I riflettori puntati su EXPO 2015 per sei lunghi mesi vissuti intensamente si sono definitivamente spenti e il bagno di folla quotidiano si è dileguato lasciando il posto al rumore dei cantieri. Il desiderio di tutti ora è quello di far si che l’area anche in futuro continui a ricoprire un ruolo di eccellenza. Chi ci segue ha percorso con noi un “viaggio virtuale” all’interno delle strutture dei padiglioni che hanno avuto nell’acciaio il materiale principale (visita la nostra pagina speciale dedicata all’Acciaio a EXPO 2015)

Dei fasti di EXPO 2015 rimarrà solo una manciata di strutture: Palazzo Italia, Cascina Triulza, Passerella EXPO – Fiera, Passerella EXPO-Merlata, l’Open Air Theatre, l’Albero della Vita, e, forse, Padiglione Zero.

L’acciaio è presente nella totalità delle opere permanenti fuori terra: il 70% è stato realizzato interamente in carpenteria metallica e nel restante 30% l’acciaio da carpenteria metallica è comunque in abbinamento al cemento armato e al legno.

Maestranze e gru hanno ripreso possesso dell’area, questa volta per svolgere un compito delicato quasi quanto quello della costruzione: smantellare tutte le opere temporanee, entro il 30 giugno 2016.

Palazzo Italia - ph. Luigi Filetici

Palazzo Italia sarà una delle strutture che rimarranno nell’area. Foto Luigi Filetici

 L’80% del costruito a vista delle opere temporanee  di EXPO è stato realizzato in acciaio. La scelta non è stata certo casuale, ma frutto di ben ponderate considerazioni: consapevoli della necessità di recuperare il materiale e in alcuni casi gli stessi padiglioni a fine evento, si è deciso di utilizzare un materiale sostenibile, che rispondesse alla riciclabilità e alla necessità di temporaneità, di rapida dismissione e di reversibilità delle opere. L’acciaio è infatti un materiale che si presta in modo eccellente al montaggio, smontaggio e successivo riutilizzo delle strutture: un percorso per il quale EXPO 2015 ha offerto il palcoscenico ideale.

Sostenibilità e riciclo: filo conduttore del Dismantling

Il piano di smantellamento delle strutture di EXPO 2015 presenta un cronoprogramma serrato e vincolante: 1 e 2 novembre riconfigurazione del sito, dal 3 al 17 novembre trasloco, demolizione delle strutture fuori terra dal 18 novembre al 31 marzo 2016, demolizione delle fondazioni rinterri e rimozione impianti dal 1° aprile al 30 maggio. Tutto deve essere svolto nel pieno rispetto dei tempi programmati, tenendo conto che il 30 giugno 2016 scade il diritto di superficie.

Nella fase di smantellamento, la sostenibilità dei materiali e delle procedure gioca un ruolo rilevante. Trai i diktat imposti, il divieto di utilizzare impianti mobili di frantumazione e recupero in sito e aggregati riciclati per riempimenti. È invece stato posto l’accento sulla necessità di ridurre al minimo l’impatto ambientale, recuperando e riciclando i rifiuti, contenendo le emissioni di polveri, le vibrazioni e l’inquinamento acustico. La demolizione deve avvenire infatti secondo un criterio selettivo in grado di garantire la tracciabilità e il recupero della massima quantità possibile di rifiuti, rigorosamente suddivisi per tipologia. È perciò necessario procedere con lo smontaggio preventivo delle componenti riutilizzabili e di tutti i materiali estranei agli inerti. Le opere realizzate in acciaio sono in grado di rispettare tutte queste prescrizioni.

Il ruolo dell’acciaio nel dismantling

 L’acciaio è un materiale sostanzialmente “pulito”, riciclabile al 100%, riutilizzabile, che grazie ad una costruzione realizzata con montaggio a secco ha un impatto ambientale minimo rispetto ad altri materiali da costruzione. La stessa sostenibilità si rivela anche nelle procedure di smantellamento e quindi riguarda l’intero ciclo di vita del materiale.  E’ questo uno dei motivi che hanno concorso alla scelta dell’acciaio nella maggior parte dei padiglioni realizzati dai Paesi stranieri partecipanti: su 52 Paesi il 69% ha realizzato le strutture del proprio padiglione completamente in acciaio, il 4% in strutture composte acciaio – cls, il 6% in acciaio e altri materiali, il 4% in calcestruzzo prefabbricato e il 17% in legno. Procedendo allo smantellamento delle strutture in acciaio, inoltre, anche la produzione e l’immissione di polveri in atmosfera viene praticamente azzerata.

