Numeri interessanti quelli del mercato dei droni nel nostro Paese: un giro d’affari annuo che genera un fatturato di 350 milioni di euro con una media di 700mila euro ad azienda e sette addetti per ognuna (sempre dato medio). Il settore dei veicoli unmanned è in piena salute e sarà protagonista domani e sabato a Milano per la nuova edizione di Dronitaly la più grande fiera italiana per i droni civili in programma al Centro Congressi Atahotel Expo Pero-Milano.

I dati diffusi dall’organizzazione della manifestazione sono stati raccolti ed elaborati dalla Doxa Marketing Advice per il primo “Osservatorio sull’industria italiana dei droni civili” mai realizzato nel nostro Paese e individuano il “cuore” pulsante dell’industria dei sistemi APR nel Centro Italia.

L’inchiesta si basa su un campione rappresentativo di 53 aziende, che consente di scattare la prima “fotografia ufficiale” del settore. Finora in Italia, infatti, non era ancora stata realizzata un’indagine così approfondita tra i protagonisti del settore unmanned, settore ancora giovane ma con forti potenzialità di crescita in Italia e all’estero.

La relazione e la presentazione completa dell’indagine saranno al centro del convegno che battezzerà la manifestazione L’industria dei droni civili in Italia, Come aiutare la crescita delle start-up innovative, durante la quale sarà da Massimo Sumberesi, managing director Doxa Marketing Advice, illustrerà i risultati raggiunti e le prospettive di crescita del mercato SAPR. Il convegno vedrà la presenza degli enti regolatori del settore che ne trarranno spunto per discutere gli sviluppi della normativa italiana e europea.

Molti i professionisti interessati alle opportunità offerte dai droni, tra cui, oltre agli agronomi, agli avvocati e ai fotografi, si aggiungono gli ingegneri, gli architetti e i geometri sempre più intrigati dai possibili impieghi in ambito edilizio dei sistemi a pilotaggio remoto.

Le grandi aziende italiane, da Vodafone a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), da Enel a Eni, si dimostrano sensibili all’utilità dei droni nelle attività industriali e saranno protagoniste di un convegno finora inedito in Italia che racconta l’impiego dei sistemi unmanned in queste realtà.

Dronitaly 2015, che annovera la presenza di tutte le maggiori aziende del panorama, rappresenta l’occasione per entrare in contatto con i protagonisti della filiera italiana dei droni civili italiana. Concentrato in due giornate, l’evento rappresenta una full immersion che consente alle aziende produttrici, agli operatori e alle scuole di volo, insieme ai professionisti e alle aziende, di fare networking e sviluppare business.

Per quanto riguarda i visitatori, la kermesse permette ai neofiti di approcciare con un unico colpo d’occhio il mondo dei droni, mentre per gli esperti è la chance di vedere concentrate tutte insieme applicazioni, novità e anteprime dei migliori mezzi unmanned sul mercato nei segmenti consumer, semi-pro e pro.

La Fiapr – Federazione Italiana Aeromobili a Pilotaggio Remoto – ha divulgato i risultati della prima indagine condotta in Italia sull’affidabilità dei velivoli unmanned e in particolare per i droni a uso civile.

Leggete da soli i risultati e il commento sull’interessantissima iniziativa, vi anticipiamo solo una grande sorpresa che spariglia un po’ il sentire comune intorno al tema della sicurezza dei droni: la causa di incidente più frequente resta – come negli altri settori dell’aviazione – il fattore umano.

Ciò significa che, per gli addetti ai lavori, il livello e il potenziale tecnologico dei velivoli unmannedd è già sufficientemente affidabile e sicuro.

A Dronitaly 2015, sul tema della sicurezza e della safety dei droni, il prossimo 26 settembre è in programma un importante convegno dal titolo: “Piloti e sicurezza del volo”, in collaborazione con ANSV e AOPA. Sarà l’occasione per fare il punto sulla questione confrontandosi con i dati della ricerca Fiapr e con i rappresentanti dei piloti.

Fumata bianca dopo l’incontro, presso il Palazzo delle Stelline a Milano di venerdì scorso, tra ENAC (Ente nazionale per l’aviazione civile) e le associazioni del settore dei sistemi a pilotaggio remoto, Assorpas, UASIt, FIAPR e AIDroni, riunite per la prima volta insieme.

