Scadenze Inarcassa Covid-19. Cosa cambia con l’emergenza Coronavirus?

Scadenze Inarcassa Covid-19. Cosa cambia con l’emergenza Coronavirus?

Scadenze Inarcassa Covid-19

Le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid-19 incidono sulla vita degli italiani che sta subendo delle conseguenze che vanno dalla gestione del lavoro, passando per quella familiare fino alle problematiche fiscali ed economiche.

Come già raccontato sono state immediate le proposte avanzate dalle associazioni di categoria al fine di sostenere i liberi professionisti maggiormente esposti al difficile momento che l’intera nazione si trova ad affrontare.

Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, si è espressa per quanto riguarda gli autonomi verso i quali è prevista, oltre alla sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, un’indennità una tantum di mille euro per co.co.co, autonomi e professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps.

Un primo passo importante è anche quello compiuto da INARCASSA che durante il Consiglio di Amministrazione della Cassa tenutosi venerdì 13 marzo 2020 ha rimodulato le scadenze Inarcassa Covid-19.

Una prima dichiarazione del presidente Giuseppe Santoro, riportava: “Stiamo provvedendo a rimodulare tutte le scadenze e a mettere in campo interventi sull’assistenza. Un lavoro complesso che garantirà agli associati sicurezza e serenità in questo difficile momento storico.”

Vediamo quali sono i provvedimenti adottati e in che modo gli iscritti, colpiti dalla crisi economica del Covid-19, verranno aiutati.

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Scadenze Inarcassa Covid-19: le proposte dal CNI

Il tema scadenze Inarcassa Covid-19 era stato anche sollevato dal CNI che su tale fronte si è mosso avanzando delle proposte sulla rimodulazione delle scadenze Inarcassa Covid-19. La lettera indirizzata al presidente, Giuseppe Santoro, datata 12 marzo 2020, raccoglie le seguenti richieste:

  1. consentire una moratoria di due dei tre versamenti del conguaglio annuale del contributo soggettivo e integrativo; in particolare la rata di marzo potrebbe essere spostata a giugno 2020, quella di luglio a settembre 2020 rinunciando all’Interesse dell’1,5% attualmente previsto; la terza e ultima rata andrà pagata come previsto a novembre 2020, anche in questo caso senza applicare l’interesse dell’1,5%;
  2. spostare le scadenze di pagamento della prima e della seconda rata del contributo minimo soggettivo e integrativo e del contributo di maternità rispettivamente: da giugno a settembre 2020 (prima rata) e da settembre a novembre 2020 (seconda rata). Parallelamente per gli iscritti che avessero optato per la rateizzazione bimestrale del contributo minimo si chiede una moratoria della prossima scadenza (aprile 2020 per il pagamento della seconda rata bimestrale) spostando il pagamento della seconda rata ad agosto 2020 per poi riprendere con le normali scadenze bimestrali in calendario;
  3. consentire in via eccezionale per il periodo compreso da marzo a dicembre 2020 l’emissione di un certificato di regolarità contributiva in sanatoria per gli iscritti che, in debito di contributi con la Cassa (ivi compresi i debiti trasferiti ad Agenzie Riscossione), abbiano a propria volta un credito comprovato con la Pubblica Amministrazione per lavori svolti e liquidabili. Ciò consentirebbe all’iscritto di emettere fattura per lavori svolti e di sanare totalmente o parzialmente il debito con Inarcassa (a seguito dell’incasso);
  4. estendere le misure emergenziali e di sostegno ai professionisti, non solo agli iscritti Inarcassa residenti nelle così dette zone rosse Covid-19 di Lombardia e Veneto ma a tutto il territorio nazionale, essendo evidente che la crisi coinvolge l’intero Paese.

Il CNI sottolinea come una moratoria dei pagamenti dei versamenti dovuti dagli iscritti è da considerarsi come segnale indispensabile che attualmente dovrebbe essere dato agIi iscritti per allentare la tensione in atto, pur riconoscendo me ciò avrà un effetto rilevante sul bilancio della Cassa dell’anno in corso, che potrà essere recuperato per l’anno successivo.

Le misure sopra menzionate, a detta del CNI, non produrrebbero minori incassi di elevata entità e sarebbero nel contempo di grande utilità per gli iscritti. Le minori entrate sarebbero peraltro limitate alla mancata quota interessi sulla rateizzazione dei conguagli per contributo soggettivo e integrativo.

Gli effetti sull’attività professionale svolta nel campo dell’ingegneria ed architettura, determinati dal rallentamento del ciclo economico in atto avranno effetti con più evidenza nei prossimi mesi, colpendo maggiormente gli studi professionali di minori dimensioni e ai professionisti più giovani. A tal proposito il CNI suggerisce di dare agli iscritti che nel 2019 hanno mostrato ridotte capacità di reddito una decurtazione pari ad un quarto l’ammontare della seconda rata del contributo minimo da versare nella seconda metà del 2020 (tale misura dovrebbe essere applicata ai soli iscritti che nel 2019 hanno dichiarato un reddito professionale uguale o inferiore a 16.000 euro) e un abbuono inferiore ai 300 euro da applicare solo agli iscritti che nel 2019 hanno dovuto versare Il solo contributo minimo soggettivo.

