Sustainable Smart Town is coming! Senza perdere la spontaneità della vita

A circa 50 km da Tokio è pronta a sorgere una SST, ovvero una Sustainable Smart Town. A promuoverla è il colosso Panasonic, che da sempre si contraddistingue per l’impegno a sviluppare le proprie attività contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente. Ma vediamo di cosa si tratta.

 

Dove una volta c’era una fabbrica della Panasonic, nel marzo 2014 verrà realizzato un modello di smart city riproducibile: 19 ettari, 1.000 abitazioni, zero emissioni.

 

Obiettivo ambizioso: ridurre le emissioni nocive e di CO2 del 70% su tutto il territorio nazionale entro il 2018 (rispetto al 1990); ridurre i consumi idrici del 30% (rispetto al 2000); aumentare la produzione di energia rinnovabile di oltre il 30%. I servizi municipali verranno gestiti da un’azienda ad hoc costituita da Panasonic e i suoi partner e si tratterà di servizi intelligenti.

 

Le linee guida di questo progetto si snodano in 9 punti fondamentali.
1. Gestione dell’energia: nei 19 ettari della città saranno installati generatori solari di energia nelle aree residenziali, nelle strutture pubbliche e sul territorio, per un totale di circa 3MW di moduli solari e 3MW di accumulatori. Inoltre per la produzione di energia e di acqua calda verrà impiegato l’approccio Ene Farm, un sistema di celle a combustione attraverso la combinazione di idrogeno – gas e ossigeno – aria. In ambito residenziale si ricorrerà all’impiego di elettrodomestici ad alta efficienza, monitorati grazie ad un impianto domotico.

 

2. Sicurezza: telecamere e luci stradali a sensore verranno installati in ogni zona della città: entrate e uscite, edifici pubblici, parchi e incroci principali. Particolari sensori in grado di rilevare il volume di traffico saranno collegati all’impianto di illuminazione che verrà acceso di conseguenza.

 

3. Mobilità sostenibile: car-sharing con veicoli elettrici, biciclette parzialmente o totalmente elettriche, servizi di noleggio auto a domicilio e stazioni di accumulatori dove noleggiare batterie ricaricate: una prima sperimentazione di sistema di battery sharing per biciclette elettriche e altri veicoli.

 

4. Gestione intelligente e risparmio energetico: tutta la città sarà in rete: energia, mobilità, sicurezza, consumi, aspetti finanziari, il tutto al fine di contribuire al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, che potranno sempre essere informati e consigliati sul proprio stile di vita.

 

5. Emergenza sismica: visto che il Giappone è ad alto rischio sismico, è stata pensata un’area comune, attrezzata con servizi di prima necessità, riserva alimentare, case-tenda dotate di pannelli solari, celle a combustione ed accumulatori per far fronte alle situazioni critiche.

 

6. Verde pubblico: il principio è aumentare la percentuale di verde pro capite, realizzando veri e propri parchi attrezzati per tutta la città, migliorando la qualità della vita dei cittadini e il valore dell’immobile.

 

7. Salute dei cittadini: se all’esterno vi sarà una fitta rete di percorsi ciclabili e pedonali, nelle abitazioni verrà garantito il massimo comfort interno con una progettazione naturale e bioclimatica. Verranno eliminate tutte le barriere architettoniche, mentre le strutture ospedaliere e gli ambulatori saranno in grado di permettere a chiunque di risiedere in città.

 

8. Green Economy: il modello di vita sostenibile consente una riduzione di CO2, ovvero un risparmio energetico e di conseguenza un risparmio economico. Per accedere a tale concetto di vita sarà prevista l’erogazione di prestiti alle famiglie meno abbienti.

 

9. Formazione ed aggiornamento eco friendly: la SST diventerà un modello di riferimento anche per l’educazione “sostenibile” dei futuri abitanti, soprattutto in merito alle seguenti tematiche: raccolta differenziata, risparmio idrico, rispetto ambientale, risparmio energetico, mobilità intelligente. Inoltre si mira a creare una comunità fortemente attiva.

 

Tutti punti degni di nota, ma chissà perché al punto 4 mi è venuto in mente il libro 1984 di George Orwell (ovvero il Grande Fratello): l’uso eccessivo di telecamere, il mettere in rete un’intera città… Non si perderà un po’ la spontaneità dell’improvvisazione della vita? Una buona educazione, associata a dei mezzi-elettrodomestici a basso consumo e alla voglia di camminare e pedalare di più, non potrebbero bastare?

 

Articolo di Roberta Lazzari

 

Fonti:

http://www.panasonic.it

http://www.rinnovabili.it

CasaClima n.42 marzo-aprile 2013


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico