Tra i documenti necessari per sfruttare la Detrazione 65% sugli interventi di riqualificazione energetica sul costruito vi è l’asseverazione di un tecnico abilitato. Ma cos’è l’asseverazione? E cosa deve certificare?

Questo documento è necessario perché che consente di dimostrare che l’intervento realizzato per usufruire della Detrazione 65% è  conforme ai requisiti tecnici richiesti. Se vengono eseguiti più interventi sullo  stesso edificio l’asseverazione può avere carattere unitario e fornire in modo  complessivo i dati e le informazioni richieste.

In alcuni casi, questo documento  può essere sostituito da una certificazione dei produttori, per esempio, per  interventi di sostituzione di finestre e infissi o per le caldaie a condensazione con  potenza inferiore a 100 kW.

Una dichiarazione resa dal direttore dei lavori (d.m. 6 agosto 2009) può sostituire l’asseverazione. Inoltre, nelle ipotesi di autocostruzione dei  pannelli solari, è sufficiente l’attestato di partecipazione a un apposito corso di  formazione.

Ma cosa deve certificare, esattamente, l’asseverazione da accompagnare alla pratica per la Detrazione 65%. Preziose informazioni in tal senso arrivano dall’aggiornamento 2016 della Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, redatto dall’Agenzia delle Entrate.

Di seguito, per ogni tipologia di intervento rientrante nella Detrazione 65% viene esaminato cosa deve certificare il documento del tecnico asseveratore. Da ultimo va specificato che l’asseverazione del tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori (DM 6 agosto 2009 ). Inoltre, nelle ipotesi di autocostruzione dei pannelli solari, è sufficiente l’attestato di partecipazione a un apposito corso di formazione.

Riqualificazione energetica di edifici esistenti

L’asseverazione deve specificare che l’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale risulta non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministero dello sviluppo economico dell’11 marzo 2008.

Interventi  sull’involucro di edifici esistenti

In questo caso, l’asseverazione deve riportare una stima dei valori delle trasmittanze originarie  dei componenti su cui si interviene, nonché i valori delle  trasmittanze dei medesimi componenti a seguito  dell’intervento; detti valori devono in ogni caso essere inferiori o uguali ai valori definiti dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 11 marzo 2008.

Per le sostituzioni di finestre, comprensive di infissi, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori degli stessi infissi che attesti il rispetto dei medesimi requisiti. In base alle nuove disposizioni introdotte dal DM 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:

– sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate

– esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.

Interventi di installazione di pannelli solari

L’asseverazione deve certificare il rispetto dei seguenti requisiti:

– che i pannelli solari e i bollitori impiegati sono garantiti per almeno cinque anni

– che gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici sono garantiti per almeno due anni

– che i pannelli solari hanno apposita certificazione di conformità alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dell’Unione europea e della Svizzera

– che l’installazione degli impianti è stata eseguita in conformità ai manuali d’installazione dei principali componenti.

Per i pannelli solari realizzati in autocostruzione può essere prodotto l’attestato di partecipazione ad uno specifico corso di formazione da parte del soggetto beneficiario. In base alle nuove disposizioni introdotte dal DM 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:

– sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate

– esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.

Interventi per la climatizzazione invernale

L’asseverazione deve specificare che:

a) sono stati installati generatori di calore a condensazione ad aria o ad acqua con rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale, maggiore o uguale a 93 + 2 log Pn, dove log Pn è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, espressa in kW, e dove per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW

b) sono state installate, ove tecnicamente compatibili valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti ad esclusione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C

Per i soli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, con impianti aventi potenza nominale del focolare maggiori o uguali a 100 kW, l’asseverazione deve recare le seguenti ulteriori specificazioni:

– che è stato adottato un bruciatore di tipo modulante

– che la regolazione climatica agisce direttamente sul bruciatore

– che è stata installata una pompa di tipo elettronico a giri variabili

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompa di calore ad alta efficienza ovvero con impianti geotermici a bassa entalpia, l’asseverazione deve specificare che:

per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato H e riferiti agli anni 2008-2009;

per i lavori realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2009, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2009;

per i lavori realizzati a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010, sono state installate pompe di calore che hanno un coefficiente di prestazione (Cop) e, qualora l’apparecchio fornisca anche il servizio di climatizzazione estiva, un indice di efficienza energetica (Eer) almeno pari ai pertinenti valori minimi, fissati nell’allegato I e riferiti all’anno 2010;

– che il sistema di distribuzione è messo a punto ed equilibrato in relazione alle portate

Nei primi due casi, qualora siano state installate pompe di calore elettriche dotate di variatore di velocità (inverter), i pertinenti valori di cui all’allegato I sono ridotti del 5%.