Come avevamo anticipato la scorsa settimana, l’incontro di Milano era stato chiesto con forza dai rappresentanti dei produttori di droni per uso civile per chiedere a ENAC una revisione della normativa, ritenuta troppo severa e limitante per l’impiego professionale dei sistemi APR.

Gli operatori, infatti, lamentavano che la domanda di operazioni più frequente ricade in quelle che ENAC definisce aree critiche.

In pratica, le riprese foto-video, il controllo delle strutture civili e industriali e le riprese aero-fotogrammetriche avvengono quasi sempre nelle zone popolate, e questo blocca quasi del tutto il mercato a causa dei tempi lunghi delle autorizzazioni e dell’incertezza sull’esito e i costi delle stesse.

Il Forum, promosso dalle Associazioni di settore e moderato da Sergio Barlocchetti di Dronitaly, manifestazione di riferimento del settore in programma il 25 e 26 settembre 2015, è stato trasmesso anche in streaming web, e ha visto la partecipazione dei presidenti delle stesse e di Alessandro Cardi, Direttore centrale Regolazione Tecnica di ENAC. Ai lavori erano presenti anche i rappresentanti degli Ordini professionali, fortemente interessati allo sviluppo del settore.

L’incontro è stata l’occasione per suggellare l’evoluzione della regolamentazione vigente, azione necessaria e non più procrastinabile, ai fini di accompagnare al meglio un’industria e un mercato con enormi margini di crescita, come quello dei servizi effettuati dai droni, fino a oggi ancora semi-paralizzato da una normativa difficoltosa, ispirata alle norme dell’aviazione generale.

“Crediamo che per i droni italiani si entri in una nuova fase all’insegna dell’unità di intenti e della convergenza tra gli stakeholder del settore, ha detto Fabrizio De Fabritiis, CEO Dronitaly al termine dei lavori, premessa indispensabile per il decollo del mercato. Però, è indispensabile per rispondere alle richieste dei 5.000 operatori italiani che ENAC potenzi le proprie strutture e adotti metodologie di lavoro tecnologicamente adeguate”.

Il nuovo Regolamento verrà emesso attraverso una road map basata su una fase consultiva con tutti i player del comparto che si concluderà il 20 aprile, ha spiegato Alessandro Cardi di ENAC: “Dopo la ricezione dei commenti degli operatori, il nuovo Regolamento sarà pienamente operativo entro poco tempo. Il Forum è stata un’ottima occasione per un confronto ampio e approfondito, da cui sono emersi ulteriori stimoli e idee per rendere la normativa dei SAPR ancora più adeguata per tutelare la sicurezza dei cittadini e, insieme, la necessità degli operatori di lavorare con regole certe e ulteriormente semplificate”.

“Monitoriamo costantemente il settore e negli ultimi tempi abbiamo raccolto tantissimi segnali di insoddisfazione e disagio da parte degli operatori. È necessario che la Politica si renda conto che quello dei droni è un nuovo comparto dell’aviazione che dà lavoro, e non un hobby”.

 

A parlare così è Fabrizio De Fabritiis, amministratore di Dronitaly, a proposito del malcontento crescente tra gli operatori professionali di SAPR, sempre più esasperati da un sistema di regole che si sta rivelando un ostacolo allo sviluppo del settore che, in Italia, raccoglie circa 500 aziende, tra cui molte startup composte da giovani e per i quali la posta in gioco è altissima: il rischio rischio di interrompere le attività con la perdita degli investimenti.

 

Qual è il motivo di questo allarme?

 

Il settore molto promettente dei SAPR, i droni civili, con enormi potenzialità di crescita secondo gli studi e le ricerche di mercato nazionali/internazionali, rischia di implodere prima del decollo per le troppe difficoltà poste dal Regolamento delle operazioni di volo emanato da ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile.

 

Gli operatori, pur consapevoli che il regolamento ha disegnato la cornice giuridica entro cui esercitare le attività, lamentano oggi che la domanda di operazioni più frequente ricade in quelle che ENAC definisce aree critiche.

