Proteste sui rumori da cantiere? Ecco la nuova UNI 11728:2018

Proteste sui rumori provenienti dai cantieri? Ecco la nuova UNI 11728:2018

nuova UNI 11728:2018

È entrata in vigore l’11 ottobre 2018 la nuova UNI 11728:2018Acustica – Pianificazione e gestione del rumore di cantiere – Linee guida per il committente comprensive di istruzioni per l’appaltatore. La nuova norma tratta la gestione dell’impatto acustico, volta alla tutela dei lavoratori presenti in cantiere ed i cittadini delle aree circostanti, direttamente raggiunti dal rumore prodotto.

All’interno del D.Lgs. 81/2008, all’art. 180, vengono definiti gli agenti fisici, ovvero il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazioni meccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, il microclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tali rischi sul luogo di lavoro, devono essere eliminati o ridotti. Si parla, nello specifico, di rumore al Titolo VIII, Capo I ed al Titolo VIII, Capo II.

Secondo l’Inail, l’esposizione in ambiente lavorativo da agenti di rischio di tipo fisico coinvolge in Italia, milioni di lavoratori. I dati, reperibili dal sistema di sorveglianza delle malattie professionali MALPROF, evidenziano come oltre il 70% delle malattie di probabile origine professionale, nel triennio 2013-2014-2015, siano riconducibili all’esposizione ad agenti fisici.

Quali sono i valori limite e i danni provocati dal rumore?

La tematica rumore viene trattata, come già accento precedentemente, nel Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. In particolare, all’ art. 189 del D. Lgs. 81/2008 vengono definiti i valori limite di esposizione e i valori di azione. Questi in relazione al livello di esposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:

a) valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 μPa);

b) valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 μPa);

c) valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 μPa).

Al comma 2) viene specificato: laddove a causa delle caratteristiche intrinseche dell’attività lavorativa l’esposizione giornaliera al rumore varia significativamente, da una giornata di lavoro all’altra, è possibile sostituire, ai fini dell’applicazione dei valori limite di esposizione e dei valori di azione, il livello di esposizione giornaliera al rumore con il livello di esposizione settimanale a condizione che:

– il livello di esposizione settimanale al rumore, come dimostrato da un controllo idoneo, non ecceda il valore limite di esposizione di 87 dB(A);

– siano adottate le adeguate misure per ridurre al minimo i rischi associati a tali attività.

nuova UNI 11728:2018

Scala del rumore in relazione alla sensibilità uditiva_ Inail

Il rumore, resta una delle principali cause di malattia professionale. Il danno da rumore più diffuso è l’ipoacusia (diminuzione della capacità uditiva) che si sviluppa a seguito dell’esposizione prolungata a rumori ed è di natura cronica. Sono soggetti a rischio di ipoacusia da rumore, coloro che sono esposti per periodi di tempo prolungati a fonti sonore da 85 dB.

Tra i danni procurati dal rumore vi sono: stanchezza, disturbi del sonno, emicrania, disturbi neuro-vegetativi e nei casi più gravi difficoltà di concentrazione, insorgenza di atteggiamenti ossessivi, disturbi della memoria ed irritabilità.

Di cosa parla la nuova UNI 11728:2018?

Di racconti sui cantieri molesti e delle lamentele sui rumori, ne è piena la storia. Difatti non è facile eseguire le attività giornaliere da chi occupa gli edifici limitrofi all’area cantiere ed è chiamato a tollerare il fastidioso frastuono proveniente dalle lavorazioni edili.

Il cantiere rappresenta una sorgente di rumore che non solo interessa chi ci lavora e svolge le attività ad esso connesse ma anche e soprattutto gli utenti delle aree circostanti. Con l’entrata in vigore della nuova UNI, l’obiettivo è quello di tutelare il comfort acustico previa l’adozione di metodi e procedure atti a garantire la riduzione al minimo e/o l’eliminazione del disturbo.

Le commissioni tecniche Acustica e vibrazioni e Gestione del rumore in ambito urbano hanno varato la nuova norma UNI 11728:2018 che fornisce indicazioni per definire gli obblighi di conformità in carico all’appaltatore da parte del committente, al fine di garantire una gestione corretta e soddisfacente dell’impatto acustico del cantiere.

Le istruzioni della norma possono anche essere fatte proprie dall’appaltatore a titolo volontario, a condizione che lo stesso appaltatore metta a disposizione le risorse per la loro applicazione.

Le finalità per le quali il committente richiede una gestione dell’impatto acustico possono essere diverse e non necessariamente tutte sovrapponibili. Ad esempio:
– per evitare lamentele da parte dei ricettori;
– per contenere le proteste affinché queste non interferiscano negativamente con i lavori del cantiere;
– per garantire una buona reputazione nei confronti del pubblico;
– per garantire il rispetto della legislazione vigente.

Consulta la norma UNI 11728:2018

La norma è sviluppata nel rispetto delle prescrizioni minime di legge previste in Italia (appendice A) e al contempo ne costituisce un ampliamento, permettendo che il rumore sia oggetto di una gestione sinergica che tiene in considerazione tutti gli ambiti che possono governare il disturbo percepito dalla cittadinanza.
Inoltre, tale norma può costituire un’applicazione specifica della serie di norme riguardanti i sistemi di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001 e UNI EN ISO 14004) e relativo processo di certificazione (appendice B).

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