Sistemi APR (droni), prospettive e opportunità nel settore dell’ingegneria dei sistemi complessi

Il settore dell’aviazione europea ha da tempo avvertito la necessità analizzare ed approfondire in dettaglio le opportunità economiche, tecnologiche e di sicurezza che possono svilupparsi intorno al mondo dei cosiddetti SAPR (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), meglio conosciuti come droni.

 

Nel settore militare, grazie allo sviluppo delle tecnologie dei materiali e alle innovazioni nei settori delle telecomunicazioni, dell’informatica e delle nanotecnologie, è ormai tangibile il vantaggio nell’utilizzo di questa tipologia di velivoli, che sono perfettamente in grado di operare sul campo di battaglia (leggi anche Droni: gli impieghi dei sistemi SAPR dall’ambito militare a quello civile).

 

L’EDA (European Defence Agency), a partire dal 2007, ha ricevuto una direttiva dai Ministri della difesa europei per esaminare gli aspetti legati all’integrazione dei SAPR (droni) nel traffico aereo, svolgendo anche parte attiva in progetti come il MIDCAS (Midair Collision Avoidance Systems) ed il SIGAT (Study on Integration of unmanned aircraft system Into General Air Traffic).

 

Nel settore civile si sta assistendo, proprio nel corso del 2014, ad una vera e propria esplosione del fenomeno droni: l’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) ha emesso il primo regolamento che regola la classificazione, la certificazione e l’impiego dei mezzi aerei a pilotaggio remoto e anche il mondo dell’industria e dei servizi aeronautici è in pieno fermento in questo settore. Numerose imprese ed operatori si sono associati costituendo l’ASSORPAS, che si propone di favorire lo sviluppo corretto ed armonico del settore dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto, nel rispetto e delle garanzie di sicurezza di prodotto e di esercizio.

 

Il tema è di notevole interesse per i risvolti economici e le nuove opportunità di business ad esso collegate, basti pensare alla riduzione di costi di esercizio e di consumo di carburanti, che può essere conseguita sostituendo i SAPR ai velivoli tradizionali (sia ad ala fissa che ala rotante) per le attività orientate, ad esempio, al monitoraggio ambientale, alle ispezioni di infrastrutture e di impianti, alla sorveglianza del traffico stradale e nella realizzazione di nuove metodologie nella distribuzione di prodotti e servizi. Oggi, alcune note aziende multinazionali, tradizionalmente poco legate al settore Aerospace stanno già investendo in modo massiccio sullo sviluppo ed il raffinamento di tecnologie legate ai droni.

 

Amazon, leader nel settore della vendita on-line, sta pensando a nuovi modelli di business che prevedono l’ottimizzazione del sistema di logistica distributiva utilizzando droni in grado di recapitare pacchi in zone remote del globo. Google, colosso mondiale nel settore ICT (Information & Communication Technology), ha acquisito la Titan Aerospace, azienda già operante nel settore dei SAPR di alta quota, che dovrebbe fornire il know-how tecnologico necessario per consentire la realizzazione dell’Ubiquitous Internet, ossia la copertura totale di internet sul globo terraqueo e l’accesso ai servizi web anche in assenza di infrastrutture logistiche e di rete.

 

Nel contesto della vivace espansione del settore dei SAPR, strategico è il ruolo del polo tecnologico di Grottaglie (in provincia di Taranto), che offre concrete prospettive di avviamento e di consolidamento di eccellenza ed innovazione tecnologica nel settore dell’aviazione e dell’ingegneria dei sistemi complessi. Il polo di Grottaglie funge da aggregatore di competenze e da host infrastrutturale, rappresentando un’infrastruttura di rilevanza europea dedicata allo sviluppo del settore aerospaziale e al sostegno alle attività di ricerca, test e sperimentazione di nuove soluzioni aeronautiche.

 

Da quando l’aeroporto di Taranto Grottaglie è stato classificato come scalo nazionale nel piano nazionale degli aeroporti, si sono susseguiti dibattiti sulle potenzialità della location e dei suoi potenziali molteplici utilizzi, che spaziano dal trasporto passeggeri alla logistica di supporto per le fusoliere in fibra di carbonio realizzate nei contigui stabilimenti Alenia-Aermacchi e destinate al Boeing-787.

 

In occasione di un recente convegno, tenutosi a Roma presso la sede dell’ENAC, Giuseppe Acierno, Amministratore Unico Aeroporti di Puglia S.p.A., ha illustrato le nuove prospettive di sviluppo dell’aeroporto di Grottaglie quale Flight Test Center, destinato, in particolar modo, al settore dei droni, riscuotendo notevole interesse da parte di una numerosa platea di operatori e importanti stakeholder pubblici e privati.

 

Nel corso del convegno sono state evidenziate le strategie messe già in atto dalla Regione Puglia e dal Governo Italiano, nell’ottica di concretizzare, aggregare ed organizzare una serie di iniziative in un ambito territoriale quali la realizzazione di un incubatore di tecnologie e servizi per le aziende nel polo tecnologico di Grottaglie. Questi interventi trovano nell’ENAC, nella sua veste di autorità italiana di regolazione e controllo nel settore dell’aviazione civile, e nel consorzio pugliese DTA (Distretto Tecnologico Aerospaziale) una cabina di monitoraggio e di controllo che agevola la concreta finalizzazione delle varie azioni intraprese nel contesto territoriale del polo.

 

Sedime aeroportuale Aeroporto di Grottaglie: ipotesi di sviluppo

 

40°31’02”N 017°23’59”E: queste sono le coordinate geografiche dell’Aeroporto di Taranto Grottaglie. Si possono brevemente elencare le principali caratteristiche che rendono questa zona adatta ad ospitare il banco prova di SAPR:

– disponibilità di infrastrutture (aviosuperfici e facilities);

– condizioni climatiche ed ambientali idonee, ampissimi spazi marini e terrestri (bassa densità abitativa) e serie storiche meteo favorevoli;

– presenza di attori qualificati (le principali aziende aeronautiche italiane, PMI, Università, la Società di gestione Aeroporti di Puglia, il Ministero Difesa);

– un forte supporto dell’Amministrazione Regionale e delle Authority di regolazione;

– presenza di centri di Ricerca e di laboratori di ricerca, sviluppo e sperimentazione multidisciplinari con risorse adeguatamente formate (raggruppati nel DTA, Distretto Tecnologico per l’Aerospazio).

 

Di seguito sono riportate le caratteristiche delle aviosuperfici/aree di prova.

– Struttura Operativa: Classificazione: CD 4E

– Pista: Lunghezza 3200 m, Larghezza 45 m; Orientamento 17/35

– Superficie: asfalto , testate calcestruzzo

– Luci: avvicinamento, pista

– Radio assistenze: VOR/DME, ILS, VORTACAN

– Traffico consentito IFR/VFR

– Operatività: 8/20

– Sedime Aeroportuale attuale: circa 6 kmq

– Sedime Aeroportuale potenziale (ipotesi): circa 9 kmq

– Vicinanza Al Mare (circa 17 Km)

– Certificato Icao

– Dimensioni Importanti

 

Accreditati studi di settore effettuati per analizzare le condizioni territoriali, geomorfologiche e infrastrutturali delle zone limitrofe all’aeroporto di Grottaglie dimostrano come si possa agevolmente insediare un’area di prova di SAPR di considerevoli dimensioni, che permetta di effettuare delle verifiche relative all’utilizzo di velivoli ad uso civile con rotte a medio e lungo raggio.

 

L’area di prova che è stata individuata è caratterizzata da ampi spazi sia su terra che in mare, nonché da adeguati corridoi ed aree di loitering preferibilmente con scarsa densità abitativa e ben collegate alle infrastrutture aeroportuali; le dimensioni complessive della flight test area è di circa 35 kmq e può essere facilmente attrezzata per attività VLOS (Visual Line of Sight), EVLOS (Extended Visual Line of Sight).

 

La vicinanza alla costa salentina rende agevole la disponibilità di accesso a potenziali aree di prova sul mare e relativi corridoi di collegamento. Sono stati individuati un corridoio principale lungo circa 12 km con 16 kmq di superficie ed un corridoio alternativo di 17 km e 8 kmq di superficie; l’area marittima complessivamente disponibile può arrivare fino a 120 kmq.

 

I droni oggetto di test nel Polo di Grottaglie sono velivoli che supererebbero ampiamente i 25 kg di peso massimo al decollo e pertanto le necessità e le caratteristiche delle aree di test deve essere tale da adottare tutti gli accorgimenti necessari per tutelare l’incolumità della popolazione. Anche da questo punto di vista la collocazione geografica della zona consentirebbe di individuare vicino all’aeroporto un area di loitering di circa 4,5 km di diametro ed un area di caduta di circa 2 kmq, mentre sul mare l’area di loitering e caduta si estenderebbero rispettivamente a 15 e 10 km di diametro.

 

Il Polo di Grottaglie ambisce quindi a rivestire un ruolo di primaria importanza, a livello europeo ed internazionale, nel settore della sperimentazione e della ricerca dei sistemi e velivoli a pilotaggio remoto, nella prospettiva concreta di una completa offerta di servizi, ad alto contenuto tecnologico ed ingegneristico, che consentano di sostenere il rapido sviluppo di questo strategico settore.

 

L’ENAC – Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, la Regione Puglia, Aeroporti di Puglia, il Distretto Tecnologico Aerospaziale nonché il forte interesse delle principali aziende del settore tecnologico ed aeronautico italiano hanno da tempo intuito le ampie potenzialità di questo sito e si stanno attivamente impegnando, ognuno per l’ambito di propria competenza, nel sostenere quella che, a pieno titolo, si propone quale eccellenza tecnologica nazionale nel settore dell’industria aerospaziale e del’ingegneria dei sistemi complessi.

 

Articolo di Sebastiano Veccia (Ingegnere, Direttore Regolazione Aeroporti e Spazio Aereo – ENAC), Pierluigi Maffieri (Ingegnere – ENAC) e Francesco Appratto (Ingegnere – ENAC)


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