Ricordiamo che l’acciaio è il materiale più riciclato nel mondo: vengono riciclate 14 tonnellate al secondo.  L’Italia è il 1° paese europeo per riciclo di rottame ferroso con una media di circa 20 milioni di tonnellate annue di materiale che viene rifuso nelle acciaierie nazionali. Dopo aver esaurito le proprie funzioni strutturali, il 100% dell’acciaio rottamato viene riciclato (senza perdere alcuna proprietà) e il 99% dei profili (sia piani che lunghi) viene recuperato in quanto facilmente separabile dagli altri materiali. L’acciaio dunque contribuisce direttamente alla conservazione delle risorse naturali.

La second life delle opere in acciaio

Sul futuro dei padiglioni dismessi si aprono scenari molto vari. Alcuni Paesi, già in fase di progetto, hanno individuato con precisione l’uso futuro del padiglione, prevedendone il rimpatrio. Altri invece hanno preferito donare il proprio a Paesi in difficoltà, con un uso diverso da quello originale. Altre strutture, per le quali non è stata prevista una destinazione particolare, verranno smantellate e l’acciaio verrà interamente recuperato e riutilizzato con finalità diverse. Qualche esempio concreto:

Il padiglione degli Emirati Arabi, una volta smontato, verrà rimontato e riutilizzato in occasione della prossima edizione di EXPO 2020, a Dubai.

Diverso il destino per New Holland: il padiglione sarà infatti ricostruito come showroom altamente innovativo, focalizzato intorno ai principi di riciclo e sostenibilità.

L’Ungheria riutilizzerà il 90% dell’edificio, che andrà ad ospitare il Centro Nazionale della Salute e dell’Informazione.

L’Uruguay non ha previsto che il padiglione potesse essere rimontato in patria. Il manufatto resta contrattualmente di proprietà dell’impresa costruttrice. In particolare la struttura metallica sarà ritirata dal costruttore metallico.

Particolare, infine, il reimpiego previsto per la Svizzera: le torri saranno infatti recuperate e riutilizzate nelle città svizzere come serre urbane.

La maggior parte del materiale della Santa Sede, una volta dismesso il padiglione, verrà recuperato e verranno riciclati materiali e componenti, esattamente come per tutti i padiglioni per i quali non è prevista una nuova destinazione d’uso.

Penultimo giorno di apertura di EXPO 2015, l’esposizione universale che ha portato alla ribalta mondiale Milano e l’Italia con oltre 20 milioni di visitatori provenienti da ogni angolo del Pianeta, a dimostrazione che il tema dell’evento Nutrire il pianeta, Energia per la vita è sentito come primario da tutta la comunità umana.

Ma oltre allo sviluppo di progetti che possano garantire cibo e nutrizione per tutti, EXPO 2015 è stato importante anche per le innovazioni tecnologiche apportate al mondo dell’edilizia e dell’architettura. Due esempi su tutti: le forme sinuose della “pelle di Palazzo Italia, realizzata con il nuovo cemento biodinamico inventato dai ricercatori Italcementi e il massiccio impiego della metodologia BIM per la costruzione di numerosi padiglioni.

“La complessità di un evento come questo”, conferma l’architetto Fabrizio Ferraris, direttore marketing di Harpaceas, “necessita di una pianificazione prima di tutto di livello urbano e successivamente, a parte gli aspetti strettamente logistici, di una progettualità che riesce a liberare la creatività di architetti e designer provenienti da tutto il mondo”.

E non a caso alcuni dei padiglioni che sono diventati iconici di EXPO 2015 sono stati pensati, realizzati e progettati tramite l’impiego del Building Information Modeling. Parliamo del già citato Palazzo Italia, ma anche del Padiglione degli Emirati Arabi Uniti e altre strutture come l’Expo Center, i Cluster del Riso e del Cacao e i Padiglioni del Brasile e dell’Indonesia.

Leggi anche le riflessioni sul Building Information Modeling nella realtà italiana dell’arch. Alessandro Miele, coordinatore di progetto per Nemesi & Partners del Padiglione Italia per EXPO 2015 pubblicate sul quotidiano online Ediltecnico.

Il BIM in opera a EXPO 2015

Harpaceas, in collaborazione con i suoi clienti che hanno partecipato alla realizzazione delle opere di Expo 2015, ha realizzato una case study in cui sono proprio i progettisti a parlare, evidenziando i vantaggi che il BIM ha loro apportato nell’affrontare questa sfida.

SCARICA la case study completa Il BIM a EXPO 2015 (Formato zip, Dimensione14 Mb)

Per la modellazione e produzione delle strutture di questi edifici è stato utilizzato Tekla Structures, il software BIM per la progettazione strutturale. Per il calcolo e la verifica strutturale è stato utilizzato il software Midas Gen, della suite di software per il calcolo strutturale FEM Midas.

Da evidenziare il caso dei Cluster del Riso e del Cacao in cui si è realizzato una vera applicazione di interoperabilità tra Tekla Structures Midas GEN, che ha consentito un forte risparmio di tempo, evitando la ri-modellazione della strutture.

I progetti per EXPO 2015 presenti nella case study:

– Studio Capè di Milano: Strutture di Palazzo Italia

– Stahlbau Pichler di Bolzano, Delta Ingegneria di Arco (TN): Copertura di Palazzo Italia

– Building Project di Conegliano (TV): Strutture dell’Expo Center

– Comeva di Gordona (SO): Padiglione Indonesia

– AMSIS Progetti di Adro (BS): Padiglione Emirati Arabi Uniti

– ETS di Villa d’Alme (BG): Padiglione Brasile e Clusters Riso e Cacao

Ricordiamo infine che è disponibile per i lettori interessati il manuale dedicato alla gestione operativa dei progetti realizzati con il Building Information Modeling a cura di Mario Caputi (leggi l’intervista sulla rivoluzione BIM), Paolo Odorizzi e Massimo Stefani.

Alla sua prima partecipazione ad un’Esposizione universale, l’Uruguay ha affidato la progettazione del proprio padiglione ad un team di architetti locali, sotto l’egida del motto “La vita cresce nell’Uruguay”.

A meno di 10 giorni dal termine dell’esposizione universale di EXPO 2015, che ha portato nel capoluogo milanese la cifra record di 20 milioni di visitatori, si conclude il nostro viaggio tra le strutture portanti in acciaio dei padiglioni delle nazioni. Ringraziamo il nostro “compagno di viaggio”, Fondazione Promozione Acciaio, senza il quale non avremmo potuto presentare ai nostri lettori le meraviglie tecniche nascoste nelle magnifiche strutture di EXPO 2015.

Edificata in un lotto di circa 700 metri quadri, l’architettura è stata concepita con lo scopo di ottenere un perfetto equilibrio ambientale tra spazi verdi e costruito. Il padiglione presenta un design che offre al visitatore un’esperienza multisensoriale: l’asse centrale della proposta didattica è costituito da un’area audiovisiva alloggiata al primo piano, raggiungibile attraverso una rampa sonora, dove vengono diffusi suoni come il frusciare dei campi, lo sciabordio delle onde fino allo scoppiettare del fuoco delle grigliate ed alla musica folkloristica.

 

L’edificio esternamente è caratterizzato da una linea avvolgente sospesa che combina pezzi rustici in legno ad elementi verticali in acciaio dipinti di bianco. Appesa alla copertura del padiglione, questa pelle esterna agisce come una maglia che protegge l’edificio dalle radiazioni solari e crea giochi di ombre. Strutturalmente il volume è caratterizzato da un’ossatura metallica combinata con chiusure orizzontali e verticali leggere: le soluzioni costruttive adottate assicurano il rispetto di tutte le esigenze prestazionali anche nei confronti del successivo smontaggio e riutilizzo. I solai lignei sono sostenuti da un’orditura di travi secondarie IPE 160 e principali IPE 240 e IPE 360, collegate tra di loro da squadrette e piastre con unioni bullonate.

La copertura presenta una serie di coppie tirante / puntone bullonate a tutte le colonne perimetrali; tali elementi sono a sostegno di travi di coronamento perimetrali IPE 360 alle quali sono fissate a loro volta le lamelle in piatto 300×12 mm che fungono da schermatura all’edificio e che sostengono le doghe rustiche in legno massiccio.

Padiglione Uruguay

Committente: Repubblica Orientale dell’Uruguay

Coordinamento generale del progetto architettonico: Javier Diaz (INAC)

Progetto: Javier Diaz (responsabile); Daniel Gimenez (supervisione); Magnone-Pollio (progetto strutturale); Marcelo Pittamiglio, Ricardo Hofstadter, Luis Lagormarsino, Gonzalo Fernandez (progetto impiantistico); MSC Associati srl – Federica Desio, Marco Schiatti (local architects)

Progetto esecutivo: MSC Associati srl

General contractor: Campana Costruzioni srl

Costruttore metallico: Cosmet di Fantoni srl

Immagini: MSC Associati, Lorenzo De Simone

Prodotti in acciaio

Travi  e laminati mercantili  – Travi IPE 160, 240 e 360 per le orditure portanti, IPE 360 perimetrali di copertura.

Lamiere – Lamelle di rivestimento in piatto 300×12 mm

l materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni

Ci avviciniamo alla fine di EXPO 2015 che per sei mesi ha catalizzato l’attenzione del mondo sul capoluogo lombardo e sulle eccellenze del nostro Paese. Anche di quelle architettoniche, come il padiglione della Turchia che visitiamo nel nostro tour organizzato con la preziosa collaborazione di Fondazione Promozione Acciaio.

