La lotta dell’uomo in ambienti ostili presenta grandi sfide per l’ingegneria estrema. Ne sono esempio le missioni spaziali, le piattaforme petrolifere in mari con condizioni meteorologiche difficili o nel deserto. Ed è proprio qui dove la tecnologia più avanzata nel settore dei trasporti per ferrovia, l’alta velocità spagnola, incontra diverse sfide, in particolare una che è ancora difficile da risolvere: l’accumulo di sabbia sui binari e le sue conseguenze, causando maggiori costi di manutenzione.

Questo accumulo non è dovuto solo alle occasionali tempeste di sabbia, che riescono addirittura a spostare le dune, ma soprattutto ai cosiddetti venti “striscianti” i quali sono una presenza pressoché costante, specialmente in zone vicine alla costa. Il loro effetto è un trascinamento continuo di sabbia a livello del suolo che, al colpire le rotaie, provoca l’accumulo.

Per studiare gli effetti della sabbia, si è addirittura costruito un banco di prova nel laboratorio del Cedex, costituito da una tratta di binari con un sistema di simulazione del traffico ferroviario.

Per evitare questo problema, sono state sviluppate diverse soluzioni, nella costruzione sia della piattaforma della via ferrata, sia dei treni. In questa direzione, nelle zone più problematiche, le rotaie sono state collocate su piastra (su una piattaforma di cemento) seguendo il sistema Rheda 2000, ma con un innalzamento leggermente maggiore delle traverse per promuovere passaggio della sabbia. Inoltre, sono stati costruiti fossi e muri per mitigare gli effetti dell’accumulo di sabbia.

Ma il deserto è un nemico potente: nonostante le misure adottate, il problema persiste, obbligando alla rimozione della sabbia dai binari durante la notte, e a pulire fossi e muri per renderli operativi, con costi operativi altissimi e con un problema non del tutto risolto.

Sono stati svolti molti studi e prove negli ultimi anni dalle diverse società, ma ora Ennomotive, una azienda di ingegneria esperta in innovazione e in risoluzione dei problemi del settore industria, cerca di risolvere questo problema tramite il suo network aperto e globale, costituito da più di 4.000 ingegneri provenienti da più di 50 paesi. Dei quali 47 stanno già lavorando su una soluzione.

È ancora possibile partecipare, registrandosi in questa sfida sul sito web www.ennomotive.com. Una volta registrati, si potrà accedere a una raccolta di dati pubblicamente disponibili per studiare il problema: piante, sezioni, dati climatici, le soluzioni adottate, alcuni degli ampi studi condotti fino ad oggi. E perché no? Se sei un ingegnere brillante, puoi proporre una soluzione. C’è un premio per il vincitore, oltre al divertimento di studiare questa sfida emozionante.

Per informazioni visita il sito di Ennomotive

Ingegneri, architetti e società di progettazione sono i destinatari di un maxi concorso di progettazione REINVENTA indetto dall’ANAS che cerca nuove idee per costruire i cavalcavia del prossimo futuro. In palio per il primo classificato ci sono 150mila euro, mentre complessivamente per i primi tre progettisti le cui idee saranno selezionate da una commissione di esperti di fama mondiale il montepremi è di 275mila euro: 75.000 al secondo e 50.000 al terzo.

Il tema di fondo del maxi bando ANAS è quello di dare una nuova forma alla mobilità del Paese. Per questo motivo la società che gestisce la rete viaria italiana vuole trovare dei concept per la definizione e progettazione di una tipologia di “cavalcavia” da utilizzare per le diverse intersezioni presenti sulla rete italiana.

Tre le direttive principali che ingegneri e architetti devono rispettare per la partecipazione a REINVENTA

  1. Individuare soluzioni tecniche per i cavalcavia della rete autostradale e stradale ANAS adattabili e applicabili alle diverse esigenze che si presentano nella progettazione dei singoli interventi.
  2. Individuare soluzioni caratterizzate da elementi architettonici di pregio.
  3. Conferire un’immagine unitaria e riconoscibile alle diverse tipologie di strade ANAS

“L`obiettivo del concorso di idee – ha spiegato il presidente di ANAS, Gianni Vittorio Armani – è quello di dare forme nuove alle strade del futuro che, oltre ad essere in armonia con i nostri splendidi paesaggi, dovranno anche garantire una migliore viabilità al Paese attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Il cavalcavia che chiediamo di progettare in varie declinazioni dovrà rappresentare un elemento identitario della rete Anas, e diventare anche il simbolo della nuova filosofia di progettazione che intende creare un legame tra il territorio italiano e le strade che lo attraversano”.

