Aggiornamento del 23 settembre 2020_ Per il terzo anno consecutivo torna Diamoci una scossa 2020! iniziativa promossa dal 2018 da Fondazione Inarcassa, CNI e CNAPPC.

Il 22 luglio 2020 il Comitato scientifico della Giornata Nazionale della prevenzione sismica si è riunito per partire con l’organizzazione della Terza edizione della manifestazione.

Lo scorso anno migliaia di architetti ed ingegneri esperti in rischio sismico sono scesi nelle principali piazze italiane per incontrare i cittadini e spiegare, in modo semplice e chiaro il significato del rischio sismico, le variabili che possono incidere sulla sicurezza di un edificio e le agevolazioni finanziarie messe a disposizione per migliorare la sicurezza degli immobili, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione sismica attraverso il supporto di tecnici professionisti intenti ad eseguire le visite tecniche informative presso le abitazioni per una prima valutazione sommaria dello stato di sicurezza degli edifici.

Quest’anno la manifestazione si svolgerà il 18 ottobre.

Nell’immagine simbolo dell’iniziativa nata dalla penna di Roberto Mangosi, quest’anno compaiono le mascherine protettive anti-Covid-19 ed un chiaro riferimento al Superbonus 110%, l’agevolazione messa in atto per il settore edilizio per migliorare l’efficienza energetica e la sicurezza sismica degli edifici.

Come specificato dall’ing.Comodo, in una recente intervista, esiste la possibilità che essendo il processo di ottenimento del Sismabonus più complesso rispetto a quello dell’Ecobonus, si corra il rischio di tralasciarlo dando più spazio al bonus dedicato all’efficientamento energetico. Di fatto la messa in sicurezza sismica richiede un iter più complesso rispetto agli interventi eco, ciò scoraggia i committenti che vogliono eseguire gli investimenti.

Ma non va dimenticata l’importanza e la necessità di procedere al più presto con interventi per rendere sicuro il fragile patrimonio immobiliare italiano.

Leggi anche: Sisma bonus decreto rilancio: come ridurre il rischio sismico?

Diamoci una scossa 2020: le novità della terza edizione

Quest’anno la giornata sarà celebrata, a livello nazionale, con un evento a distanza che coinvolge i massimi rappresentanti istituzionali per riaffermare l’importanza di una nuova cultura della prevenzione sismica nel nostro Paese, previsto per domenica 18 ottobre 2020.

Quest’anno sulla scia del Superbonus è possibile intervenire migliorando le condizioni di sicurezza del patrimonio immobiliare del nostro Paese.

Uno strumento che consente di realizzare gli interventi di adeguamento sismico ed energetico senza sostenere alcun costo. Un’opportunità da non perdere non solo per il Cittadino ma anche per i Professionisti chiamati a rispondere a questa forte domanda di informazione in modo puntuale ed esaustivo.

La Giornata Nazionale della Prevenzione Sismica intende creare le migliori condizioni affinché domanda e offerta qualificata di informazioni in tema di Super Bonus 110% si incontrino. In questo modo i Professionisti iscritti all’iniziativa potranno fornire, a coloro che ne abbiano fatto richiesta, informazioni sugli strumenti finanziari a disposizione per gli interventi di adeguamento sismico e termico e sulle modalità per accedervi.

La Giornata vedrà l’organizzazione di due primi webinar di contenuto tecnico, accreditati per il rilascio di CFP. I webinar, che si svolgeranno la settimana seguente la Giornata celebrativa, interesseranno:

  1. l’innovazione nelle tecniche e materiali per gli interventi di adeguamento sismico e termico,
  2. aspetti normativi e procedurali per il corretto impiego dello strumento Eco Sisma Bonus 110%.

Nel comunicato CNI viene precisato che l’iniziativa pur mantenendo immutate le proprie finalità anche in questa nuova edizione, la sua pianificazione ha inevitabilmente risentito degli effetti prodotti dalla pandemia nel nostro Paese.

Al fine di assicurare il rispetto delle norme volte a ridurre il rischio di contagio, si è resa necessaria una rimodulazione delle modalità di comunicazione ed interazione con i Cittadini, sia nei punti informativi che nel corso delle visite tecniche informative.

Ecco la comunicazione CNI 

Diamoci una scossa 2020: sismabonus elevato al 110%

A proposito di prevenzione sismica, facciamo un breve riassunto sulle agevolazioni statali introdotte con il Decreto Rilancio per la messa in sicurezza degli edifici.

Quest’anno la percentuale del sismabonus sale al 110%. La detrazione per gli interventi antisismici è prevista dall’articolo 16, commi da 1-bis a 1-septies, del decreto-legge n. 63 del 2013 e interessa le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Il Superbonus spetta anche per la realizzazione di sistemi di monitoraggio strutturale continuo a fini antisismici, eseguita congiuntamente ad uno degli interventi indicati nel Decreto Rilancio, nel rispetto dei limiti di spesa previsti per tali interventi, riassunti nella guida Agenzie delle Entrate (luglio 2020).