Costruito su un’area di 4.170 mq, il padiglione della Turchia contiene 3 sezioni principali e 7 ambienti semi-aperti ognuno diverso dall’altro: cinque di questi ospitano mostre ed eventi ad orientamento tematico, mentre i restanti contengono il ristorante e spazi commerciali. Tutti i valori che hanno caratterizzato il passato della nazione prendono vita attraverso il design e le decorazioni tipiche della cultura turca raffigurate in una fontana in pietre naturali, nella ricostruzione di una tipica casa turca ed attraverso l’arte del vetro.

Le forme della cultura turca modellate nell’acciaio a EXPO 2015

Nella sezione scoperta del padiglione, all’ombra dei platani, si trova un’area dove i visitatori possono gustare il tè ed il caffè turco godendo dell’atmosfera tipica e della fontana ottomana. In aggiunta a questo luogo, dove trovano spazio anche l’area del mercato, i chioschi e le Tavole Anatoliche, si svolgono periodicamente mostre e laboratori che permettono il contatto con la raffinatezza della cultura turca. La parte semi aperta è disegnata ed ispirata ai caravanserragli in cui l’atrio ospita le attività culturali ed i ricevimenti, mentre la parte coperta un palazzo-ufficio che riflette la forma storica e lo stile delle case tradizionali turche.

 

L’area semi aperta è caratterizzata da un impianto strutturale costituito da telai in acciaio che prevedono l’impiego di profili tubolari a sezione quadra 250x250x6 mm per le colonne, travi IPE 400 e IPE 300 come elementi  principali e IPE 240/220 come elementi secondari. La stecca dedicata agli uffici è costituita principalmente da telai realizzati con profili HEB 160 ad eccezione della copertura in cui sono stati utilizzati profili IPE 240, IPE 200 e UPN 300.

I solai sono costituiti prevalentemente da pannelli prefabbricati in legno mentre in copertura è stata prevista la posa di pannelli sandwich in acciaio. La parte scoperta del padiglione è delimitata da un moderno intreccio di tubolari a sezione rettangolare 300 x 100 mm, graticcio sorretto da un lato da una quinta in acciaio, dall’altro da una grande “ampolla” e da due “alberi” anch’essi in acciaio.

Padiglione Turchia

Committente: Repubblica di Turchia – Turkiye Cumhuriyet Ekonomi Bakanligi

Rappresentante: Dream Design Factory

Progetto strutturale impiantistico definitivo ed esecutivo: F&M Ingegneria srl

General contractor: Alessandro Rosso Construction & Management srl

Costruttore metallico: Speirani costruzioni srl

Immagini: F&M Ingegneria (fotografie di cantiere), Davide Dolcini

Totale acciaio: 180 tonnellate, qualità S355

Profili cavi strutturali – Profili cavi strutturali a sezione circolare, quadrata e rettangolare

Pannelli sandwich – Copertura realizzata con pannelli sandwich in acciaio

Travi e laminati mercantili – Strutture primarie e secondarie in profili IPE, HEB e UPN

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni

Ore e ore di fila si formano ogni giorni per le migliaia di visitatori che desiderano visitare Palazzo Italia, la fantasmagorica costruzione che rappresenta il nostro Paese a EXPO 2015, aperto fino al prossimo 31 ottobre a Milano.

Dopo avere visitato decine di padiglioni con l’aiuto di Fondazione Promozione Acciaio, cui appartengono le immagini del cantiere che potete vedere in questo articolo, oggi analizziamo la struttura di uno degli elementi più caratteristici di Palazzo Italia: la sua vela, un’opera che rimarrà nel tempo e che esprime il concetto di innovazione.

Il Padiglione Italia prevede la realizzazione di Palazzo Italia (circa 13.200 mq su 6 livelli fuori terra, dimensioni 57,5 m x 57,5 m x 25m) e degli edifici temporanei del Cardo (circa 13.700 mq su 3 livelli fuori terra).

A copertura di Palazzo Italia, una “vela” dal design innovativo interpreta l’immagine della chioma di una foresta, caratterizzata da vetro fotovoltaico e da campiture geometriche per lo più quadrangolari, sia piane che curve, assieme all’involucro ramificato dell’edificio è espressione d’innovazione sia in termini di progettazione che di tecnologia. L’andamento della copertura trova il suo punto di maggior espressione architettonica in corrispondenza del cuore della piazza interna; un grande lucernario vetrato di forma conica si inserisce in “sospensione” sulla piazza e sulla scala centrale irradiandole di luce naturale.

La spettacolare vela di copertura in acciaio e vetro ampia circa 4.500 mq e caratterizzata da un complesso disegno tridimensionale è sicuramente una delle sfide tecnologiche più avvincenti nella progettazione e realizzazione di Palazzo Italia.