Come partecipare al Maxi Bando ANAS sui cavalcavia?

La partecipazione al concorso di progettazione è aperta a professionisti appartenenti agli Stati membri dell’Unione Europea, regolarmente iscritti ai relativi Ordini Professionali secondo l’ordinamento dello Stato di appartenenza e a quanti posseggono l’abilitazione all’esercizio della professione in Italia.

Gli indirizzi progettuali e le specifiche tecniche per la redazione degli elaborati sono scaricabili gratuitamente sul Portale Acquisti ANAS all’interno della sezione dedicata al concorso (accessibile previa registrazione. Per sapere come registrarsi è possibile consultare questo tutorial preparato da ANAS).

Il bando e il disciplinare del concorso REINVENTA sono già disponibili.

“Promuovere la cultura dell’innovazione come fattore strategico fondamentale per la competitività e il progresso”: con questo obiettivo prende il via la sesta edizione del Premio INGegnere INNovativo, organizzata dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino in collaborazione con la Commissione Ingegneri per l’Innovazione.

Rivolta a tutti gli Iscritti dell’Ordine torinese (sia lavoratori autonomi sia dipendenti), l’iniziativa intende individuare l’Ingegnere che, attraverso le proprie competenze e l’attività svolta, si è maggiormente distinto nella realizzazione di un progetto fondato sull’innovazione come elemento distintivo e competitivo.

Ancora una volta, ulteriore scopo del Premio è quello di potenziare l’immagine e la figura dell’Ingegnere quale professionalità intrinsecamente dotata di competenze complesse utili al sostegno e allo sviluppo dell’innovazione.

L’iniziativa è nuovamente integrata dal Premio per tesi di laurea Luigi Bertelè, destinato a neolaureati in Ingegneria Civile, Biomedica, Chimica, dei Materiali, dei Sistemi Edilizi, della Sicurezza di qualunque Facoltà ingegneristica italiana. Finalità del Premio è quella di identificare giovani talenti che abbiano saputo fare dell’innovazione un aspetto distintivo del proprio percorso formativo, caratterizzando la propria tesi di laurea con l’originalità degli argomenti trattati, dei riflessi pratici in relazione all’economia, alla qualità, all’inserimento ambientale, all’estetica delle soluzioni proposte e dei valori socio-umanitari contenuti.

Saranno prese in considerazione le tesi di laurea discusse tra il 1° ottobre 2014 e il 30 settembre 2015.

La partecipazione a entrambi i concorsi è gratuita.

Al primo classificato della categoria “INGegnere INNovativo” spetterà un premio di 3.000,00 euro; al vincitore della categoria “Ing. Bertelè” di (importi da intendersi al lordo degli oneri di legge).

Per scaricare il bando dei Premi e la modulistica di partecipazione è necessario collegarsi al sito dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino www.ording.torino.it .

La documentazione di partecipazione dovrà essere presentata entro le ore 17.00 di lunedì 23 novembre 2015.

I partecipanti saranno successivamente invitati a presentare il progetto alla Giuria in una sessione facoltativa di circa 10 minuti, sulla base del materiale illustrativo consegnato con la documentazione.

La cerimonia di premiazione si terrà in occasione del tradizionale evento pre-natalizio dell’Ordine torinese per i festeggiamenti per i Colleghi con 50 e 40 anni di laurea.

Sogin ha prorogato la scadenza del bando di concorso di idee “Officina Futuro”, di cui abbiamo parlato anche in questo articolo, al 15 gennaio 2016.

Il concorso, rivolto sia a professionisti – come architetti, pianificatori, ingegneri e paesaggisti – che a studenti di facoltà tecniche, mira a raccogliere le migliori proposte di concept architettonico del futuro Parco Tecnologico che sorgerà all’interno del Deposito Nazionale, l’infrastruttura di superficie dove saranno sistemati i rifiuti radioattivi provenienti dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca e dagli impianti nucleari italiani, oggi in fase di smantellamento.

Il Parco Tecnologico sarà un centro di ricerca e formazione a livello internazionale dedicato, in particolare, a studi nel campo dello smantellamento degli impianti nucleari, della gestione dei rifiuti radioattivi e della salvaguardia ambientale.