Percentuali di detrazione:

Importo massimo su cui calcolare la detrazione:

Ripartizione della detrazione:

Le condizioni:

Se il credito corrispondente alla detrazione spettante è ceduto ad un’impresa di assicurazione e contestualmente viene stipulata una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione spettante per i premi assicurativi versati prevista ordinariamente dal Tuir è elevata al 90%.

Per quanto riguarda gli interventi aggiuntivi o trainati, il Superbonus spetta anche per le spese sostenute per “ulteriori” interventi eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi principali di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico.

Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:

I soggetti Ires rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali.

 

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Va specificato che il file non verifica in automatico le caratteristiche specifiche delle spese al fine di accertarne la loro conformità per la spettanza del bonus. L’uso del file presuppone la conoscenza della normativa fiscale relativa e dei chiarimenti ministeriali forniti.

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L’obiettivo DL Semplificazioni sisma 2016 è quello di accelerare le procedure per la concessione dei contributi per la ricostruzione post sisma. Interessati i territori del Centro Sud in relazione al terremoto del 2016. La conformità urbanistica potrà essere attestata dal professionista abilitato sulla base dei titoli edilizi esistenti.

Il comma 6 del DL Semplificazioni  introduce misure di accelerazione e semplificazione della ricostruzione privata nei comuni interessati dal sisma del Centro Italia del 2016. Vengono per questo introdotte modifiche all’art. 12 del dl 189/2016.

Si prevede quindi che la conformità urbanistica sia attestata dal professionista abilitato o dall’Ufficio comunale tramite i titoli edilizi legittimi dell’edificio preesistente, l’assenza di procedure sanzionatorie o di sanatoria in corso, l’inesistenza di vincoli di inedificabilità assoluta e che gli interventi della ricostruzione di edifici privati in tutto o in parte lesionati, crollati o demoliti, od oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, sono autorizzati ai sensi e nei limiti di cui all’articolo 3-bis, comma 2, del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 156.

L’art. 12 del d.l. 189/2016 prevede, al comma 1, che al di là dei casi di interventi di immediata esecuzione, la richiesta di concessione dei contributi è presentata dai soggetti legittimati all’ufficio speciale per la ricostruzione territorialmente competente unitamente alla richiesta del titolo abilitativo necessario in relazione alla tipologia dell’intervento progettato.

In questo ambito con la modifica introdotta, la norma:

In base alla normativa vigente i programmi, autorizzano gli interventi di ricostruzione di edifici pubblici o privati in tutto o in parte lesionati, crollati o demoliti od oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, anche in deroga ai vigenti strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, a condizione che gli interventi siano diretti alla realizzazione di edifici conformi a quelli preesistenti quanto a collocazione, ingombro planivolumetrico e configurazione degli esterni, fatte salve le modifiche planivolumetriche e di sedime necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, igienico-sanitaria e di sicurezza.

Sono in ogni caso escluse dai citati programmi le costruzioni interessate da interventi edilizi abusivi.

Leggi anche: Dl semplificazioni in GU: novità su sicurezza infrastrutture stradali e autostradali?

DL Semplificazioni sisma 2016: il riassunto

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il Decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189 in materia di interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e cosa cambia. 

Precedente

Art. 12 Procedura per la concessione e l’erogazione dei contributi

  1. All’esito dell’istruttoria sulla compatibilità urbanistica degli interventi richiesti a norma della vigente legislazione, il Comune rilascia il titolo edilizio.

In vigore

Art. 12 Procedura per la concessione e l’erogazione dei contributi

  1. All’esito dell’istruttoria sulla compatibilità urbanistica degli interventi richiesti a norma della vigente legislazione, il Comune rilascia il titolo edilizio ai sensi dell’articolo 20 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, ovvero verifica i titoli edilizi di cui agli articoli 22 e 23 del medesimo decreto. La conformità urbanistica è attestata dal professionista abilitato o dall’Ufficio comunale tramite i titoli edilizi legittimi dell’edificio preesistente, l’assenza di procedure sanzionatorie o di sanatoria in corso, l’inesistenza di vincoli di inedificabilità assoluta. Nei comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis gli interventi della ricostruzione di edifici privati in tutto o in parte lesionati, crollati o demoliti, od oggetto di ordinanza di demolizione per pericolo di crollo, sono autorizzati ai sensi e nei limiti di cui all’articolo 3-bis, comma 2, del decreto-legge 24 ottobre 2019, n. 123, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 156.

L’articolo sul tema DL Semplificazioni sisma 2016 è estratto dall’ebook “Le novità in materia edilizia dopo il decreto semplificazioni (D.L. 76/2020)” di Lisa De Simone edito da Maggioli Editore:

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È stato stipulato un accordo tra Eni gas e luce, Fondazione Inarcassa e Harley&Dikkinson a supporto dei professionisti ingegneri e architetti per la messa in atto degli incentivi fiscali Ecobonus e Sismabonus previsti nel Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020 n.34) poi convertito in legge 17 luglio 2020, n.77.

Per ottenere maggiori chiarimenti e capire meglio come funzionerà la cessione credito professionisti, CASA&CLIMA ha intervistato il presidente della fondazione Inarcassa, l’ing. Egidio Comodo.

