Formare ingegneri e architetti nella progettazione, nella diagnosi e nella gestione della riqualificazione energetica degli edifici. È questo il principale obiettivo della nuova edizione del Master CasaClima, presentato ieri a Bolzano, rivolto ai laureati magistrali di ingegneria e architettura.

 

Il Master La Prestazione Energetica degli Edifici. Progettazione, Ottimizzazione e Utilizzo – CasaClima organizzato dalla Facoltà di Scienze e Tecnologie della Libera Università di Bolzano si avvale della collaborazione dell’Agenzia CasaClima è avrà una durata annuale.

 

Le preiscrizioni al nuovo Master CasaClima saranno aperte fino al 19 agosto mentre l’avvio dei corsi è previsto per il 29 settembre prossimo.

 

I partecipanti al Master focalizzeranno la propria attività formativa attorno alla CasaClima sotto tutti i punti di vista: dalla prestazione energetica all’acustica, fino alla qualità dell’aria.

 

Durante il Master, gli ingegneri e gli architetti dovranno prendere coscienza dalla necessità di garantire, in ogni progetto, un’interazione ottimale tra edifici, tecnica degli impianti e utilizzatori: insomma, una progettazione integrata che tenga in debito conto l’intero ciclo di vita dell’edificio.

 

Si parlerà sia di edifici di nuova costruzione che di interventi di ristrutturazione; elemento, questo, che diventa sempre più critico e strategico, come ha ben rilevato l’arch. Marco Casavecchia in un recente intervento sul quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico.it.


Ma quali saranno le novità specifiche della nuova edizione del Master CasaClima?

 

A questa domanda risponde il coordinatore del Master, il prof. Andrea Gasparella, che sottolinea come “il nuovo corso intende proporre una particolare attenzione agli aspetti relativi alla ottimizzazione della progettazione, della ristrutturazione e della gestione degli edifici, considerandone le prestazioni non solamente in termini energetici, ma anche di comfort e di sostenibilità economica ed ambientale”.

Un incremento vertiginoso del +27% in un anno. Stiamo parlando dell’esercito dei certificatori energetici italiani, che sono passati dai 27.000 del 2010 agli oltre 32.000 attuali. Ingegneri, geometri e architetti in primis, ma anche figure professionali diverse, come periti industriali, chimici (!), laureati in Scienze Ambientali e chi più ne ha più ne metta, tutti iscritti agli elenchi che le varie regioni hanno istituito sulla base della direttiva europea 2002/91/Ce, recepita a livello nazionale dal d.lgs. 192/2005.

 

Non tutte le regioni hanno però istituito un elenco dei certificatori e spesso, a complicare ulteriormente il panorama, i requisiti richiesti per poter firmare gli Attestati di certificazione energetica sono differenti da regione a regione.

 

I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tariffe impazzite, ricorsi a tribunali e appelli degli Ordini professionali, denunce di irregolarità varie, fino ad arrivare all’accordo a tarallucci e vino tra gli Ordini degli ingegneri e la Regione Marche (leggi anche Certificazione energetica. Ingegneri e Regione Marche trovano l’accordo).

 

È recentissima anche la denuncia di Ance Veneto sui certificati energetici fasulli, che dimostra l’abisso esistente tra la teoria e pratica. Infatti, sulla certificazione energetica degli edifici l’Italia ha una delle legislazioni più avanzate d’Europa; peccato che, all’atto pratico, la mancanza di una regolamentazione più stringente ne vanifichi lo spirito.

 

Ma cerchiamo di orientarci nella giungla delle certificazioni energetiche tra elenchi, norme regionali e protocolli vari (sullo stesso tema rimandiamo al numero di aprile 2010 della rivista Ingegneri e all’editoriale dell’ing. Fulvio Re Cecconi dal titolo Certificazioni Energetiche, forse serve un po’ di chiarezza)

 

Stato di attuazione della certificazione energetica
Quattro regioni (Emilia-Romagna; Lombardia; Piemonte e Valle d’Aosta) hanno un sistema informativo regionale (catasto energetico) per il deposito dell’attestato di certificazione energetica, in tutte le altre gli attestati vengono consegnati manualmente o inviati per posta elettronica certificata.

 

Dodici regioni hanno comunicato il numero di attestati depositati. Sette regioni/province autonome hanno un proprio modello di attestato di certificazione energetica. In sole tre regioni è obbligatoria l’affissione sull’edificio di una targa energetica (leggi anche Certificazione energetica. Come le Regioni applicano la normativa).

