La direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che sarà recepita entro la prima metà del 2014 andrà a modificare modificare l’attuale contesto normativo, da poco stabilizzato con l’implementazione della direttiva 2006/32/EC sull’efficienza energetica negli usi finali dell’energia e della 2004/8/EC sulla promozione della cogenerazione.

 

Ma quali sono le implicazioni dell’entrata in vigore della direttiva sul mercato della cogenerazione, del teleriscaldamento, dei recuperi termici e delle fonti rinnovabili?

 

Proseguendo una tradizione attiva da alcuni anni, l’occasione per parlarne sarà il prossimo 7 novembre durante il convegno organizzato da Italcogen, l’associazione dei costruttori e dei distributori di impianti di cogenerazione, che si terrà in seno a Key Energy 2013 Rimini, la fiera per l’Energia e la Mobilità sostenibile, giunta alla settima edizione.

 

Il convegno Italcogen, la cui partecipazione è gratuita previa iscrizione, metterà a fuoco la situazione sul futuro normativo e proporrà le opportunità di business in vista dell’implementazione della nuova direttiva. Tra gli argomenti trattati durante l’incontro vi saranno l’analisi costi/benefici, audit ed efficienza energetica, nuove tariffe, ruolo della pubblica amministrazione, cogenerazione e smart city: quali opportunità di business?

 

Di seguito il programma completo

 

9.30 Registrazioni

10.00 Saluti e introduzione

 

Interventi istituzionali

– Introduzione – Silvio Rudy Stella, Associazione Italcogen – Presidente

 

– La nuova direttiva EED: recepimento, opportunità e sfide per l’industria italiana

Marcello Capra, Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per l’Energia

 

– La direttiva EED e i target al 2020: Strumenti, obiettivi e misure a sostegno

Sebastiano Serra, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Consulente del Ministro nella Segreteria Tecnica

 

– Cogenerazione ad alto rendimento: lo stato d’applicazione delle nuove procedure di riconoscimento

Giuseppe Dell’Olio, Gestore Servizi Energetici – Divisione Operativa Studi Statistici e Servizi Specialistici

 

– Il punto di vista dell’autorità nel recepimento della direttiva EED

Andrea Galliani, Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas – Responsabile Unità Produzione di Energia, Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (EFR)

 

– L’efficienza energetica nel tavolo di lavoro della filiera delle bioenergie

Sofia Mannelli, Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Coordinatrice del Tavolo di Filiera delle Bioenergie

 

– IEE CODE 2: una roadmap per la cogenerazione

Giorgio Tagliabue – FAST Federazione delle Associazioni Scientifiche Tecniche

 

Esperienze dagli operatori: case histories applicative

– AB ENERGY S.p.A.

– ENOI S.p.A

– TURBODEN S.r.l.

 

13.00 Question time e chiusura dei lavori

La partecipazione è libera previa iscrizione e salva disponibilità posti

Sentendo parlare di bioenergie vengono in mente figure positive di sviluppo rurale, mitigazione al cambiamento climatico e garanzia di accesso a servizi energetici moderni, ma occorre considerare anche il rovescio della medaglia, che spesso contempla: perdita della biodiversità, deforestazione, sfruttamento delle risorse idriche.

 

Ecco perché la Global Bioenergy Partnership (GBEP) nel suo rapporto The Global Bioenergy Partnership Sustainability Indicators for Bioenergy ha elencato 24 indicatori che individuano ed interpretano eventuali impatti derivanti dalla produzione e dall’utilizzo delle bioenergie: emissioni di gas serra, biodiversità, costi, disponibilità alimentare, accesso all’energia, sviluppo economico, sicurezza energetica.

 

Il rapporto è il primo accordo a livello governativo e fornisce ai Paesi interessati strumenti operativi per misurare e indirizzare le proprie strategie di sostenibilità, e testimonia con esito positivo i mandati che la GBEP ha ricevuto ai Summit G8 del 2008, 2009, 2010. Ma già nel 2005 nel Summit G8 di Greneagles viene sottolineato il bisogno di sostenere un ampio ed efficiente uso delle biomasse e dei biocombustibili, specialmente nei Paesi in via di sviluppo dove l’uso delle biomasse è prevalente.

 

Nel maggio 2006, 23 Paesi e 13 organizzazioni e istituzioni internazionali si riuniscono in GBPE, mentre altri 22 Paesi e 11 organizzazioni e istituzioni internazionali partecipano in qualità di osservatori. Il Ministro dell’ambiente Corrado Clini è il presidente della GBEP, co-presieduta da Mariangela Rebuà, direttore del dipartimento dell’Energia del Ministero brasiliano per gli Affari Esteri.

 

La partnership globale ha lo scopo di definire misuratori ambientali, sociali ed economici, che consentano di affrontare lo sviluppo delle bioenergie e della sostenibilità seguendo una linea uniforme. L’adesione è volontaria in quanto e’ stato osservato che in un contesto volontario le barriere politiche vengono abbassate e si riesce a discutere più apertamente, e quindi si raggiungono risultati più produttivi rispetto a contesti obbligatori. Sono stati scelti otto indicatori per ognuna delle tre aree di interesse: ambientale, sociale ed economica.

 

Gli indicatori ambientali prendono in considerazione:
– emissioni di CO2;
– qualità del suolo;
– livelli delle risorse forestali;
– altre emissioni inquinanti (CO2 esclusa);
– utilizzo ed efficienza delle risorse idriche;
– qualità delle acque;
– biodiversità nel territorio;
– uso del suolo e cambiamenti conseguenti al suo utilizzo per la produzione di materie prime destinate alle bioenergie.

 

Gli indicatori sociali prendono in considerazione:
– assegnazione e proprietà delle terre per la produzione di bioenergie;
– prezzi e offerta del paniere alimentare nazionale;
– variazione del reddito;
– nuovi posti di lavoro creati dal settore;
– contributo delle bioenergie all’accesso all’energia;
– mortalità e morbosità attribuibili alla presenza degli impianti;
– infortuni sul lavoro, malattie e decessi.

 

Gli indicatori economici prendono in considerazione:
– produttività;
– bilancio energetico;
– variazioni nel consumo di combustibili fossili e nell’uso tradizionale della biomassa;
– formazione e riqualificazione della forza lavoro;
– infrastrutture e logistica per la distribuzione dell’energia.

 

Il Ministro Clini è convinto che la sostenibilità sia la chiave per assicurare che le bioenergie raggiungano il loro potenziale sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Inoltre grazie a questi indicatori sarà possibile dare un valido contributo alle politiche in materia e per monitorare lo sviluppo sostenibile delle bioenergie.
Grandi economie di transizione come Messico e Brasile sono attivi e molto presenti nel GBEP, mentre Cina e India partecipano ancora poco.
Paese virtuoso è il Giappone, che già utilizza gli indicatori GBEP per misurare la situazione nazionale, e nella stessa direzione stanno andando anche Germania, Stati Uniti, Brasile, Olanda e Italia.

 

Nel nostro Paese è presente l’impianto sperimentale del gruppo Mossi e Ghisolfi, a Crescentino (VC), che entro la seconda metà del 2012 produrrà bioetanolo di seconda generazione: un’eccellenza su scala mondiale. Parallelamente opera in Gruppo di Lavoro sul Capacity Building, che ha la funzione di rafforzare la collaborazione tra Partner e Osservatori della GBEP e far vincere lo scetticismo che ancora alcuni governi mostrano nei confronti delle bioenergie.

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:
Bioenergie: i 24 indicatori per evitare la razzia delle terre nel Terzo mondo di Elisabetta Curzel – 23 gennaio 2012 – Corriere della sera.it
Ventiquattro indicatori per favorire lo sviluppo sostenibile delle bioenergie www.adnkronos.com
Indicatori di sostenibilità per le bioenergie – Acqua&Aria n. 2 febbraio 2012