Per gli impianti di potenza nominale del focolare, o di potenza elettrica nominale, non superiore a 100 kW, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione dei produttori delle caldaie a condensazione e delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica ovvero dei produttori delle pompe di calore ad alta efficienza e degli impianti geotermici a bassa entalpia che attesti il rispetto dei medesimi requisiti.

Per i lettori di Ingegneri.cc sono disponibili per il download le ultime fatiche dell’ing. Alessandro Caffarelli: la nuova release del software SIMULARE 11, simulatore economico fotovoltaico aggiornato alla Grid-Parity, al sistema dei Certificati Bianchi e alle detrazioni fiscali, e ben 7 casi studio già impostati utilizzando il software.

 

La versione 11 del simulatore permette di realizzare simulazioni con:

a) il Secondo, Terzo, Quarto e Quinto Conto Energia, dunque strutture incentivanti Feed-in-Premium & Feed-in-Tariff.

 

b) L’esercizio in Grid-Parity (senza Conto Energia) in regime di Ritiro Dedicato RiD o Scambio Sul Posto SSP, applicandolo/cumulandolo automaticamente, quando e se possibile, con quanto riportato ai punti c) e d)

 

c) Il sistema dei Certificati Bianchi (TEE)

 

d) Le detrazioni fiscali

 

Oltre al software del simulatore completo con il PDF delle istruzioni d’uso, sono disponibili anche alcuni casi simulati e, precisamente:


1. Esercizio impiantistico senza conto energia (fotovoltaico in Grid-Parity) in regime di RID o SSP (simulazione n. 1 e simulazione n. 2)


2. Esercizio impiantistico in V conto energia (strutture Feed-in Tariff) (simulazione n. 6 e simulazione n. 7)


3. Esercizio impiantistico senza conto energia (fotovoltaico in Grid-Parity) in regime di RID + Certificati Bianchi (simulazione n. 3)


4. Esercizio impiantistico senza conto energia (fotovoltaico in Grid-Parity) in regime di SSP + Certificati Bianchi (simulazione n. 4)


5. Esercizio impiantistico senza conto energia (fotovoltaico in Grid-Parity) in regime di SSP + Detrazioni Fiscali (simulazione n. 5)

 

Si fa presente che è possibile simulare, in Grid-Parity, il sistema dei Certificati Bianchi anche per cluster di impianti fotovoltaici appartenenti allo stesso soggetto responsabile, con le seguenti limitazioni:

– gli impianti devono avere tutti la stessa potenza specifica (P<20 kWp)

– un cluster con potenza superiore a 200 kWp può essere simulato esclusivamente accompagnando i TEE al RiD

– il cluster deve essere simulato con impianti siti tutti nella stessa fascia solare

– i consumi rappresentano la somma dei consumi di ogni singolo cliente produttore

 

Ricordiamo che per effettuare il download occorre registrarsi gratuitamente al sito Ingegneri.cc

Perché confermare le detrazioni fiscali del 55% per interventi di riqualificazione energetica degli edifici? Cerca di dare una risposta a questa domanda il dossier Conferma delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici: una opportunità per lo sviluppo economico, preparato dalle associazioni rappresentative del comparto dell’involucro edilizio (Assovetro, Centro di Informazione sul Pvc, FederlegnoArredo e Uncsaal) e rivolto al Governo, ai progettisti, agli operatori del comparto e alla pubblica opinione.

 

È tornata infatti prepotentemente al centro del dibattito la proposta di prorogare le detrazioni del 55% oltre il 31 dicembre 2011. I commentatori e gli operatori del settore, infatti, si aspettavano nella Legge di Stabilità una norma ad hoc, che avrebbe prorogato i termini per chiedere gli incentivi fiscali anche se rimodulati al ribasso (leggi anche Efficienza Energetica, la Detrazione 55% rimodulata del Decreto Sviluppo).

