Smartphone e misurazioni fonometriche. Il Giudice può emettere sentenza?

Smartphone e misurazioni fonometriche. Il Giudice può emettere sentenza sui dati raccolti?

Smartphone e registrazioni fonometriche

La persona disturbata dal rumore intrusivo vorrebbe per prima cosa sapere se il rumore supera il limite di legge per sincerarsi che non sia lui stesso intollerante, ma quando il rumore che disturba è imprevedibile, avviene ogni tanto e non alla stessa ora o avviene di notte egli non può far fare le misurazioni dal tecnico perché non può dirgli con sufficiente anticipo quando venire a casa sua per misurare il rumore.

L’utilità dello smartphone per misurare il rumore sporadico e aleatorio si presenta in situazioni di questo tipo, in quanto il tecnico può soltanto registrare il rumore quando esegue il sopralluogo, ma spesso in quel momento il rumore non c’è più o è meno forte di quello che disturba. In pratica il tecnico non può registrare rumori che avvengono in maniera imprevedibile.

Una soluzione è che la registrazione del rumore sia fatta con lo smartphone dalla stessa persona che lo lamenta e che così potrà fare le registrazioni da solo, quando vorrà, nel momento in cui il rumore si presenta e senza dipendere dal tecnico.

Ma è così semplice procedere con smartphone e misurazioni fonometriche? Tutt’altro: una delle difficoltà è che la misurazione del rumore intrusivo deve essere effettuata nelle stesse condizioni della misurazione del rumore di fondo.

In un locale silenzioso il rumore di fondo è basso e, in questi casi, vi è l’ulteriore difficoltà del rumore autogenerato dallo smartphone (cioè il rumore di origine elettronica all’interno dello smartphone) che introduce un errore di misurazione.

L’inconveniente è che l’autogenerato degli smartphone è elevato, circa 30 dBA, ben maggiore dei microfoni di Classe 1. Quindi la misurazione è più difficile quanto più il locale è silenzioso: il caso limite è nel silenzio di una camera da letto di notte a finestra chiusa.

Quali sono i vantaggi legati allo smartphone e misurazioni fonometriche?

Il vantaggio della registrazione con lo smartphone – ovviamente – è di essere gratis, mentre quella del tecnico è a pagamento.

La registrazione con lo smartphone avrà comunque bisogno del tecnico per essere analizzata e per avere la relazione dei risultati delle registrazioni, per comprovare che il rumore supera il limite di legge e quindi fare ricorso in Tribunale contro il responsabile del rumore.

Senza neanche un minimo di prova il ricorso rischia fortemente di non essere neanche preso in esame dal Giudice.

Queste registrazioni con lo smartphone non rispondono ai requisiti della normativa tecnica dei fonometri di Classe 1 e non sono fatte da un tecnico competente in acustica iscritto nell’elenco ministeriale (d.lgs. n. 42/2017).

Di conseguenza il Giudice non può emettere sentenza in base a misurazioni di questo tipo. Ma non è questo lo scopo della misurazione con lo smartphone: lo scopo è di ottenere dal Giudice di nominare un CTU che accerti il supero del limite massimo di legge effettuando misurazioni del rumore presenziate e di Classe 1.

Poi il CTU saprà come misurare rumori aleatori e imprevedibili chiedendo al Giudice di effettuare sopralluoghi di sorpresa al resistente responsabile del rumore, o mediante prove che simulano la produzione di quel particolare rumore.

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Quali limitazioni si hanno con lo smartphone e misurazioni fonometriche?

Quando si procede con smartphone e misurazioni fonometriche una delle principali difficoltà è il livello elevato del rumore autogenerato, molto maggiore dei microfoni da 1/2 pollice in Classe 1.Questo rende impossibile o critica la misurazione a livelli sonori bassi.

Invece con livelli del rumore di fondo maggiori di 10 dB si possono effettuare misurazioni, anche se con incertezza non rispondente alla prescritta Classe 1, come nella registrazione che segue, del rumore trasmesso in una camera da letto dallo scarico di un sanitrit al piano superiore:

Smartphone e misurazioni fonometriche

Fig.1_La registrazione effettuata con uno smartphone del rumore di un sanitrit con supero del fondo maggiore di 10 dB. Il rumore autogenerato dallo smartphone è 30 dBA (in rosso) e il rumore di fondo depurato con sottrazione logaritmica dal rumore autogenerato è 18 dBA_ Disturbo da rumore e isolamento acustico nelle abitazioni © Maggioli Editore

Prima di effettuare consulenze basate su misurazioni con lo smartphone realizzate autonomamente dalla persona disturbata dal rumore, il tecnico deve valutare bene e soprattutto conoscere le limitazioni di questo tipo di consulenza.

Infatti, il Giudice chiede che le misurazioni siano eseguite con fonometro di Classe 1 e che misurazioni e valutazioni siano eseguite da un tecnico competente in Acustica (Decreto legislativo 17/2/2017, n. 42 “Disposizioni in materia di armonizzazione della normativa nazionale in materia di inquinamento acustico, a norma dell’articolo 19, comma 2, lettere a), b), c), d), e), f) e h) della legge 30 ottobre 2014, n. 161”).

Invece, queste misurazioni con lo smartphone non sono né in Classe 1 né effettuate da un tecnico acustico accreditato, perciò rimangono valide soltanto in un limitato numero di casi.

Una registrazione con lo smartphone che sia di qualche utilità per la determinazione del supero della normale tollerabilità è praticamente impossibile senza le conoscenze di un tecnico acustico. Solo il tecnico, dopo aver esaminato il caso specifico, potrà indicare le modalità con cui effettuare le registrazioni con lo smartphone che abbiano le caratteristiche necessarie per poterle lui stesso elaborare con strumentazione e metodologie adeguate.

Certamente le registrazioni effettuate con lo smartphone dallo stesso cliente sono la sola soluzione possibile per tutti quei rumori che sono sporadici e imprevedibili e quindi senza la possibilità di fissare l’intervento del tecnico con sufficiente preavviso.

In ogni caso devono essere soddisfatte le condizioni di acquisizione che seguono:

  • l’ascolto della registrazione con lo smartphone deve consentire di riconoscere la sorgente del rumore sia alla persona che ha fatto la registrazione sia al tecnico acustico che si accinge all’analisi dei file audio;
  • l’acquisizione deve avvenire evitando che il segnale sia sottoposto a condizionamenti, filtraggi o riversamenti che introdurrebbero alterazioni e che lo renderebbero inutilizzabile;
  • è necessario che dai file audio “grezzi” siano ricavabili il livello e lo spettro del rumore autogenerato per poterne correttamente computare l’influenza sull’immissione e anche poter riconoscere eventuali guasti macroscopici della registrazione (per esempio microfoni danneggiati);
  • il livello del rumore autogenerato dallo smartphone è di circa 30 dBA e la quasi totalità dei dispositivi se non ne discosta più di ± 1 dB. Il livello dell’autogenerato è un primo riferimento per stimare il livello dell’immissione.

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