 

Le riprese foto-video, il controllo delle strutture civili e industriali e le riprese aero-fotogrammetriche avvengono quasi sempre nelle zone popolate, e questo blocca quasi del tutto il mercato a causa dei tempi lunghi delle autorizzazioni e dell’incertezza sull’esito e i costi delle stesse.

 

Per cercare di sbloccare al più presto questa situazione ormai insostenibile, venerdì 20 marzo al Palazzo delle Stelline in corso Magenta 61, con orario 9.30-13, gli operatori del comparto dei droni per uso civile, i costruttori, le società di servizi, i piloti, le scuole di volo e gli utilizzatori professionali, si incontrano a Milano con le Associazioni per confrontarsi con ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, con l’obiettivo di tracciare una Road Map per la svolta: per questo è importante la partecipazione di tutti.

 

Non tutti sanno che per gli operatori incombe il rischio di sanzioni, tarate sul settore aeronautico tradizionale, gravemente sproporzionate e in grado di portare alla chiusura delle aziende: ad esempio, per un drone del peso di 1 kg e del valore di un migliaio di euro si applicano le stesse sanzioni previste per un aeromobile dell’aviazione generale, che pesa varie tonnellate e ha un costo di decine di milioni.

 

All’incontro, promosso dalle quattro Associazioni di settore (Assorpas, UASIt, FIAPR e AIDroni) e moderato da Sergio Barlocchetti di Dronitaly (leggi l’intervista realizzata da Ingegneri.cc), parteciperanno i presidenti delle stesse e l’Ing. Alessandro Cardi, Direttore Centrale Regolazione Tecnica di ENAC.

 

Sono stati invitati a partecipare ai lavori anche l’On. Patrizia Toia, Vice Presidente della Commissione Industria Ricerca e Energia del Parlamento Europeo, l’on. Lara Comi, membro della medesima commissione, Antonio Panzeri parlamentare europeo, e i rappresentanti degli ordini professionali.

 

L’ingresso è libero fino ad esaurimento di posti previa registrazione all’evento. Per aumentare l’audience del confronto, particolarmente atteso, l’evento verrà trasmesso anche in streaming web in collaborazione con il network di comunicazione Triwù.

I sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (il nome tecnico per i droni) rivoluzioneranno le professioni tecniche. Sono stati infatti numerosi gli ingegneri, gli architetti e i geometri che hanno partecipato alla due giorni di Dronitaly, la fiera professionale dedicata ai veicoli unmanned per l’impiego professionale, chiusa lo scorso 25 ottobre a Milano.

 

Soddisfatta l’organizzazione dell’evento che ha diffuso i dati relativi alla partecipazione alla prima edizione: 2.300 visitatori, 50 aziende espositrici e 23 convegni e workshop, a cui hanno partecipato 1.400 persone e 80 accrediti dalla stampa tecnica specializzata.

 

I droni civili e le loro numerose applicazioni in ambito professionale sono stati i protagonisti di Dronitaly. I nostri lettori ricorderanno che abbiamo seguito da vicino lo sviluppo della manifestazione, intervistando l’ing. Sergio Barlocchetti e fornendo una panoramica sugli impieghi dei Sistemi APR, aprendo una sezione dedicata ai droni.

 

Tra i motivi dell’interesse che sta montando nel mondo professionale attorno ai droni c’è l’emissione del nuovo regolamento ENAC che, a 6 mesi dalla sua emanazione, è stato oggetto di una tavola rotonda di approfondimento.

 

Il Regolamento ENAC, infatti, svolge un ruolo fondamentale per il settore e la sua evoluzione, secondo Carmine Cifaldi (ENAC) “può e deve essere migliorato. Il mercato potrà così stabilizzarsi e questo porterà a prodotti di sempre maggiore qualità, liberando investimenti per la ricerca. L’obiettivo comune è sviluppare un’industria forte in prospettiva”.

 

Come detto, erano numerosi i professionisti che hanno voluto visitare Dronitaly: ingegneri, agronomi, architetti, geologi, geometri, tecnici e altri (grafici degli espositori per settore merceologici e provenienza).