La struttura spaziale, del peso complessivo di 350 tonnellate, è costituita da un’orditura primaria in travi reticolari in acciaio realizzate con correnti superiori ed inferiori in profili tubolari a sezione circolare di qualità S355J2H e puntoni verticali in piatti sagomati. La carpenteria metallica è completata da un’orditura secondaria in profili tubolari circolari e da nodi di collegamento realizzati con giunti nascosti. La definizione della tipologia di vetro impiegato nelle differenti porzioni di superficie è stata particolarmente accurata: circa 2.000 fissaggi puntali sono stati studiati ad hoc per sostenere vetri stratificati, vetrocamera ed elementi fotovoltaici planari o curvi. Palazzo Italia, conclusa l’esposizione universale, resterà un’opera permanente e vince così le sfide dell’innovazione e della sostenibilità.

Palazzo Italia

Committente: EXPO 2015 spa

Design: Nemesi & Partners srl, Arch. Michele Molè e Arch. Susanna Tradati

Design partners

Engineering and cost management: Proger spa

Strutture e impianti: Bms Progetti srl,

Sostenibilità energetica: Prof. Ing. Livio De Santoli

Contractors Palazzo Italia:

Edificio: Italiana Costruzioni spa
Involucro ramificato: Italcementi spa e Styl-Comp Group
Vela di copertura: Stahlbau Pichler srl

Immagini: Nemesi & Partners (modello, disegni, fotografie), Stahlbau Pichler (fotografie, foto mock up in officina), EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografia – vista generale)

Prodotti in acciaio: 350 tonnellate

Profili cavi strutturali  – Correnti superiori ed inferiori realizzati con profili cavi a sezione circolare qualità S355J2H

Laminati piani – Piatti di collegamento verticali sagomati

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni

È forse una delle strutture più imponenti e affascinanti dell’intero EXPO 2015. Sicuramente la prima che le migliaia di visitatori dell’esposizione universale di Milano si trovano ad ammirare non appena varcati i cancelli di ingresso. Stiamo parlando del Padiglione Zero, nuova tappa del nostro viaggio tra gli edifici che hanno impiegato l’acciaio per la loro realizzazione e che facciamo in compagnia di Fondazione Promozione Acciaio, fornitrice delle immagini e delle descrizioni dettagliate del progetto.

Come detto, il Padiglione Zero è il primo edificio dell’area espositiva che si incontra provenendo dagli ingressi ovest e, per questo motivo, riveste un forte ruolo di rappresentanza.

Con un’impronta a terra di 7.500 mq, si sviluppa su pianta rettangolare di 124 x 60 m e raggiunge un’altezza massima di 26 m. Il complesso ospiterà dieci aree concettuali che introdurranno il visitatore al tema cardine di EXPO 2015 “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”.

Dal punto di vista compositivo è caratterizzato dalla ripetizione e intersezione di otto coni aventi un diametro di base di 85 e 45 m e un’altezza di 26 e 22 m. Tali elementi sono organizzati attorno a un patio scoperto e il muro perimetrale seziona le geometrie evidenziandone i rilievi. Le coperture ondulate, simili ad una successione di paesaggi collinari, sono rivestite in tavolati di abete, poggianti sulle strutture portanti in acciaio e disposti orizzontalmente come a riprendere le curve di livello.

Acciaio zincato e una pelle di legno per il Padiglione Zero di EXPO 2015

Ciascuna collina è sorretta da travi reticolari in acciaio zincato disposte a raggiera, costituite da profili laminati di dimensioni variabili in funzione della luce e dei carichi. Sono inoltre metalliche e anch’esse zincate a caldo, in profili tubolari circolari, le colonne che sostengono le travature reticolari di copertura. Trattandosi di una struttura temporanea destinata ad essere smantellata, la scelta dell’acciaio, materiale riciclabile per eccellenza, è lungimirante anche nell’ottica di riduzione dell’impatto ambientale e del riutilizzo post evento.

Padiglione Zero

Committente: EXPO 2015 spa

Curatore: Prof. Davide Rampello

Progettazione preliminare

Coordinamento progettuale: Fiera Milano spa
Progetto architettonico: Michele De Lucchi
Progetto strutturale ed impiantistico: Milan Ingegneria srl

Progettazione definitiva ed esecutiva: ITECO Italian Engineering Company srl

Impresa: P&I Project Integrator

Costruttore metallico: C.M.S. srl

Immagini: courtesy Michele De Lucchi’s archive (disegni), EXPO 2015 – Daniele Mascolo (fotografie)

Prodotti in acciaio

Trattamenti di protezione – Strutture principali e secondarie in acciaio zincato a caldo

Profili cavi strutturali – Colonne in profili cavi circolari

Travi e laminati mercantili – Travi reticolari in profili laminati a sezione variabile

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni

A settembre si insedierà la giuria, presieduta da un professionista di fama internazionale, e a ottobre sarà dichiarato quale è il padiglione più bello tra le architetture delle strutture self built che hanno preso parte a EXPO 2015, l’esposizione universale che si concluderà il prossimo 31 ottobre.

Il premio, che è stato bandito da un panel di associazioni del settore delle costruzioni (Istituto Nazionale di Architettura e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, la Federcostruzioni e l’OICE con il coordinamento e supporto di PPAN comunicazione e networking per il costruito e il patrocinio di EXPO Milano 2015), è riservato ai padiglioni self built, ossia a quelli che sono stati costruiti autonomamente dai vari Paesi partecipanti e che non sono, quindi, stati ospitati all’interno dei cluster tematici.

In gara, dunque, 54 padiglioni per un premio che intende indagare i contenuti delle architetture realizzate per EXPO 2015 valorizzando i caratteri di ricerca, di sostenibilità, capacità realizzativa, sperimentazione tecnologica e, in generale, qualità architettonica intesa come esito della collaborazione di soggetti diversi: dai committenti agli imprenditori, dai produttori ai progettisti.

La premiazione riguarderà tutti i protagonisti della filiera: dal committente al progettista fino ad arrivare alle imprese esecutrici.

In campo anche i costruttori dell’ANCE “Le nostre imprese – dichiara Claudio De Albertis, neo presidente nazionale – hanno dimostrato che il miracolo EXPO era possibile. Quello che sembrava proibitivo si è trasformato in realtà grazie alle grandi capacità produttive e innovative del nostro sistema imprenditoriale che è stato all’altezza della grande sfida che aveva davanti.

Un po’ meno entusiasta il numero uno degli architetti italiani, Leopoldo Freyre, che pur aderendo al premio, parla di un’occasione sprecata per valorizzare il progetto. “Con il ricorso ai concorsi, riflette amaramente Freyre, EXPO 2015 poteva essere un’occasione fondamentale per valorizzare e far crescere la cultura del progetto. Ciò al fine di promuovere la qualità architettonica attraverso politiche esemplari e all’insegna della trasparenza nel settore della costruzione pubblica e di investire sui talenti. Questo non è accaduto”.

Un peana all’ingegneria è quello alzato da Alfredo Ingletti, numero due di OICE che dichiara: “l’ingegneria ha saputo tenere insieme in EXPO le ambizioni progettuali sviluppate in paesi lontani nel mondo con la fattibilità e l’adeguamento alle norme italiane e alle aspettative degli organizzatori. L’ingegneria ha reso possibile la costruzione di infrastrutture, impianti, architetture ardite ed altre di servizio e ha contribuito alla messa a punto di progetti da smontare e riusare post-evento.

L’hashtag ufficiale del premio è #PremioArchitettureExpo2015

Tre gemelli giganti dall’anima in acciaio. Stiamo parlando del progetto dei Theme Corporate Pavilions costituito da tre padiglioni rettangolari identici nelle dimensioni: 32 m di larghezza, 78 di lunghezza ed un’altezza libera di circa 14,5 metri.

Prima della pausa estiva, questo è l’ultimo appuntamento con il nostro reportage dedicato alle strutture in acciaio di EXPO 2015 e che è possibile consultare integralmente, visitando il nostro dossier tematico L’acciaio a EXPO 2015.

Gli edifici del Theme Corporate Pavilions sono liberi da colonne interne, per permettere la creazione di allestimenti sia ad un solo piano sia a due piani. Dedicati ad itinerari tematici, permetteranno ai visitatori di scegliere percorsi in base ai loro interessi, percependo e sperimentando pienamente il contenuto di EXPO Milano 2015.

La progettazione preliminare ha conferito ai padiglioni la maggior flessibilità possibile, così da lasciare completa libertà di scelta nell’organizzazione e progettazione degli spazi, grazie alla successione di telai paralleli tra loro, per un totale di dodici portali.

Le maglie strutturali, con colonne solo all’esterno, sono tali da poter fruire al massimo degli spazi sia in pianta che in elevazione. I telai trasversali tipici sono composti da due colonne HEB 550, con distanza tra assi pari a 31 m circa e da travi reticolari formate da profili HEB/HEA 260 e angolari a lati uguali. Tutte le travi sono posizionate ogni 6,4 metri circa e appoggiano sia sulle colonne del telaio che sulle travi reticolari laterali. Ampio utilizzo anche di profili a doppio “T” per le capriate con profili: HSU 260*300*25*15, HEA 300, HEA 280 e IPE 270. I telai di testata sono invece composti da colonne HEA 300 e travi HEA 260 e 300.

Gli arcarecci sono in profilati tipo IPE 220. Profili angolari 60×8 mm disposti a croce di Sant’Andrea sono utilizzati per i controventi di falda ed “L” 80×8 mm per quelli verticali. Un ulteriore impalcato con profili HEB ed IPE è presente per sorreggere i macchinari interni. L’intera struttura è in acciaio di qualità S355. Aspetto fondamentale del progetto TCP è quello della temporaneità dell’opera. I padiglioni infatti verranno utilizzati solo per l’esposizione universale e saranno smantellati alla fine dell’evento. Proprio per questo sono stati realizzati con struttura in acciaio a garanzia della possibilità di riutilizzo e riciclo del materiale stesso, ovvero sostenibilità del costruito.


