Sulla scia degli impegni presi per il 2020, l’Europa ha definito gli obiettivi al 2030, elevandoli significativamente e rendendoli particolarmente sfidanti.

La cogenerazione, ossia la produzione contemporanea di energia elettrica e calore utile, è riconosciuta da anni a livello europeo come una modalità di conversione dell’energia assai efficiente, con molteplici benefici economici, ambientali e sociali ed entra di diritto tra i principali strumenti a disposizione per raggiungere tali obiettivi, che anche l’Italia si è posta.

Tuttavia, nonostante la cogenerazione abbia tutte le carte in regola, vi era a oggi una carenza di dati utili per valutarne il mercato e stimarne il potenziale di crescita.

Italcogen, associazione che in seno ad ANIMA Confindustria rappresenta e tutela i costruttori e distributori d’impianti di cogenerazione e recuperi termici, ha voluto far chiarezza e colmare questo gap, producendo due studi di settore in ambito nazionale e partecipando attivamente a uno studio a livello europeo.

Convegno Italcogen 2019: studi di settore e confronto tra imprese e istituzioni al Key Energy – Ecomondo

Gli studi sono stati presentati nel convegno Italcogen 2019 annuale, che si è svolto il 6 novembre 2019 nel contesto sinergico delle fiere Ecomondo e Key Energy a Rimini.

I primi due studi, con perimetro nazionale, sono stati elaborati da Italcogen in collaborazione con il Politecnico di Milano e con l’Energy&Strategy Group; essi hanno fornito uno spaccato della situazione economica attuale e valutato il potenziale nazionale della cogenerazione al 2025 (orizzonte temporale limite considerato per avere proiezioni attendibili).

L’indagine economica è stata realizzata studiando Esco, impiantisti e produttori di tecnologie, facendo emergere un andamento di sostanziale stagnazione del mercato negli ultimi anni: utili e urgenti quindi interventi per il rilancio del settore, indispensabile per mantenere la traiettoria al 2030.

Se l’analisi strategica ha mostrato una sostanziale evoluzione, con servizi ai clienti sempre più integrati, gli studi hanno evidenziato anche il ruolo fondamentale del quadro legislativo e regolatorio sul settore stesso.

In particolare è emersa l’esigenza di come vada completato il quadro normativo per le aziende energivore, prevedendo riduzioni in bolletta solo a fronte di concreti investimenti in efficienza energetica.

Si rende inoltre necessario un rilancio efficace dei TEE oltre a riconquistare la fiducia del mercato verso questo importante strumento d’incentivazione dell’efficienza energetica.

Serve poi, come ribadito più volte da imprese e associazioni, un quadro normativo più chiaro, scevro da interpretazioni e stabile nel tempo.

Infine, in una visione di implementazione del clean energy package, andrà in qualche modo superato il vincolo del one-to-one posto in capo agli SSPC/SEU.

Gli studi sono stati presentati al convegno da Marco Golinelli, presidente Italcogen, insieme a Carlo Tricoli e Antonio Lobosco dell’Energy&Strategy Group.

Il terzo studio, di cui sono stati mostrati i risultati preliminari, è stato elaborato da COGEN Europe, Associazione europea per la promozione della cogenerazione, con l’obiettivo di fornire una prospettiva sui possibili scenari per la cogenerazione al 2050, in un’ottica di decarbonizzazione del settore energetico.

Lo studio è stato presentato da Marco Pezzaglia, presidente, e Hans Korteweg, managing director, di COGEN Europe.

Obiettivi europei: come raggiungerli?

Tornando agli obiettivi europei, ciò che si evince dai dati presentati al convegno Italcogen 2019 e dalle considerazioni emerse, è che il loro raggiungimento è ipotizzabile solo con un’adeguata concertazione delle parti, rispetto alla quale Italcogen si pone come interlocutore principale e indispensabile tra le imprese del settore cogenerazione e le istituzioni.

Convegno Italcogen 2019

Convegno Italcogen 2019_ Da sinistra: Marco Manchisi, Roberto Morassut, Marco Golinelli_©Italcogen

Il dialogo è uno degli strumenti principali dell’associazione, che si è tradotto nell’evento attraverso il momento di confronto nella tavola rotonda presieduta da Marco Manchisi di Italcogen e alla quale sono intervenuti: Luca Benedetti, Responsabile progetto “Piano nazionale Energia e Clima e ruolo del GSE nella transizione energetica”; Francesco Ferrante, coordinamento FREE; Simona Ferrari, AssoEsco.

Sono inoltre intervenuti al convegno Italcogen 2019, confermando il proprio sostegno e allineamento alle politiche di sinergia e integrazione, on. Roberto Morassut, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente, insieme a Alessandro Carettoni, Dirigente Divisione interventi ambientali e energie rinnovabili.

In chiusura di lavori i contributi di aggiornamento tecnologico da alcune aziende associate partner dell’evento: AB Energy, Cefla e Turboden.

È disponibile su richiesta lo studio di mercato nazionale Italcogen (gratuito per le Aziende associate), contattando italcogen@anima.it

Articolo cura di Alessandro Fontana, Responsabile Associativo Italcogen.

Si tratta del primo sistema in Europa di taglia industriale per trasformare il processo di depurazione in risorsa, grazie al contributo di una cella a combustibile ad alta efficienza.

L’energia nasce dal processo di depurazione delle acque: questo il significato ultimo del progetto europeo DEMOSOFC, coordinato dal Politecnico di Torino, che consentirà la realizzazione del sistema all’interno dell’impianto SMAT di Collegno (TO). L’impianto permetterà di ottenere energia ad alta efficienza sfruttando la tecnologia delle celle a combustibile ad ossidi solidi (SOFC) e sarà il primo al mondo alimentato dal biogas ottenuto dalla depurazione delle acque.

