Superamento barriere architettoniche: il CNI scrive agli Ordini Territoriali

Superamento barriere architettoniche ADV: il CNI scrive agli Ordini Territoriali

Superamento barriere architettoniche

Con la Circolare – XIX sessione n. 387 del 28 maggio 2019, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri sottopone all’attenzione degli Ordini Territoriali e agli iscritti, la tematica che interessa il superamento delle barriere architettoniche con invito alla riflessione sulla situazione odierna, da parte dell’Associazione Disabili Visivi Onlus (ADV ONLUS).

L’oggetto della comunicazione emessa dal CNI è: “eliminazione delle barriere architettoniche per non vedenti e ipovedenti ai sensi del dpr n.503/1996, del dm n.236/1989 e del dpr n.380/2001 – necessità di prevedere accorgimenti e misure idonee in sede progettuale e di tenere conto delle esigenze delle persone non vedenti e ipovedenti – informativa per gli ordini territoriali e attività di sensibilizzazione degli iscritti all’albo”.

Tali disposizioni, come specificato nel testo, nascono per sottolineare la necessità di tenere conto e di adottare idonee soluzioni tecniche ed accorgimenti, a favore delle persone non vedenti e ipovedenti, nelle scelte progettuali che riguardano gli edifici pubblici e quelli privati aperti al pubblico (banche, alberghi, centri-commerciali, supermercati, ecc.).

Superamento barriere architettoniche ADV. Perché è difficile raggiungere questo traguardo?

L’Associazione Disabili Visivi Onlus, che rimarca il fondamentale rispetto della normativa circa l’eliminazione o superamento delle barriere architettoniche, reclama che ancora oggi “si continua a progettare e a costruire o ristrutturare senza installare gli ausili prescritti per l’orientamento e la sicurezza di non vedenti e ipovedenti”.

Una questione, quella dell’adeguamento per il superamento delle barriere architettoniche, che a detta l’ADV Onlus “nella stragrande maggioranza” trova incongruenze in quanto nelle asseverazioni rilasciate dai Professionisti è riportata la erronea dichiarazione di aver ottemperato alla eliminazione delle barriere architettoniche per i disabili, “dimenticando che sono disabili anche i non vedenti e gli ipovedenti”.

Nella nota viene precisato che tale aspetto rappresenta un equivoco in cui incorrono spesso anche le Autorità pubbliche, dato che persino l’ISTAT – in passato – a proposito dei dati relativi agli edifici scolastici, disegnava un quadro con punte percentuali del 70% di dichiarato rispetto nell’accessibilità per i disabili, quando in realtà la statistica faceva riferimento soltanto ai disabili motori, dimenticando completamente di considerare nella ricerca anche i disabili visivi”. 

Il problema riguarda principalmente le strutture pubbliche e quelle private aperte al pubblico, in cui mancano o sono del tutto insufficienti i percorsi e segnali dattilo-vocali sul piano di calpestio, necessari per l’orientamento e la sicurezza dei non vedenti e degli ipovedenti.

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Superamento barriere architettoniche per non vedenti e ipovedenti. Quali obiettivi?

Il CNI riconosce la necessità di studiare soluzioni sia nella progettazione di nuovi edifici sia nella ristrutturazione di esistenti, affinché si possano garantire luoghi accoglienti e accessibili da tutti, rispondendo alle esigenze di fruizione anche con la presenza di segnalazioni e accorgimenti che permettano alle persone non vedenti, ipovedenti e sorde di orientarsi correttamente, riconoscendo le fonti di pericolo.

A tale proposito il Consiglio Nazionale degli Ingegneri propone agli Ordini provinciali, un’opportuna pubblicizzazione presso le proprie aree territoriali della normativa di riferimento tra gli addetti ai lavori e gli operatori del settore delle costruzioni e degli appalti pubblici, prevedendo eventuali seminari e corsi di aggiornamento sulla tematica del superamento delle barriere architettoniche, affinché si vadano a sensibilizzare gli iscritti e diffondere adeguatamente le “buone pratiche” di progettazione.

Relativamente alla normativa in materia di superamento barriere architettoniche, per non vedenti e ipovedenti, vengono in rilievo:

  • il DM 14/06/1989 n.236“Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche”;
  • il DPR 24/07/1996 n.503“Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici”;
  • il DPR 6/06/2001 n.380Testo Unico in materia edilizia.

L’Associazione Disabili Visivi Onlus ha varie volte evidenziato l’utilità e l’opportunità di ricorrere – a livello di moderno accorgimento tecnico – all’utilizzo di segnali e percorsi tattilo-vocali e delle mappe a rilievo, quali soluzioni concretamente efficaci e uniformi a livello nazionale.

Durante l’incontro del 14 maggio, presso il CNI, tra il Presidente dell’Associazione Disabili Visivi Onlus, Prof. Avv. Giulio Nardone e il Consigliere Gaetano Fede, in rappresentanza del Consiglio Nazionale, si è inoltre concordato di valutare percorsi comuni e future possibilità di collaborazione tra l’associazione e le rappresentanze della Categoria degli Ingegneri, sia a livello nazionale che provinciale.

Invito che il CNI accoglie volentieri, sollecitando gli Ordini degli Ingegneri a promuovere e diffondere nel rispettivo ambito territoriale le “Linee Guida per la progettazione dei segnali e percorsi tattili necessari ai disabili visivi per il superamento delle barriere percettive” (7^ edizione, marzo 2014), utile e aggiornato strumento di lavoro per la progettazione di soluzioni volte al superamento barriere architettoniche, basato sul linguaggio tattile LOGES-VET-EVOLUTION (Linee di Orientamento Guida e Sicurezza).

La conquista di diritti, di un senso e significato diverso dato alle parole e al linguaggio ci lascia presagire una società fatta di eguali nelle differenze, di luoghi con cui positivamente identificarsi e di spazi aperti a tutti e accoglienti, un presagio non necessariamente utopico, ma che lì ha radici [Zygmunt Baumann – da Progettare luoghi senza barriere, di Leris Fantini].

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