 

Una parola sulle aziende espositrici, che hanno presentato al pubblico numerose novità. Non solo gli ultimi modelli di droni e gli innovativi sensori e i software per la lettura dei dati, ma anche i servizi degli operatori specializzati che mettono a disposizione soluzioni tecnologicamente avanzate per il telerilevamento, la fotogrammetria, le videoriprese e tutte le operazioni che possono essere realizzate con i SAPR.

 

La Drones Revolution è davvero cominciata?

Che i droni (SAPR, ossia sistemi a pilotaggio remoto) non siano semplici giocattoli è ormai un dato acquisito. La tecnologia contenuta in questi dispositivi è tale da richiedere per la loro progettazione competenze ingegneristiche di eccellenza. Ma quando i droni inizieranno a permeare ogni aspetto della vita della gente comune?

 

Il discorso si può avvicinare a quanto successe per i computer, prima, e per i device come smartphone e tablet poi. Si è passati da una fase di nicchia a una vera e propria esplosione nella diffusione di tali dispositivi con un successo tale che, oggi, sia i PC che i device mobili sono considerati alla stregua di elettrodomestici di uso comune.

 

Per i Sistemi APR, apparecchi infinitamente più complessi, la diffusione avverrà grazie al sempre più massiccio uso commerciale e tecnico che se ne farà.

 

Qualche esempio?

 

Negli Usa, la FAA ha appena autorizzato i droni al di sotto dei 25 kg a volare sopra gli Studios di Hollywood per shooting in HD, inaugurando di fatto il primo utilizzo commerciale dei Sapr – Sistemi aerei a pilotaggio remoto – nel Paese.

 

Le mega corporation americane del web come Amazon e Google oggi si sfidano a colpi di droni, testando servizi sperimentali grazie a velivoli unmanned che, a breve, potrebbero rivoluzionare il mercato delle consegne.

 

In Italia, il drone acquatico Galileo realizzato da Siralab si prenderà cura della salute del lago Trasimeno e degli altri corsi d’acqua umbri. Anche da noi i droni stanno avendo un impatto rilevante sull’economia e non c’è attività che non sia toccata dalla sofisticata tecnologia a bordo dei velivoli unmanned: ingegneri, geometri, agricoltori, agronomi, giornalisti, videomaker, archeologi, sorveglianza e soccorso. Per queste e molte altre professioni i servizi offerti dai SAPR hanno una valenza straordinaria, ma per poterli usare occorre conoscere a fondo la tecnologia che li fa eccellere, compresi i nuovi sistemi in HD che gli consentono di fare tele-rilevazioni in tempo reale, utili per tutti i settori e il regolamento per volare in totale sicurezza.

 

I droni sono dunque uno strumento professionale di un futuro industriale che è già dietro l’angolo, e per conoscere a fondo le dinamiche anche complesse di un settore appena nato ma che sta crescendo in fretta è arrivato Dronitaly, il primo evento italiano dedicato alle applicazioni professionali dei droni, in programma il 24 e 25 ottobre al Centro Congressi NH, Assago-Milano.

 

Dronitaly è un intenso e mirato programma di convegni e seminari che si aprirà con il meeting Aviazione a controllo remoto: normative e sviluppi, con la partecipazione dell’Ing. Carmine Cifaldi di ENAC e dell’avv. Torre di ENAV, per fare il punto su come volare in regola a sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento Enac e verificare alcuni effetti che la piena integrazione dei SAPR nello spazio aereo non segregato avrà sui sistemi aeroportuali.

 

E ancora, appuntamenti sulla nuova agricoltura di precisione grazie a professori ed esperti del settore; sulla salvaguardia e tutela del territorio e sulle nuove forme di assicurazione per i droni; sulle chance e sulle dinamiche dell’utilizzo dei droni per il cinema e i videomaker, e molte altre tematiche legate all’utilizzo professionale dei Sapr.

 

Da non perdere La cultura della safety nell’utilizzo dei droni: necessità o opzione?, evento che vedrà tra i relatori il comandante Arturo Radini, direttore Task Force Tecnica della Fondazione 8 Ottobre 2011-Per non dimenticare, eccellenza internazionale nel settore della sicurezza aerea, che spiega il motivo della presenza e del supporto a Dronitaly: “È importante far conoscere il nostro punto di vista a tutti gli stakeholder del settore, perché il requisito della safety, oggi più che mai, è un principio fondamentale e irrinunciabile nell’utilizzo di un aereo a pilotaggio remoto”.

