Solai antisismici BubbleDeck, quando l’innovazione diventa flessibile

L’evoluzione all’attuale Normativa Tecnica Nazionale ha messo in primo piano le esigenze anti-sismiche per l’intero territorio nazionale ed ha tracciato linee guida per l’impostazione di strutture dal comportamento sempre più “sincero” e prevedibile. Allo stesso tempo ha posto l’attenzione sull’esigenza di una più attenta progettazione degli elementi secondari degli edifici quali le facciate, le pavimentazioni, gli impianti e tutto ciò che ne può pregiudicare sostanzialmente le condizioni di utilizzo anche dopo un eventuale evento sismico. Di qui dunque la richiesta innanzitutto di modelli strutturali che abbiano la finalità di ridurre il danno in modo commisurato all’importanza dell’opera.

Anche per ottemperare a queste particolari esigenze sta la valorizzazione dei solai cosiddetti a piastra che per l’appunto godono di talune “certezze” difficilmente riscontrabili invece in sistemi nei quali s’intende “dominare” le rigidezze nodali (come le classiche strutture a telaio) e con queste il perfetto ordine in sequenza della generazione di cerniere plastiche derivanti dagli spostamenti nodali in ragione delle sollecitazioni sismiche.

Le attuali esigenze architettoniche che prediligono ampie “luci di campata”, numero limitato di appoggi verticali, accompagnate molto spesso da irregolarità distributive, nonché le esigenze inerenti alla ricerca di evitare le fastidiose interruzioni di campata, nella stragrande maggioranza dei casi di progettazione integrata, fanno cadere la scelta su orizzontamenti del tipo a piastra. Nell’intento di minimizzare gli effetti dovuti alle masse e quindi ai sovraccarichi permanenti, nasce quindi la richiesta di alleggerire questo tipo di solai.

L’alleggerimento, oltre a ridurre l’impiego di calcestruzzo in quanto tolto dalle zone dove questo esplica il suo minore effetto pur mantenendo inalterato il comportamento strutturale del solaio, consente una serie di condizioni favorevoli, come la diminuzione dello spessore (a parità di luci), la riduzione dell’azione complessiva sulle strutture verticali nonché sulle fondazioni, grazie a una minore spinta sismica dovuta alla riduzione delle masse.

Pertanto l’impiego dell’alleggerimento sferico è dettato dal fatto che è effettivamente l’unica forma geometrica che garantisce il reale “effetto piastra” perché nella fattispecie, proprio nel merito della resistenza a taglio, è sperimentalmente dimostrato possedere i medesimi meccanismi di rottura del solaio massiccio, suo “fratello” più pesante. Non vi è dunque la necessità di bypassare il problema con l’artifizio della griglia di nervature, sistema  del tutto incapace a fornire le medesime prestazioni in condizioni di stato limite di utilizzo.

Questa innovativa soluzione tecnica per i solai in c.a. (o c.a.p.) in opera ha portato il brevetto BubbleDeck© verso più ampi orizzonti, assieme alla consapevolezza di avere, ancora una volta e nel migliore dei modi, espresso tutte le sue potenzialità.

 

 

 

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