Il progetto è coordinato dal professor Massimo Santarelli del Dipartimento Energia del Politecnico di Torino e prevede un partenariato di 5 istituti di ricerca e aziende europei: Politecnico di Torino e Gruppo SMAT per l’Italia, l’azienda finlandese Convion Oy, produttrice di sistemi SOFC, il centro di ricerca finlandese VTT ed infine l’Imperial College of Science, Technology and Medicine (Londra). Il progetto ha un budget complessivo di circa 5.9 milioni di euro, ed è finanziato dall’Unione Europea con 4,2 milioni di euro nell’ambito del programma Horizon 2020, piattaforma FCH-J.

Il concetto (virtuoso) alla base del sistema

DEMOSOFC prende avvio dai risultati del progetto SOFCOM, recentemente concluso e sempre coordinato dal Politecnico di Torino, che nasceva dalla necessità di rendere produttivo dal punto di vista energetico un processo necessario, ovverosia la depurazione delle acque di scarico. Un processo che, applicando il procedimento messo a punto dal progetto permette non solo di ottenere energia elettrica e calore (caratteristica di un sistema cogenerativo), ma anche altri due “prodotti”: acqua pulita e il ri-fissaggio del contenuto di carbonio del combustibile primario (biogas) in forma di biomassa (alghe) che può essere reimpiegata.

Come funziona

Partendo dal biogas – un combustibile rinnovabile – si procede alla separazione dello zolfo e di altri contaminanti, per poi avviare la reazione negli elettrodi di cella che permette di produrre energia elettrica ad alta efficienza (fino al 50% quando di solito a pari condizioni di taglia una macchina termica si attesta intorno al 30-35%). Il sistema è cogenerativo, in quanto consente inoltre il parziale recupero del calore prodotto dalla cella.

L’impianto DEMOSOFC vedrà impiegati tre moduli “fuel cell” in grado di produrre in cogenerazione 175 kW elettrici e 90 kW termici, con un’efficienza elettrica del 53%. Il Sistema sarà installato nell’impianto di trattamento acque reflue di SMAT Collegno, dove attualmente il biogas è prodotto dalla digestione anaerobica dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane. L’impianto a “fuel cell” garantirà la fornitura di circa il 30% del fabbisogno elettrico del sito (attualmente coperto interamente dalla rete) e del 100% del fabbisogno termico.

“Questo progetto vuole rappresentare un caso emblematico, su taglia industriale, che renda evidente agli operatori del settore ed alla società nel suo complesso i vantaggi energetici delle celle a combustibile – afferma il coordinatore Massimo Santarelli  -, infatti, dal confronto di un impianto SOFC con i principali competitori, utilizzati nella quasi totalità dei contesti industriali, ovvero ICE (Internal Combustion Engine, motore a combustione interna) e GT (Gas Turbine, turbina a gas), nell’ambito di taglie inferiori al MW, si profilano efficienze elettriche dell’ordine del 53% rispetto a valori che oscillano tra il 35 – 38% e il 30 – 35%”.

Riportiamo di seguito il testo della Lettera della Federazione Ascomac inviata in data odierna al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, dell’ambiente, tutela del territorio e del mare, per la semplificazione e la pubblica amministrazione in materia di corrispettivi tariffari e oneri di sistema previsti dapprima dallo schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2012/27/Ue in materia di efficienza energetica e ora dal c.d. decreto Competitività in corso di emanazione.

 

Egregio Signor Presidente dott. Renzi,

con la presente mi riferisco a due Provvedimenti del Suo Governo, in materia di Energia:

 

1. Lo Schema di Decreto Legislativo recante attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/1257/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE – Atto Camera n. 90 in attesa del Parere delle Commissioni parlamentari competenti.

2. Il DL c.d. Misure per la competitività con particolare riguardo alle bollette energetiche, corrispettivi tariffari e oneri di sistema.

 

Nell’apprezzare in generale le attività in corso del Suo Governo e, soprattutto, i principi ispiratori delle azioni intraprese, tra i quali semplificazione e chiarezza della normativa, in relazione ai provvedimenti sopra citati, sottoponiamo alla Sua attenzione due questioni: una di metodo e l’altra di merito.


Generazione distribuita, fonti rinnovabili, cogenerazione ad alto rendimento – SEU (Sistemi efficienti di utenza) – RIU (Reti interne di utenza)

In base ai principi di certezza del diritto, di semplificazione e stabilità della normativa, di sviluppo economico responsabile e sostenibile:

Nel metodo non riusciamo a comprendere come un medesimo tema – Corrispettivi tariffari e oneri di sistema su Generazione distribuita, FER e Cogenerazione ad alto rendimento – sia trattata in due provvedimenti diversi, emanati dal Suo stesso Governo, peraltro in un periodo di tempo molto breve l’uno dall’altro.

 

Il primo – Schema di decreto legislativo di recepimento della Direttiva sull’Efficienza energetica – all’art. 11:

1. affida all’AEEGSI “poteri legislativi” sul mercato elettrico che, riteniamo, esulino dalla competenza di carattere regolatorio attribuita alla Autorità dalla legge istitutiva

2. introduce, a regime, corrispettivi ed oneri a carico della generazione distribuita, fonti rinnovabili e cogenerazione ad alto rendimento, “superando” il principio di diritto indicato dalla Legge e ribadito dalla AGCM Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nella segnalazione al Governo ed al Parlamento AS 898 del 2011: corrispettivi tariffari ed oneri generali e speciali di sistema si pagano solo sull’energia prelevata.