Esiste un nesso tra l’accordo stipulato con Eni gas e luce, Ecobonus, Sismabonus e l’iniziativa “Diamoci una Scossa” che torna anche per il 2020, ma andiamo per ordine per capire in che modo sono collegate le cose e quali sono gli strumenti pensati da Fondazione Inarcassa per sostenere gli iscritti all’ente nella cessione credito professionisti.

Leggi anche: Monitoraggio strutturale continuo: detrazioni previste nel DL rilancio

Cessione credito professionisti: in arrivo una nuova piattaforma

Ingegneri e architetti che seguiranno gli interventi di riqualificazione energetica e messa in sicurezza sismica degli edifici potranno sfruttare la cessione del credito. Ma in che modo? A chi si potrà scaricare i crediti accumulati?

Partiamo chiarendo il nesso con “Diamoci una scossa”, iniziativa nata tre anni fa con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini circa il rischio sismico e la messa in sicurezza degli edifici, atto improcrastinabile visti i tragici scenari che hanno coinvolto le popolazioni colpite dagli ultimi fenomeni sismici.

Un’ occasione, quella della “Giornata Nazionale della Prevenzione sismica”, per rendere noti gli strumenti a disposizione del cittadino e dare il supporto dei tecnici accreditati, scesi in piazza per sostenere l’iniziativa.

Vista l’importanza, il presidente Comodo ha sottolineato durante l’intervista che con l’avvio del Decreto Rilancio i rappresentati dei Consigli e Fondazione Inarcassa sono scesi in campo affinché si potesse fare un reale salto di qualità cercando di portare il Sismabonus dall’85% al 110% in modo tale da includere anche gli oneri finanziari.

Ecobonus e Sismabonus rappresentano un’occasione importante per il professionista per proporsi nei confronti di un committente che attraverso anche lo strumento della cessione del credito e dello sconto in fattura consente in generale di non avere esborso.

Tuttavia ciò vuol dire per il professionista trovarsi ad accumulare dei crediti che non sempre sarà nelle condizioni di poter scaricare. Nasce così la necessità di trovare una soluzione che consenta la cessione del credito ad un soggetto disponibile ad acquisirlo. Da qui la partnership con Eni gas e luce che, in tale situazione, non svolge più il ruolo di utility ma di istituto finanziario, prevedendo un investimento di circa 50 milioni di euro per l’acquisto di crediti fiscali.

A supporto dei professionisti, l’ing. Comodo ha annunciato che Fondazione Inarcassa metterà a disposizione una piattaforma, subito dopo i decreti attuativi e le linee guida dell’Agenzia delle Entrate, attraverso la quale ingegneri e architetti potranno dialogare in maniera indipendente con il proprio committente mettendolo nelle condizioni di poter ricevere una prestazione pagata attraverso uno sconto in fattura.

Chi può accedere a questa piattaforma dedicata alla cessione credito professionisti? Per usufruirne dovrà essere necessario seguire un percorso di accreditamento.

Fondazione Inarcassa ha reso valido ed Eni gas e luce ha riconosciuto il percorso di accreditamento che i professionisti hanno seguito in occasione dell’iniziativa “Diamoci una scossa”. Quindi un professionista, anche privo di fatturato, semplicemente per il fatto di aver aderito all’iniziativa, che prevede una validazione dell’ordine di appartenenza, si considera in parte idoneo.

In parte perché sarà prevista anche la frequenza di un corso dedicato ai temi: eco, responsabilità civili e aggiornamento parte fiscale appena noti tutti i dettagli. Ciò renderà possibile l’accreditamento alla piattaforma anche da parte di Eni gas e luce.

Il presidente Fondazione Inarcassa ha sottolineato che si tratta di un primo passo, pertanto non si escludono altri soggetti in futuro che possano sostenere ingegneri e architetti nella cessione del credito professionisti in modo da avere uno spettro di scelte a disposizione.

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Cessione credito professionisti: asseverazione congruità costi

L’ipotesi presentata nella bozza del decreto che per la determinazione dei tetti di spesa della prestazione professionale per la parte eco e sismica venga adottato il decreto parametri, a detta dell’ing. Comodo, sarebbe un ottimo risultato.

A tal proposito i Consigli produrranno apposite linee guida per supportare i professionisti nella compilazione della propria prestazione.

In questo modo il professionista non si trova costretto a scontare la propria professionalità per rientrare all’interno di un’offerta economica complessiva verso il committente, ma potrà operare secondo coscienza vedendosi riconoscere tariffe professionali eque correlate al lavoro e ai rischi che le asseverazioni sulla congruità dei costi comportano.

L’accordo prevede un pagamento prosoluto, pertanto all’interno della piattaforma si attivano una serie di sistemi di verifica al processo anche progettuale per accertare l’intero iter seguito.

Appena resi noti i decreti attuativi, Fondazione Inarcassa organizzerà incontri territoriali per illustrare la piattaforma che includerà altri servizi come ad esempio un sistema di stipula delle polizze.