THEME CORPORATE PAVILIONS

Committente: EXPO 2015 spa

Progetto preliminare: Ufficio di piano Expo 2015 spa Dir. Construction & S. M.
Progettista responsabile: Matteo Gatto
Progettazione specialista (architettura): Ciro Mariani
Progettazione specialista (strutture): Monica Antinori

Progetto esecutivo: Metropolitana Milanese spa
Progettista responsabile: Roberto Conta
Collaborazione alla progettazione: Giuseppe Giunta

General contractor: Mantovani spa

Costruttore metallico: MBM spa

Immagini: Ufficio di Piano Expo 2015 (disegni); EXPO 2015 – Daniele Mascolo, Archivio EXPO 2015 – Fotografie di architettura Federico Brunetti (fotografie)

PRODOTTI IN ACCIAIO

Totale acciaio: 1.400 tonnellate, qualità S355

PANNELLI SANDWICH / SANDWICH PANELS – Involucro in pannelli sandwich

LAMINATI MERCANTILI / MERCHANT BARS – Profili ad L 60×8 mm per controventi di falda e 80×8 mm per controventi verticali

TRAVI / BEAMS – Travi HEA, HEB, IPE, profili a doppio “T”

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati dai diversi padiglioni

Per la costruzione del Padiglione della Germania a EXPO Milano 2015 sono state impiegate 431 tonnellate di acciaio strutturale ma, l’elemento che lo rende unico è il fatto che sono state impiegate tutte le gamme di prodotto per gli oltre 2.500 metri quadrati di area espositiva coperta: travi HE, travi composte saldate, profili strutturali.

Torniamo ad occuparci della strutture in acciaio alla esposizione universale che si sta svolgendo a Milano con la descrizione del Padiglione tedesco (per vedere tutti i progetti finora pubblicati, visita il nostro Dossier L’Acciaio a EXPO 2015).

Il progetto, caratterizzato dal particolare intreccio tra la presentazione degli spazi e quella dei contenuti, è espressione del motto “Fields of Ideas”.

Padiglione Germania EXPO 2015: la summa dell’acciaio strutturale

L’architettura ricorda il tipico paesaggio rurale tedesco, fatto di prati e campi: gli elementi rappresentativi e centrali del padiglione sono le piante stilizzate che, come “germogli di idee”, sbucano dal piano dell’esposizione e raggiungono la superficie esterna. L’intero edificio ha una lunghezza di circa 120 m, una larghezza di circa 34 m, un’altezza fino a 12 metri e le zone di esposizione coprono un’area di circa 2.700 mq, tra pianterreno, primo piano e copertura.

Padiglione Germania EXPO 2015: la summa dell’acciaio strutturale

Con i suoi 4.933 mq di superficie si presenta come uno dei lotti di massime dimensioni all’interno del Sito Espositivo. Per la struttura temporanea che al temine della manifestazione verrà smantellata, è stata impiegata la minor quantità di materiale possibile limitando così l’impatto sull’ambiente. Una strategia che ha previsto l’impiego dell’acciaio, in linea con i principi della sostenibilità: esame critico, consumo e riutilizzo.

Padiglione Germania EXPO 2015: la summa dell’acciaio strutturale

Le sei coperture che evocano forme vegetali, sono gli elementi particolarmente scenografici che coprono gli spazi aperti del padiglione. La struttura d’acciaio di ogni albero è costituita da una colonna tubolare centrale ancorata al pianterreno e vincolata orizzontalmente alla soletta del primo e secondo piano. Alla sommità della colonna, sei travi a sbalzo orizzontali sono fissate trasversalmente alla colonna e sorreggono un tubo perimetrale che serve da elemento di fissaggio della membrana semitrasparente a forma di petalo.

Dodici colonne collocate sulla circonferenza sorreggono una trave reticolare perimetrale e altre quattro travi reticolari, due in ogni direzione, a formare la struttura principale di copertura. In totale per il padiglione tedesco sono state utilizzate 431 tonnellate di acciaio, tra profili tubolari, HE e travi composte saldate.

