offerte formative specifiche per le peculiari esigenze”.

 

Ma indipendentemente da qualsiasi considerazione la formazione continua è un dovere di legge e pertanto una realtà.

 

“Gli ingegneri, ragione Cappiello, al di là dell’obbligatorietà normativa, devono sempre rinnovare le proprie conoscenze. Chi ha numerosi anni di esperienza professionale in settori tradizionali, come l’edile, ha bisogno di aggiornarsi sulle nuove branche in espansione, quali quelle digitali o dell’energie rinnovabili. Così chi è un neo laureato o con pochi anni di attività ha necessità di approfondire meglio alcune tematiche, non spesso trattate dal corso di studi, ma utili da punto di vista pratico”.

 

Il sentiero intrapreso dal CNI ce lo dice direttamente Armando Zambrano, presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri che rivendica la decisione, a differenza di altre categorie professionali, “di vincolare la concessione dell’autorizzazione alla verifica del possesso di specifici requisiti del soggetto interessato e non delle singole attività formative”.

 

Il regolamento degli Ingegneri, spiega Zambrano, consente agli iscritti di ottenere il riconoscimento di 15 crediti formativi l’anno, per le attività di aggiornamento connesse alla propria attività professionale.

 

Sul lato dei costi  per seguire la formazione, il numero uno del CNI elenca le azioni degli ordini che “hanno svolto, dal 1° febbraio al 10 settembre 2014, 1.774 eventi formativi, di cui oltre la metà (51%) a carattere gratuito, il 12% con un contributo richiesto inferiore a 30 euro, il 13% con un contributo compreso tra 30 e 80 euro e solo il 24% con un contributo superiore a 80 euro”. 

Si apre oggi, 17 aprile 2015, per gli ingegneri la possibilità di accedere all’anagrafe nazionale dei crediti formativi e verificare i CFP acquisiti e validati nel corso del 2014.

 

Per verificare la propria posizione riguardante la formazione continua, gli ingegneri iscritti all’albo dovranno prima richiedere le credenziali di accesso, collegandosi al sito www.mying.it anche attraverso dispositivi mobili (smartphone e tablet).


Come ricevere le credenziali d’accesso

La circolare del Consiglio nazionale degli Ingegneri del 14 aprile scorso spiega nel dettaglio come eseguire la procedura.

 

Occorre disporre di un indirizzo di posta elettronica personale (normale o PEC), da inserire insieme al proprio codice fiscale e numero di iscrizione all’albo nell’apposita schermata visualizzata, cliccando sul tasto richiesta credenziali.

 

Nel caso in cui l’indirizzo di posta elettronica utilizzato per la procedura di registrazione coincida con quello comunicato dall’Ordine all’Albo Unico, l’accesso sarà immediato; in caso contrario l’iscritto dovrà caricare copia di un documento d’identità valido e attendere al massimo 48 ore per l’attivazione dell’account.

 

La circolare specifica che non è richiesto alcun intervento da parte della segreteria dei singoli Ordini.


Un consiglio: leggete le FAQ

Prima di procedere alla richiesta delle credenziali d’accesso al sito mying.it per la verifica dei propri CFP acquisiti e validati nel 2014, la circolare consiglia agli Ingegneri di prendere visione del documento con le FAQ (Frequently Asked Questions).

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