 

L’assenza nella legge di qualsiasi riferimento alle detrazioni fiscali ha creato parecchie preoccupazioni tra gli addetti ai lavori, innescando anche una ‘polemica’ tra chi la ritiene necessaria e chi, come l’Aniem, l’ha etichettata come una norma che non aiuterebbe a risolvere la crisi edilizia (leggi anche Proroga Detrazione 55%. Per Aniem non si risolve così la crisi dell’edilizia).

 

Negli ultimi giorni, dopo le dichiarazioni del Ministro Clini sulla proposta di estendere la validità delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici oltre la scadenza naturale del 31 dicembre 2011, magari tramite l’inserimento di un comma specifico nel ‘classico’ Milleproroghe di fine anno, le associazioni del comparto dell’involucro edilizio hanno ribadito la convinzione che le detrazioni rappresentino un’opportunità e non un costo per il Sistema Paese (leggi anche Legge Stabilità e Detrazione 55%, la Speranza è l’Ultima a Morire).

 

In questo quadro, Assovetro, Centro di Informazione sul Pvc, FederlegnoArredo e Uncsaal, hanno allora redatto e veicolato al Presidente del Consiglio e Ministro dell’Economia e Finanze Mario Monti, al Ministro dello Sviluppo Economico, Infrastrutture e Trasporti Corrado Passera e al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini il dossier dove chiedono con forza al Governo una decisione chiara in merito agli incentivi per il comparto serramenti e una strutturalizzazione di medio periodo a sostegno della riqualificazione energetica degli edifici.

 

Il dossier, diviso in tre parti, affronta l’impatto economico indotto dai primi cinque anni di applicazione del 55%, i suoi riflessi come misura efficace per risparmiare energia e ridurre emissione di CO2, le conseguenze economiche di una mancata conferma o di un depotenziamento del 55% per il mercato italiano dell’involucro edilizio e si conclude con le richieste argomentate per la conferma di un 55% efficace, strutturale e ampliato nella sua base di beneficiari.

 

Conferma delle detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici: una opportunità per lo sviluppo economico

È inarrestabile Corrado Clini. Nella compagine governativa, il Ministro dell’ambiente è stato uno dei più prodighi a rilasciare dichiarazioni importanti su temi in cui è vivace il dibattito e forte l’attenzione sia tra i professionisti tecnici che tra la pubblica opinione. Dopo i recenti interventi sulla proroga della detrazione del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici (leggi anche Detrazione 55%, Proroga o Misura strutturale?), Clini annuncia un giro di vite sulle sanatorie edilizie e una serie di provvedimenti di aiuti fiscali per interventi che abbiano effetti positivi sul territorio.

 

Il tema della tutela del territorio e della prevenzione del dissesto idrogeologico, argomenti al centro dell’agenda del Ministro, sono strettamente legati al problema dell’abusivismo edilizio. In un intervento pubblico, Clini ha affermato che occorre “affrontare il tema annoso dei condoni edilizi: dobbiamo cercare di eliminare il ricorso ai condoni, perché soprattutto dove questi sanano insediamenti che non avrebbero dovuto essere autorizzati, sono poi una fonte di rischio” (leggi anche Dissesto idrogeologico. Clini: “Quello che è stato fatto in Italia non ha senso”).

 

E sempre Clini, durante un’audizione al Senato, ha detto di “valutare positivamente la richiesta di sottrarre all’autorizzazione paesaggistica interventi di prevenzione del rischio idrogeologico quali l’abbattimento di un brutto edificio o l’innalzamento di argini”.

 

In pratica, laddove gli enti competenti decidessero l’abbattimento di un edificio fatiscente che gravasse sul letto di un corso d’acqua in una zona ad alto rischio di dissesto idrogeologico o ove fossero necessarie opere urgenti di messa in sicurezza del territorio quali rafforzamento degli argini di un fiume si potrebbe valutare l’ipotesi, di buon senso, di esentare dalla autorizzazione paesaggistica interventi che avrebbero la chiara finalità di difendere e rafforzare la tutela del paesaggio, non certo di affievolirla.