 

Dronitaly sarà anche l’occasione per incontrare le aziende italiane che stanno costruendo insieme questa nuova industria, da realtà già affermate quali SELEX-ES e Eurolink Systems ad altre in rampa di lancio, come Skyrobotic-Siralab, Flytop e Italdron, solo per citarne alcune.

 

Qualche informazione in più

L’ingresso alla manifestazione è a pagamento: il biglietto, che consente di accedere all’area espositiva e ai convegni, costa 15 euro al giorno se acquistato in biglietteria e 10 euro al giorno in prevendita Internet, direttamente sul sito www.dronitaly.it

 

La manifestazione è patrocinata da: ENAC, ENAV, Fondazione 8 ottobre 2011, ASSORPAS (Associazione Italiana per i Light RPAS), UASit (Associazione italiana dei sistemi di velivoli senza pilota a bordo), AIDroni (Associazione Italiana Droni), Consiglio Nazionale Ingegneri, Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, Consiglio Nazionale dei Geologi, Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia (SIFET), Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano, Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano, Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano, Collegio degli Ingegneri e degli Architetti di Milano e dell’Ordine degli Architetti P.P.C della provincia di Milano.

Uno degli ultimi incidenti che hanno coinvolto i droni si è verificato lo scorso maggio a Treviso, quando un multirotore con telecamera per delle riprese aeree è precipitato in centro città, fortunatamente senza causare feriti, ma provocando dei danni a un esercizio commerciale (e al drone stesso, ovviamente).

 

Proprio l’aumento degli incidenti in cui sono stati coinvolti i Sistemi APR nel recente passato ha portato in primo piano il tema della sicurezza nel volo, anche per i droni più piccoli (peso inferiore a 25 kg).

 

Il problema è già stato affrontato anche negli Stati Uniti, dove l’aumento degli incidenti che hanno coinvolto i droni ha spinto il Senato americano ad agire per regolarizzare la situazione, aprendo il dibattito per varare una legge sui sistemi APR per uso civile.

 

Quello che occorre, in questo momento nel quale lo sviluppo dei droni, anche nel nostro Paese, sta conoscendo un vero e proprio boom, è fare chiarezza sulle problematiche tecniche, operative ed etiche connesse alla rapidissima diffusione dei droni, un settore dell’aviazione radicalmente innovativo ma sviluppatosi in gran parte al di fuori delle sue regole.

 

Per questo motivo sarà la sicurezza del volo dei droni la protagonista del convegno che si terrà a Dronitaly, la manifestazione professionale dedicata alla filiera dei droni civili (Centro Congressi NH Milanofiori, 24-25 ottobre 2014), dal titolo La cultura della safety nell’utilizzo dei droni: necessità o opzione? organizzato in collaborazione con la Fondazione 8 Ottobre 2001, istituzione senza fini di lucro e accreditata dalle massime istituzioni internazionali, che ha come mission quella di rendere i cieli più sicuri.

 

Nel corso del convegno verrà sottolineata – accanto ai principi della just culture in un settore segnato da molte incertezze – la necessità di divulgare i criteri inderogabili della sicurezza aerea tra i costruttori, operatori e utenti di velivoli a pilotaggio remoto, come ha evidenziato anche l’ing. Sergio Barlocchetti, tra i massimi esperti del settore, recentemente intervistato dalla nostra Redazione.

 

Ricordiamo che la Fondazione 8 ottobre 2001, creata dopo la terribile tragedia di Linate in cui persero la vita 118 persone costituisce un punto di riferimento tra le associazioni e le organizzazioni, in Italia e all’estero, che si occupano attivamente di sicurezza del volo.

