Le spese professione ingegnere, in regime IRPEF, ricorrenti nell’esercizio dell’attività possono essere soggette a deducibilità ridotta ai fini delle imposte sui redditi, o a detraibilità limitata ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (IVA).

A carattere generale, ogni spesa che sostiene il professionista nell’esecuzione del proprio incarico e che debba essere a carico dal cliente committente va inserita nella fattura (ri-addebito) che il professionista emetterà al cliente.

A seconda che le spese siano intestate al professionista e “sostenute in proprio”, oppure intestate al cliente e dunque “sostenute in nome e per conto del cliente”, saranno assoggettate o non assoggettate a IVA e costituiranno o no un componente reddituale in capo al professionista.

Vediamo meglio come funziona attraverso le indicazioni contenute nell’e-book Guida fiscale per il professionista tecnico.

Spese professione ingegnere. Come procedere con il ri-addebito in fattura?

Spese sostenute in proprio

Quando il professionista sostiene delle spese in proprio e riceve un documento fiscale a sé intestato, si troverà nella condizione per cui la spesa sostenuta diventa un costo deducibile così come, e nella misura in cui, il ri-addebito in fattura costituirà un ricavo. L’art. 13 del DPR n. 633/72, difatti, stabilisce che la base imponibile IVA delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi “…è costituita dall’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al […] prestatore secondo le condizioni contrattuali, compresi gli oneri e le spese inerenti all’esecuzione e i debiti o altri oneri verso terzi accollati al […] committente…”.

Lo stesso concetto è confermato, sempre in materia di IVA, dalla Risoluzione Ministeriale n. 20/98 e in materia reddituale dalla Circolare n. 58/2001 che ribadisce come “i rimborsi spese inerenti all’attività professionale vanno trattati alla stregua degli altri compensi del professionista”.

Dunque le spese sostenute dal professionista, e a lui intestate, da porre a carico del cliente committente vanno inserite in fattura e assoggettate a IVA, ma a quale aliquota?

Devono essere assoggettate alla stessa aliquota, o meglio allo stesso regime IVA, applicabile al corrispettivo delle prestazioni di servizi erogati dal professionista. Pertanto, un ingegnere/architetto/geometra in regime ordinario IRPEF che ri-addebita al committente le spese di viaggio inserirà in fattura tali spese con IVA al 22 per cento. Se lo stesso professionista tecnico, fosse in regime FORFETTARIO, inserirà in fattura le spese di viaggio in esenzione d’imposta.

Potrebbe interessarti: Wow la flat tax. Perché piace al 77% degli ingegneri?

 Spese “sostenute in nome e per conto del cliente”

Diverso trattamento è da dedicare alle spese professione ingegnere “sostenute in nome e per conto del cliente”, che sono escluse da IVA ex art. 15, lett. c) del DPR n. 633/72. A chiarire la portata di tale esclusione sono state emanate diverse risoluzioni da parte dell’ Agenzia delle Entrate.

Citiamo la n. 164/2003, emessa in risposta a una istanza di interpello avanzata da una compagnia aerea in tema di ri-addebito ai passeggeri dei diritti d’imbarco, che così recita:

“Peraltro, le somme riscosse […] non possono qualificarsi fiscalmente quali rimborsi di anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, escluse dalla formazione della base imponibile IVA ai sensi dell’articolo 15, numero 3), del Dpr n. 633 del 1972. Tale disposizione, fa, infatti, riferimento alle “somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della controparte, purché regolarmente documentate”. È quindi necessario che le anticipazioni di cui si chiede il rimborso siano state fatte in nome e per conto del […] committente e che le dette anticipazioni siano regolarmente comprovate mediante documentazione intestata alla controparte”.