 

Infine il Ministro è tornato a parlare della detrazione del 55%, ribadendo la sua volontà di rendere tale incentivo strutturale poiché, ha dichiarato a margine di un convegno sugli incentivi alle rinnovabili: “Il meccanismo del 55% va mantenuto e deve diventare una riforma strutturale perché ha avuto effetti economici positivi. È un incentivo che genera valore aggiunto per l’economia”.

 

Su questo punto la posizione del resto del Governo Monti è meno compatta, come ha testimoniato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che nel question time di ieri alla Camera ha detto di ritenere il mantenimento della detrazione del 55% “costoso in termini di perdita di gettito”, anche se si è affrettato ad aggiungere che “ il Governo valuta positivamente le iniziative per dare stabilità al credito d’imposta del 55% per il miglioramento energetico degli edifici”.

 

Dichiarazioni, quelle del Ministro Clini condivisibili. Ora si attende la prova dei fatti. Staremo a vedere …

 

Dopo le dichiarazioni del Ministro Clini sulla possibile proroga degli incentivi del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, i presidenti di FederlegnoArredo, Uncsaal, Centro di Informazione sul PVC e Assovetro hanno inviato una lettera in cui fanno formale richiesta per la conferma strutturale di questa agevolazione.

 

Nel documento le associazioni firmatarie anticipano una sintesi dei contenuti dei contributi che intendono sottoporre all’attenzione del Governo, partendo dai risultati del Rapporto Cresme Il mercato delle costruzioni 2012, che sottolinea come le detrazioni fiscali del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici “abbiano rappresentato l’incentivo fiscale più efficace e virtuoso in tema di sostenibilità ambientale, sostegno del mercato dell’edilizia di qualità e risparmio di emissioni di CO2 nell’ambiente, così come imposto da impegni comunitari” … posizione, questa delle associazioni, in netto contrasto con le recentissime dichiarazioni dei vertici dell’Aniem (leggi anche Proroga Detrazione 55%. Per Aniem non si risolve così la crisi dell’edilizia)

 

Le proposte FederlegnoArredo, Uncsaal, Assovetro e Centro di Informazione sul PVC
Secondo le associazioni mittenti della lettera, sono quattro le modalità con le quali dovrebbe essere nuovamente confermata la detrazione del 55%:
1. Conferma del provvedimento legislativo relativo agli incentivi per 4 anni (dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2015).

2. Possibilità di recupero del credito da parte del contribuente modulabile dai 5 ai 10 anni.

3. Estensione del provvedimento anche ai beni strumentali e individuazione di forme di applicazione del provvedimento anche ai soggetti pubblici non assoggettati all’IRES.

4. Conferma dell’attuale aliquota del 55%.

 

Riqualificazione energetica degli edifici: proposta di proroga delle detrazioni del 55%, lettera aperta FederlegnoArredo, Uncsaal, Centro di Informazione sul PVC e Assovetro al Ministro Clini

A poche ore dalla dichiarazione del neo ministro dell’ambiente Corrado Clini sulla quasi certa proroga degli incentivi del 55% per interventi di riqualificazione e risparmio energetico sugli edifici, si registra una voce fuori dal coro di quanti hanno gioito della notizia. A non essere troppo convinto che il ripristino degli incentivi rappresenti la panacea per tutti i mali del settore edilizio è Lapo Borghi, vicepresidente dell’Associazione nazionale delle imprese edili e manifatturiere.

 

Secondo Borghi, infatti, gli interventi di riqualificazione energetica ‘indiscriminati’ generano soltanto l’illusione di un sostegno all’edilizia, non risolvendo nei fatti il problema.

 

Secondo il rappresentante di Aniem, analizzando le tipologie degli interventi eseguiti fino a oggi che hanno beneficiato dalle detrazione del 55%, gli sconti fiscali sono stati ottenuti soprattutto per la sostituzione di caldaie e di infissi, ma non rappresentano un vero e proprio moto di sostegno all’edilizia

 

Per l’associazione che riunisce circa 8.000 imprese edili, “forse è giunta l’ora di rendere selettivi gli incentivi, cioè renderli mirati agli edifici di pregio, nei centri storici, o a quelli semi recenti (20-30 anni). Tagliando fuori l’edilizia post bellica senza pregio con l’obiettivo ben più innovativo di favorire interventi di riqualificazione urbana come vero volano dell’edilizia del futuro”.