L’ing. Comodo ha concluso l’intervista evidenziando il timore che essendo il processo di ottenimento del Sismabonus più complesso rispetto a quello dell’Ecobonus, si corre il rischio di tralasciarlo dando più spazio al bonus dedicato all’efficientamento energetico. Di fatto la messa in sicurezza sismica richiede un iter più complesso rispetto agli interventi eco, ciò scoraggia i committenti che vogliono eseguire gli investimenti.

Ma non va dimenticata l’importanza e la necessità di procedere al più presto con interventi per rendere sicuro il fragile patrimonio immobiliare italiano, sottolineando inoltre che interventi di adeguamento sismico influenzeranno sempre più il valore degli immobili nel mercato immobiliare.

Non perderti: Professionisti ordinistici DL Rilancio: confermata l’esclusione al fondo perduto

Rivedi la video intervista di CASA&CLIMA

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È stata chiesta a gran voce, ma la parità di trattamento non è arrivata. I professionisti ordinistici si sono riuniti per chiedere maggiore supporto e rivendicare l’uguaglianza con i liberi professionisti (partite Iva, artigiani e commercianti) verso i quali sono state attuate misure di sostegno Covid-19 che sono invece state negate agli iscritti a casse private di previdenza.

La protesta organizzata a giugno 2020 che ha visto coinvolti commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti, geometri, psicologi, infermieri, notai, aveva l’obiettivo di rendere noto il malessere provato dai lavoratori e invitare il Governo a rivedere il decreto Rilancio nel passaggio in Parlamento per ottenere il riconoscimento delle stesse misure di supporto previste per i liberi professionisti.

In primis oggetto della discordia è il contributo a fondo perduto il cui accesso resta negato agli iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria e ai professionisti iscritti alla gestione separata Inps che hanno invece diritto al bonus previsto dall’articolo 27 del Decreto Rilancio (leggi la circolare Agenzia delle Entrate del 21 luglio 2020 con i chiarimenti ai fini della fruizione del contributo a fondo perduto).

Vediamo invece quali benefici sono riconosciuti ai professionisti ordinistici con il Dl Rilancio che diventa legge dopo l’approvazione in Senato avvenuta il 17 luglio 2020. Il provvedimento prevede interventi da 55 miliardi di euro per tamponare gli effetti economici dell’emergenza coronavirus.

Leggi anche: Cessione credito professionisti: tutti i chiarimenti da fondazione Inarcassa

Professionisti ordinistici DL Rilancio: bonus 600 e 1000 euro maggio

Confermato nel Decreto Rilancio il bonus di maggio anche per i professionisti iscritti alle casse private. L’indennità dovrebbe passare da 600 a 1000 euro, tuttavia per avere una conferma bisognerà attendere il decreto attuativo che dettaglia i requisiti di accesso.

Resta dubbia l’anomalia relativa all’articolo 86 del Dl Rilancio che crea problemi interpretativi e presenta incompatibilità tra le indennità di marzo, aprile e maggio verso i professionisti iscritti alle casse private, difatti gli emendamenti presentati per correggere tale punto non sono stati accolti.

Per gli ingegneri e gli architetti, le indennità da 600 euro di aprile sono state erogate da Inarcassa il 3 luglio 2020, a 361 nuovi beneficiari, soddisfando le richieste regolarmente presentate dal 22 al 28 giugno.

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Professionisti ordinistici DL Rilancio: crediti d’imposta

Si può parlare di parità di trattamento tra tutti i componenti del libero impiego, circa il credito d’imposta. Esercenti attività d’impresa, arte o professioni, associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del terzo settore, nonché gli enti religiosi civilmente riconosciuti potranno accedere al credito d’imposta del 60% per canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda.

A beneficiare del credito d’imposta affitto sono anche i professionisti, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro, compresi i forfetari.

Va sempre precisato che il credito d’imposta spetta a condizione che il contribuente abbia subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Il calo del fatturato o dei corrispettivi deve essere verificato mese per mese, pertanto potrà accadere che spetti il credito d’imposta solo per uno dei tre mesi.

La circolare N.14 /E dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile.

Con il DL Rilancio viene riconosciuta la possibilità, da parte del conduttore di cedere il credito d’imposta al locatore, previa sua accettazione, come sconto sul canone d’affitto.

Credito d’imposta del 60% riconosciuto anche per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e dei processi produttivi per le spese sostenute nel 2020 e per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per tutelare la salute dei lavoratori e degli utenti anti Covid-19.

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L’iniziativa Resto al Sud che coinvolge i giovani dai 18 ai 45 anni e professionisti residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e le aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 e 2017 è oggetto di ampliamento attraverso il disegno di legge di conversione del Decreto Rilancio (Conversione in legge del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34).

Sul sito di Invitalia, gestore del progetto, viene annunciato che le imprese finanziate con Resto al Sud 2020 hanno già iniziato a ricevere il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio come sostegno aggiuntivo per rispondere alla necessità di liquidità a seguito dell’emergenza Covid-19.

