L’intervento che presentiamo riguarda la costruzione di un edificio, che si inserisce nell’ampia riqualificazione dell’area denominata ex Veneta, ad un passo dal centro storico di Bologna, subito fuori Porta Zamboni. Ad esclusivo uso residenziale, il progetto si colloca all’estremità nord del nuovo comparto, al limite di un’area destinata a “verde pubblico”. Si svilupperà a torre su 8 piani fuori terra e, al suo interno, conterrà 24 appartamenti e due attici.

 

Il progetto si distingue per le interessanti soluzioni architettoniche adoperate, che mostrano un’attenzione particolare nell’uso di forme e materiali, atte a definire e sviluppare un organismo architettonico energeticamente efficiente e dall’elevato confort interno. Principale novità è da attribuire all’originale scelta delle finiture utilizzate per l’involucro: un sistema a facciata ventilata in cui si combinano lastre composte da due materiali profondamente diversi, pietra naturale e vetro serigrafato. La combinazione di queste due tipologie di lastre, che si incontrano lungo tutta la facciata, accentua il rapporto tra pieni e vuoti dell’involucro, creando una sensazione di alleggerimento della struttura con lo svilupparsi in altezza del prospetto.

 

Al di sotto di questo sistema ventilato si sviluppa un pacchetto murario estremamente performante, che permette alle superfici opache di raggiungere una trasmittanza pari a 0,20 W/m²K. Completano l’involucro, per ottimizzare la prestazione energetica, superfici vetrate con un Uw pari a 1,1 W/m²K.

 

In parallelo alla progettazione architettonica, necessaria per raggiungere gli elevati standard energetici voluti dalla committenza, è stata necessaria un’attenta progettazione impiantistica, che consentisse di razionalizzare i consumi e ottimizzare le prestazioni. L’edificio è infatti dotato di un sofisticato sistema di ventilazione meccanica. Quattro macchine lavorano in parallelo per garantire il funzionamento di un recupero di calore con un sistema aria-aria che riesce a garantire temperature e umidità costanti all’interno dei singoli appartamenti durante tutto l’anno. La combinazione di un involucro progettato con attenzione ai materiali e ai dettagli costruttivi ed un’efficiente impiantistica, hanno permesso a questo edificio di ottenere la classe energetica A.

 

Si sottolinea inoltre la scelta strutturale, che prevede l’utilizzo di un telaio in cemento armato ulteriormente rinforzato da pilastri in acciaio. Questa scelta ha dato la possibilità di aprire luci importanti, permettendo di sviluppare in massima libertà le partizioni interne degli appartamenti.

 

Il prodotto utilizzato
Nel pacchetto murario sviluppato per questo progetto si è deciso di accoppiare alla parete ventilata il blocco Wienerberger Porotherm Bio Plan 35, blocco rettificato alleggerito con farina di legno.

 

Questo materiale, con una massa frontale di 320 Kg/m², a cui si aggiunge uno sfasamento di 20 ore ed una trasmittanza termica periodica di 0,019 W/m²K, riesce a garantire eccellenti performance estive.

 

Per meglio comprendere la validità di questi valori, preme sottolineare che l’attuale normativa di riferimento sul risparmio energetico (d.P.R. 59 del 2009) impone, per il risparmio energetico in fase estiva, appena 230 kg/m² di massa superficiale, 12 ore di sfasamento e 0,12 W/m²K di trasmittanza termica periodica. Ne consegue che il prodotto utilizzato per il cantiere in oggetto permetterà di mantenere una temperatura interna costante anche durante i picchi di calore estivo, con un conseguente risparmio di energia da parte del sistema di raffrescamento e un maggior confort interno.

 

Il sistema rettificato
I blocchi a incastro rettificati sono elementi con le facce di appoggio superiori e inferiori perfettamente planari e parallele. La rettifica è un processo che permette di spianare con estrema precisione le superfici superiori e inferiori del blocco. Grazie alla rettifica delle facce di allettamento è possibile eseguire murature con giunti orizzontali molto sottili: solo 1 mm di spessore contro i circa 10 mm necessari per i normali blocchi. Eliminando il ponte termico causato dai giunti di malta, si ottiene una parete omogenea dalle migliori prestazioni termiche molto più facile da montare, con una conseguente velocizzazione e razionalizzazione delle operazioni di cantiere.

 

La malta speciale Porotherm Bio-Plan per giunti sottili viene fornita insieme ai blocchi nella quantità necessaria a eseguire l’opera. Confezionata in sacchi, è facilmente mescolabile con acqua all’interno di un normale secchio utilizzando un semplice trapano munito di mescolatore. Non è quindi necessario disporre di silos per la malta comune, fatto che semplifica notevolmente l’organizzazione del cantiere, che inoltre rimane incredibilmente più pulito.