 

Il presidente, Paolo Pettinaroli, è membro del board della Flight Safety Foundation (FSF) di Washington, la più importante organizzazione mondiale indipendente nel campo della sicurezza del trasporto aereo. In collaborazione con FSF e, con il contributo della Task Force Tecnica, la Fondazione 8 Ottobre 2001 ha proposto negli anni numerosi progetti e iniziative volti al continuo rafforzamento della safety aeronautica, con ampi riconoscimenti da parte della comunità aeronautica e inseriti tra i topics di Flight Safety Foundation.


Image credit cdn.arstechnica.net

I Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) sono quelli che la maggior parte del pubblico conosce con il nome di Droni: apparecchi di complessità e dimensioni variabili utilizzati in ambito militare … ma non solo. In Italia il settore si sta rapidamente espandendo e cresce l’attenzione degli ingegneri e dei tecnici per le prospettive di sviluppo di questo settore.

 

Il 24 e il 25 ottobre prossimi, a Milano, si terrà la prima edizione di Dronitaly, l’appuntamento italiano dedicato alla filiera dei sistemi a pilotaggio remoto aerei, acquatici e terrestri. Abbiamo voluto approfondire il tema, intervistando l’ing. Sergio Barlocchetti, pilota e giornalista aeronautico

 

Mauro Ferrarini. Ingegner Barlocchetti, ci può dare le cifre del mercato dei droni nel Mondo e descriverci sommariamente la situazione nel nostro Paese?

Sergio Barlocchetti. Conosciamo circa 1.800 produttori nel mondo impegnati esclusivamente nella produzione di mezzi a pilotaggio remoto. Si tratta di un comparto che spazia dai grandi gruppi internazionali, come Airbus, Lockheed-Martin, fino ai più piccoli, alle aziende personali che realizzano in una stanza, ma non per questo meno interessanti. In Italia se ne contano una settantina di dimensioni medie e piccole, e la situazione al momento è quella di trovarci proprio dentro a una “bolla” in piena espansione.

 

Mauro Ferrarini. Una bolla? In che senso?

Sergio Barlocchetti. Tutti pensano di poter fare e utilizzare i SAPR (la definizione di Enac, da Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), pochi hanno compreso l’effettiva dimensione e natura del mercato, e tra questi ci sono coloro che sanno gestire in modo professionale le operazioni di costruzione e utilizzo. Anche se il pilota è appunto remoto, sempre di pilotaggio si tratta, con tutti i privilegi derivanti dalla conoscenza delle regole dell’aria, degli spazi aerei, eccetera, ma anche delle responsabilità di condotta che derivano dall’operare un mezzo aereo sopra cose e persone, per esempio, in occasione di un evento in presenza di molta gente, banalmente una cerimonia sulla quale vengono sempre più spesso richieste ed offerte riprese fotografiche con inquadrature innovative. Nella fase di costruzione, pochi dei piccoli produttori redigono un manuale delle operazioni fatto in modo aeronautico, oppure quello di manutenzione, obbligatori per esempio per aeroplani ultraleggeri e aeromobili in genere.

 

Mauro Ferrarini. Si dice droni e si pensa immediatamente alle applicazioni militari. Quali sono, secondo il suo parere, gli utilizzi civili dei SAPR che potrebbero già oggi essere sfruttati e quali quelli a cui si sta lavorando?

Sergio Barlocchetti. Sono infiniti. La definizione dell’utilizzo più efficace secondo le necessità delle aziende e dei professionisti deriva dalla scelta del carico pagante che decidiamo di installare a bordo, per poi vedere o misurare la realtà senza essere fisicamente presenti sul luogo e quindi senza esposizione umana a un potenziale o reale rischio.

Il tipo di sensoristica scelta per ogni missione rende un velivolo, anche piccolo e relativamente economico, diciamo da qualche migliaio di euro, lo strumento essenziale per comprendere quella situazione.

 

Mauro Ferrarini. Ci può fare qualche esempio?

Sergio Barlocchetti. Possiamo ricavare immagini ottiche, termiche, iperspettrali, geodetiche. Quindi è possibile controllare lo spostamento di una frana come ispezionare un elettrodotto senza inviare operai e tecnici su tralicci e in altre posizioni pericolose, si possono effettuare tele-letture, prelevamenti di materiale da analizzare senza contaminare o semplicemente toccare una particolare zona, effettuare verifiche e ricerche. Ogni dato immagazzinato o prelevato poi è inviato o portato in laboratori dove entrano in gioco la chimica e l’informatica, così si riesce per esempio a riconoscere una determinata automobile come una persona, un essere vivente, una sostanza.