 

E per quanto riguarda le sanzioni ai certificatori?
Solamente Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta toccano questa tematica; tutte le altre regioni non lo affrontano rimandando in modo implicito la definizione e l’applicazione delle sanzioni alle regole nazionali.

 

Requisiti per i certificatori energetici
I requisiti richiesti per diventare certificatori energetici sono quanto mai vari. In sei regioni è sempre obbligatorio seguire un corso specifico, mentre in tre è obbligatorio, ma solamente per quelle figure tecniche che non rientrano in modo specifico tra i tecnici competenti (architetti, ingegneri, geometri e periti).

 

Le durate dei corsi variano dalle 54 ore della Valle d’Aosta alle 116 della Provincia Autonoma di Bolzano. La sola Regione Liguria propone un corso di 16 ore senza esame finale, ma con l’accertamento della frequenza, per i tecnici competenti abilitati all’esercizio della professione.

 

Complesso è anche l’intreccio con i protocolli adottati. Mentre nelle Marche, raggiunto l’accordo tra Regione e Ordine degli Ingegneri, si imposterà l’elenco secondo il Protocollo ITACA, la Provincia di Bolzano, invece, è legata a doppio filo con l’Agenzia Casaclima, direttamente responsabile del rilascio dell’attestato di certificatore.

 

Ma altre differenze riguardano anche la natura del certificatore energetico. In alcune regioni (Emilia Romagna) e province (Trento), possono essere abilitate al rilascio degli Ace persone fisiche ed enti giuridici, in altre, invece, sono ammesse agli elenchi esclusivamente le persone fisiche. 

Marina Verde a Caorle vedrà la sua realizzazione nel 2012 e sarà il primo edificio in Italia a sei piani fuori terra costruito interamente in legno, secondo il protocollo Sofie del CNR, con involucri e isolamenti al massimo dell’efficienza e perfettamente integrati con impianti di geotermia di falda, solare termico e fotovoltaico, sistemi di ventilazione meccanica e di ombreggiamento al fine di ottenere un risparmio energetico reale.

Marina Verde sposa le filosofie costruttive del progetto Casa Sofie (leggi anche Edilizia antisismica in legno: la quadratura del cerchio?), che è un progetto di ricerca dell’Istituto Ivalsa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ma segue anche le regole di CasaClima Classe A, quindi con il sostegno della Provincia Autonoma di Trento vengono definite le prestazioni e le potenzialità di un sistema per la costruzione di edifici a più piani con struttura portante in legno (leggi anche Edifici ecosostenibili: protocolli e materiali innovativi). Si tratta di un progetto che presenta elevate prestazioni meccaniche, ottimi livelli di sicurezza al fuoco e al sisma, comfort acustico e basso consumo energetico duraturo nel tempo.

Ma attenzione, si vuole sottolineare come il progetto sia stato sviluppato da persone autoctone. Infatti Marina Verde in primis è una società formata quasi interamente da operatori del luogo che amano Caorle, isoletta della laguna veneziana che conserva la sua identità di paese di mare.

Il progetto verrà realizzato nella spiaggia di ponente quale azione di riqualificazione in modo coscienzioso. Il primo passo è stato di chiedere all’amministrazione comunale una riduzione della cubatura prevista e di destinare quella superficie a verde pubblico, un parco del mare ri-naturalizzato con la vegetazione autoctona da duna. Marina Verde presenta un inconsueto rapporto 1 a 1 tra costruito e quantità di area a verde, questo per dimostrare che nel progetto si punta alla qualità non alla quantità.

I due fabbricati che costituiranno Marina Verde saranno rivolti a Sud al fine di sfruttare al massimo l’irraggiamento solare. Stessa disposizione avrà il solarium, dove si troveranno anche 2 piscine.
In totale ci saranno:
– 75 appartamenti (di cui 50 di proprietà della società);
– un’area polifunzionale dedicata a convention e aperta a chiunque la vorrà sfruttare;
– nel piano interrato una prestigiosa wellness spa di 1.600 mq, con aree dedicate alle attività motorie, ai trattamenti e a tutto ciò che vuol dire benessere.

Marina Verde abbandona completamente il gas metano e il petrolio e si sosterrà solo con l’utilizzo del solare termico e fotovoltaico (e in loco e in un’area adiacente sempre di proprietà della società) e della geotermia di falda (temperatura della falda costante a 15 gradi). L’involucro sarà conforme agli standard CasaClima Classe A, garantendo un abbattimento dell’80% del costo di gestione.