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Scadenze Inarcassa Covid-19: quali provvedimenti verranno messi in atto?

Le prime misure urgenti per gli associati Inarcassa a seguito dell’emergenza Covid19 sono state emanate dal Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 13 marzo 2020, durante la quale è stato deliberato un primo pacchetto di provvedimenti a favore degli associati, al fine di fronteggiare l’impatto economico del COVID-19 sui liberi professionisti architetti e ingegneri.

Il presidente Santoro ha dichiarato: “Le misure adottate quest’oggi (ndr 13 marzo 2020) coprono l’intera platea degli iscritti, ma sono solo le prime e le più urgenti per sostenere i nostri professionisti. Altre ne seguiranno, perché nessuno dovrà essere lasciato indietro. Ci aspettiamo dal Governo la stessa coerenza e lealtà nelle azioni di tutela della cittadinanza, sanando tempestivamente la gravissima discriminazione a danno dei liberi professionisti italiani”.

Di seguito, le azioni deliberate:

-Sussidio una tantum per nucleo familiare agli iscritti e pensionati a seguito di positività a COVID-19, di uno o più componenti il nucleo (coniuge o figli aventi diritto alla pensione ai superstiti):

  • € 5.000 per decesso;
  • € 3.000 per ricovero;
  • € 1.500 per positività senza ricovero.

-Assistenza sanitaria: copertura da ricovero per COVID-19 Indennità giornaliera di 30 euro fino ad un massimo di 30 gg per gli iscritti in regola e per i pensionati in caso di ricovero per contrazione del coronavirus.

Fondo di garanzia con l’istituto di credito tesoriere Per chi non ha merito di credito è allo studio la costituzione di un fondo di garanzia specifico per sostenere gli iscritti che hanno difficoltà ad accedere ai finanziamenti.

Finanziamenti a interessi zero per gli iscritti di qualunque età Finanziamenti fino ad € 50.000 senza interessi, da restituire in 5 anni per tutti gli iscritti in regola con gli adempimenti. Come per i Prestiti d’onore Inarcassa si farà carico del 100% della quota interessi.

Per gli architetti quali sono le proposte avanzate dal CNAPPC? Leggi l'approfondimento su Archietti.com

Rinvio dei termini di pagamento

a) Contributi minimi anno 2020:

  • nessuna sanzione per pagamenti su prima e seconda rata effettuati entro il 31 dicembre 2020;
  • sospensione rateazione bimestrale SDD (rate 30/4 e 30/6). La riscossione sarà ripresa a partire dal 31/8/2020. Ultima rata 30/4/2021. Nessuna sanzione per ritardi fino al 30/4/2021.

b) Rateazione conguaglio 2018 SDD:

  • slittamento 1a rata (31/3) al 31/7/2020 e ultima rata al 31/3/2021;
  • sospensione pagamenti ricompresi tra il 1° marzo e il 30 giugno 2020 (rate di piani in corso, nuovi addebiti). La riscossione riprenderà a partire dal 31/7/2020.

-Sospensione delle azioni di riscossione e di accertamento

Sono sospese fino al (31/12/2020) tutte le nuove azioni di riscossione coattiva su importi scaduti relativi ad anni precedenti il 2020. Fanno eccezione le azioni di recupero già avviate mediante: ruoli affidati all’Agente di Riscossione (AdER) e azioni giudiziali. Sono altresì sospese le attività di accertamento contributivo.

Regolarità contributiva per debiti rateizzati presso AdER

Il certificato di regolarità contributiva viene rilasciato anche ai contribuenti (professionisti/società) che presentano debiti affidati ad AdER, per i quali è stato concesso dall’Agente di Riscossione un piano di rateazione regolarmente rispettato.

Scopri di più sul bonus professionisti. Leggi l'articolo su Ediltecnico.it > Coronavirus, bonus mensile per i professionisti

500/600 euro mensili per i liberi professionisti

Al momento resta in atto la misura prevista dal  D.L. n.9 del 2020 che prevede la concessione, per un massimo di tre mesi, di una indennità mensile pari a 500 euro in favore dei lavoratori autonomi che hanno sospeso l’attività a seguito dell’emergenza sanitaria solo per i comuni della ex zona rossa ovvero Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vo’.

Con il Decreto Marzo prima parte del Cura Italia, agli autonomi è previsto il riconoscimento di un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. Tra i destinatari ci sono: professionisti e collaboratori coordinati e continuativi, stagionali, lavoratori del turismo e delle terme, dell’agricoltura e anche per i lavoratori dello spettacolo con redditi inferiori a 50 mila euro.

I 600 euro spettano anche agli iscritti presso ordini professionali e concorrono alla formazione del reddito, pertanto non sono soggetti ad IRPEF. Il versamento è a carico dell’INPS. Per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS l’indennità è pari a 500 euro. Attenzione però, le due indennità non sono cumulabili.

Per conoscere le scadenze fiscali consulta Fiscoetasse.com > Lo scadenzario fiscale 

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