 

In Italia, secondo i dati del Censis, la quota di edifici con più di 40 anni, soglia temporale oltre la quale si rendono indispensabili interventi di manutenzione e di sostituzione di gran parte dei componenti edilizi dei fabbricati, sta crescendo progressivamente: oggi quasi il 55% delle famiglie occupa un alloggio realizzato prima del 1971.

 

In un contesto simile pensare di intervenire in modo generalizzato sulla riqualificazione energetica e sulle prestazioni termiche di immobili spesso irrimediabilmente energivori pare insensato”, conclude Borghi. “Occorre coniugare sostenibilità e redditività degli investimenti con obiettivi sociali ed ambientali realmente perseguibili

Ricordate la ‘lotta’ tra Tremonti e Romani per sulla possibile proroga della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici? E le indiscrezioni, con tanto di tabella riassuntiva, che confermava la proroga al 31 dicembre 2014 delle detrazioni, seppure con una rimodulazione degli sconti? Ebbene di tutto questo, nella Legge di Stabilità, approvata dal Parlamento sabato 12 novembre 2011, non c’è più traccia. Poiché il testo della legge non contiene nessuna riconferma per lo sconto fiscale, il termine attuale del decreto scadrà il 31 dicembre 2011.

 

Sarebbe un errore gravissimo non confermare le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica in scadenza a fine anno”, lancia subito l’allarme Ivan Malavasi, presidente di Rete Imprese Italia, che ricorda “il ruolo fondamentale delle detrazioni che, dal 2007, hanno contribuito alla riduzione dei consumi e delle emissioni climalteranti, hanno prodotto circa 11 miliardi di euro di investimenti e creato nuova occupazione, generando ritorni positivi sui conti pubblici”.

 

La Speranza è l’ultima a morire
Nonostante tutto, c’è chi ancora ritiene possibile da qui alla fine dell’anno che la proroga degli incentivi del 55% possa trovare posto in qualche altro strumento legislativo, che potrebbe essere il tanto rinviato Decreto Sviluppo o il ‘classico’ Mille Proroghe di fine anno.

 

Ne è convinto Samuele Broglio, presidente di Confartigianato Mestiere Legno e responsabile della normativa per l’area serramenti per tutta Confartigianato. Secondo Broglio, infatti, “c’è ancora spazio da qua a fine anno per fare quello che non è stato fatto nella Legge di Stabilità appena approvata dal Parlamento”.

 

Pura speranza? Parrebbe di no, almeno leggendo le dichiarazioni di Broglio riportate dal sito Guidafinestra.it, secondo il quale il neo Presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, “conosce bene l’Agenda 20-20-20 e l’impegno europeo sul fronte della riduzione delle emissioni di gas serra e quindi dell’efficienza energetica in tutti i settori, edilizia anzitutto

 

Fonte Confartigianato e Guidafinestra.it

 

Nella foto il Vaso di Pandora … da esso uscirono tutti i malanni del mondo, ma rimase in fondo la Speranza …

Confermata la proroga al 31 dicembre 2014 per le detrazioni fiscali in caso di interventi di riqualificazione energetica ma con una rimodulazione degli sconti. È quanto si legge nell’ultima versione in ordine di tempo del Decreto Sviluppo. Le detrazioni dell’imposta lorda si applicheranno, infatti anche alle spese sostenute, dal 1° gennaio 2012 alla fine del 2014, per interventi sul patrimonio edilizio che prevedano un miglioramento delle performance del risparmio energetico.

 

Allo stato attuale, dunque, sembra che la discussione in corso tra i dicasteri dello sviluppo economico e delle finanze abbia raggiunto un compromesso: sì alla proroga delle detrazioni fiscali, ma a patto di una loro rimodulazione al ribasso (leggi anche Decreto Sviluppo. Si ‘lotta’ per prorogare la Detrazione 55%)

 

Dalla diminuzione delle percentuali, che rimangono fisse al 55%, si salvano solo l’installazione di motori a elevata efficienza nonché la sostituzione di motori esistenti con altri a maggiore efficienza e l’installazione di variatori di velocità (inverter).