 

Incastro e rettifica permettono di ridurre il 90% della malta, con performance termiche e meccaniche estremamente più precise e certificabili rispetto alle murature tradizionali, in cui lo spessore del giunto di malta varia a seconda delle capacità dell’operatore addetto al montaggio della muratura.

 

Biocompatibilità
I blocchi rettificati Porotherm Bio-Plan sono laterizi biocompatibili prodotti con impasti di argille naturali. Le microcavità vuote sono generate dalla combustione di farina di legno totalmente priva di additivi chimici e il processo produttivo non è inquinante.
I blocchi Portherm Bio-Plan sono prodotti innovativi per realizzare progetti certificati LEED.

 

Scheda di Progetto:
Luogo: Bologna – Via Barontini – Area “ex Veneta”
Progetto: architetto Piero Braccaloni
Committente: Calderini Costruzioni
Esecuzione lavori: Ma.Co (Manutencoop)
Superfici: 2000 m² di S.U. su 8 piani fuori terra, più due piani interrati

Al pari degli uomini, anche gli edifici si vestono, o meglio si rivestono. Ed esattamente come noi, cercano innanzitutto di risultare gradevoli allo sguardo, senza però perdere di vista gli aspetti tecnici, quali non lasciar passare umidità, scegliere un pacchetto isolante idoneo al fine di non dover spendere troppa energia per mantenere un ambiente confortevole al proprio interno e così via.
E al pari delle scarpe o delle magliette che lasciano respirare la pelle, nel mondo dell’edilizia sempre più si sente parlare di facciate o tetti ventilati.

I vantaggi delle facciate ventilate sono numerosi:
– la parete esterna protegge la struttura dagli eventi meteorologici (pioggia, neve ecc.)
– un corretto dimensionamento (ed ancoraggio) permette di compensare le eventuali dilatazioni/ritiri del rivestimento, senza intaccare la struttura interna
– la parete esterna non necessita di particolari trattamenti e i pannelli possono essere facilmente sostituiti
– l’intercapedine di ventilazione tende a neutralizzare le differenze di reazione degli elementi edili alle sollecitazioni del clima esterno
– le possibilità di isolamento termico sono molteplici, potendosi adattare ai diversi tipi di regolamento edilizio e alle diverse richieste di ogni edificio
– il rivestimento rispetta gli standard antincendio dei regolamenti edilizi

Il tetto ventilato, invece, costituisce un particolare modo di organizzare i componenti della copertura al fine di ottenere sempre un moto ascensionale dell’aria ma questa volta al di sotto del manto finale. In pratica l’aria più fresca proveniente dall’esterno, entrando dalla zona della gronda, si riscalda durante il tragitto sotto i coppi o le tegole, e fuoriesce dal colmo dopo avere sottratto il calore all’interno. Questo contribuisce al miglior funzionamento estivo dell’isolamento termico di tutto il pacchetto copertura e, infine, al risparmio energetico.
Se non è prioritaria l’esigenza di un’efficacie ventilazione estiva, e laddove vi siano lunghi periodi con ambiente umido, si possono adottate coperture che assicurano lo smaltimento di eventuale vapore d’acqua accumulatosi nella copertura, sia in inverno che nelle stagioni intermedie, con uno spessore dell’intercapedine idoneo. Risulta opportuno evitare il collegamento tra gli strati di falde orientati in modo opposto, per ridurre gli effetti negativi dovuti al vento.

Senza dover scendere nei dettagli costruttivi delle varie tipologie di pareti e tetti ventilati (ricavabili nei manuali o su internet) occorre dire una cosa : non tutte le ciambelle escono con il buco, ovvero non sempre queste scelte innovative portano con loro dei risultati soddisfacenti.
Personalmente mi è capitato di vedere appartamenti con tetti ventilati “imbottiti” di strati isolanti al fine di poter limare un po’ l’effetto Sahara d’estate e Alaska d’inverno, in quanto progettati bene e realizzati male o progettati male e realizzati peggio. Oppure mi è capitato di sentire lamentele di chi lavora in strutture dotate di doppia pelle per i medesimi effetti.
Anche in questo caso quindi appare evidente che il ruolo del progettista e quello delle maestranze è fondamentale, al pari di quello del sarto!

Articolo dell’ing. Roberta Lazzari

Fonti
Esse5.com (foto)
Costruire 2009 – Pregi tecnici ed estetici della facciata ventilata
www.tettiventilati.it
http://www.softwareparadiso.it/studio/parliamotetto_ventilato.html