L’obiettivo di “Officina Futuro” è, quindi, acquisire un “modello d’interventoper la realizzazione del Parco Tecnologico. In tal modo, la comunità che ospiterà il Deposito avrà l’opportunità di disporre di un “modello di struttura” attrattivo e ad alto livello tecnologico, che rappresenti un valore aggiunto e un tratto distintivo per il territorio.

Logo Concorso di idee Officina Futuro

Logo Concorso di idee Officina Futuro per la progettazione del Parco Tecnologico che sorgerà all’interno del Deposito Nazionale per la raccolta e gestione delle scorie e dei rifiuti radioattivi

Nella categoria Professionisti saranno premiati i 10 migliori “modelli di intervento” per il Parco Tecnologico. Sogin riconoscerà un premio di 50 mila euro al vincitore, mentre i restanti 9 riceveranno un premio di 20 mila euro ciascuno. Per la sezione Studenti, alle 5 migliori idee di “proposta di intervento” sarà riconosciuto un rimborso spese di 1.000 euro ciascuno.

I progetti vincitori di entrambe le sezioni – Professionisti e Studenti – saranno esposti durante gli eventi della consultazione pubblica per la localizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. Questa fase si avvierà quando, ottenuto il nulla osta dai Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, Sogin pubblicherà sul sito www.depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), insieme al Progetto Preliminare.

Il bando è disponibile sul sito www.sogin.it e le domande di chiarimento possono essere inviate entro il 30 ottobre 2015 a officinafuturo@sogin.it.

C’è tempo fino al 30 ottobre 2015 per partecipare al concorso di idee lanciato da Sogin, la società incaricata di realizzare il Deposito Nazionale dove stoccare e gestire i rifiuti radioattivi prodotti in Italia e il relativo Parco Tecnologico. Per il vincitore del concorso di idee è previsto un primo premio di 50.000 euro, mentre chi entrerà nella top ten avrà un riconoscimento di 20.000 euro. La partecipazione al bando è aperta a tutti gli ingegneri e agli architetti e agli studenti delle facoltà tecniche.

Ma andiamo con ordine. Il concorso, chiamato Officina Futuro mira a raccogliere le migliori proposte di concept architettonico del futuro Parco Tecnologico che sorgerà all’interno del Deposito Nazionale, l’infrastruttura di superficie dove saranno sistemati i rifiuti radioattivi provenienti dalle attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca e dagli impianti nucleari italiani, oggi in fase di smantellamento.

Il testo integrale del bando e le modalità di partecipazione si possono scaricare dalla pagina dedicata ai bandi di gara sul sito Sogin.

Il Deposito Nazionale è un’infrastruttura ambientale di superficie dove mettere in totale sicurezza i rifiuti radioattivi.

Insieme al Deposito Nazionale sarà realizzato il Parco Tecnologico: un centro di ricerca, aperto a collaborazioni internazionali, dove svolgere attività nel campo del decommissioning, della gestione dei rifiuti radioattivi e dello sviluppo sostenibile in accordo con il territorio interessato. È l’unico caso al mondo di costruzione di un Deposito Nazionale assieme ad un Parco Tecnologico.

Il Deposito è una struttura con barriere ingegneristiche e barriere naturali poste in serie, progettata sulla base delle migliori esperienze internazionali e secondo i più recenti standard AIEA (Agenzia Internazionale Energia Atomica) che consentirà la sistemazione definitiva di circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività e lo stoccaggio temporaneo di circa 15 mila metri cubi di rifiuti ad alta attività.

Sul sito Sogin è possibile reperire ulteriori informazioni sullo stato di avanzamento della procedura per l’individuazione dell’area in cui sorgerà il Deposito Nazionale.

Officina Futuro: qualche informazione in più sul bando

Il concorso di idee si articolerà in un’unica fase suddivisa in due sezioni: una rivolta ai professionisti, come architetti, pianificatori, ingegneri e paesaggisti, ai quali sarà chiesto di realizzare un “modello d’intervento” del concept per il Parco Tecnologico e una per gli studenti di facoltà tecniche, provenienti da università italiane o europee, ai quali sarà invece chiesta l’elaborazione di una “proposta di intervento”. I concorrenti potranno partecipare in forma singola o associata, in società o raggruppamento temporaneo.