PADIGLIONE GERMANIA

Committente: Ministero Federale per l’Economia e l’Energia

Affidataria gestione e organizzazione padiglione: Messe Frankfurt GmbH

Ideazione, progettatzione, realizzazione padiglione: Joint-venture Milla & Partners (impostazione concettuale, allestimento espositivo, progettazione multimediale); Schmidhuber (ideazione spazi, progetto architettonico, masterplan); Nüssli Deutschland (esecuzione e gestione del progetto)

Realizzazione strutture in acciaio: Stahlbau Pichler srl

Immagini: SCHMIDHUBER / Milla & Partner (disegni), Lorenzo De Simone – Stahlbau Pichler (fotografie), Stahlbau Pichler (fotografie)

PRODOTTI IN ACCIAIO

Totale acciaio: 431 tonnellate

TRAVI / BEAMS – Travi HE in acciaio di qualità S355JR

PROFILI CAVI STRUTTURALI / HOLLOW SECTIONS – Profili cavi a sezione circolare a vari diametri, qualità S355JR

TRAVI COMPOSTE SALDATE / WELDED BEAMS – Travi composte saldate realizzate da lamiere spessore 15-20 mm

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati

 

Riprendiamo il nostro viaggio tra le strutture d’acciaio realizzate per EXPO Milano 2015, concentrandoci sulla PEM la Passerella EXPO Merlata ciclopedonale che scavalca autostrada e ferrovia ed è stata varata in una sola notte

La passerella Expo – Cascina Merlata si inserisce in un contesto di importanti trasformazioni in occasione di EXPO 2015 e rappresenta un elemento di congiunzione di due progetti: l’area espositiva e l’intervento di Cascina Merlata, poco più a Sud. Caratteristica fondamentale è la sua natura permanente.

Svariati vincoli dimensionali hanno condizionato la morfologia di questa passerella ciclopedonale: attraversamento sopra la linea ferroviaria e distanze di sicurezza imposte sia da quest’ultima sia dall’autostrada con l’aggravante di dover posizionare le pile in una zona ricca di sottoservizi. Ciò ha portato a progettare un’opera che si sviluppa completamente in elevazione, larga 6 m e con altezza variabile da un massimo di 9 ad un minimo di 4,4 metri.EXPO Cascina Merlata (passerella PEM). Foto di Daniele MascoloLa passerella è costituita da due tronconi iperstatici con campate di 65 e 80 metri (lato Expo) e con campate di 50, 105 e 41 metri (lato Cascina Merlata) per una lunghezza complessiva considerevole di 341 m, in parte in piano (circa 180 m dall’estremo Sud) e la restante parte in pendenza (5%).

Particolare attenzione è stata rivolta allo “human comfort” ovvero la percezione delle vibrazioni prodotte dal vento e dal transito dei pedoni. Il progetto preliminare per garantire il comfort dell’utente prevedeva l’esecuzione di pile in acciaio con l’eventuale adozione di dispositivi di smorzamento in grado di limitare le vibrazioni.EXPO Cascina Merlata (passerella PEM). Foto di Daniele Mascolo

In fase di progetto esecutivo, il comfort è stato perseguito seguendo altre metodologie, eliminando il ricorso ai dispositivi di smorzamento e sostituendo purtroppo le eleganti pile in acciaio con altre più robuste e ingombranti in calcestruzzo.

La PEM è un ponte di terza categoria a via inferiore, costituito da due travi parete reticolari in acciaio disposte verticalmente lungo lo sviluppo longitudinale della passerella, chiuse sia superiormente che inferiormente da un orizzontamento realizzato da una doppia orditura di profili anch’essi in acciaio ed irrigidito da un sistema di controventamento.

EXPO Cascina Merlata (passerella PEM). Foto di Daniele Mascolo

Profili IPE e HE, tubolari quadri, rettangolari e travi a cassone per un totale di 1.200 t di acciaio in qualità S355J0 conformano la struttura della passerella. L’acciaio trova inoltre spazio elle lamiere grecate degli impalcati e nelle caratteristiche lamiere forate di rivestimento.

PASSERELLA PEM

Committente: EXPO 2015 spa

Progetto preliminare: Ufficio di piano Expo 2015 spa Dir. Construction & S. M.
Progettista responsabile: Ciro Mariani
Strutture: Monica Antinori

Progetto esecutivo: Metropolitana Milanese spa
Strutture: Roberto Conta
Collaborazione alla progettazione: Stefano Rossi

Imprese: Giugliano Costruzioni Metalliche srl (mandataria), R.C.M. Costruzioni srl (mandante)

Immagini: Daniele Mascolo (fotografie diurne)

PRODOTTI IN ACCIAIO
Totale acciaio: 1.200 tonnellate, qualità S355J0

TRAVI COMPOSTE SALDATE – travi a cassone realizzate con lamiere da treno quarto sp 30 mm

LAMIERE FORATE – Rivestimenti in lamiere forate

LAMINATI MERCANTILI – Strutture dell’impalcato in laminati mercantili

PROFILI CAVI STRUTTURALI – Profili cavi a sezione rettangolare e quadrata

TRAVI – Profili IPE e HE per le strutture d’impalcato

LAMIERE GRECATE – Lamiere grecate per l’impalcato

Il materiale inserito è stato fornito da Fondazione Promozione Acciaio per gli usi esclusivi ed autorizzati