Sbloccati fondi per 2 miliardi di euro. Ferrovie e metropolitane

Fondi sbloccati per 2 miliardi di euro. A nuovo ferrovie e metropolitane

Fondi

I fondi in arrivo per il trasporto rapido su rotaie, sono stati ripartiti dai decreti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le risorse non appartengono a nuovi stanziamenti ma provengono dalla Legge Bilancio 2017Legge 232/2016.

Ad essere interessati ai 2 miliardi di euro sono: il trasporto rapido di massa e le ferrovie non interconnesse.

Al comma 140 della legge bilancio 2017, si cita l’aspetto dell’istituzione di un fondo da ripartire, con una dotazione di 1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, anche al fine di pervenire alla soluzione delle questioni oggetto di procedure di infrazione da parte dell’Unione europea. Tra i settori di spesa interessati vi sono: trasporti, viabilità, mobilità sostenibile, sicurezza stradale, riqualificazione e accessibilità delle stazioni ferroviarie.

Lo sblocco risorse avviene dopo l’arresto del processo di assegnazione dei fondi, causato dall’ incostituzionalità del comma 140 in quanto non prevedeva l’accordo con le Regioni prima dell’adozione dei decreti. Con il raggiungimento degli accordi necessari in Conferenza Unificata, si ha il via all’utilizzo dei finanziamenti.

A chi vanno questi fondi?

Per le ferrovie non interconnesse le risorse stanziate sono pari a 404 milioni di euro e sono destinate al ripristino delle linee isolate e all’adeguamento tecnologico e strutturale al fine di garantire una maggiore sicurezza.

Le regioni e le linee ferroviarie non interconnesse alla rete nazionale, sono:

-Basilicata: Ferrovie Appulo Lucane 15,01 milioni;
-Calabria: Ferrovie della Calabria 74,86 milioni;

-Campania: Ferrovie Cumana e Circumflegrea 9,26 milioni; Ferrovia Circumvesuviana 43,93 milioni;

-Lazio: Ferrovia Roma – Civitacastellana – Viterbo  66,97 milioni; Ferrovia Roma – Giardinetti 3 milioni;

-Liguria: Ferrovia Genova – Casella 17,44 milioni; Ferrovia Principe Granarolo 0,60 milioni;

-Lombardia: Ferrovia Brescia – Iseo – Edolo 14,90 milioni;

-Piemonte: Ferrovia Domodossola – Confine Svizzero 22,73 milioni; Ferrovia Torino Ceres 15,78 milioni;

-Puglia: Ferrovie Appulo Lucane 21,89 milioni;

-Sardegna: Ferrovie della Sardegna 31,63 milioni.

Per le metropolitane sono disponibili 1,4 miliardi di euro e questi saranno destinati al rinnovo dei veicoli, al completamento, miglioramento e potenziamento delle linee. I fondi sono stati assegnati alle città di:

Milano, con 396 milioni di euro – Torino con 223 milioni – Genova, con 137 milioni – Firenze 47 milioni – Napoli 1,46 milioni – Reggio Calabria 23 milioni – Catania 59,50 milioni – Vicenza 19 milioni – Padova 56 milioni – Rimini 8,85 milioni – Città Metropolitana di Roma, con la quota maggiore, pari a 425 milioni di euro –

Consulta il Riparto delle risorse nel dettaglio

Sviluppare il trasporto pubblico per migliorare la mobilità e ridurre l’inquinamento

Fig.1 – Mezzi pubblici e auto private: le quote modali (valori medi). Fonte: Isfort, Osservatorio Audimob, anni 2000-2016

L’arrivo di queste risorse, potrà migliorare la condizione del trasporto su rotaie e incentivare un maggiore uso dei mezzi pubblici nelle città, riducendo l’uso di quelli privati. Un problema quello della mobilità nelle città, che necessita di una soluzione che garantisca il decongestionamento dal traffico dei percorsi viari riducendo il tempo passato in auto, valutato in media oltre l’11%.

Attraverso l’ampia raccolta dell’Osservatorio Audimob (indagine campionaria sulla mobilità feriale della popolazione italiana compresa tra 14 e 80 anni), di ISFORT è stato possibile descrivere i comportamenti in mobilità della popolazione nelle città oggetto di studio. L’analisi mostra che l’uso di mezzi pubblici è più frequenti a Milano e Roma piuttosto che a Palermo e Verona dove la stessa percentuale non raggiunge il 10% del totale e l’auto privata è il mezzo preferito nel 55-60% dei percorsi giornalieri (Fig.1).

Consulta il Report completo dell’ISFORT

L’impiego di queste risorse gioverà ai collegamenti, alle infrastrutture e indirettamente all’ambiente. Legambiente ha stilato un piano di 10 punti volto alla riduzione dell’inquinamento nelle città e tra questi viene evidenziata la necessità di estendere la rete tranviaria e ferroviaria e potenziare il trasporto pubblico, spesso troppo vecchio o inadeguato, permettendo così, la riduzione dell’uso dell’auto. Tutte le città con più di 50 mila abitanti e i comuni capoluogo, devono promuovere gli spostamenti con mezzi pubblici, bicicletta, bici a pedalata assistita, sharing mobility, car pooling e soprattutto a piedi, con l’obiettivo di limitare la circolazione dei mezzi privati a motore a non più di un terzo dei chilometri percorsi in città.

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