Robot nuovo viadotto Genova: l’automazione conquista le infrastrutture civili

Robot nuovo viadotto Genova: l’automazione conquista le infrastrutture civili

Arriva l’intelligenza artificiale sul nuovo Viadotto Genova. I temuti automi (perché considerati una potenziale minaccia per il futuro del lavoro) ma necessari per agevolare compiti di difficile svolgimento da parte dell’uomo, come appunto l’ispezione di ponti e viadotti, sono stati presentati in conferenza stampa dal team di tecnici che ha seguito il progetto dell’innovativo sistema di controllo.

I robot escono dagli stabilimenti (scena degna di un film di fantascienza) e arrivano sulle infrastrutture civili dove l’automazione, a differenza del settore industriale, è ancora poco presente.

L’impiego di robot e sistemi di visione a Genova ha come obiettivo la sicurezza del viadotto inaugurato il 3 agosto 2020 attraverso telecamere e sensori, in grado di garantire in maniera automatica il monitoraggio periodico dell’infrastruttura.

Sbagliato definirli semplicemente robot perché si tratta della più importante infrastruttura tecnologica al mondo di ispezione, impiegata su una grande e cruciale infrastruttura viaria. I dispositivi sono stati progettati dall’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia e realizzati dal Gruppo Camozzi, su commissione dell’ATI costituita fra Seastema spa e Cetena spa (Gruppo Fincantieri).

Progetti dal cuore marchigiano presentati in conferenza dal Prof. Gian Luca Gregori, Rettore UNIVPM, dai docenti Univpm Adriano Mancini ed Emanuele Frontoni. In collegamento durante la presentazione, anche chi ha seguito la realizzazione dei sistemi di visione dei robot: Ferdinando Cannella dell’IIT di Genova, marchigiano e laureato in UNIVPM, Capo Progetto Robot, Michele Sasso di Ubisive (azienda marchigiana che ha realizzato il CPS del ponte e il box visione in collaborazione con UNIVPM), Francesco Pelizza di AMS (azienda marchigiana che ha progettato le strutture in carbonio dei robot – consulente SDA) e Vanni Valeri dello Studio Vanni Valeri, azienda marchigiana che ha la certificato la struttura e le funzionalità garantendo la sicurezza dei robot (consulente Camozzi).

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Quale è il compito svolto dai robot?

I robot che operano sul viadotto Genova San Giorgio si occuperanno automaticamente della scansione della superficie inferiore dell’impalcato, che generalmente è la parte più difficile da raggiungere. Ferdinando Cannella ha sottolineato che questi dispositivi periodicamente confronteranno i risultati ottenuti per prevedere l’insorgenza di eventuali problemi e difetti sulla struttura.

Sono quattro i robot impiegati: due i Robot-Inspection incaricati di effettuare le scansioni, due i Robot-Wash dedicati alle operazioni di pulizia. Cannella precisa che i primi due sono destinati alle attività di ispezione, mentre gli altri due svolgono mansioni di manutenzione. Il compito dei Robot-Wash è di pulire le barriere antivento ed i pannelli solari sfruttando la pioggia e/o la rugiada come risorsa di acqua per effettuare l’attività.

Render 1 robot_ ©https://it.news.camozzi.com/

Si tratta di dispositivi intelligenti, in grado di percepire le condizioni atmosferiche e di conseguenza procedere in autonomia o interrompere le attività in base all’intensità della pioggia o del vento. Inoltre, in base ai consumi raggiunti dalle batterie, regolano la propria capacità di portare a termine il proprio compito e se necessario si fermano alla stazione di ricarica più vicina per ricaricarsi.

Il Viadotto di Genova è la prima struttura che vede l’impiego di questi robot pensati (con i dovuti adattamenti) per tutte le infrastrutture, dalle gallerie alle dighe, fino ai grattacieli, dal momento che i roller coaster possono andare anche in verticale, oltre che in orizzontale.

Robot nuovo viadotto Genova: le caratteristiche tecniche

I due Robot Inspection e due Robot Wash si muovono sulle parti esterne ed inferiori del Ponte attraverso binari e ruote motrici per tutta la lunghezza del viadotto di ca. 1.100 metri, con regolarità e in funzione delle condizioni atmosferiche.

Vediamo nel dettaglio come sono stati progettati.

Render 2 robot_ ©https://it.news.camozzi.com

Robot-Inspection – Largo oltre 7 metri, dal peso di oltre 2.200 kg, questo robot è dotato di 82 ruote per la movimentazione dei due assi e di un braccio retrattile per l’ispezione, costituito da una parte fissa ed una mobile entrambe in fibra di carbonio, che arriva circa a 17 metri di lunghezza totale in modo che possa raggiungere dal bordo del ponte il centro dell’impalcato. Il monitoraggio esterno dell’impalcato viene effettuato proprio tramite questo braccio in fibra di carbonio che è in grado di scorrere per tutta lunghezza del ponte ritraendosi in prossimità dei Piloni.

Le fotocamere ad alta risoluzione e i sensori di misurazione delle condizioni delle superfici sono installate sul braccio e permettono di individuare dal deterioramento delle vernici, agli elementi di corrosione fino allo stato delle saldature. Le telecamere trasmettono in tempo reale le immagini di tutta l’infrastruttura. Grazie ai modelli computazionali, si effettueranno le verifiche sui dati raccolti segnalando rilievi e anomalie.

Robot-Wash è alto oltre 3.5 metri, lungo quasi 8 metri e pesa circa 2.000 kg ed ha 56 ruote per distribuire il carico sul bordo ponte; è ed è diviso in due parti: uno per la pulizia ed uno per la ricarica. Robot Wash ha il compito di rimuovere la polvere e i detriti dall’impianto fotovoltaico e dalle barriere antivento in vetro che delimitano le corsie mantenendo così l’efficienza e la funzionalità dell’infrastruttura.

Si tratta di robot green per via dell’uso sostenibile della risorsa idrica, difatti l’acqua utilizzata per i lavaggi delle strutture proviene dalle piogge e da altra acqua di condensazione raccolta sull’infrastruttura stessa. Il robot pulitore è in grado di monitorare sia la trasparenza dei vetri delle barriere antivento sia la quantità di acqua presente sulle superfici, attraverso sensori. Questi due parametri (trasparenza e presenza di acqua) permettono al robot di determinare quando intervenire per pulire queste superfici.

In caso di scarsità di pioggia e bassa umidità? In questi casi il Robot-Wash è dotato di un dispositivo soffiante per l’eliminazione del particolato che contribuisce al mantenimento dell’efficienza dell’infrastruttura in attesa della giusta quantità d’acqua meteorica per un lavaggio più accurato.

Appassionata di ingegneria, architettura, scienza e tecnologie. Abilitata alla libera professione di ingegnere sez.B e di geometra, ha studiato scienze dell’ingegneria edile a Firenze. Cura i contenuti di approfondimento tecnico e le novità sulla professione.