Per le 90 imprese, che a giugno ne avevano fatto richiesta, Invitalia ha erogato un importo iniziale complessivo di 1,5 milioni di euro con il fine di adeguare le realtà ai nuovi comportamenti di consumo della clientela, per implementare la digitalizzazione dei loro processi produttivi e gestionali.

Lo strumento Resto al Sud è nato per agevolare la nascita di nuove attività imprenditoriali nel Mezzogiorno, poi esteso alle aree colpite dal sisma del Centro Italia. Fino ad oggi ha finanziato più di 5.200 iniziative imprenditoriali e gli investimenti attivati sono di 352 milioni di euro, a fronte di agevolazioni pari a 166 milioni di euro.

Vediamo quali sono le novità e cosa prevede il disegno di legge di conversione Decreto Rilancio.

Leggi anche: Credito d’imposta sicurezza Covid-19: tutti i chiarimenti

Resto al Sud 2020: quali sono le novità della versione potenziata

L’impatto economico del Covid-19 a livello economico è visibile già dalle prime stime (rapporto Svimez del 9 aprile 2020) che descrivono l’andamento nelle diverse aree del Paese. In particolare, se è vero che la contrazione del PIL interesserà soprattutto il Nord Italia, area produttiva più colpita dall’epidemia, è il Sud che rischia di vedere pesantemente compromesso il suo assetto economico e sociale, a causa della lunga fase di stagnazione degli ultimi anni (con la sola, e parziale, eccezione del biennio 2016/17).

I finanziamenti che rientrano in Resto al Sud 2020 subiranno dei cambiamenti, ovvero è prevista una rimodulazione delle percentuali che passeranno:

Dell’investimento complessivo, il 35% (che passa al 50%) viene rimborsato con un contributo erogato a fondo perduto, il 65% (che passa al 50%) viene garantito dal Fondo Garanzia per le PMI con finanziamento bancario i cui interessi sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.

Passa inoltre da 50mila euro a 60mila euro il finanziamento massimo erogabile ad ogni beneficiario, si mantiene invariato di 200mila euro il finanziamento massimo che può essere concesso ai soggetti costituiti sotto forma di società.

Inizialmente escluse tra le attività beneficiarie, quelle agricole e commerciali, con una serie di revisioni ad oggi rientrano nell’incentivo destinato a realtà imprenditoriali che effettuano: la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; la fornitura di servizi alle imprese e alle persone e il turismo.

A rientrare nell’incentivo anche le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.

Gi incentivi sono destinati a coloro che sono residenti al momento dell’invio della domanda o che trasferiscano la residenza (entro 60 giorni) a seguito dell’avvenuto riconoscimento del finanziamento, nelle regioni soggette all’iniziativa.

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Pubblicato da Invitalia il bando “Impresa sicura” che definisce i criteri e le modalità di riconoscimento alle imprese del rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di DPI.

Le risorse messe a disposizione sono pari a 50 milioni di euro comprensivi degli oneri di gestione e fatti salvi eventuali incrementi della dotazione finanziaria disposti con successivi provvedimenti legislativi o amministrativi.

L’INAIL, in virtù dell’art. 43 del decreto Cura Italia del 17 marzo scorso, ha trasferito a Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo) le risorse con l’obiettivo di sostenere le aziende nel potenziamento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso l’acquisto di dispositivi e altri strumenti di protezione individuale.

Il fine del bando in questione è quello di sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese operanti su tutto il territorio nazionale in attuazione dell’articolo 43, comma 1, del decreto Cura Italia.

Vediamo i dettagli.

Leggi anche: DPI e sanificazione ambienti di lavoro: incentivi e istruzioni Covid-19

Rimborso spese DPI Covid-19: chi sono i beneficiari?

Invitalia è il soggetto gestore e cura gli adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti l’istruttoria delle domande e l’erogazione dei rimborsi previsti dal bando “Impresa sicura”.

Sono beneficiari del rimborso spese DPI Covid-19, tutte le imprese che indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che alla data di presentazione della domanda di rimborso, rispettano i seguenti requisiti:

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Rimborso spese DPI Covid-19: quali spese sono rimborsabili?

Rientrano nel Bando “Impresa sicura” le spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di DPI dalle caratteristiche tecniche rispondenti tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa, ovvero:

È necessario che le spese non siano inferiori a 500 euro e che risultino sostenute nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto Cura Italia, e la data di invio della domanda di rimborso.Il rimborso può essere concesso fino al 100 per cento delle spese ammissibili fino ad esaurimento della dotazione finanziaria disponibile. Gli importi massimi rimborsabili sono di 500 euro per ogni lavoratore destinatario dei DPI e 150 mila euro per l’impresa.

Leggi anche: Classi di rischio Covid-19: la classificazione delle attività produttive

Rimborso spese DPI Covid-19: entro quando e come presentare le domande?

Il processo di presentazione domande si articola secondo tre fasi.

In prima fase, le imprese interessate possono inviare, attraverso lo sportello informatico all’indirizzo istituzionale di Invitalia, una prenotazione del rimborso, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal giorno 11 maggio 2020 ed entro il giorno 18 maggio 2020.

Ciascuna impresa può presentare una sola prenotazione di rimborso.

Durante la seconda fase avviene la pubblicazione sul sito dell’Agenzia dell’elenco di tutte le prenotazioni correttamente inoltrate dalle imprese nell’ambito della fase 1, ordinate cronologicamente secondo l’orario di arrivo della richiesta.

L’elenco rappresenta una formale comunicazione alle imprese dell’esito connesso all’invio delle prenotazioni. I soli soggetti la cui prenotazione è collocata in posizione utile per l’ammissibilità a presentare domanda di rimborso sono ammessi a procedere alla compilazione della domanda di rimborso, secondo i termini e le modalità di cui alla fase 3 che consiste nella compilazione e istruttoria della domanda di rimborso.

la domanda di rimborso redatta attraverso la procedura informatica e contenente le informazioni indicate nell’apposito modello, disponibile sul sito di Invitalia, a partire dalle ore 10.00 del giorno 26 maggio 2020 ed entro le ore 17.00 del giorno 11 giugno 2020.

Successivamente all’adozione del provvedimento di ammissione al rimborso, l’Agenzia procederà all’erogazione direttamente sul conto corrente indicato dall’impresa nella domanda di rimborso.

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Qual è la situazione attuale per quanto riguarda le agevolazioni liberi professionisti e Covid-19? Proviamo a fare un riepilogo sulle misure messe in atto fino ad ora verso la categoria degli ingegneri e quali sono gli strumenti a disposizione, fornendo qualche chiarimento.

Vediamo in ordine gli aspetti che interessano liquidità, indennità erogate, da erogare e per i neo iscritti alle casse ed infine un esempio di contributo regionale emesso a favore degli ingegneri materani.

La situazione difficile che sta attanagliando l’intera nazione, dovuta all’emergenza sanitaria Covid-19, si sta riversando soprattutto sugli studi di ingegneria e architettura di piccola-media dimensione oltreché sull’intero tessuto economico.

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Liberi professionisti e Covid-19: liquidità

Con il Decreto Liquidità pubblicato in GU – Decreto Legge 8 aprile, n. 23 è stato trasformato il Fondo di Garanzia per le Pmi al fine di garantire fino a 100 miliardi di euro di liquidità, potenziandone la dotazione finanziaria ed estendendone l’utilizzo anche alle imprese fino a 499 dipendenti.

Tuttavia non è l’unico prestito messo a disposizione per i liberi professionisti verso i quali Inarcassa ha previsto, per i propri iscritti, il finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro.

A tal proposito, il CNI chiarisce che i liberi professionisti possono ottenere finanziamenti a condizioni agevolate, ovvero:

Vediamo le due opzioni nel dettaglio.

Prestito 25 mila euro Medio Credito Centrale

I liberi professionisti che possono chiedere il prestito (della durata di 6 anni e tasso di interesse stimato tra l’1% e il 2%) sono gli iscritti all’Albo professionale o nell’apposito Registro delle professioni non regolamentate.

Il prestito viene erogato dalla banca su cui si ha un conto corrente ed è garantito al 100% dallo Stato. Per richiederlo occorre compilare un modulo che verrà predisposto da ciascun gruppo bancario e il modulo (Allegato 4 bis), disponibile su internet, per la richiesta della garanzia al Fondo Garanzia.

Le domande devono essere inviate tramite mail alla banca (non necessaria PEC) ed è possibile procedere da lunedì 20 aprile 2020, giorno dal quale ogni banca dovrebbe provvedere a predisporre un modulo semplice di raccolta di dati essenziali a cui occorre aggiungere il modulo del Fondo Garanzia Pmi. Non occorre presentare una richiesta al Fondo di Garanzia Pmi perché la banca si occupa dello svolgimento della pratica che non ha costi per il libero professionista.

Prestito 50 mila euro Inarcassa

L’esigenza di liquidità per lo svolgimento dell’attività professionale, dovuta alla situazione di emergenza Covid-19, è la finalità per la quale può essere richiesto il prestito da parte del libero professionista iscritto ad Inarcassa.

La banca (Banca Popolare di Sondrio, l’Istituto Tesoriere di Inarcassa) valuta le richieste e chi ottiene il prestito non deve pagare interessi che saranno a carico di Inarcassa.

Il professionista dovrà pagare 50 euro di istruttoria una sola volta, e 3,50 euro alla restituzione di ogni rata mensile. All’atto dell’erogazione inoltre, è applicata l’imposta dovuta per legge dello 0,25%. La restituzione del prestito inizia dopo 6 mesi dalla concessione attraverso rate mensili. Le durate sono di 24, 36, 48 e 60 mesi.

Ingegneri e architetti possono inoltrare la domanda on line attraverso il sito istituzionale dell’ente previdenziale ed è possibile presentarle fino al 31 dicembre 2020.

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Liberi professionisti e Covid-19: 600 euro anche ai neo iscritti alle casse

I dubbi sulla sorte dei neo iscritti alle Casse sono stati evidenziati fin da subito e il chiarimento è arrivato dal Ministero del Lavoro che conferma l’accesso all’indennità di 600 euro anche per loro.

L’ok al diritto del bonus 600 euro è legato al parametro reddituale rappresentato dal “reddito complessivo” percepito per l’anno di imposta 2018; tale reddito può non coincidere, pertanto, con il solo reddito derivante dall’esercizio della professione.

L’indennità, quindi, viene riconosciuta anche a chi si è iscritto nel 2019 o nel 2020 e nel 2018 non ha prodotto reddito professionale e il cui reddito complessivo risulta al di sotto dei limiti previsti (35 mila o 50 mila).

Il bonus va chiesto al proprio ente di previdenza entro il 30 aprile e pur essendo stata superata la disponibilità di 200 milioni, è possibile che il fondo venga rifinanziato. Per l’erogazione si sta procedendo secondo l’ordine cronologico come previsto dalla legge.

Intanto si procede con l’erogazione della seconda tranche, difatti il Consiglio di Amministrazione di Inarcassa ha deliberato il 20 aprile 2020, l’autorizzazione al versamento delle istanze di indennità presentate regolarmente dal 7 al 13 aprile. I mandati di pagamento saranno emessi dal 23 aprile e a seguire verranno evase tutte le domande presentate entro il 30 aprile prossimo.

Il CdA Inarcassa ha inoltre deliberato di sottoporre alla prima riunione utile del Comitato Nazionale dei Delegati – prevista per i primi di maggio – la proposta di impiego dello stanziamento di 100 milioni di euro derivante dalla variazione al bilancio di previsione 2020. Tutte le misure sono tra loro cumulabili con qualsiasi altra prestazione previdenziale e assistenziale disciplinata dai regolamenti vigenti dell’Associazione.

Non perderti lo speciale dedicato alle notizie sui professionisti e le misure adottate per contrastare la crisi Covid-19

I governi regionali a sostegno dei professionisti

Anche i governi regionali stanno adottando misure a sostegno dei liberi professionisti e Covid-19, tra questi la Basilicata.

La giunta Regionale della Basilicata delibera l’erogazione di un’indennità una tantum di mille euro per i professionisti che abbiano dichiarato nel 2018 un reddito complessivo annuo inferiore ai 30 mila euro.

Il Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Matera, Giuseppe Sicolo, esprime apprezzamento per la delibera adottata dalla Giunta Regionale di Basilicata:

“L’attenzione dimostrata dal governo regionale traccia la strada di una presenza solidale anche in risposta alle difficoltà in cui versano i professionisti in questo particolare momento di emergenza Covid-19. Ovviamente, siamo consapevoli della coesistenza con le altre priorità di carattere sociale ed economico, riguardanti numerose categorie di persone, imprenditori e aziende. Ci auguriamo, pertanto, che analoghe forme di affiancamento siano adottate ulteriormente, fino all’auspicato superamento di questo difficilissimo periodo”.

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Una nuova stampante? Un nuovo tavolo? Se l’intenzione è quella di dare una rinnovata e migliorare le condizioni del vostro ufficio e/o della vostra attività, professionisti forfettari è il momento giusto!

Ciò è possibile perchè, con la legge di bilancio 2020, l’agevolazione beni strumentali materiali si trasforma da bonus sull’ammortamento ad un credito d’imposta, quindi è correlata al costo del bene e non al processo di ammortamento.

Rientrano tra i soggetti beneficiari dell’agevolazione beni strumentali materiali, introdotta dalla manovra 2020, anche i professionisti con flat tax (ovvero coloro che percepiscono compensi o ricavi fino a 65 mila euro e soggetti ad una tassazione con aliquota al 15%).

Dell’agevolazione potranno beneficiarne i professionisti forfettari, utilizzando un credito del 6% in detrazione di imposte e contributi dovuti, inseriti nel modello F 24.

L’uso della congiunzione “anche” è necessario perché i professionisti con flat tax, che fino ad ora sono stati esclusi da agevolazioni, si aggiungono alla categoria di professionisti che determinano il reddito con regime normale semplificato o ordinario e che continueranno ad usufruire del credito.

L’applicazione del credito d’imposta ai professionisti è prevista dall’articolo 1 comma 194 della legge di Bilancio 2020 che cita:

“Il credito d’imposta di cui al comma 188 si applica alle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni.”

Ma andiamo per gradi e vediamo nel dettaglio cosa prevede l’agevolazione beni strumentali materiali.

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Cosa è cambiato con la legge di bilancio 2020?

Come sopra accennato con la legge di bilancio 2020, l’agevolazione beni strumentali materiali subisce una trasformazione. Si passa così, dal superammortamento (bonus sull’ammortamento applicabile fino al 2019) al nuovo credito di imposta (dal 1° gennaio 2020).

Mentre il superammortamento consentiva un incremento figurativo del costo del bene (40% fino al 2017 e poi 30% dal 2018) con maggiore risparmio Irpef, il credito d’imposta del 6% rappresenta uno sconto dalle imposte dovute, motivo per il quale è applicabile anche ai forfettari che risultavano esclusi dal superammortamento.