Dunque le spese professione ingegnere sostenute in nome e per conto del cliente, se analiticamente documentate, ovvero dotate ciascuna del proprio giustificativo di spesa da allegare alla fattura di ri-addebito, sono escluse da IVA ex art. 15, lett. c) del DPR n. 633/72. Laddove possibile, i documenti di spesa devono essere intestati al cliente stesso, si pensi a un bollettino postale. In caso contrario, si pensi per esempio all’acquisto di marche da bollo, occorrerà che il professionista alleghi alla propria fattura emessa nei confronti del cliente copia della spesa stessa (nell’esempio, una fotocopia delle marche da bollo).

Per saperne di più su come il professionista tecnico, in regime IRPEF, deve destreggiarsi tra spese di telefonia, ri-addebito in fattura delle spese, spese alberghiere e/o di somministrazione, spese di viaggio/trasporto, spese per automezzi, spese di rappresentanza, spese per omaggi ai clienti, passando per regime fiscale: IRPEF/forfettario, fatturazione e reverse charge, leggi l’ebook:

Guida fiscale per il professionista tecnico

Guida fiscale per il professionista tecnico

Renzo Semprini Cesari, 2019, Maggioli Editore
Questo ebook nasce con l’intento di fornire al tecnico libero professionista una sorta di mini guida in ambito fiscale. La prima parte costituisce una panoramica generale sulle voci di spesa che possono ricorrere nello svolgere la professione soggette a deducibilità ridotta ai fini...

12.90 € 11.61 € Acquista

su www.maggiolieditore.it

 

È arrivato il nuovo anno, con esso l’obbligo di fatturazione elettronica e per agevolare il recepimento sarà consentito il libero accesso alle Uni gratis.

Dal nuovo sistema digitale di gestione fatture, sono esclusi i contribuenti forfettari, le farmacie e gli operatori sanitari, alcuni agricoltori e le associazioni sportive dilettantistiche, mentre ad essere interessati sono i titolari di partita IVA a regime ordinario, sia B2B – business to business (soggetti passivi di IVA), sia B2C – business to consumer (verso consumatori finali).

La novità ha portato a non pochi interrogativi sulle procedure e proprio per chiarire queste, è nata dall’accordo di licenza eccezionale tra il CEN e la Commissione europea, stipulato il 18 Dicembre 2018, la possibilità di consultare le UNI gratis, quindi rendere accessibili le informazioni e gli elementi essenziali che rendano conforme la fattura elettronica, garantendone l’interoperabilità a livello europeo.

Leggi anche: Fattura elettronica in arrivo. Entrata in vigore prevista per il 1° gennaio 2019

Le norme sono un supporto all’attuazione della Direttiva 2014/55/​​UE sulla “fatturazione elettronica negli appalti pubblici” e rappresentano una guida pratica per gli utenti. Queste sono:

UNI EN 16931-1:2017 “Fatturazione elettronica – Parte 1: Modello di dati semantico degli elementi essenziali di una fattura elettronica”;

UNI CEN/TS 16931-2:2017, specifica tecnica “Fatturazione elettronica – Parte 2: Elenco delle sintassi conformi alla norma EN 16931-1” elaborati dal CEN/TC 434 “Electronic e-Invoicing”.

Le norme UNI gratis, sono disponibili dal 15 gennaio 2019 su UNIstore dove sarà necessario registrarsi per poter scaricare gratuitamente i file.

UNI Gratis. Cosa stabiliscono le norme sulla fatturazione elettronica?

Con la Direttiva 2014/55/​​UE, viene richiesta dalla Commissione europea, l’elaborazione di una norma europea sulla fatturazione elettronica, con il fine di ottenere un sistema tecnologicamente neutrale, compatibile con gli standard internazionali, di facile utilizzo ed adatto all’uso nelle transazioni commerciali tra le imprese.

La necessità di unificazione, scaturisce dalla presenza di un numero (in aumento) di standard diversi che coesistono in tutti gli Stati membri. Difatti in assenza di uno standard comune, gli Stati membri, quando promuovono l’uso di fatture elettroniche negli appalti pubblici o rendono obbligatorio l’uso, decidono di sviluppare autonomamente le soluzioni tecniche, basate su norme nazionali.

