Sistemi anticaduta. Sicurezza su tetti e coperture

Le coperture non sono solo un elemento strutturale di chiusura, ma divengono spesso un luogo di lavoro. La realizzazione di interventi edilizi in quota riferiti a nuove costruzioni, o ad edifici esistenti per la manutenzione, espongono i lavoratori a rischi molto elevati di caduta dall’alto e ad altri gravi infortuni sul lavoro. I casi di incidenti mortali nell’edilizia nel 2010 sono diminuiti, ma è aumenta ancora la percentuale di chi perde la vita per una caduta dall’alto: dal 2008 al 2010 è passata dal 38% al 47% (dati Fillea Cgil). L’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori su tetti e coperture, posti ad un’altezza maggiore di 2 m da un piano stabile di calpestio, devono obbligatoriamente avvenire in condizioni di sicurezza, grazie alla corretta progettazione di misure preventive e protettive legate ai sistemi anticaduta.

In ambito di manutenzione edilizia è usuale dover far effettuare interventi su coperture, praticabili e non, anche solo per operazioni urgenti conseguenti ad eventi meteorologici inaspettati. In tempi più recenti, con il proliferare di antenne satellitari e pannelli fotovoltaici o termici sui tetti, la necessità di effettuare constanti attività di verifica è aumentata notevolmente ponendo in evidenza l’esigenza di permettere tali attività con frequenza regolare senza dover ricorrere a costosi ponteggi o carrelli elevatori.
Ma il cuore del problema resta sempre lo stesso. La mancata o errata predisposizione di sistemi di accesso e vincolo per effettuare i lavori in quota provoca una percentuale di incidenti mortali drammatica: sono 75 in termini assoluti i casi registrati nel 2010 nel settore edile, vale a dire con una media di quasi due alla settimana. 

Da questo semplice dato appare evidente come sia necessario da parte di tutti gli operatori e committenti non sottovalutare l’importanza di una specifica formazione, progettazione e realizzazione dei sistemi protettivi sia in fase di nuova costruzione che di ristrutturazione, contestualmente al corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. La predisposizione della copertura degli edifici, di qualsiasi tipologia e destinazione d’uso, con sistemi anticaduta certificati, a garanzia di chi effettua i lavori, deve avvenire in ottemperanza a quanto disposto dal d.lgs. 81/2008 ed in conformità alla legislazione europea (EN 363).

I sistemi più adatti a rendere sicure le attività sulle coperture sono le cosiddette “linee vita”, prodotti che prevedono degli elementi metallici, in genere piastre o pali con occhielli e/o punti di aggancio, fissati alle strutture dei fabbricati in posizioni specifiche verificate e collegati da cavi metallici per permettere agli operatori, dotati di imbracature adeguate, di connettersi con sistemi tipo moschettoni o simili ed operare in completa sicurezza e con buona libertà di manovra. Possono essere permanenti o temporanei, secondo la frequenza degli interventi di manutenzione.

I sistemi di protezione contro le cadute dall’alto sono suddivisi in classi:
La Classe A comprende i punti d’ancoraggio e a sua volta si suddivide in Classe A1 (punti d’ancoraggio strutturali progettati per essere fissati a superfici verticali, orizzontali e inclinate) e in Classe A2 (punti d’ancoraggio strutturali progettati per essere fissati a tetti inclinati);
– I dispositivi di ancoraggio provvisori (treppiedi, linee vita temporanee, ecc.) fanno parte della Classe B;
– La Classe C comprende tutti i dispositivi su linee di ancoraggio flessibili orizzontali, dove per orizzontale si intende una linea che devia dall’orizzonte per non più 15°;
– I sistemi su rotaia rigida orizzontale fanno parte della Classe D;
– La Classe E comprende ancoraggi a corpo morto da utilizzare su coperture piane.

È fondamentale che la scelta del sistema sia successivo al progetto distributivo e prestazionale, dato che i sistemi non sono tutti uguali ed è necessario valutarne gli usi e le ergonomie di utilizzo applicate all’impianto specifico. La scelta dei sistemi anticaduta, se non corretta, può essere inutile o addirittura accrescere il rischio per il lavoratore. Un sistema si definisce completo se è costituito da un complesso di elementi omologati accompagnato da idonea documentazione tecnica, schede tecniche dei vari elementi, istruzioni per il montaggio, uso e manutenzione periodica che entra a far parte di un fascicolo tecnico contenete la valutazione dei i rischi, le modalità d’uso e tutte le specifiche per ogni tipologia di manutenzione.

Composizione di un Sistema Anticaduta
Per proteggere efficacemente l’utilizzatore contro le cadute, durante i lavori in quota, un sistema anticaduta deve essere composto obbligatoriamente dai 4 elementi seguenti:

1. Punto di ancoraggio
Si tratta del punto in cui il sistema anticaduta è collegato in modo sicuro. La scelta del punto di ancoraggio è determinante per la sicurezza dell’utilizzatore; come regola generale, un punto di ancoraggio fisso non deve avere resistenza inferiore a 10 kN (ossia circa 1000 kg) per ogni operatore ad esso collegato (UNI EN 795).

2. Imbracatura anticaduta
è una protezione che , in caso di caduta, evita i danni fisici, assicurando una distribuzione omogenea degli sforzi lungo tutto il corpo, al fine di eliminare qualsiasi rischio di lesione (EN 361).

3. Elemento di collegamento
L’elemento di collegamento collega l’utilizzatore (mediante l’imbracatura ) al punto d’ancoraggio; questi dispositivi devono essere opportunamente scelti in funzione della libertà di movimento offerta all’utilizzatore e alla garanzia di sicurezza in caso di caduta; deve includere sempre un dispositivo di assorbimento dell’energia per garantire l’arresto senza danni per l’utilizzatore (EN 360 – EN 355 – EN 353-2 EN 353-1).

4. Piano procedure di salvataggio
Prima dell’utilizzo di un sistema anticaduta è necessario adottare tutte le misure relative alla messa in atto di un eventuale salvataggio; in caso di caduta, l’utilizzatore può ritrovarsi in sospensione con l’imbracatura nell’impossibilità di liberarsi da solo; la procedura dovrà tener conto dell’ambiente di lavoro, dei mezzi a disposizione e della rapidità della messa in atto (max 30 min. di sospensione inerte).

Contenuti minimi per il progetto di un sistema completo anticaduta
1. Progetto dettagliato di posa ed assemblaggio;
2. Certificato di corretto montaggio da parte dell’impresa installatrice;
3. Certificato di collaudo e relazione di calcolo professionale;
4. Certificato di omologazione degli elementi costituenti la linea;
5. Certificato delle bullonerie in fornitura;
6. Certificato statico prestazionale di ogni singolo pezzo speciale;
7. Fascicolo dei metodi e rischi (DVR);
8. Elenco dei DPI necessari;
9. Quadro di accesso e manutenzione con tavole dei pendoli di caduta;
10. Corso di formazione /addestramento all’uso dei sistemi installati.

Erroneamente si crede che le linee vita siano pre-certificate, ma esse sono pre-omologate in laboratorio ma solo nella componentistica: resta compito del professionista verificare la struttura esistente e la corretta installazione del sistema d’ancoraggio su tale struttura.

Articolo di Andrea Cantini

Per approfondimenti:
R.Angioni, D.Crovetti, La sicurezza nelle coperture. II Ed., Grafill, 2009
www.coperturasicura.toscana.it


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