 

Il secondo – c.d. DL Competitività – stabilisce, sic et simpliciter, superando il passaggio parlamentare in corso sul medesimo tema, che dal 2015 corrispettivi tariffari e oneri di sistema si versino sulla energia consumata e quindi anche autoprodotta e/o prelevata dalla rete, anticipando e precedendo la norma dello stesso Governo che, nello schema di Decreto Legislativo, attribuisce all’AEEGSI determinati compiti “legislativi”, peraltro come detto, a nostro parere, di dubbia legittimità.


Conclusioni

Invece di semplificare e stabilizzare nel tempo la normativa, per dare finalmente certezze ai cittadini ed agli investitori, la percezione se non certezza è la “consueta e tradizionale” duplicazione della normativa sulla stessa materia.

 

Continuando nel ragionamento, il Governo attribuirebbe, con il nuovo D.L. Competitività, alle RIU (Reti interne di utenza) ed ai SEU (sistemi efficienti di utenza costituiti da impianti di generazione di energia alimentati da FER o in assetto cogenerativo ad alto rendimento – cogenerazione CAR per un solo cliente finale) oneri sull’energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, in misura pari al 10% dei corrispondenti importi unitari dovuti sull’energia prelevata dalla rete qualora i predetti sistemi accedano ad incentivi statali sull’energia prodotta, e, in misura pari al 5%, negli altri casi.

 

In sintesi, Signor Presidente, viene introdotto un nuovo Principio giuridico nel nostro Ordinamento, culla del diritto, in base al quale :

1. utilizzi il sistema elettrico nazionale: no

2. utilizzi sistemi ad alta efficienza come la CAR per autoproduzione: si

3. hai richiesto incentivi: no

Risultato: paghi comunque una tassa, di misura elevata o ridotta non importa, certamente rivedibile nel tempo (biennalità) per garantire la parità di gettito.

 

Motivazione: non ridurre l’entità complessiva dei consumi soggetti al pagamento degli oneri. L’importante è conseguire la parità di gettito più che i risultati, in termini di minori costi di esercizio legati agli investimenti in efficienza energetica e quindi in minore importazione di prodotti fossili.

 

L’alternativa, per chi potrà farlo, è di isolarsi completamente dalla rete elettrica nazionale, cercando “solo e disperato” di mantenere competitivo il proprio prodotto.

Di diritto e di fatto, nella applicazione dei corrispettivi tariffari e degli oneri di sistema: la energia autoprodotta e autoconsumata in sito, per uso proprio da un solo cliente finale, che ha deciso di investire in tecnologia ad alta efficienza per ridursi i costi di approvvigionamento energetico, con l’attribuzione di una serie di tasse a fronte di un servizio di pubblica utilità mai acquistato dallo stesso cliente finale né tanto meno reso dal distributore viene equiparata alla energia prelevata dalla rete per i quali è legittimo versare corrispettivi e oneri a fronte di un servizio di pubblica utilità reso dal distributore in concessione,


Conclusioni

Di diritto e di fatto: la nuova tassa sull’Efficienza energetica, e ancor più sugli investimenti in efficienza energetica, stimabile in base a prime simulazioni in € 4/6 MWh consumato in funzione delle taglie, penalizza gli investimenti del cliente finale efficiente, a partire dall’industria, come quella Cartaria tanto per citare un caso, che fa del SEU con unità CAR uno strumento di competitività per ridursi i costi energetici, oltre che dei Soggetti come le ESCo che fondano sull’efficienza energetica diffusa la propria attività, investita per il cliente finale.

 

Mi permetto da cittadino, più che da cliente finale o da operatore, chiederLe: quale sia il senso di installare e incentivare una tecnologia ad alta efficienza come la cogenerazione ad alto rendimento in un distretto industriale, in un centro commerciale, nei condomini, quando, nel caso di specie, il prodotto di questa tecnologia è utilizzato dall’investitore condòmino solo in parte, e cioè solo energia termica, perché quella elettrica, ora anche tassata dal nuovo D.L competitività, va prima riversata in rete e poi ricomprata tramite contatore dal singolo condomino.

 

In sintesi, non solo il condòmino/investitore in efficienza energetica è ostacolato, dovendosi ricomprare l’energia elettrica da contatore, ma ora “ancor meglio”, anche se non chiede incentivi, e questo è il fatto più “grave”, paga una percentuale, rivalutabile nel tempo.


Il Legislatore pensa che questo sia il percorso per promuovere l’Efficienza Energetica? e che questa sia l’Efficienza da promuovere?

Riteniamo invece che investimenti privati in risparmio energetico in sito – condominio, centro commerciale, distretto industriale – possano e debbano trovare risposta nel combinato di Generazione distribuita da FER e CAR ad alta efficienza unitamente al Consumo ad alta efficienza di energia ed all’Utilizzo ad alta efficienza per trasporto e mobilità sostenibile (elettrica) verso Città/Territorio decarbonizzate senza versare corrispettivi di sorta.

 

E questo, sia chiaro, non perché si tratti di un incentivo implicito (come sostenuto dalla AEEGSI) o dalla mera volontà di sottrarsi al pagamento di e corrispettivi e oneri, ma perché non viene utilizzato il servizio in concessione. Altrimenti, come previsto dal DL Competitività, è come obbligare il cittadino a pagare il pedaggio di un’autostrada che non percorre.