Le UNI gratis, messe a disposizione degli utenti rispondono ai criteri definiti dalla Direttiva 2014/55/​​UE, in particolare la Parte 1 della UNI EN 16931, stabilisce le componenti informative essenziali e le informazioni necessarie per garantire la conformità giuridica e fiscale della fattura elettronica e consentire l’interoperabilità negli scambi commerciali transfrontalieri, cross-settoriali e domestici.

L’obiettivo dell’interoperabilità, è quello di permettere la presentazione e l’elaborazione delle informazioni in maniera coerente tra i sistemi aziendali, indipendentemente dalla loro tecnologia, applicazione o piattaforma.

Nella UNI EN 16931-1, viene indicata inoltre, la possibilità di utilizzo della fatturazione elettronica da parte di organizzazioni private e pubbliche per la fatturazione negli appalti pubblici e tra le imprese del settore privato. Mentre viene chiarito che il sistema non è stato specificamente progettato per la fatturazione ai consumatori.

Con la specifica tecnica UNI CEN/TS 16931-2 viene espresso l’elenco delle sintassi (linguaggio leggibile da una macchina usato per rappresentare gli elementi dei dati contenuti in una fattura elettronica) che sono conformi e consentono di esprimere sintatticamente il modello essenziale di fattura specificato nella parte 1 della norma EN 16931.

L’ente UNI precisa: “Chiunque, nell’esercizio della propria attività, emetta fatture elettroniche secondo i requisiti delle norme citate, può inserire sul documento la dicitura “Questa fattura è conforme alla UNI EN 16931-1:2017 e alla UNI CEN/TS 16931-2:2017”.

Come è stata la partenza del nuovo sistema di fatturazione elettronico?

Ad una settimana della entrata in vigore del nuovo sistema di fatturazione, la situazione sembra essere sotto controllo, il sistema SDL (Sistema Di Interscambio) ha fronteggiato più di un milione e mezzo di fatture, emesse nei primi giorni del 2019.

Attraverso il comunicato stampa emesso il 3 gennaio 2019, l’Agenzia delle Entrate rassicura che anche i centri multicanale dell’Agenzia non hanno ricevuto segnalazioni di malfunzionamenti. Per il 97% dei documenti inviati è stata già resa disponibile la ricevuta dell’invio prima degli ordinari 5 giorni previsti dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Tuttavia, sono state sollevate problematiche nel funzionamento del portale di gestione, molto probabilmente dovute al sovraccarico di richieste ed adeguamenti tecnici in corso sul perfezionamento del sistema.

Concludiamo con un importante promemoria, ovvero quello di conservare elettronicamente il documento. Si tratta di una fondamentale pratica normata, quella della conservazione, sia dal Codice dell’amministrazione digitale (Dlgs 82/2005 e successive modifiche), sia dalle regole tecniche emanate dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Ti consigliamo:

0

Piena operatività per il regime dell’Iva per cassa. Dal 28 aprile, le imprese ed i professionisti con volume d’affari non superiore a 200.000 euro possono avvalersi della facoltà di non anticipare all’erario il versamento dell’imposta sul valore aggiunto ma posticiparlo al momento dell’effettivo incasso, con conseguenti vantaggi sotto il profilo finanziario.

Questo è quanto si ricava dalla lettura della circolare dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2009, n. 20/E.
Il pagamento differito dell’Iva viene calcolato su ogni singola operazione e deve essere esplicitato nella fattura. Sulla fattura deve essere riportata la dicitura “operazione con imposta ad esigibilità differita”, in caso contrario, l’operazione sarà assoggettata all’imposta con esigibilità immediata.

Il decreto ministeriale del 26 marzo 2009 ha previsto che possono emettere fatture con Iva differita i soggetti che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare nell’anno in corso un volume d’affari non superiore a 200mila euro.

L’applicazione del regime differito cessa dunque dal momento in cui la soglia di 200.000 euro viene superata. Il differimento del pagamento dell’Iva è limitato nel tempo: l’imposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, a meno che, prima del decorso di tale termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive.

Agenzia delle entrate, circolare esplicativa

Fonte Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma