Stop agli incarichi gratuiti! Rettifica del Comune di Molfetta

Stop agli incarichi gratuiti di ingegneria e architettura! Rettifica del Comune di Molfetta

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Il grido arriva dall’OICE, che manifesta un grave disappunto sulla questione incarichi gratuiti. L’evento scatenante è stato il bando di gara, pubblicato dal Comune di Molfetta, emesso il 12 novembre 2018 con scadenza fissata al 23 novembre 2018.

Purtroppo si trattava di un rinnovato caso di svalutazione del lavoro professionale, una notizia che scoraggia, alla luce dei cambiamenti che cominciano a vedersi da parte delle regioni italiane, sul fronte tutela delle prestazioni intellettuali del professionista.

Fortunatamente il 19 novembre 2018, è giunta la rettifica in merito al bando “Indagine di mercato per manifestazione di interesse per l’esecuzione di servizi tecnici di ingegneria e architettura – da affidare ai sensi dell’art.36 comma 2 lettera a) del D.Lgs 50/2016 e smi_ Piano di adeguamento del PRGC al PPTR” pubblicato dal Comune di Molfetta, attraverso la quale vengono effettuate delle precisazioni e variazioni rispetto alla prima versione emessa il 12 novembre 2018.

Incarichi gratuiti ed il bando di Molfetta, il dietrofront sul compenso

Oggetto del bando, inizialmente incriminato, è il servizio a supporto della progettazione del Piano di Adeguamento del Piano Regolatore Generale Comunale (PRGC) al Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR), consistente nell’attività di rilievo e verifica dei luoghi, predisposizione di elaborazioni specialistiche e di dettaglio ed ogni altra attività richiesta dal progettista conforme alla tipologia di incarico.

Nella pubblicazione del 12 novembre, alla voce importo stimato per l’incarico, si leggeva: “l’incarico da attribuirsi è a titolo gratuito, in quanto il corrispettivo…si concretizza come effetto di potenziale promozione esterna dell’affidatario, come conseguenza della comunicazione al pubblico dell’esecuzione della prestazione professionale. In altri termini l’utilità economica del contraente non è finanziaria ma è insita nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale, costituendo un apprezzabile miglioramento del curriculum, elemento di fondamentale importanza proprio per un giovane professionista”.

Inizialmente, l’unico compenso previsto era quello di 4 mila euro, oltre oneri previdenziali e IVA, da ripartirsi tra i giovani professionisti (il cui numero era stato indicato da 3 fino ad un massimo di 5) che verranno selezionati, a titolo di rimborso spese sostenute per l’espletamento dell’incarico.

Con la rettifica, scompare la dicitura “a titolo gratuito” e viene introdotto il corrispettivo forfettario fissato a 2 mila euro oltre oneri previdenziali e IVA per ciascuno dei giovani professionisti. Difatti la ricerca di mercato è rivolta a figure, in numero di due, di età inferiore a 40 anni, con meno di 5 anni di iscrizione presso gli albi professionali, che dovranno collaborare con un professionista senior della stazione appaltante, già individuato.

Tutto ciò, non vìola il codice degli appalti? Ecco il parere dell’OICE

Sulla questione del tentato incarico a titolo gratuito, si è espresso il Presidente OICE che attraverso un comunicato stampa, dichiara: “Quanto abbiamo letto è semplicemente scandaloso e in palese violazione del codice appalti. Non è tanto il fatto che si riservi soltanto a giovani professionisti un incarico di supporto come questo, è tutta l’impostazione della procedura che non va. Invece di affidare un incarico a terzi, con gara, per la redazione del piano regolatore, si bypassa la procedura ordinaria facendo finta di internalizzare le attività attraverso un professionista senior “già individuato” (come? con quale esperienza pregressa?) che, però, scarica a valle la maggior parte delle attività da svolgere a giovani professionisti che per 800 euro lordi a testa di rimborso spese dopo avere svolto il loro incarico e consegnato al progettista senior quanto richiesto, avranno in premio la menzione speciale e l’onore di essere citati. Tutto questo è semplicemente indecente oltreché in violazione del codice appalti che vieta gli incarichi gratuiti e la dice lunga su quanto poco interessino la qualità delle prestazioni e il rispetto di chi, giovane o meno, svolge attività professionale nel nostro Paese.”

Le preoccupazioni sollevate da Scicolone, riguardano anche la creazione della Centrale di Progettazione, la cui istituzione richiederà l’impiego di risorse per oltre 100 milioni, causando il blocco di un mercato raddoppiato negli ultimi due anni e mezzo.

Il presidente afferma la necessità” di stanziare risorse per progettare affinché si paghi ciò che si chiede, rispettando non solo chi sta entrando in questo settore dopo avere fatto studi e sacrifici (i giovani professionisti), ma anche chi è già presente sul mercato a costo di altrettanti sacrifici in termini di innovazione e ricerca, districandosi fra balzelli inutili e dispersioni. E che non si parli, allora, di qualità dei progetti, di sicurezza delle infrastrutture e di digitalizzazione se ogni giorno si deve assistere a questo improprio dileggio del ruolo dei progettisti. Vogliamo rispetto per la nostra dignità di tecnici e organizzazioni che all’estero sono apprezzati e purtroppo, in Italia sono derisi al limite dell’indecenza. Non possiamo accettare questo processo di estinzione dei progettisti!“.

Compensi obbligatori, una legge per ottenere maggiori tutele

Non è da escludersi che la rettifica arrivi proprio a seguito del clamore generato da tale scelta. Estremamente chiaro il punto di vista dell’associazione delle società di ingegneria e architettura, sulla questione degli incarichi gratuiti, nel quale è facile ritrovarsi, provando empatica rabbia e delusione sul mancato riconoscimento del reale valore del lavoro troppo spesso sminuito e deprezzato.

Situazioni sul mancato pagamento, fanno ripensare alle proposte di rendere i compensi dei professionisti dell’edilizia e dell’architettura obbligatori per legge. Sulla scia delle regioni Toscana (atto n. 29 del 6 marzo 2018) e Calabria (legge regionale n. 25 del 3 agosto 2018), le prime a legiferare in materia, anche Sicilia, Lazio, Basilicata si sono mosse su questo fronte.

Leggi anche Accertare il pagamento al professionista, altrimenti nessun’autorizzazione

Qualche settimana fa, anche la Puglia ha mostrato interesse sulla questione. In particolare l’Ordine degli Architetti PPC di Bari, ha presentato una bozza di proposta di legge, nata con l’obiettivo di tutelare le prestazioni dei liberi professionisti imponendo il rilascio delle istanze autorizzative solo previo inserimento della fattura che attesti l’avvenuto pagamento al professionista.

Tale proposta era stata sostenuta altresì dalla Federazione architetti di Puglia, Ordine degli ingegneri, Ordine dei geologi, Collegio dei geometri e gli Ordini territoriali pugliesi uniti per una soluzione conclusiva.

Purtroppo a pagarne le spese (le uniche previste) sono i professionisti, giovani e non, il cui lavoro merita un riconoscimento dell’impegno, non solo pubblicitario ma anche finanziario.

Consulta le pubblicazioni del Comune di Molfetta:

la prima del 12 novembre 2018

la seconda del 19 novembre 2018

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