In caso di intervento di ristrutturazione e riqualificazione energetica di un edificio, senza demolizione ma con la previsione di aumentarne la volumetria, l’agevolazione fiscale del 65% (c.d. ecobonus) si applica solamente ai lavori che hanno interessato la parte esistente. A chiarirlo è l’ENEA nell’aggiornamento delle FAQ (Frequently Asked Questions) dedicate alla detrazione del 65% per il risparmio energetico in edilizia.

L’interpretazione dell’ENEA deriva dall’analisi della documentazione prodotta negli anni dall’Agenzia delle Entrate. Nello specifico: le circolari n. 39E/2010 e 4E/2011. In sostanza, si legge nella FAQ n. 40 (ampliamenti volumetrici), aggiunta con l’ultimo aggiornamento, “la detrazione 65% compete unicamente per le spese riferibili alla parte esistente, in quanto l’ampliamento viene considerato nuova costruzione”.

Per quanto riguarda il riferimento normativo, l’ENEA specifica che in questo caso il rimando al comma 344 della Finanziaria 2007 non è utilizzabile, “in quanto comporta necessariamente una valutazione del fabbisogno energetico riferito all’intero edificio (e che dovrebbe quindi necessariamente considerare anche la parte ampliata), ma dai singoli commi 345, 346 e 347”.

Ricordiamo che con l’ultima legge di stabilità il Governo ha esteso di un ulteriore anno i termini per usufruire della detrazione 65% per gli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici. L’agevolazione è dunque confermata per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016.

E sempre l’ENEA ha predisposto una serie di schede per le diverse tipologie di interventi che possono godere dell’ecobonus con relativa tetto massimo di spesa per rientrare nell’agevolazione. Le schede si possono consultare anche sul dossier Ecobonus, pubblicato sul quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it.

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Gli strumenti per la domotica possono beneficiare dell’Ecobonus 65% per il risparmio energetico senza limite di spesa, e sono agevolati senza che il contribuente debba per forza eseguire altri interventi di riqualificazione energetica.

A confermarlo è la Circolare 20/E dell’Agenzia delle Entrate, la quale affronta differenti interrogativi generati dalla Legge di Stabilità 2016 fra i quali quello relativo all’estensione dell’Ecobonus all’“acquisto, installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative”, per il quale non era stato previsto alcun tetto ai costi agevolabili creando in tal modo un’eccezione nel quadro degli sconti fiscali  e sollevando diversi dubbi.

Detrazione domotica 65%

La detrazione del 65% è valida per l’acquisto e l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento (ad esempio produzione di acqua calda e climatizzazione delle unità abitative) che garantiscono un funzionamento efficiente degli impianti. I dispositivi, per rientrare nella detrazione, devono, in particolare mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati, oltre a consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto. Nella circolare si rammenta che è possibile beneficiare della detrazione su tali dispositivi anche nell’ipotesi in cui l’acquisto, l’installazione e la messa in opera dei dispositivi multimediali siano effettuati successivamente o anche in assenza di interventi di riqualificazione energetica.

Risulta quindi confermata la detrazione IRPEF del 65% senza vincoli per l’acquisto di impianti di domotica e dispositivi multimediali che consentono il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative (cosiddetti strumenti di “building automation”).

Chi può fruire dell’Ecobonus per la detrazione domotica?

Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

Sono infatti ammessi all’agevolazione:
– le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
– i contribuenti che conseguono reddito d’impresa;
– le associazioni tra professionisti;
– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

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