Banalmente, un’impresa edile del Bresciano usa un piccolo multicottero per verificare lo stato dei tetti, degli impianti, mentre un coltivatore ferrarese pilota il suo drone all’interno dei campi per effettuare operazioni di diserbo con estrema precisione, senza più spandere sostanze in modo diffuso. Non è poco.

 

Mauro Ferrarini. Certamente notevole. Adesso in Italia si parla di patente o di certificazione per condurre i SAPR. La confusione, paradossalmente, è aumentata dopo la pubblicazione del regolamento ENAC di aprile. Ci aiuta a fare chiarezza?

Sergio Barlocchetti. Sgombriamo il campo da dubbi: per le operazioni indoor e per chi gioca senza fare attività commerciale non serve nulla se non l’assicurazione RC, come per il modellismo aereo, ma questo è un fatto di civiltà.

Il Regolamento ENAC in realtà non è complesso da applicare se lo si comprende, ma gli operatori italiani, troppo abituati alla burocrazia-killer, vogliono sapere cosa fare per e avere sempre scorciatoie, mentre in questo caso la norma è studiata all’anglosassone, ovvero bisogna porsi la domanda: che cosa devo fare con questo tipo di drone, e una volta scelto il tipo di velivolo o multicottero da usare, si determina il tipo di missione, il luogo, ovvero lo scenario dove operare, e da qui si può redigere il manuale operativo dell’azienda, da inviare all’ENAC.

 

Mauro Ferrarini. Quindi niente patente per guidare un drone?

Sergio Barlocchetti. Non esiste una patente. ENAC semplicemente desidera che il costruttore del drone addestri il pilota alle operazioni ordinarie e alla gestione di eventuali emergenze, quindi rilasci una dichiarazione in tal senso. Infine, il pilota deve avere conoscenza delle regole dell’aria, e per questo basta avere un attestato di volo sportivo o una licenza aeronautica come essere piloti privati, commerciali, di aeroplano o elicottero. Ma certamente anche essere in possesso dei requisiti psicofisici  che occorrono per pilotare un mezzo aereo. Naturalmente gli scenari operativi, da definire critici o non critici, devono essere analizzati prima per poter eseguire una valutazione del rischio: è infatti evidente che in caso di incidente (perdita di controllo, avaria), un elettrodotto posizionato sopra una zona boscosa è un luogo disabitato, mentre il centro storico di una città è affollato. Ecco, ENAC con questa norma costringe l’operatore ad auto-responsabilizzarsi.

Tutto questo per le categorie di mezzi SAPR con peso al decollo inferiore ai 25 kg, mentre al di sopra è necessario anche immatricolare i mezzi come fossero aeromobili. Sopra i 150 kg di peso massimo al decollo, la gestione dei mezzi passa da ENAC all’agenzia europea EASA, che invece li certifica per tipo esattamente come gli aeromobili (ma la norma non è ancora applicata, si sta discutendo). Inevitabilmente entro una decina d’anni le aziende che operano con SAPR si specializzeranno e il mercato potrà trovare un suo equilibrio.

 

Mauro Ferrarini. A ottobre i SAPR saranno protagonisti a Milano per la manifestazione Dronitaly. Di cosa si tratta esattamente? Cosa troveranno di interessante gli ingegneri che visiteranno la fiera?

Sergio Barlocchetti. Per la prima volta in Italia si svolgerà un salone dedicato alla filiera degli Rpas, come invece in Germania e Usa avviene da circa dieci anni: operatori, costruttori di mezzi, sensori e software, normatori, assicuratori e piloti potranno confrontarsi, incontrare istituzioni, forze armate e civili, professionisti del settore geologico, edilizio, tecnico in genere. Sono benvenute anche le startup, tutti i partecipanti possono organizzare workshop e seminari per illustrare ciò che fanno o vogliono fare. Dronitaly è anche un blog animato sul quale si trovano regolarmente notizie e commenti sul mondo “Unmanned”.