I premi in palio

Nella categoria Professionisti saranno premiati i 10 migliori “modelli di intervento”. Sogin riconoscerà un premio di 50 mila euro al vincitore, mentre i restanti 9 riceveranno un premio di 20 mila euro ciascuno. Per la sezione studenti, alle 5 migliori idee sarà riconosciuto invece un rimborso spese di 1.000 euro ciascuno.

Tutte le proposte saranno valutate da una commissione giudicatrice composta da cinque membri, scelti fra professionalità del settore e rappresentanti Sogin.

I concept dei 10 professionisti e le 5 migliori proposte degli studenti saranno esposti durante gli eventi che si svolgeranno nel corso della consultazione pubblica prevista dall’iter di localizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico.

A settembre si insedierà la giuria, presieduta da un professionista di fama internazionale, e a ottobre sarà dichiarato quale è il padiglione più bello tra le architetture delle strutture self built che hanno preso parte a EXPO 2015, l’esposizione universale che si concluderà il prossimo 31 ottobre.

Il premio, che è stato bandito da un panel di associazioni del settore delle costruzioni (Istituto Nazionale di Architettura e l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, il Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, la Federcostruzioni e l’OICE con il coordinamento e supporto di PPAN comunicazione e networking per il costruito e il patrocinio di EXPO Milano 2015), è riservato ai padiglioni self built, ossia a quelli che sono stati costruiti autonomamente dai vari Paesi partecipanti e che non sono, quindi, stati ospitati all’interno dei cluster tematici.

In gara, dunque, 54 padiglioni per un premio che intende indagare i contenuti delle architetture realizzate per EXPO 2015 valorizzando i caratteri di ricerca, di sostenibilità, capacità realizzativa, sperimentazione tecnologica e, in generale, qualità architettonica intesa come esito della collaborazione di soggetti diversi: dai committenti agli imprenditori, dai produttori ai progettisti.

La premiazione riguarderà tutti i protagonisti della filiera: dal committente al progettista fino ad arrivare alle imprese esecutrici.

In campo anche i costruttori dell’ANCE “Le nostre imprese – dichiara Claudio De Albertis, neo presidente nazionale – hanno dimostrato che il miracolo EXPO era possibile. Quello che sembrava proibitivo si è trasformato in realtà grazie alle grandi capacità produttive e innovative del nostro sistema imprenditoriale che è stato all’altezza della grande sfida che aveva davanti.

Un po’ meno entusiasta il numero uno degli architetti italiani, Leopoldo Freyre, che pur aderendo al premio, parla di un’occasione sprecata per valorizzare il progetto. “Con il ricorso ai concorsi, riflette amaramente Freyre, EXPO 2015 poteva essere un’occasione fondamentale per valorizzare e far crescere la cultura del progetto. Ciò al fine di promuovere la qualità architettonica attraverso politiche esemplari e all’insegna della trasparenza nel settore della costruzione pubblica e di investire sui talenti. Questo non è accaduto”.

Un peana all’ingegneria è quello alzato da Alfredo Ingletti, numero due di OICE che dichiara: “l’ingegneria ha saputo tenere insieme in EXPO le ambizioni progettuali sviluppate in paesi lontani nel mondo con la fattibilità e l’adeguamento alle norme italiane e alle aspettative degli organizzatori. L’ingegneria ha reso possibile la costruzione di infrastrutture, impianti, architetture ardite ed altre di servizio e ha contribuito alla messa a punto di progetti da smontare e riusare post-evento.

L’hashtag ufficiale del premio è #PremioArchitettureExpo2015

Ingegneri creativi e con il pallino della fotografia, questa è la vostra occasione. È partito alla mezzanotte di mercoledì scorso, e durerà fino alle ore 24:00 del prossimo 5 agosto, il contest L’Ingegneria nella Società contemporanea sul social network, re delle immagini, Instagram e riservato agli ingegneri.

Su cosa si baserà il contest? “Il contest – spiega Gianni Massa, vice presidente del CNI – si basa sul concetto di ingegneria quale punto d’incontro delle idee e della loro capacità di determinare sviluppo e guardare al futuro. Ingegneria quale strumento di sovrapposizione trasversale tra differenti discipline e modello di sintesi tra tecnologia e applicazione, tra teoria e costruzione”.

Vale tutto. Agli ingegneri che desiderano partecipare al concorso non sono posti paletti o limiti alla propria creatività. Le foto, si legge nel comunicato che dà notizia del contest, dovranno rappresentare e interpretare l’ingegneria contemporanea nelle sue molteplici accezioni, espressione della creatività e dell’ingegno umano, frutto della capacità tecnica e specialistica dell’ingegneria italiana e internazionale.