Tuttavia questa novità risulterà meno vantaggiosa per coloro che sono in regime ordinario rispetto ai benefici che comportava il superammortamento.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta del 6% calcolato sul costo di acquisto del bene stesso, che non può andare oltre i due milioni di euro. Resta il dubbio se ad essere agevolati siano anche i professionisti che abbiano effettuato acquisti entro il 30 giugno 2021, pagati con un acconto del 20% entro il 2020.

Leggi anche: Professionisti e legge di bilancio 2020. Quali sono le novità?

Agevolazione beni strumentali materiali. Cosa è possibile acquistare?

L’agevolazione è applicabile sull’acquisto di beni strumentali materiali e nuovi. I beni strumentali sono quei beni che vengono utilizzati dal professionista in modo durevole per lo svolgimento della propria attività; nello specifico si tratta di apparecchiature, attrezzi e strumenti propri dell’attività.

Nello specifico ad essere soggetti ad agevolazione sono i beni con un coefficiente di ammortamento superiore al 6,5%.

Tuttavia è necessario fare una distinzione tra beni strumentali materiali e immateriali perché di fatto l’agevolazione interessa quelli strumentali materiali che possono tradursi ad esempio in pc, stampanti e arredi.

E l’acquisto di software è soggetto ad agevolazione beni strumentali materiali? La risposta è negativa perché essendo beni immateriali, non sono agevolabili, neppure se si tratta di beni immateriali altamente tecnologici ed ammessi al regime del credito d’imposta del 15% per le imprese.

Il discorso cambia, qualora il software sia integrato nel pc, quindi acquistato con il bene materiale, è agevolabile perché inscindibile dal bene materiale.

È, inoltre, necessario che il bene sia localizzato in Italia.

Quali sono i beni esclusi dall’agevolazione beni strumentali materiali? I beni che non rientrano sono:

I software per l’edilizia, l’ingegneria e l’architettura rientrano nell’agevolazione?

Pare pertanto che ad essere esclusi siano anche i software per l’edilizia, l’ingegneria e l’architettura dedicati ad esempio alla progettazione, al calcolo strutturale, alle certificazioni energetiche, ovvero gli indispensabili strumenti per lo svolgimento della professione tecnica. Un’aspetto da non poco conto che paradossalmente risulta secondario non essendo stato contemplato nell’agevolazione.

Fondamentale è la conservazione di tutta la documentazione, affinché possa essere dimostrato l’avvenuto acquisto e possa essere applicata la giusta agevolazione beni strumentali materiali. L’assenza di specifica documentazione può comportare la revoca del beneficio.

Per saperne di più consulta i commi da 184 a 194 della Legge di Bilancio>> Scarica la legge di bilancio 2020 pdf

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È stato approvato dalla Regione Piemonte il bando per la richiesta dei finanziamenti in conto capitale per la costruzione di edifici ‘a energia quasi zero’, che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (deliberazione 41-2373 del 22 luglio 2011, pubblicata sul B.U.R. n. 30 del 28 luglio 2011). Il contributo previsto è del 25% dei costi ammissibili e si inserisce nell’ambito degli strumenti di incentivazione previsti dalla legge regionale 23/2002 Disposizioni in campo energetico.

Sono ammessi alla richiesta della domanda di contributo privati, soggetti pubblici e organismi pubblici e privati senza scopo di lucro, in qualità di proprietari o titolari di diverso diritto reale o di godimento rispetto all’intervento, che deve essere realizzato in Piemonte.

Allo stato attuale sono stati stanziati due milioni di euro la cui gestione è affidata a Finpiemonte spa con procedura “a sportello”. Il bando rimarrà aperto fino all’esaurimento della dotazione finanziaria. Le domande dovranno essere inviate con procedura telematica a Finpiemonte.

I contributi sono stati decisi in quanto la realizzazione di edifici “a energia quasi zero” riveste, a oggi, uno spiccato carattere dimostrativo, in ragione della maggior complessità progettuale e dei “sovraccosti” necessari per la loro realizzazione. Sono stati predisposti il bando, gli allegati tecnici e la modulistica relativa, approvati con determinazione dirigenziale n. 160 del 25 luglio 2011.

Ricordiamo che ai fini del raggiungimento degli obiettivi in materia energetica al 2020 (c.d. “20-20-20”), l’Europa ha attribuito una particolare importanza a tale tipologia di edifici, il cui standard sarà obbligatorio per tutte le nuove costruzioni a decorrere dal 2020, con un anticipo di tale obbligo a partire dal 31 dicembre 2018 per gli edifici di nuova costruzione di proprietà o occupati da enti pubblici.

Consulta la pagina dedicata della Regione Piemonte

Fonte Regione Piemonte

Sono disponibili gli atti del convegno, tenutosi il 9 settembre scorso in occasione del PV Rome 2010, sugli aspetti autorizzativi e fiscali dell’incentivazione in Conto Energia. Il convegno è stato organizzato dal GIFI, Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane.

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Le nuove linee guida per l’autorizzazione unica, Inglieri
L’autorizzazione unica nella Provincia di Roma, Prignani
Il regime fiscale dell’incentivazione in Conto Energia, Laterza
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