Sisma Bonus Decreto Rilancio: come ridurre il rischio sismico?

Sisma Bonus Decreto Rilancio: come ridurre il rischio sismico?

Si parla di Sisma Bonus nel Decreto Rilancio pubblicato in GU il 19 maggio 2020. Nello specifico l’argomento viene trattato agli articoli 119 e 121 del Decreto Legge 19 maggio 2020, n.34. Tra gli incentivi previsti dal Governo rientrano quelli per l’efficientamento energetico (eco-bonus), sisma-bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici con innalzamento delle agevolazioni dell’eco-bonus e del sisma-bonus fino al 110% delle spese sostenute. La detrazione potrà essere ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

L’articolo 121 regolamenta la trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto, ovvero sul credito d’imposta cedibile all’impresa che ha eseguito i lavori e che potrà utilizzare tale credito per detrarlo a sua volta oppure cederlo “ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

Per quanto riguarda gli interventi finalizzati alla messa in sicurezza statica degli edifici, già rientranti nelle agevolazioni previste al comma 1, lett. i), art. 16-bis Tuir e incrementate dai commi 1-bis e ss. dell’art. 16 d.l. 63/2013, l’innalzamento dell’aliquota al 110% (per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021) non comporta nuove condizioni abilitanti, purché le opere siano realizzate su edifici ubicati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) e nella zona 3, facendo riferimento all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. Tali misure non sono valide per gli interventi eseguiti su edifici ubicati in zona sismica 4.

Il limite di spesa per gli interventi di messa in sicurezza statica degli edifici è di 96 mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio, per gli interventi sulle parti comuni di edifici condominiali. Il limite raggiunge i 136 mila euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio, in caso di interventi “combinati” di messa in sicurezza statica e riqualificazione energetica.

Focalizzandoci sul Sisma Bonus Decreto Rilancio, quali sono gli interventi che rientrano nell’agevolazione? Analizziamo nel dettaglio.

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Sisma Bonus Decreto Rilancio: il ruolo dei professionisti tecnici

I professionisti tecnici (in possesso di una laurea in ingegneria o in architettura) che ricevono l’incarico circa la progettazione strutturale, direzione lavori strutturali e collaudo statico, asseverano l’efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico.

Il progettista strutturale (ndr sulla base di quanto già indicato nelle linee guida in allegato al Decreto n.58 del 28 febbraio 2017, riprese a fondo articolo) assevera la classe di rischio dell’edificio precedente e quella conseguibile a seguito dell’esecuzione dell’intervento.

Per ottenere il riconoscimento del Sisma Bonus, è necessario presentare presso lo sportello unico l’asseverazione della classe di rischio del progettista e le attestazioni di conformità del direttore lavori e del collaudatore statico sugli interventi eseguiti al progetto depositato.

Per gli interventi di Sisma Bonus Decreto Rilancio è anche previsto da parte dei tecnici abilitati alla progettazione, l’obbligo di asseverazione della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, mentre per la cessione o per lo sconto previsto dall’articolo 121 del Decreto Rilancio, il contribuente deve richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta ai centri di assistenza fiscale o ai professionisti abilitati alla presentazione della documentazione fiscale.

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Sisma Bonus Decreto Rilancio: come intervenire per ridurre il rischio sismico?

Per conoscere quali sono gli interventi che rientrano nel Sisma Bonus Decreto Rilancio, il comma 4 dell’art. 119, ci viene in aiuto: “per gli interventi di cui ai commi da 1-bis a 1-septies dell’articolo 16 del decreto legge n. 63 del 2013, convertito, con modificazioni, della legge n.90 del 2013 l’aliquota delle detrazioni spettanti è elevata al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Per gli interventi di cui al primo periodo, in caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista nell’articolo 15, comma 1, lettera f-bis), del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917, spetta nella misura del 90 %…”

Per usufruire del bonus, il professionista tecnico deve fare riferimento alla classificazione prevista dalle Linee guida in allegato al Decreto n.58 del 28 febbraio 2017, le quali forniscono due metodologie per la valutazione, di cui una semplificata per lavori minori e per il miglioramento di una sola classe di rischio, e l’indirizzo di massima su come progettare interventi di riduzione del rischio per portare la costruzione a una o più classi superiori.

Le Classi di Rischio sono otto, con rischio crescente dalla lettera A+ alla lettera G.

Per la determinazione della Classe di Rischio si fa nel seguito riferimento a due parametri:

  1. la Perdita Annuale Media attesa (PAM), che tiene in considerazione le perdite economiche associate ai danni agli elementi, strutturali e non, e riferite al costo di ricostruzione (CR) dell’edificio privo del suo contenuto,
  2. l’indice di sicurezza (IS-V) della struttura definito come il rapporto tra l’accelerazione di picco al suolo (PGA, Peak Ground Acceleration) che determina il raggiungimento dello Stato Limite di salvaguardia della Vita (SLV), capacità in PGA – PGAc, e la PGA che la norma indica, nello specifico sito in cui si trova la costruzione e per lo stesso stato limite, come riferimento per la progettazione di un nuovo edificio, domanda in PGA – PGAD. L’indice di sicurezza (IS-V) della struttura è meglio noto ai tecnici con la denominazione di “Indice di Rischio”, introdotto dalla Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3362/2004 (GU n. 165 del 16-7-2004), e indicato come αu, al fine di modulare i finanziamenti statali per gli interventi di riduzione della vulnerabilità sismica delle costruzioni.

Gli interventi riconosciuti con il Sisma Bonus Decreto Rilanciohanno lo scopo di mitigare il rischio, con effetti sia sul parametro PAM sia sull’indice IS-V. Essi possono interessare elementi strutturali e/o elementi non strutturali, in relazione alle carenze specifiche della singola costruzione.

In base alla tipologia strutturale, bisogna procedere con gli interventi di rafforzamento locale, ad esempio con:

  • ripristino delle zone danneggiate e/o degradate,
  • eliminazione delle spinte orizzontali non contrastate,
  • rinforzo di parte o di tutti gli elementi resistenti,
  • inserimento di nuovi elementi, compatibili con quelli esistenti,
  • introduzione di una protezione passiva mediante strutture di controvento dissipative e/o isolamento alla base,
  • confinamento di tutti i nodi perimetrali non confinati dell’edificio,
  • opere volte a scongiurare il ribaltamento delle tamponature, compiute su tutte le tamponature perimetrali presenti sulle facciate,
  • eventuali opere di ripristino delle zone danneggiate e/o degradate.

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Appassionata di ingegneria, architettura, scienza e tecnologie. Abilitata alla libera professione di ingegnere sez.B e di geometra, ha studiato scienze dell’ingegneria edile a Firenze. Cura i contenuti di approfondimento e formazione professionale del sito della Maggioli Editore.

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