L’hashtag valido per partecipare al contest su Instagram è: #ic2_works_ingegneriacontemporanea.

Dunque non resta che invitare tutti gli ingegneri di armarsi del proprio smartphone o tablet e fornire la propria libera interpretazione di cosa si intende per ingegneria oggi.

SCRAPout#2 ReFuture è l’expo dell’Upcycling a Padova dove vengono esposti e presentati i progetti per fare arte rispettando l’ambiente. Dal 21 novembre al 12 dicembre 2014 sarà possibile ammirare le opere di giovani artisti presso l’ex Macello. Il fine ultimo è trovare il modo per costruire un futuro ecosostenibile e per fare ciò trovare e sviluppare delle strategie personali e sociali al fine di ottimizzare i nostri consumi.

ReFuture è un percorso rivolto al futuro che vogliamo, mantenendo come focus l’applicazione del pensiero creativo e delle tecniche artigianali alla produzione di beni utili.

ReFuture ha come obiettivo affermare il bisogno di valorizzare le qualità del presente.

Beni utili sono l’arredamento e infatti molte sono le proposte di complementi d’arredo ottenuti dal riutilizzo dei materiali.

ReFuture ha una Struttura a Matrioska: vi sarà un’esposizione fissa di 8 artisti, 3 work in progress, un movimento scandito da 4 step e un video documentario. Inoltre nel centro storico della città verrà proiettato l’expo in corso.

L’expo, come detto, durerà tre settimane e verranno esposte le opere selezionate quest’estate. Saranno presenti inoltre tre artisti-designer artefici di uno spazio arredato, parte integrante del laboratorio culturale.

Nel workshop vi sarà un percorso, promosso da La Mente Comune e l’Ufficio Informambiente del Comune di Padova, per avvicinare i giovani degli istituti tecnico-professionali ed artistici alle tecniche artigianali e diffonderle. Sarà dato loro uno spazio all’interno dell’expo, un eco-bar, per poter allestire quanto realizzato.

In questo modo i giovani vengono introdotti al concetto di riuso, motivandoli e dando loro la possibilità di esporre con dei designer del settore.

Inoltre il messaggio rivolto a tutta la cittadinanza, anche quella non artistica, è quello di sviluppare uno stile di vita sostenibile.
Il video documentario riguarda l’Upcycling in Italia. ReFuture vuole essere si luogo d’incontro presente, ma anche continuo. Una raccolta di documenti e informazioni che possono essere utilizzate anche a progetto concluso. Il video rappresenterà il lavoro degli artisti espositori nei loro laboratori-botteghe, attraversando tutta l’Italia.

L’Expo ScrapOut#2 ReFuture è paragonabile ad una scatola cinese: un insieme di idee e di lavori ognuno dei quali contiene ed è contenuto senza nascondere la bellezza, la funzione e l’importanza dell’altro. Un laboratorio nella fabbrica, un gioco continuo che può essere smontato, spostato quindi utilizzato con finalità specifiche, analizzato o studiato.
I confini del gioco sono la “Madre” (il progetto ReFuture e l’associazione La Mente Comune che hanno reso possibile questo ambizioso lavoro) e l’ultima bambola il “Seme” che non si può aprire. Essa rappresenta la mostra cristallizzata nello spazio espositivo Biosfera nel ghetto di Padova.

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti:
www.corrieredelveneto.corriere.it – Reciclaggio e design, un’eco-mostra
www.lamentecomune.it

Lo scorso agosto gli organizzatori del Queen Elizabeth Prize for Engineering hanno reso pubblici i risultati di un sondaggio lanciato tra gli ingegneri per conoscere quali sono le 10 personalità che possono essere considerate degli eroi agli occhi della categoria.

I risultati riflettono ovviamente il fatto che il panel degli ingegneri che ha partecipato al sondaggio proviene per la massima parte dai paesi anglosassoni, ma accanto a personalità del XIX secolo, protagoniste dell’epopea dell’Impero Britannico, troviamo nelle primissime posizioni anche un italiano e dei personaggi della storia antica.

Forniamo quindi anche per i nostri lettori la classifica dei 10 eroi per gli ingegneri e chiediamo a tutti di farci sapere sulla nostra Pagina Facebook quali sono le tre personalità che un ingegnere italiano vede come eroe della professione!