Proposta

Al di là di pagare o no una nuova tassa, considerato che il tema della riduzione dei costi energetici è uno dei punti del Suo Governo, Signor Presidente colga con passione e coraggio questa occasione di revisione delle Bollette energetiche o meglio del recepimento della Direttiva 2012/27/UE in materia di efficienza energetica per liberalizzare il trasferimento dell’energia autoprodotta, verde da FER ed efficiente da CAR, “là dove serve” in sito – condomini, centri residenziali, centri commerciali, quartieri, distretti industriali magari collegati in questo caso da un contratto di rete tra imprese – non più per un solo cliente finale ma per tutti i clienti finali che risiedono in quel sito, aggregandoli attraverso Programmi di miglioramento di efficienza energetica (V. D.Lgs. n. 115/2008 e smi).

 

Programmi rivolti, appunto, a pluralità di clienti finali e gestiti dalle ESCo. Si otterrà così non più un’efficienza “verticale”, limitata, legata non più soltanto alla maniglia, al doppio vetro, all’appartamento, ma all’Immobile di cui gli appartamenti fanno parte, ad una serie di immobili, al Quartiere, alla Città/Territorio intera. E’ questa l’Efficienza energetica diffusa in cui fortemente crediamo.

 

Questa, Sig. Presidente, la Vision che sottoponiamo all’attenzione Sua e del Suo Governo per la promozione della Generazione distribuita/Consumo/Utilizzo ad alta efficienza dell’energia che, attraverso il Risparmio energetico, l’Indipendenza energetica e la Decarbonizzazione, colga la sfida della Sostenibilità responsabile, che il Paese attende da tempo, anche e soprattutto in termini di Lavoro e Occupazione.


Bolletta energetica. Proposte di riduzione dei costi della bolletta energetica

Nel corso degli ultimi sette anni, la nostra Federazione ha presentato diverse proposte in termini di liberalizzazione del trasferimento dell’Energia in sito, come previsto dall’Atto 54/2007 dell’AEEG e dall’Atto Senato n. 229 di recepimento della Direttiva 2006/32/CE (art. 10, comma 1) sempre in tema di efficienza e di SEU e, da ultimo, in occasione della Audizione sulla SEN della X Commissione della Camera dei Deputati (V. Slide da pag. 17 del documento).


Di seguito il principio di diritto: qualora l’impianto per la produzione di energia elettrica sia realizzato all’interno della proprietà di un unico cliente finale, anche da un soggetto diverso dal cliente finale e sia collegato all’impianto del medesimo cliente, il trasferimento dell’energia elettrica prodotta alle apparecchiature di consumo del cliente non si configura come attività di distribuzione, intesa come servizio di pubblica utilità”.

 

Più che imporre nuove tasse, ora anche sull’efficienza energetica, riteniamo da sempre che l’alleggerimento della bolletta energetica a carico dei cittadini – imprese, famiglie, amministrazioni pubbliche – possa e debba essere effettuata distinguendo tra aiuto all’investimento in tecnologia efficiente e sostegno all’esercizio dell’energia “verde ed efficiente”, rivedendo il metodo di attribuzione dei benefici fiscali quali:

a. aiuto all’investimento – a carico della fiscalità generale – in tecnologie a basso impatto ambientale anche nei processi di riconversione industriale dei siti di interesse nazionale contaminati, al fine di attivare crescita ed occupazione “verde”

b. sostegno all’esercizio – a carico delle bollette energetiche – dell’energia generata/utilizzata/consumata da sistemi e tecnologie altamente efficienti, attraverso la valorizzazione nella bolletta energetica, della sola energia prodotta, autoprodotta o utilizzata/consumata (e non più anche della tecnologia che la genera)

c. misure in favore delle imprese e dei soggetti privati che acquistano tecnologie, sistemi e prodotti ad alta sostenibilità

d. accesso agevolato ai benefici previsti dal Fondo rotativo per il finanziamento di programmi e misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

 

È di tutta evidenza che il tenere distinti l’aiuto all’investimento dal sostegno all’esercizio:

– eviti fenomeni speculativi e scelte “convenienti” del miglior incentivo

– comporti una riduzione degli oneri a carico del cittadino/cliente finale in bolletta energetica

– premi le migliori tecnologie nei tempi di ammortamento fiscalmente previsti

– consenta al consumatore finale di non dovere pagare per anni/decenni bollette energetiche onerose che finiscono per valorizzare tecnologie nel tempo già ammortizzate e tecnologicamente superate se non inefficienti

– stimoli l’innovazione e la ricerca in nuove tecnologie di generazione/consumo/utilizzo di energia ad alta efficienza

– promuova la filiera industriale, distributiva e dei servizi dell’Efficienza energetica e con essa la Occupazione responsabile

 

Anche in questo caso, sottolineiamo la necessità di coordinamento tra le diverse normative in materia di fiscalità energetica ed ambientale alla luce di quanto disposto dalla Legge Delega Fiscale n, 23/2014 e dei relativi Decreti legislativi attuativi previsti dal relativo art. 15.


La buona notizia

Tra i temi di equità sociale segnalati alle Istituzioni dalla nostra Federazione evidenziamo il caso della Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti, da noi segnalato già nel 2012 sia in occasione della Audizione pubblica avanti la AEEG così come nel documento relativo alla SEN.

Apprezziamo il fatto che il Suo Governo abbia fatto proprio e realizzato un Atto di Equità di trattamento tra cittadini – clienti finali.

 

Richiesta

In un momento di grave crisi economica quale quello affrontato dal Paese ed alla politica di rigore e di riduzione della spesa pubblica del Governo rivolta a tutti i cittadini, segnaliamo l’art. 37 della Delibera AEEG 199/2011 recante “Integrazione dei ricavi a copertura degli oneri per lo sconto ai dipendenti” (Estratto – Segnalazione Ascomac 2012, pag. 9, Spending review e Rigore)

 

Oltre che poter conoscere l’importo globale di tale agevolazione, ci si chiede se in un momento economicamente molto complesso per i cittadini, non sia necessario ed opportuno eliminare rapidamente “privilegi” di alcuni come quello in oggetto, alleggerendo così la bolletta elettrica di tutti i clienti finali.

 

Poco o tanto che sia, non importa. È un Segnale “del e per” il Paese.

 

Di fatto, ad oggi uno sconto sui consumi elettrici riconosciuti dalle imprese distributrici e dalla società Terna, fino al 31 dicembre 2019 in base a CCNL ai dipendenti del settore, è stato pagato non dalle imprese citate come bonus ai propri dipendenti, ma dal cliente finale in bolletta energetica con il versamento dei corrispettivi tariffari (sic!).

 

Fondi che potevano e potrebbero essere utilizzati a favore delle fasce deboli e disagiate.

 

Nel rimanere a disposizione per chiarimenti nel merito di quanto esposto con Lei ed i Suoi Uffici, con l’auspicio che queste prime note possano costituire elemento di stimolo per un ripensamento nell’immediato dei contenuti dei provvedimenti citati, unitamente ad una revisione unitaria del sistema in una Vision che valorizzi la Generazione distribuita per il Risparmio energetico, in un percorso per la Decarbonizzazione verso la Sostenibilità, voglia gradire, Signor Presidente, i miei più cordiali saluti e l’Augurio sincero di Buon Lavoro.


Carlo Belvedere, Segretario Generale ASCOMAC

MWH Global, azienda multidisciplinare che fornisce consulenza e servizi di ingegneria nei settori dell’acqua, dell’energia, dell’ambiente e delle infrastrutture – è stata selezionata dalla Birmingham Bio-Power Ltd per la progettazione, costruzione e gestione di un nuovo impianto di gassificazione a biomassa da 10,3MW nei pressi di Birmingham. I lavori cominceranno subito e termineranno all’inizio del 2016.

 

L’impianto, del valore di 47,7 milioni di sterline, è il primo nel suo genere ad essere costruito nel Regno Unito. Sarà approvvigionato da circa 67.000 tonnellate di biomassa da legno, assicurata da un contratto a lungo termine con un fornitore locale. Si prevede che possa generare sufficiente energia elettrica da fonte rinnovabile per alimentare più di 17.000 abitazioni, creando un centinaio di posti di lavoro durante la costruzione dell’impianto e 19 posti di lavoro a tempo pieno per la sua gestione.

 

Durante i suoi 20 anni di vita, si prevede che l’impianto possa permettere di ridurre l’emissione di gas serra di circa 2,1 milioni di tonnellate e riutilizzare a fini energetici 1,3 milioni di tonnellate di biomassa da legno, che sarebbe altrimenti destinata in discarica.

 

L’energia è prodotta attraverso un processo di gassificazione della biomassa da legno. Il singas prodotto dalla gassificazione del legno viene bruciato in una caldaia  per la produzione di vapore che viene poi alimentato da una  turbina a vapore per la  generazione di elettricità da immettere nella rete nazionale. La tecnologia di gassificazione è fornita dalla società canadese Nexterra Systems.

 

MWH è responsabile della progettazione e costruzione dell’impianto attraverso un contratto di tipo EPC (Engineer, procure, construct). MWH  si occuperà anche della fase di messa in esercizio della centrale e della sua gestione tramite un contratto di Operations and maintenance di cinque anni.

 

Il consorzio che finanzia l’impianto, comprende la Green Investment Bank,  Gravis Capital Partners, Balfour Beatty plc, Eternity Capital Management, Foresight Group’s UK Waste Resources e Energy Investments (UKWREI). “Si tratta di un grande riconoscimento per MWH”, sottolinea Viviana Mariani, direttore tecnico e responsabile della divisione Energia e Infrastrutture di MWH in Sud Europa, “e un’ulteriore conferma delle grandi competenze tecniche che mettiamo a disposizione in materia di energie rinnovabili, biomasse, power generation in  tutto il mondo. In Europa, in particolare, siamo sempre al fianco dei nostri clienti per contribuire al raggiungimento degli obiettivi della Direttiva 20-20-20 e da anni supportiamo investitori e sviluppatori nella realizzazione di impianti di energie rinnovabili e nell’implementazione di programmi di efficienza energetica. Per far fronte alle loro esigenze siamo in grado di offrire servizi che vanno dall’EPC alla consulenza e progettazione”.

 

È in inchiesta pubblica fino al 3 dicembre 2013 il progetto di norma UNI Unità di cogenerazione e indici caratteristici, destinata a sostituire la UNI 8887:1987.
Il progetto di norma definisce l’unità di cogenerazione e gli indici caratteristici atti ad individuare le prestazioni energetiche e ambientali delle unità di cogenerazione.

 

Da notare che gli indici caratteristici non sostituiscono gli indici definiti per il rispetto degli obblighi di legge, ma rappresentano un supporto alla valutazione dell’effettivo risparmio energetico di progetti di cogenerazione presso i clienti finali.

 

La norma si applica a ogni unità di cogenerazione, indipendentemente dalla sorgente energetica, dalla taglia delle potenze termiche ed elettriche e dai settori di appartenenza dei produttori e degli utilizzatori. Si applica inoltre a casi connessi a: capitolati per l’offerta e l’ordinazione; collaudo e accettazione; garanzie prestazionali; criteri di valutazione tecnico/economica degli impianti.

 

Per scaricare il documento e portare il proprio contributo all’inchiesta pubblica, occorre collegarsi alla banca dati delle norme UNI in inchiesta pubblica e inserire nella ricerca il codice E0204C580.

 

Fonte AiCARR e UNI

Il Synfon è un sistema integrato ad alta efficienza in grado di produrre (in un processo continuo) gas di sintesi dalla pirolisi di biomasse legnose, alimentando con lo stesso gas un cogeneratore per la produzione di energia elettrica e termica.

 

Il sistema di CPL CONCORDIA è stato ottimizzato per ottenere i massimi livelli di efficienza energetica, grazie anche ad una sofisticata taratura e ad una specifica gestione computerizzata di tutto il processo. Il punto di forza di questo prodotto è la “containerizzazione” dell’impianto (cogeneratore-gasificatore-essiccatore). Synfon risponde a diverse necessità di produzione energetica, fornendo elettricità e calore per la selvicoltura, le segherie, gli allevamenti, le aziende agricole, le serre, gli agriturismi e il teleriscaldamento.

 

L’impianto è omologato per l’utilizzo di cippato di legna vergine con caratteristiche dimensionali G30-G50, con un’umidità massima del 15% e una componente massima di particelle fini del 30%. Il cippato viene trasportato dagli essiccatoi al caricatore attraverso un sistema di coclee, l’intero processo è controllato da valvole elettriche che ne garantiscono la tenuta stagna.

 

Queste valvole a loro volta sono controllare da un PLC e vengono automaticamente chiuse in caso di mancanza di corrente elettrica. Tutte le apparecchiature si trovano all’interno di appositi box prefabbricati con strutture in acciaio e chiusure con pannelli sandwich, mentre il cippato è stoccato entro appositi contenitori con sistema di essiccatura ad aria calda. L’impianto di cogenerazione viene alimentato dalla combustione di 45 kg/ora di cippato secco con umidità inferiore al 10%.

 

Il processo di gasificazione presenta alcuni vantaggi rispetto alla combustione diretta, il più importante dei quali è la possibilità di bruciare il Syngas direttamente in motori a combustione interna. La gasificazione consente di ottenere un gas molto pulito; infatti, attraverso la produzione delle ceneri, il gas viene privato degli elementi problematici per la fase di combustione, quali ad esempio cloro e potassio. Il motore è coassiale ad un generatore elettrico, converte l’energia meccanica in corrente elettrica poi immessa in rete.

La direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che sarà recepita entro la prima metà del 2014 andrà a modificare modificare l’attuale contesto normativo, da poco stabilizzato con l’implementazione della direttiva 2006/32/EC sull’efficienza energetica negli usi finali dell’energia e della 2004/8/EC sulla promozione della cogenerazione.

 

Ma quali sono le implicazioni dell’entrata in vigore della direttiva sul mercato della cogenerazione, del teleriscaldamento, dei recuperi termici e delle fonti rinnovabili?

 

Proseguendo una tradizione attiva da alcuni anni, l’occasione per parlarne sarà il prossimo 7 novembre durante il convegno organizzato da Italcogen, l’associazione dei costruttori e dei distributori di impianti di cogenerazione, che si terrà in seno a Key Energy 2013 Rimini, la fiera per l’Energia e la Mobilità sostenibile, giunta alla settima edizione.

 

Il convegno Italcogen, la cui partecipazione è gratuita previa iscrizione, metterà a fuoco la situazione sul futuro normativo e proporrà le opportunità di business in vista dell’implementazione della nuova direttiva. Tra gli argomenti trattati durante l’incontro vi saranno l’analisi costi/benefici, audit ed efficienza energetica, nuove tariffe, ruolo della pubblica amministrazione, cogenerazione e smart city: quali opportunità di business?

 

Di seguito il programma completo

 

9.30 Registrazioni

10.00 Saluti e introduzione

 

Interventi istituzionali

– Introduzione – Silvio Rudy Stella, Associazione Italcogen – Presidente

 

– La nuova direttiva EED: recepimento, opportunità e sfide per l’industria italiana

Marcello Capra, Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Energia

 

– La direttiva EED e i target al 2020: Strumenti, obiettivi e misure a sostegno

Sebastiano Serra, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Consulente del Ministro nella Segreteria Tecnica

 

– Cogenerazione ad alto rendimento: lo stato d’applicazione delle nuove procedure di riconoscimento

Giuseppe Dell’Olio, Gestore Servizi Energetici – Divisione Operativa Studi Statistici e Servizi Specialistici

 

– Il punto di vista dell’autorità nel recepimento della direttiva EED

Andrea Galliani, Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – Responsabile Unità Produzione di Energia, Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (EFR)

 

– L’efficienza energetica nel tavolo di lavoro della filiera delle bioenergie

Sofia Mannelli, Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Coordinatrice del Tavolo di Filiera delle Bioenergie

 

– IEE CODE 2: una roadmap per la cogenerazione

Giorgio Tagliabue – FAST Federazione delle Associazioni Scientifiche Tecniche

 

Esperienze dagli operatori: case histories applicative

– AB ENERGY S.p.A.

– ENOI S.p.A

– TURBODEN S.r.l.

 

13.00 Question time e chiusura dei lavori

La partecipazione è libera previa iscrizione e salva disponibilità posti

“La cogenerazione e la trigenerazione come produzione combinata di energia termica, frigorifera ed elettrica rappresentano la migliore forma di utilizzo delle fonti sia fossili che rinnovabili”. Non lascia adito a dubbi l’ing. Silvio Rudy Stella, presidente Italcogen, associazione che riunisce i costruttori e i distributori di impianti  per la cogenerazione, intervistato a margine del convegno dello scorso 9 novembre 2012 Efficienza energetica attraverso il Recupero termico.

 

Il convegno, organizzato in seno a Key Energy di Rimini, la fiera dedicata all’energia e alla mobilità sostenibile, ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, intervenuti per scoprire le opportunità legate all’impiego dei biocarburanti e dei recuperi termici. L’obiettivo dell’incontro è stato, infatti, quello di fornire gli elementi per considerare i recuperi termici quale motore d’innovazione per le aziende e l’industria italiane.

 

Ingegneri. Ing. Stella, il leit motif  del convegno è stato Recupero termico quale motore dell’innovazione, ci può spiegare perché e come può esserlo davvero?
Silvio Rudi Stella. Il recupero termico rappresenta per il settore terziario ed industriale un’opportunità concreta per la riduzione della bolletta energetica, dato che si va a recuperare del calore altrimenti disperso come scarto di processo, riutilizzandolo o all’interno del processo stesso, o convertendolo in altre forme di energia, ad esempio elettrica o frigorifera.

 

Ripensare al proprio processo industriale o alla propria attività terziaria come un ciclo chiuso, dove anche gli scarti rappresentano un valore per l’azienda, significa per molte applicazioni un’innovazione tecnologica.

 

Ingegneri. Perché?
SRS. Perché impone il ripensamento dei modelli economici e gestionali finora applicati. Da qui l’innovazione, che porta allo sviluppo di nuove forme commerciali, per esempio nuove forme di contratti e/o di vendita di beni e servizi legati  all’uso delle nuove tecnologie,  macchine o componenti (si pensi ai gruppi frigoriferi ad assorbimento e   ai sistemi ORC Organic Rankine Cycle). E ancora, nuovi servizi, per esempio la riduzione dell’impronta di carbonio, il risparmio garantito,  il finanziamento delle opere; nuovi prodotti delle imprese, come la possibilità di immettere nel mercato prodotti che hanno un bilancio energetico “sostenibile”, sia nella quantità di energia usata sia nella natura della stessa, caratterizzando quindi la natura dei prodotti nella loro intima essenza.

 

Ingegneri. Partecipando al convegno quali sensazioni ha potuto cogliere dagli addetti ai lavori e dagli intervenuti sul tema sempre più di attualità dell’efficienza energetica?
SRS. Ho notato tra i partecipanti una viva preoccupazione sullo stato dell’efficienza energetica, data dall’incertezza del quadro normativo. Pensi che sono in fase di scadenza (31 dicembre  2012) i decreti del 2004 che hanno istituito i titoli di efficienza energetica (i “certificati bianchi”) e ancora non sappiamo se verranno sostituiti, integrati o cancellati. Sappiamo solo che alla fine del 2012 le competenze dovranno transitare dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas al Gestore dei Servizi Energetici.

 

Ingegneri. A Ecomondo 2012 i Ministri Corrado Clini del MAATM e Corrado Passera del MiSE hanno annunciato lo sblocco di 900 mln di euro per il Conto Energia Termico. Il settore che lei rappresenta ne potrà beneficiare (in maniera diretta o indiretta)?
SRS. I recuperi termici vengono coinvolti nel nuovo decreto sul Conto Energia Termico esclusivamente nei piccoli interventi, come peraltro già definito nel d.lgs. 28/2011, che a suo tempo aveva disciplinato la materia. Come associazione abbiamo dei settori merceologici che vengono coinvolti nel decreto sulle rinnovabili termiche e riteniamo che tecnologie innovative, quali le pompe di calore a gas, possano avere uno sviluppo interessante nel mercato. È comunque da notare che gli importi annuali complessivi messi a disposizione sono  molto meno  della metà di quelli finora registrati per le agevolazioni del 55% o del 50%, peraltro previsti solo per il settore privato, mentre ora ne potranno usufruire anche le Pubbliche Amministrazioni per 200 milioni di euro, non di meno la riduzione del periodo dai 10 anni ai 2 anni è un segnale positivo, sebbene per  l’erogazione degli incentivi sia stato incaricato il GSE, che forse risulterà oberato di attività, dovendo pensare anche a questi interventi. Si constata l’assoluta importanza dello stesso nell’intero panorama dei meccanismi d’incentivazione, tale da essere l’unico riferimento a livello nazionale, ravvisiamo una perdita di equilibrio fra i poteri all’interno dell’amministrazione, con possibili rischi per i cittadini e gli operatori.

 

Ingegneri. Industria e mondo delle professioni tecniche. Qual è il messaggio che ritiene sia importante arrivi ai tecnici e ai progettisti (periti, geometri, ingegneri, progettisti) sul mondo della cogenerazione? C’è stato secondo lei un incremento di interesse da parte dei professionisti tecnici verso le tecnologie legate al recupero termico e alla cogenerazione in generale?
SRS. Sicuramente la cogenerazione e la trigenerazione come produzione combinata di energia termica, frigorifera ed elettrica rappresentano la migliore forma di utilizzo delle fonti energetiche, sia fossili che rinnovabili in quanto, con questa tecnica, si recupera nella conversione energetica anche quello che in altre tecnologie è considerato scarto. Ai progettisti consiglio di verificare ove vi sia una domanda abbinata di energia elettrica e termica/frigorifera la possibilità di applicazione della co/trigenerazione , dato che rappresenta,  per la sua programmabilità, per la rapidità di adattamento del carico elettrico e per la qualità dell’energia elettrica prodotta, un valido aiuto anche allo sviluppo delle smart grid, disponibile fin da subito e con ridotti investimenti sulle reti elettriche.

 

A cura di Mauro Ferrarini
L’intervista integrale all’ing. Silvio Rudi Stella sarà pubblicata sul numero di dicembre della rivista
Ingegneri

Lo stato dell’arte, le opportunità e le soluzioni attuali sui temi recupero termico ed efficienza energetica: questi i focus dell’importante convegno Italcogen nel contesto della manifestazione fiera Key Energy 2012.

 

Partendo dalle fonti combustibili, attraverso i quadri normativi in rapida evoluzione, verrà presentata una panoramica completa delle opportunità di efficienza energetica attraverso il recupero del calore.

 

Gli interventi proposti, accanto ai contributi di tipo istituzionale e legislativo, avranno lo scopo di presentare le diverse tecnologie e soluzioni che le aziende di riferimento del settore cogenerazione sono in grado di offrire, fornendo concrete risposte a questioni organizzative, finanziarie, gestionali e amministrative per la realizzazione degli impianti.

 

Obiettivo dell’incontro è fornire gli elementi per considerare i recuperi termici quale motore d’innovazione.

 

L’evento è rivolto a specialisti del settore, consulenti e tecnici. La partecipazione è gratuita previa iscrizione e salvo esaurimento posti disponibili, compilando la scheda adesione.

I soggetti operatori di unità cogenerative entrate in esercizio prima del 2011, che intendano accedere al regime di sostegno di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 5 settembre 2011, possono beneficiare di un’ulteriore proroga per la presentazione delle domande di riconoscimento come cogenerazione ad alto rendimento (CAR): il termine del 30 novembre 2011, già prorogato al 31 marzo 2012 dal decreto 25 novembre 2011, è infatti ulteriormente spostato al 30 aprile 2012 dal decreto 30 marzo 2012 (vai allo speciale dedicato alla Cogenerazione).

 

Lo stesso decreto 30 marzo 2012 proroga il termine di presentazione delle domande di riconoscimento come CAR dal 31 marzo 2012 al 30 aprile 2012 per gli impianti entrati in esercizio nel 2011. I termini per i prossimi anni non sono modificati e pertanto rimangono al 31 marzo di ogni anno.

 

Il sistema di incentivi per le unità CAR definito nel decreto 5 settembre 2011 consiste nel rilascio di certificati bianchi in numero commisurato all’effettivo risparmio di energia primaria,calcolato secondo le modalità descritte nell’allegato 3 al decreto interministeriale 4 agosto 2011 sulla promozione della cogenerazione.

 

Secondo quest’ultimo decreto, la cogenerazione è definita ad alto rendimento se fornisce un risparmio di energia primaria pari almeno al 10%; alla CAR è altresì assimilata la produzione che consegue risparmio di energia primaria, effettuata mediante unità di piccola cogenerazione o di micro-cogenerazione. Gli incentivi sono accordati alle unità CAR con modalità e criteri differenti a seconda della data di entrata in esercizio delle unità stesse.

 

Le unità CAR entrate in esercizio, come nuove unità o rifacimento di unità esistenti, in data successiva al 1° gennaio 2011, hanno diritto al riconoscimento di certificati bianchi per un periodo di dieci anni solari (oppure di quindici anni solari se abbinate a reti di teleriscaldamento) a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla loro data di entrata in esercizio.

 

Allo stesso schema di incentivi hanno accesso gli impianti entrati in esercizio, come nuove unità di cogenerazione o come rifacimento di unità esistenti, tra il 7 marzo 2007 e il 31 dicembre 2010, qualora rientrino nella definizione di CAR oppure soddisfino i criteri contenuti nella delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas n. 42/2002.

 

Le unità di cogenerazione entrate in esercizio tra il 1° aprile 1999 e il 7 marzo 2007, se riconosciute cogenerative ai sensi delle norme applicabili alla data di entrata in esercizio dell’unità medesima, hanno diritto al riconoscimento di certificati bianchi secondo le modalità e i criteri e nei limiti indicati all’art. 29, comma 4, del decreto legislativo n. 28/2011, per un periodo di cinque anni solari dalla data di entrata in vigore del decreto 5 settembre 2011.

 

La gestione del sistema di incentivi è affidata al GSE, www.gse.it, al quale occorre rivolgersi per una valutazione preliminare delle unità non ancora in esercizio o per la qualificazione come CAR delle unità già in esercizio. Allo stesso GSE bisogna presentare le domande di accesso al regime di sostegno secondo le modalità e i criteri esposti negli articoli 7 e 8 del decreto 5 settembre 2011.

 

I certificati bianchi riconosciuti possono essere utilizzati per l’assolvimento della propria quota d’obbligo da parte dei soggetti obbligati, ai sensi delle disposizioni in materia di risparmio energetico di cui al decreto 20 luglio 2004, oppure essere oggetto di scambio e contrattazione tra gli operatori che li detengono e gli stessi soggetti obbligati. In alternativa, l’operatore puo’ chiedere al GSE il ritiro dei certificati bianchi cui ha diritto.

 

Gli incentivi sono cumulabili con l’accesso a fondi di garanzia, fondi di rotazione (ad esempio il Fondo Rotativo per Kyoto), detassazione dal reddito d’impresa degli investimenti in macchinari e apparecchiature e altri incentivi pubblici in conto capitale.

 

Fonte Ance