Infine Marina Verde avrà un’ottima ricaduta dal punto di vista occupazionale, creando nuovi posti di lavoro, sia in fase di realizzazione (tutti gli installatori sono locali) che in fase di esercizio. L’amministratore unico di Marina Verde, Carlo Falconera, precisa che il loro progetto e’ una risposta alle esigenze del territorio non speculativa, ma imprenditoriale.

Non ci resta che aspettare la sua realizzazione e quindi prenotare una vacanza a Marina Verde!

Articolo di Roberta Lazzari

Fonti:
Per Voi Costruire Venezia – L’edilizia a Venezia dalla A alla Z – Unit Editrice – n. 6/2010

La definizione che Wikipedia da di retrofit energetico è la seguente: “operazioni tecnologiche e gestionali atte al conferimento di una nuova (prima inesistente) o superiore (prima inadeguata) qualità prestazionale alle costruzioni esistenti dal punto di vista dell’efficienza energetica, volte cioè alla razionalizzazione dei flussi energetici che intercorrono tra sistema edificio (involucro e impianti) e ambiente esterno”.

Come si può leggere si parla di costruzioni esistenti. Occorre riflettere sul fatto che tra vent’anni circa l’80% degli edifici che saranno abitati attualmente sono già esistenti. Abbattere queste strutture risulterebbe dannoso per l’ambiente. La soluzione sta quindi nel rinnovare il patrimonio edilizio per perseguire un futuro sostenibile.
Negli Stati Uniti si stanno investendo milioni di dollari in ristrutturazioni di edifici pubblibi e privati, in attesa che prenda avvio il programma federale curato dalla General Service Administration, che prevede l’investimento di 4 miliardi di dollari per convertire vecchie strutture al protocollo LEED.
La riqualificazione energetica e la sostenibilità del costruito vengono promosse a livello internazionale perseguendo:
– la salvaguardia dell’ambiente;
– la tutela della salute e del benessere dell’uomo.

L’associazione no profit canadese Zerofootprint durante il World Urban Forum di Rio de Janeiro ha presentato il concorso “Re-Skinning Awards for Buildings”, una manifestazione che premia progettisti, ingegneri e proprietari di immobili che attraverso i loro progetti e le loro idee contribuiscono a diminuire le emissioni di CO2 nelle città:
– riqualificando l’esistente;
– costruendo nuovi green building.

I vantaggi del green building sono riassunti nei seguenti punti:
– aumento medio del 7,5 % del proprio valore e un miglioramento del 6,6 % nel rendimento degli investimenti, riducendo nel contempo i costi di gestione dell’ 8-9 %;
– maggiori ricavi a causa degli affitti e tassi di occupazione più alti: le percentuali di posti vacanti negli edifici verdi sono inferiori a quelli degli edifici esistenti;
– costi di esercizio inferiori dovuti alla riduzione della produzione dei rifiuti e del consumo di energia;
– attrarre e mantenere la qualità degli inquilini: il miglioramento della qualità dell’aria e del comfort negli ambienti interni degli edifici verdi riduce l’assenteismo e la possibilità di un incremento della produttività potrebbe aumentare le vendite;
– basso rischio assicurativo: gli edifici green sono più sicuri da assicurare a causa del curato processo di messa in servizio necessario per ottenere la certificazione LEED.

Gli interventi in grado di portare al raggiungimento di un retrofit vantaggioso riguardano tanto l’aspetto tecnologico quanto quello di gestione dell’edificio.

Il vincitore assoluto del concorso è stato 355 Eleventh Street della categoria “edifici commerciali di piccole dimensioni”, realizzato a San Francisco (USA) da Adlin Darling Architects (per una panoramica dettagliata si veda l’articolo a esso dedicato nel n. 25/2010 della rivista Casaclima). Il progetto riguarda la ristrutturazione di un ex stabilimento industriale costruito nei primi anni del ‘900 e trasformato in edificio ad elevate prestazioni energetiche.

Le nazioni partecipanti al concorso sono state: Australia, Canada, Francia, Germania, Giappone, Irlanda del Nord e USA. Adesso tocca anche all’Italia cominciare a sviluppare nuove idee per riqualificare tutto il proprio patrimonio edilizio storico.

Fonti:
www.wikipedia.it
www.mygreenbuildings.org
Casaclima n. 25/2010