La classifica dei 10 eroi degli Ingegneri

Il fisico e botanico Jagadish Chandra Bose

Il fisico e botanico Jagadish Chandra Bose

Al decimo posto della top ten troviamo Jagadish Chandra Bose (1858-1937), fisico e botanico indiano, pioniere della radio (ma nulla ha a che vedere con la BOSE Corporation, fondata negli anni sessanta del secolo scorso da un altro indiano con passaporto statutinitense: Amar Gopal Bose).

Lo scozzese James Watt

Lo scozzese James Watt

Nella posizione numero nove troviamo lo scozzese James Watt (1735-1819) a cui si deve l’invenzione della valvola di regolazione (nota ancora oggi come regolatore di Watt) per mantenere costante la velocità della macchina a vapore. Fu lui a introdurre un’unità di misura chiamata cavallo vapore per comparare la potenza prodotta dalle macchine a vapore, che viene usato ancora oggi per indicare la potenza dei motori degli autoveicoli.

Il pioniere dell’aviazione brasiliana e progettista di dirigibili e aeroplani Alberto Santos-Dumont (1873-1932) occupa la posizione numero otto. Fu capace di capace di effettuare nel 1906 un volo di andata e ritorno in soli 30 minuti da Parc Saint Cloud alla Tour Eiffel di Parigi.

L'ingegnere informatica statunitense Grace Hopper

L’ingegnere informatica statunitense Grace Hopper

Al settimo posto tra gli eroi dell’ingegneria c’è la prima donna in classifica: Grace Hopper (1906-1992). Definita da molti una pioniera della programmazione informatica, ottenne il Ph.D. in matematica nel 1934 a Yale. Tra i suoi grandi meriti vi è quello di avere avuto un ruolo primario nella realizzazione del linguaggio COBOL di programmazione.

Ancora un ingegnere informatico alla posizione numero sei. Stiamo parlando di Alan Turing (1912-1954), a cui si deve la formalizzazione del concetto di Algoritmo e la creazione della c.d. Macchina di Turing, un potente strumento teorico (non si tratta, infatti, di una macchina fisica ma di un modello), largamente utilizzato nel calcolo delle probabilità.

Archimede di Siracusa

Archimede di Siracusa

Arriviamo così alla posizione numero cinque, dove si colloca il genio siracusano Archimede (287 aC – 212 aC), scienziato, matematico e inventore che visse alla corte del tiranno Gerone. Sono troppo numerosi i meriti e le scoperte: trovò la formula per il calcolo del volume della sfera, inventò la Vite di Archimede per trasportare i fluidi e il pompaggio dell’acqua, stabilì il principio di Archimede sul galleggiamento dei corpi, ecc.

Al numero quattro della classifica stilata dal Queen Elizabeth Prize for Engineering troviamo un’altra donna, l’inglese Ada Lovelace (1815-1852). Unica figlia (legittima) di Lord Byron, Ada Lovelace (il cui nome da nubile era Augusta Ada Byron) lavorò con il matematico Charles Babbage e grande fu il suo contributo al perfezionamento della sua macchina analitica. Tra gli appunti della Lovelace venne trovato un algoritmo in grado di generare i Numeri di Bernoulli.

L'ingegnere elettrico Nikola Tesla

L’ingegnere elettrico Nikola Tesla

E veniamo alle prime tre posizioni. Sul gradino più basso del podio, in terza posizione, gli ingegneri hanno posto Nikola Tesla (1856-1943), ingegnere elettrico statunitense di origine serba, tra i protagonisti della seconda rivoluzione industriale. Il suo lavoro pose le basi del moderno sistema elettrico a corrente alternata e il suo interesse nel campo dell’elettromagnetismo lo fecero diventare una specie di feticcio per i cultori del soprannaturale e della magia spiritica.

Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci

In seconda posizione, finalmente, un italiano ante litteram: Leonardo Da Vinci (1452-1519), ingegnere, artista, matematico, letterato … in una parola: genio. Il prototipo dell’ingegnere civile: a lui si debbono delle intuizioni che sono diventate realtà solo secoli dopo, prime fra tutte la macchina volante. Ma fu al genio vinciano che si deve lo studio del sistema dei navigli milanesi e la progettazione di sistemi per il controllo delle acque (Venezia e il fiume Arno).