 

Passano dal 55% al 41% le detrazioni a favore delle chiusure tecniche (porte, finestre, vetrine) e dell’installazione di caldaie a condensazione di potenza termica inferiore a 35 kW. In quest’ultimo caso, il valore massimo della detrazione è pari a 7.000 euro.

 

Nella tabella inserita nel testo della bozza del decreto, e qui riportata, sono indicati tutti i tipi di intervento per i quali è stata prevista la rimodulazione degli incentivi.

 

Tabella A al Decreto Sviluppo (bozza non in vigore), recante modifiche alle condizioni di accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente.

 

Le reazioni
Per FederLegno Arredo le regole così definite dal nuovo Decreto Legge Sviluppo in discussione al Governo corrono il rischio di vanificare l’applicabilità del bonus per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

 

A preoccupare la Federazione anche l’aliquota prevista, che se dovesse scendere sotto l’attuale 55% potrebbe indebolire il ricorso agli incentivi, l’estensione del provvedimento anche ai beni non strumentali e l’ampliamento dei soggetti che possono beneficiare delle detrazioni.

È in corso una ‘lotta’ tra il Ministero dello sviluppo economico e quello dell’economia sulla possibile proroga della detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici da inserire nel testo del Decreto Sviluppo in discussione in questi giorni. L’auspicio del Ministro Romani, vinte le resistenze del collega di Via XX Settembre, è di garantire una proroga almeno di un anno delle detrazioni fiscali in scadenza a fine 2011.

In ogni caso, l’operazione, anche se dovesse andare in porto, comporterebbe una rimodulazione al ribasso della detrazione fiscale. Se non per tutti gli interventi, almeno per quelli di minore importanza. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, il livello delle detrazioni per interventi su serramenti e piccoli impianti scenderebbe subito al 41%. Si attende ovviamente il testo definitivo del decreto per capire fino a che punto le detrazioni fiscali saranno decurtate e se ci sarà o meno la proroga.

Il mercato del sistema di isolamento a cappotto in Italia offre un potenziale ancora inespresso, soprattutto se messo a confronto con gli altri mercati europei, dove l’attuazione delle direttive EPBD sull’efficienza energetica degli edifici è ad uno stato più avanzato. Per comprendere meglio cosa sta accadendo in Italia, si può far riferimento a un’analisi del Cresme, pubblicata nell’ultimo rapporto Saienergia, in cui emerge che negli ultimi quattro anni l’isolamento a cappotto, che pur rappresenta il contributo più rilevante in termini di efficienza energetica, è il settore che meno è stato interessato dagli incentivi fiscali del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli immobili.

Una burocrazia complessa e la mancanza di una coscienza collettiva su un concetto tanto vero, quanto semplice, ovvero che l’energia più pulita e immediatamente disponibile è l’energia risparmiata, hanno contribuito certamente in negativo. Ma in vista del raggiungimento dei parametri definiti dalla direttiva 2010/31/CE, nel recente rapporto Energia e Ambiente dell’Enea, si stima che proprio l’efficienza energetica degli edifici possa contribuire per oltre il 45% alla riduzione di CO2. Inoltre, i nuovi piani costruttivi Social Housing e Leasing in Costruendo, incentrati sulla gestione dell’energia e la misurazione garantita dei consumi energetici, potranno trarre vantaggio da soluzioni di isolamento con sistema a cappotto, al fine di assicurare un ritorno certo sugli investimenti.

L’associazione europea EAE, di cui Cortexa fa parte, dichiara che quasi il 40% delle risorse energetiche europee viene assorbito attualmente dalle abitazioni: questo dato, come è immediatamente percepibile, è la prova che il miglior contributo, in termini di gestione delle risorse, si fonda indubbiamente sul risparmio dell’energia disponibile a partire da oggi, cui l’applicazione del sistema a cappotto può dare un contributo sostanziale. Per questo Cortexa si rivolge a tutti i professionisti dell’edilizia, a partire dalla  progettazione, per attivare un meccanismo di cooperazione sinergica che coinvolga tutta la filiera delle costruzioni, fino alle società e alle imprese di realizzazione, a beneficio del committente e del consumatore finale, affinché possano trovare un orientamento sicuro e il loro investimento abbia una base certa e garantita.