Stabilità 2016: finanziamenti europei aperti anche agli ingegneri

Stabilità 2016: finanziamenti europei aperti anche agli ingegneri

Dopo tanti tira e molla, incertezze e annunci, finalmente è diventata ufficiale la possibilità per gli ingegneri e per i liberi professionisti di accedere ai finanziamenti messi a disposizione dell’Unione europea con i fondi FSE e FERS per i piani POR e PON, fino ad ora riservati solo alle piccole e medie imprese (PMI).

La parola definitiva è contenuta nel maxi emendamento alla Legge di Stabilità 2016 approvata in Commissione Bilancio a Palazzo Madama. Ecco il testo del nuovo comma 17-bis aggiunto all’articolo 40 della finanziaria.

I Piani operativi POR e PON dei fondi FSE e FERS, rientranti nella Programmazione dei fondi strutturali europei 2014/2020, si intendono estesi anche ai liberi professionisti, in quanto equiparati alle PMI come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita (…), come destinatari a tutti gli effetti dei fondi europei stanziati fino al 2020, sia diretti che erogati tramite Stati e regioni”.

Grande soddisfazione, come prevedibile, per gli ingegneri italiani. Armando Zambrano, presidente del CNI e coordinatore delle RPT, parla di un mondo che cambia e che si adegua alle mutate necessità. Incassato questo successo, però, si apre un nuovo tavolo di discussione: modellare le misure di supporto dei fondi europei, oggi tarate esclusivamente sulle PMI, anche alle esigenze dei liberi professionisti.

“Tutto questo dovrà cambiare”, promette Zambrano, confermando soddisfazione per questa misura che accoglie le richieste dell’Unione europea. “La chiedevamo da tempo, anche sulla scorta della normativa europea che invita i singoli stati ad equiparare i professionisti alla più ampia categoria di operatori economici, ai fini di consentire l’accesso ai finanziamenti anche europei”.

“Oggi come non mai possiamo dire che l’Italia riconosce i liberi professionisti come esercenti di una vera attività d’impresa”, dice Simona Vicari, sottosegretario allo sviluppo economico, che ha seguito i tavoli tecnici attorno ai quali si sono riunite nei mesi scorsi le associazioni di categoria dei professionisti per trovare misure atte a rilanciare la professione intellettuale sul mercato.

Adesso, continua Vicari “l’intervento normativo nazionale avanzato deve indirizzare le Regioni ad una interpretazione europea uniforme, relativamente all’accesso dei liberi professionisti ai fondi europei, proprio sulla base del Protocollo d’intesa sulle politiche di rafforzamento della competitività dei professionisti, proposto dal Mise alla Conferenza Stato-Regioni”.


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