L'ingegnere civile vincitore del contest: Isambard Kingdom Brunel

L’ingegnere civile vincitore del contest: Isambard Kingdom Brunel

E sul gradino più alto del podio, l’eroe per eccellenza secondo l’opinione degli ingegneri che hanno partecipato al contest del Queen Elizabeth Prize for Engineering troviamo Isambard Kingdom Brunel (1806-1859), considerato tra i più importanti ingegneri civili dell’epoca vittoriana: progettò e costruì di tutto, dai ponti (oltre 100, il più famoso dei quali è il Ponte sospeso di Clifton a Bristol), navi, gallerie (tra cui la galleria sotto il Tamigi), treni, ecc. A lui si deve, in qualche modo, la posa del primo cavo sottomarino, poiché fu il progettista della nave SS Great Eastern, che fu usata per l’operazione.

Ecco dunque la classifica completa. E voi, vi trovate d’accordo con questa lista? Commentate l’articolo, indicando quali sono, secondo voi, i tre eroi per un ingegnere, oppure scriveteci sulla nostra Pagina Facebook. Attendiamo le vostre opinioni.

A settembre, la famosa Mostra Internazionale del Cinema che si svolgerà a Venezia vedrà un tappeto verde, il Green Drop Award, il premio che Green Cross Italia e la Città di Venezia assegnano al film che meglio interpreta e rappresenta i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del Pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli.

La Green Cross International nacque nel 1993 dalla fusione di due organizzazioni nate con lo stesso obiettivo: trovare una soluzione adeguata ai problemi ecologici che vanno oltre le frontiere nazionali. Un progetto, il World Green Croos, lo stava portando avanti il Consigliere del Parlamento Svizzero Roland Wiederkehr, mentre dall’altra parte la volontà di veder istituita quest’organizzazione venne pronunciata dal Presidente Mikhail Gorbaciov durante il Global Forum for Survival of Humanity del 1989. Occorreva istituire un’organizzazione in grado di rispondere all’emergenza medica del Comitato Internazionale della Croce Rossa. E Gorbaciov venne investito di istituirla nel 1992 dai delegati dell’Earth Summit di Rio de Janeiro.

Il 18 aprile 1993 a Kyoto (Giappone) prende vita la Green Cross International (GCI).

Cinque anni dopo, nel 1998, nacque la Green Cross Italia, quale organizzazione nazionale del GCI.

Attualmente GCI è presente in 30 Paesi nel mondo, intervenendo con propri progetti su temi delicati dell’ambiente. All’organizzazione è stato riconosciuto il grado di stato consultativo generale presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e dall’Unesco.

La mission di Green Cross è aiutare ad assicurare un futuro equo, sostenibile e sicuro per tutti. E per fare ciò occorre procedere con un cambiamento dei valori e sviluppare un nuovo senso di interdipendenza globale e responsabilità condivisa nelle relazioni tra uomo e natura.

In particolare Green Cross:

– interviene per prevenire e risolvere i conflitti nati dal degrado ambientale;

– fornisce un aiuto integrato, ovvero sia di tipo umanitario che ambientale alle popolazioni colpite dalle conseguenze ambientali delle guerre e dei conflitti;

– promuove normative etiche e legali che conducono ai fondamentali cambiamenti di valori, comportamenti e atteggiamenti dei governi, del settore privato e della società civile, necessari a costruire una comunità globale sostenibile.

Green Cross crede nella mediazione e nella cooperazione, non sullo scontro, ma sull’incontro e sul dialogo. Green Cross contribuisce al cambiamento che professa mettendo a disposizione il lavoro di esperti ambientali imparziali, divulgando informazioni, educazione, forum neutrali per il dibattito pubblico, studi scientifici, sostegno medico e sociale.

E proprio uno strumento di diffusione e di comunicazione di massa quale è il cinema può partecipare a diffondere il pensiero GCI. Ecco il perché di un riconoscimento a quest’arte.

Il premio consisterà in una goccia d’acqua in vetro soffiato realizzata dal maestro vetraio Simone Cenedese di Murano, all’interno della quale vi sarà un campione di terra proveniente dall’Antartide. Inoltre alla cerimonia di premiazione del vincitore, si terranno incontri sulla Green Economy e sui green jobs nel mondo del cinema.

Il premio ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, del Presidente della Regione del Veneto e dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Venezia. Quest’anno godrà del sostegno dell’Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), dell’Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e del Pnra (Programma nazionale di ricerche in Antartide).

Articolo di Roberta Lazzari